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Guida ai benchmark per Android: tutte le differenze

Mag 9, 2012

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Guida ai benchmark per Android: tutte le differenze

Nella nostra guida ai processori degli smartphone abbiamo analizzato le caratteristiche più importanti dei processori, come il numero di core, la frequenza di clock, la GPU, la famiglia ARM e il processo costruttivo, utili per capirne le caratteristiche quando leggiamo le specifiche tecniche di uno smartphone o di un tablet.

Ma dopo aver preso confidenza con i termini tecnici che descrivono un processore, quello che ci interessa sono le prestazioni. Ma come si misurano le prestazioni di un processore?

Il metodo più comune per misurare la potenza di calcolo di un processore davanti ad un determinato compito (es. navigazione web o un gioco) è tramite i cosiddetti test al benchmark, programmi sviluppati appositamente per misurare le prestazioni di un processore attraverso una serie di test mirati. I test al benchmark non si limitano necessariamente al solo hardware, come ad esempio la misura delle operazioni in virgola mobile della CPU, ma possono essere applicati anche ai software, misurando ad esempio la velocità dei compilatori dei linguaggi di programmazione.

Oggi vogliamo cercare di fare chiarezza sui benchmark utilizzati nel confronto tra le prestazioni dei processori di smartphone e tablet. In particolare i benchmark utilizzati in ambito Android, in cui nomi come  “Quadrant”, “Nenamark”, “Linpack”, “Browsermark” vi saranno familiari, dato che compaiono spesso all’interno delle nostre recensioni di smartphone e tablet nell’apposita sezione dedicata all’ hardware. Ma cosa stanno a significare? Cosa misura e quale indicazione ci dà di preciso ciascuna tipologia di benchmark? Prima di andarli a vedere singolarmente però vogliamo fare una premessa importante. I test al benchmark non danno un’indicazione esatta della qualità dell’esperienza utente, su cui influisce la tipologia del sistema operativo, il particolare browser utilizzato, la tipologia e l’ampiezza del display ecc..

Più in generale i test al benchmark vanno presi con le pinze perchè non danno una precisa indicazione delle prestazioni del vostro processore. Per quale motivo? Perchè vengono effettuati in condizioni “ideali”, spesso lontane da quelle reali in cui avrete una dipendenza non trascurabile dal numero di processi aperti e dalle applicazioni installate.

In altre parole tutti i benchmark dovrebbero essere effettuati nelle stesse condizioni, con quest’ultime vicine a quelle operative nell’utilizzo quotidiano. Test al benchmark “seri” richiedono molte ore di test in diverse condizioni, dopo aver definito in maniera inequivocabile i vari metodi di test. E’ lecito quindi aspettarsi una certa approssimazione dai test di poche decine di secondi con programmi in cui è sufficiente fare un tap su un singolo tasto ed è altrettanto ovvio come i risultati possano differire da un utente all’altro pur effettuandoli sullo stesso modello di smartphone o tablet (oltre a variare spesso anche da una misura all’altra).

Restano comunque un discreto strumento per avere un’idea generale delle prestazioni del processore.

Appassionato di tutto il mondo della tecnologia e dell'elettronica, soprattutto consumer. Sogna di non aver più bisogno di dormire per riuscire a dedicare il giusto tempo alle proprie passioni.