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Cubot X10: recensione completa dello smartphone cinese impermeabile

Giu 18, 2015

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Cubot X10: recensione completa dello smartphone cinese impermeabile

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Chi segue da tempo il mercato degli smartphone cinesi, sa bene che ci sono delle caratteristiche che è difficile trovare. La compatibilità con tutte le reti 3G (problema risolto con la nuova lineup di Mediatek) o 4G, o ancora l’assenza di buone interfacce proprietarie o funzionalità esclusive sono solo degli esempi. In quest’ottica il Cubot X10, il modello di cui vi parliamo oggi, rappresenta un’eccezione, perchè è impermeabile, o quasi, essendo dotato di certificazione IP65. Tale certificazione attesta la completa protezione contro l’infiltrazione della polvere e l’infiltrazione di acqua. Non è quindi certificato per le immersioni in acqua ad 1 metro di profondità, nemmeno per tempi brevi, ma si tratta di una caratteristica utilissima che ci consente di utilizzarlo sotto la pioggia, o di non preoccuparci se dovessimo accidentalmente rovesciare un bicchiere d’acqua sul nostro telefono, o ancora, se volessimo utilizzarlo al mare per scattare le foto mentre siamo in acqua, senza doverci dotare di una scomoda custodia impermeabile.

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Di contro però le caratteristiche tecniche di Cubot X10 non sono all’altezza di altri modelli venduti nella stessa fascia di prezzo. Il sistema operativo si basa sulla vecchia release KitKat 4.4 anzitutto (senza ovviamente alcuna possibilità di ricevere aggiornamenti futuri ad Android 5.0), la risoluzione è 720p (1280 x 720 pixel), nonostante l’ampio schermo da 5,5 pollici, e un comparto tecnico che ruota attorno Mediatek MT6592, che appartiene alla lineup di Mediatek che precede la nuova generazione a 64-bit, e l’assenza del supporto alla connettività 4G. Per avere una valutazione più completa possibile del dispositivo, noi di Tecnologici.net lo abbiamo provato per 14 giorni allo scopo di dare una risposta alle seguenti domanda: qual è il “prezzo da pagare” per dotarsi di uno smartphone cinese impermeabile?

Videorecensione di Cubot X10

Design

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Aprendo il rigido box con cui si presenta ci si accorge di come la dotazione includa anche una buona cover trasparente in silicone, presenza piacevole data la difficoltà nel reperire accessori di smartphone cinesi. Gli altri accessori offerti in dotazioni sono quelli che troverete sulla quasi totalità di smartphone in commercio, ovvero:
– due pellicole lucide a protezione dello schermo e del retro (oltre a quelle che troverete già applicate)
– un cavo USB-microUSB per la ricarica, il trasferimento dati con un PC e la connessione con periferiche esterne tramite apposito cavo (supporta infatti l’OTG)
– una spilla per estrarre il vano per la SIM e la microSD
– un manuale di istruzioni (in inglese)

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L’estetica di Cubot X10 è un chiaro richiamo alle linee dell’iPhone 6, dove spicca la presenza di una cornice metallica a copertura dell’intero profilo del dispositivo e il retro in vetro, che riflette l’attenzione all’assemblaggio e la cura nella scelta dei materiali utilizzati. In mano si può percepire una solidità e robustezza più che convincenti ma anche un peso superiore alla media degli smartphone con schermo di pari dimensioni, come confermato anche dai 170 grammi indicati tra le specifiche tecniche. In mano si avverte facilmente l’importanza di questo peso.

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La configurazione di porte e tasti fisici lungo i bordi prevede i tasti di regolazione del volume sul bordo destro, assieme a quello di accensione, il vano per la doppia-SIM e la microSD, da estrarre tramite lo spillo in dotazione, il foro per il jack audio sul bordo superiore e la porta per la microUSB sul bordo inferiore, questi ultimi chiusi appositamente da sportellini per renderlo impermeabile.

