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Apple e la nuova riorganizzazione del top-management: Scott Forstall e John Browett lasciano Apple

Nov 1, 2012

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Apple e la nuova riorganizzazione del top-management: Scott Forstall e John Browett lasciano Apple

Scott Forstall e John Browett via da Apple

La notizia apparsa in rete qualche giorno fa ha sicuramente dell’incredibile, Apple ha comunicato infatti che Scott Forstall Senior Vice President of iOS software lascerà l’azienda a partire dal prossimo anno, con un periodo transitorio come consulente di fianco a Tim Cook per questi ultimi due mesi. Insieme a Scott Forstall lascierà Apple anche John Browett, responsabile degli Apple Store, nominato pochi mesi fa al posto di Ron Johnson; a quanto pare, però, la sua permanenza in Apple non è durata molto.

Se la notizia del licenziamento di Browett rientra sicuramente in quei piani di riorganizzazione del Management, e comunque era già nell’aria, vista la sua filosofia di governance, decisamente diversa dalla politica Apple, Browett; ex CEO della Dixons (on-line retail Britannico) , infatti era molto più concentrato sui ricavi delle vendite, che sulla Customer Satisfaction, orientamento fondamentale per Apple, e quindi per approcciarsi al mercato.

Sull’allontanamento di Scott, invece, la notizia è sicuramente da fulmine a ciel sereno, nessuno se lo sarebbe aspettato, probabilmente anche per Tim Cook la mossa è di quelle rivoluzionario, più di qualsiasi iPhone o iPad con schermi olografici o quant’altro, in quanto, c’è in ballo il futuro dell’azienda, o meglio il futuro del mobile software iOS.
Cerchiamo di ripercorrere la vita di Forstall per capire chi è e che importanza ha avuto in Apple.

Chi è Scott Forstall?

Scott, classe 1970, entra in Apple nel 1997 tramite l’acqusito di NeXT, società fondata da Steve Jobs, si occupò fin da subito di progettazione software con i progetti di Mac OS X e con la relativa interfaccia grafica Aqua. Nel 2006 divenne responsabile dei rilasci di Mac OS X al posto di Avadis Tevanian, dopo di che, fu nominato Senior Vice President of iPhone Software, e coordinò, o meglio ha coordinato fino ad un paio di giorni fa, tutta la squadra di sviluppo di iOS, sia nella progettazione del software che nell’interfaccia grafica.
Ultimi due grandi progetti SIRI e il tanto criticato Maps. Come abbiamo visto quindi Forstall rappresenta per noi e per Apple, iOS, il cuore dei nostri iPhone e iPad, perciò sicuramente dobbiamo a lui, quella familiarità, facilità, semplicità d’uso, che si percepisce utilizzando per la prima volta un dispositivo mobile Apple.

Prima della morte di Steve Jobs, si ipotizzò che Scott Forstall potesse diventare il nuovo CEO di Apple o, quasi sicuramente il dopo-Cook, sarebbe dovuto essere nelle sue mani, sia per le credenziali di tutto rispetto, sia per il grande potere che come abbiamo detto, attraverso la creazione di iOS, è riuscito a sviluppare in Apple. Ora quindi, rimane da capire come una persona così importante in Apple, definito anche come potenziale prossimo CEO, venga lasciato andare via senza apparenti motivazioni che abbiano portato a tale scelta. Sicuramente gli ultimi progetti, SIRI da un lato e Maps dall’altro, non hanno portato ad Apple il dovuto successo, e a quanto pare proprio la mancata firma della lettera di scuse pubbliche, riguardante l’evidente problema dell’applicazione Maps, che il CEO Tim Cook, è stato costretto a pubblicare, abbia fatto traboccare il vaso.

A mio avviso, sicuramente una mancata firma su di una lettera di scuse, non potrà mai essere considerata un motivo valido, per lasciar andare via una persona così importante, probabilmente i motivi di fondo sono stati altri e sicuramente di portata molto più profonda. C’è infatti chi sostiene che alla base dei motivi dell’allontanamento di Scott, ci sia una diversa concezione di definire il design grafico: da un lato lo Skeumorphic design, sostenuto da Scott, che prevede che interfaccia grafica riporti elementi reali come ad esempio il calendario in stile pelle o gli sfondi in legno di iBooks/iTunes U e il velcro del Game Center o addirittura il giradischi in Podcast, mentre invece dall’altro lato c’è chi come Jonatha Ive (Senior Vice President Industrial Design), invece, non ha mai apprezzato questa scelta, preferendo una interfaccia grafica molto più minimal e più legata alla fruizione del prodotto in sè.