L’impossibilità di rimuovere la cover per sostituire la batteria o la scomodità di utilizzare lo spillo per estrarre il vano per la microSD o la SIM sono le inevitabili conseguenze dell’impermeabilità (o quasi) del dispositivo, caratteristica di spicco del Cubot X10, che raramente è possibile trovare in uno smartphone cinese. La scelta di dotarsi di uno smartphone impermeabile o con batteria rimovibile dipende ovviamente dalle esigenze personali, ma è possibile espandere la memoria tramite una microSD. Anche questa si tratta di una feature solitamente sacrificata in funzione di un design sottile ed impermeabile.

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Tornando al design, Cubot X10 si caratterizza per una cornice attorno al display un po’ troppo spessa, come osservabile una volta accesso il display. Al di sotto dell’ampio display, troviamo i tasti soft-touch Android, purtroppo non retro-illuminati, compromettendo l’utilizzo al buio. E’ presente invece, in alto a destra, il LED di notifica. Sul retro, troviamo, in altro a sinistra, la fotocamera, che non sporge rispetto alla superficie, limitando il rischio di graffi poggiando il dispositivo su un piano.

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Accanto ad esso trova posto il flash a LED, di piccole dimensioni rispetto agli standard a cui siamo abituati. Al centro il logo CUBOT e, in basso, le scritte a garanzia delle conformità con le normative attuali (RoHS e CE) e la fessura per gli altoparlanti.

Display

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Il display del Cubot X10 offre una risoluzione HD (1280×720 pixel), nonostante l’ampio schermo da 5.5 pollici. La risoluzione farà storcere il naso ai più esigenti, soprattutto considerando che allo stesso prezzo ci sono modelli con schermi in Full-HD, ma la densità di pixel effettiva di 294ppi risulta più che accettabile nell’utilizzo pratico, e solo la visione di film a 1080p (e talvolta la navigazione desktop) ci fa sentire il bisogno di una risoluzione più elevata.

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Lo schermo di Cubot X10 si dimostra nella media sotto tutti gli aspetti con cui valutiamo solitamente un display di uno smartphone: angoli di visione di buon livello, profondità dei neri e contrasti allineati a quanto offerto dai comuni display LCD e buona riproduzione dei colori su tutto il range di luminosità della retro-illuminazione. I colori non sono particolarmente saturi, e questo potrebbe spingere chi ama quindi i display AMOLED su altri modelli.

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L’intensità della retro-illuminazione invece non è stata in grado di raggiungere quella soglia sufficiente per una buona visibilità all’aperto, dove più volte ci è capitato di dover utilizzare una mano per fare ombra sul display.

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In sostanza il display è quanto di più standard ci si può aspettare da uno smartphone cinese: d’altronde un gran numero di modelli cinesi sul mercato si appoggia allo stesso produttore (Sharp) per la fornitura dei display, e quindi, risoluzione e retro-illuminazione a parte, è difficile aspettarsi grandi differenze tra un modello e l’altro. Peccato solo per la retro-illuminazione, che trova in una configurazione di LED non proprio congeniale unita ad un flusso luminoso che necessiterebbe di qualche lumen aggiuntivo.

Hardware

Il comparto hardware di Cubot X10 si basa su un processore octa-core Mediatek MT6592, che fa parte della lineup di punta dell’azienda cinese prima dell’arrivo dei chip con architettura a 64-bit. In particolare però delle tre versioni disponibili dell’MT6592 è quello meno performante, con la frequenza di clock del processore che si ferma a 1.4Ghz (invece degli 1.7Ghz, e 2.0Ghz a cui si estendono le altre due rispettive versioni), caratterizzato anche da una frequenza della GPU (Mali-450) più bassa (600Mhz, invece dei 700Mhz delle altre due versioni). Il limite sulla massima frequenza di clock ha diverse implicazioni:

1) Le attività che richiedono elevate risorse computazionali, esempio le attività in multitasking o il gaming di complessi giochi in 3D (come quelli prodotti da Gameloft) non rendono al meglio con comparsa di lag nel primo caso, e perdite di frame nel secondo;

2) Le dispersioni di calore sono inferiori (la temperatura infatti resta sempre costante su livelli più che accettabili) così come i consumi e quindi l’impatto sull’autonomia del dispositivo quando i core del processore lavorano alla massima frequenza di clock; questo lo ritroverete anche quando parleremo della batteria del Cubot X10.

Questo sbilanciamento a favore di consumi e temperatura giova senza dubbio a tutti gli utenti che non necessitano di prestazioni esagerate, ma che si limitano piuttosto all’utilizzo più comune che un utente può fare dello smartphone: utilizzo di app, social, video su Facebook/Youtube, visione di filmati, scatto e condivisione di foto, navigazione web e poco altro, attività davanti ai quali il Cubot X10 si comporta in maniera impeccabile.

Giusto per darvi qualche numero segnaliamo che il punteggio che abbiamo ottenuto su Antutu, benchmark che solitamente utilizziamo per le nostre prove è stato di 28.131 punti, stranamente superiore rispetto ai dispositivi con l’MT6592 nella versione da 1.7Ghz che erano stati capaci di raggiungere 27.000 punti. Anche in navigazione web si dimostra impeccabile, con scroll fluidi, elevata reattività e precisione del tocco e con una buona velocità di caricamento delle pagine web. Piccola nota sui pinch to zoom che appaiono più “duri” e meno scorrevoli del previsto, da attribuire probabilmente ad un attrito della pellicola lucida superiore alla media. Qui, l’unica pecca da segnalare è la qualità di ricezione del Wi-fi. Siamo giunti a questa conclusione dopo aver utilizzato lo smartphone in un’area con basso segnale, dove, gli altri 4 dispositivi connessi alla stessa rete sembravano ricevere meglio il segnale rispetto al Cubot (il test è stato effettuato connettendo di volta in volta ogni singolo dispositivo, e mantenendo il Wi-fi su tutti gli altri).

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La navigazione attraverso il sistema è impeccabile, reattiva e priva di lag, grazie alla dotazione di 2GB di RAM, che, fortunatamente, sta diventando una dotazione comune anche su dispositivi in questa fascia di prezzo. Potrete inoltre scaricare un buon numero di app dallo store senza troppi problemi, vista la buona dotazione di memoria interna, pari a 16GB, tolti i 3GB occupati dal sistema operativo e dalle app pre-installate.

Per quanto riguarda invece la qualità audio, si attesta su livelli simili a molti altri smartphone di pari fascia: buono l’ascolto in cuffie mentre gli altoparlanti soffrono di un’estensione del volume piuttosto limitata, che ne limitano l’utilizzo all’aperto.

Per finire il GPS si è dimostrato sufficientemente adeguato, agganciando i satelliti al primo fix in tempi molto bassi (circa 20 secondi nel nostro caso): è un nota questa doverosa per tutti coloro che hanno sentito di problemi al GPS legati ai processori Mediatek, problemi che erano stati fortunatamente risolti con la penultima generazione octa-core, a cui appartiene l’MT6592 del Cubot X10.

Connettività

A differenza di gran parte degli modelli usciti quest’anno, Cubot X10 non supporta le reti 4G, come logica conseguenza dell’adozione di un processore Mediatek appartenente alla precedente generazione octa-core. Supporta quindi tutte le frequenze GSM e 3G e non avrete alcun problema di compatibilità con alcun operatore italiano. Vi ricordiamo che il Cubot X10, nonostante le scelte progettuali dettate dall’impermeabilità, è anche dual-SIM, supportando due diverse SIM tra cui è possibile scegliere, via software, quella con cui navigare ed utilizzare i servizi in 3G, con l’altra abilitata alle sole chiamate. Qui di seguito l’elenco delle frequenze supportate:

GSM: 850/900/1800/1900MHz
WCDMA: 850/1900/2100MHz

Fotocamera

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Per quanto riguarda la qualità fotografica, si possono fare considerazioni simili a quelle fatte sulla tecnologia del display. Gran parte degli smartphone cinesi condividono infatti gli stessi fornitori: Sharp per i display IPS, Sony per i sensori della fotocamera, Mediatek per i processori ecc.. In particolare il sensore utilizzato per la fotocamera principale è il modello IMX214 che abbiamo avuto modo di provare in numerosi smartphone cinesi e non. La qualità delle foto è sicuramente adeguata all’utilizzo più comune che gli utenti fanno della fotocamera, dalla condivisione sui social o su whatsapp, a qualche scatto occasionale da rivedere nel tempo. Se questo è l’intento la qualità fotografica è in grado di soddisfare la maggior parte degli utenti, dato che le foto in buone condizioni di luce, risultano ricche di dettagli e con una buona riproduzione dei colori, con un basso livello di rumore digitale. Al solito, ben diversa è la situazione in condizioni di luce non ottimali, dove si può osservare sia una perdita della fedeltà dei colori che una presenza ben più alta di rumore digitale. Come tutti gli altri dispositivi che montano il sensore IMX214, richiede inoltre una mano piuttosto ferma durante lo scatto di una foto, al fine di assicurare una corretta messa a fuoco degli oggetti. Piccola nota dolente è il flash a (singolo) LED a supporto del sensore principale, la cui potenza è decisamente bassa per poter essere effettivamente utile. Qui di seguito vi alleghiamo qualche scatto, non modificato, realizzato con il sensore principale. Poco da dire sull’interfaccia dell’app camera, che non mostra alcuna personalizzazione da parte del produttore, che ha preferito lasciare inalterate estetica e funzionalità dell’app camera di Android 4.4.

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Buona la qualità dei selfie, grazie alla fotocamera frontale utilizzabile senza particolari problemi, che ci evita di dover puntare la fotocamera posteriore verso di noi. La buona qualità non risiede nel numero di MP (8 invece di 5 di molti smartphone della concorrenza), ma nell’angolo di campo a 88° e nell’apertura focale da f/1.8 capace di catturare una buona quantità di luce.

Sistema operativo

Tra le note dolenti del Cubot X10 c’è da segnalare l’installazione di un sistema operativo ormai superato, Android KitKat in versione 4.4.2, dato che tutti i nuovi smartphone cinesi immessi sul mercato quest’anno sono usciti nativamente con Android Lollipop 5.0. Inutile ricordarvi che lo smartphone non verrà mai aggiornato alle versioni successive, dato che Cubot non rientra nella lista di quei (pochissimi) produttori cinesi che supportano il prodotto anche nella fase post-vendita.

In realtà le implicazioni della mancata installazione di Android in versione 5.0 non rappresentano un grosso problema per molti, dato l’esiguo numero di funzionalità aggiuntive rispetto alla 4.4.2 che troviamo installata sul dispositivo: ciò nonostante a nostro parere è preferibile avere un dispositivo aggiornato alle versioni più recenti, che si suppone siano più stabili e reattive.

Nello specifico, quali sono le funzionalità a cui dobbiamo rinunciare a causa della mancata dotazione di Android 5.0? Ve ne elenchiamo qualcuna:

– Notifiche presenti nella schermata di blocco
– Redesign delle applicazioni (sia estetico, secondo i canoni del material design, che funzionale, a favore di una maggiore intuitività)
– Nuova modalità di risparmio energetico
– Rinnovato task manager delle app in esecuzione, per una gestione più pratica del multitasking
– Una migliore gestione della sicurezza (es. difesa da malware o sblocco del dispositivo personalizzabile in base alla geolocalizzazione)
– Maggiore efficienza energetica, velocità e stabilità

Come vedete si tratta di rinunce che possono essere considerate trascurabili da coloro che non hanno particolare dimestichezza con gli smartphone, ma anche da coloro che intendono eseguire procedure di root e installare ROM custom, e quindi poco interessati al sistema installato nativamente.