Di certo i motivi non saranno mai noti, ma probabilmente, che qualcosa in iOS non andava come doveva andare, si era capito già, al di là di tutti i ragionamento sul Design,
iOS 6 sicuramente è stato il software “meno riuscito” di Apple, non ha portato in se nessuna innovazione/evoluzione, e probabilmente l’unica grande novità “Maps” è stata quella che ha subito più critiche di tutti, su SIRI invece, c’è ancora da aspettare parecchio, sicuramente la tecnologia attuale, e quindi l’intelligenza artificiale non permette ancora di poter utilizzare Siri come un nostro vero “amico virtuale”.

Tornando ad iOS 6, probabilmente di questo errore in Apple se ne erano già accorti, e quindi il cambiamento di rotta, con l’allontanamento di Scott, serve anche a rimescolare un po le carte in tavola, a cercare di dare nuova linfa ad un sistema operativo, che nell’ultimo anno è entrato in una fase di maturità, prossima al declino, e quindi una spinta così forte era, probabilmente strettamente necessaria, sopratutto in vista dei competitors sempre più agguerriti, vedasi Android 4.2 e Windows Phone 8, che portano con se moltissime novità e innovazioni software.

Apple: struttura del nuovo top management

Detto ciò, non ci resta che capire con quali risorse umane possa avvenire questo cambiamento, in questo caso, ci viene in aiuto proprio il comunicato di Apple, che ci illustra in che modo è stato riassettato il Top Management. Da un lato, non abbiamo nessun ingresso esterno, ciò vuol dire, che per sostituire Scott, ci sarà una sorta di allargamento delle responsabilità di alcuni Manager. Innanzitutto, Craig Federighi, attuale Senior Vice President di OS X, assumerà la responsabilità su tutto il software, sia esso Mobile iOS, che Desktop OS X, e quindi già qui potremmo capire se, quel progetto di integrazione degli ambienti software tra mobile e desktop, nei prossimi anni potrebbe risultare una reltà, visto sopratutto l’unione dei Team di sviluppo sotto un’unica responsabilità. Per quanto riguarda invece l’interfaccia grafica, verrà affidata tutta al “maestro” Jonathan Ive, da sempre capo progettista di tutti i Design dei prodotti Apple, dall’ultimo iPad Mini, passando per l’iPad ”Retina”, l’iPhone, i vari MacBook Pro, l’iPod…che quindi ora, per la prima volta si occuperà anche dell’interfaccia grafica di iOS, e sicuramente, a mio avviso ci saranno grandi novità. Apple poi sempre nel suo comunicato ha annunciato altri cambiamenti, tra cui, Eddy Cue, che già si occupa di tutti i servizi online di Apple, App Store, iTunes Store e iCloud, ora si occuperà anche di gestire Siri e Maps, croce e delizia per Apple. Bob Mansfield, invece, che doveva abbandonare Apple, per andare in pensione, rimarrà in azienda e guiderà per altri due anni un nuovo gruppo di lavoro, chiamato Technologies, che combina tutti i team wireless di Apple in un’unica squadra, promuovendo così l’innovazione in questo settore ad un livello ancora più alto.


Invece per quanto riguarda John Browett, cui abbiamo parlato ad inizio articolo dei motivi dell’allontamento, Apple è ancora alla ricerca di un suo sostituto, e nell’attesa, sarà Tim Cook in persona a prendere il comando di tutti gli Apple Store Retail.

Con ciò, quindi, Apple ha deciso di riorganizzare profondamente il suo Top-Management, in un anno che l’ha vista trionfare su ogni numero e con ogni prodotto e come è stato definito da Cook nell’ultimo Keynote “This has been a Truly Prolific Year of Innovation for Apple”, e quindi tale mossa potrebbe apparire apparentemente folle, ma probabilmente serve anche per dare una rottura con il passato, per generare nuova linfa alla sviluppo di idee, e per far capire che in Apple, anche senza Steve, possono ancora vedere luce nuove innovazioni e nuove Rivoluzioni.

Studente di Economia, vivo la mia vita tra gadget e gingilli tecnologici, non riesco a starne senza, negli ultimi anni il mondo della mela mi ha letteralmente rapito, ma sempre con un occhio critico. Profondamente Fan della giornata da 36 ore per riuscire a fare tutto ciò di cui mi occupo, non mancano le mie passioni per il Calcio, i motori e in particolare le 2 ruote.