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Batteria e autonomia

Spesso la semplice lettura della scheda tecnica non basta per ottenere certezze su quello che può fare l’autonomia di uno smartphone, infatti Cubot X10 è dotato di una batteria da 2.400 mAh. Il primo impatto è quello che possa non essere adeguata a sostenere l’utilizzo quotidiano, in realtà però l’autonomia dello smartphone è stato un indubbio punto interessante. Siamo arrivati più volte a coprire quasi 4 ore di schermo acceso nei giorni di utilizzo dello smartphone senza videogaming, scendendo di circa trenta minuti nel caso questa attività fosse presente.

A dar manforte ad una batteria non troppo capace è venuto in aiuto una architettura hardware non eccessivamente avida di risorse energetiche. Sono presenti sicuramente alcuni “trucchi” come la limitazione delle risorse energetiche (diminuendo la luminosità) con l’opzione modalità di risparmio energetico. Come già evidenziato in precedenza la limitazione del videogaming ha notevoli impatti sull’autonomia di Cubot X10 e, a questo proposito, se non siete particolarmente interessati a questo tipo di intrattenimento, potete stare tranquilli che con messaggistica (Whatsapp e Telegram), navigazione web, social network, 4 account email in push si riesce a coprire la giornata: un risultato che, almeno secondo noi, è davvero notevole.

Disponibilità e prezzo

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Cubot X10 è un dispositivo che si sta facendo strada tra gli smartphone cinesi grazie al fattore di resistenza all’acqua, ma anche ad un prezzo sicuramente concorrenziale. Potete infatti acquistare questo smartphone su Grossoshop.net al seguente link in due colorazioni: bianco con bordo in oro (noi abbiamo testato, come vedete dalle foto, la versione bianca con bordo argento) oppure quella nera con bordo grigio scuro.

Il prezzo è al momento di 153€ e, caratteristica diversa da altri store, Grossoshop.net si fa carico delle spese doganali come potete leggere nella seguente pagina.

Conclusioni

La vendita di uno smartphone come Cubot X10 in Italia dipende dall’impermeabilità: senza giri di parole questo è il fattore discriminante che caratterizza un cinafonino come questo che ora deve subire la concorrenza di tutti i nuovi smartphone Android provenienti dalla Cina con un set di specifiche di più alto profilo. L’impermeabilità invece è una caratteristica che difficilmente si trova a “basso costo” e quindi potrebbe rappresentare un motivo di acquisto serio.

Se ci si basa invece sulle sole prestazioni osservate durante la prova necessaria ai fini della recensione, possiamo constatare che purtroppo la presenza di Android KitKat 4.4 e  l’assenza del supporto 4G LTE possono invece limitare notevolmente l’esperienza d’uso per chi cerca uno smartphone “attuale e futuribile”. La solidità è sicuramente il punto forte, tanto da poterlo considerare come un valido muletto per chi deve fronteggiare esperienze più estreme o che possono minare la resistenza del proprio smartphone.

Pro:

– Design molto solido
– Certificazione IP65
– Foto macro di buona qualità
– Batteria che arriva quasi a 4 ore di schermo acceso

Contro:

– Display dalla luminosità non sufficiente all’aperto
– Sistema operativo fermo a Android KitKat 4.4.2
– Mancanza di supporto 4G LTE

Appassionato di tutto il mondo della tecnologia e dell'elettronica, soprattutto consumer. Sogna di non aver più bisogno di dormire per riuscire a dedicare il giusto tempo alle proprie passioni.
  • Angelo Rondinò

    si è più volte detto che se uno nn è interessato alla impermeabilità a quel prezzo si trovano smartphone con caratteristiche tecniche migliori ma io che prima di comprarlo ho cercato per una settimana anche su questo sito non ho mica visto niente di meglio a 150 euro.. me ne sai elencare alcuni? devo comprare un altro smartphone e se posso prendere di meglio lo faccio volentieri (sempre allo stesso prezzo) visto che nn sono interessato alla impermeabilità. cosa importante è affidabilità del hardware, qualità display, foto buone e che nn sia na lumaca…