| Design e display
| Hardware, connettività e fotocamera
| Sistema operativo e autonomia
| Prezzo, disponibilità e valutazione finale
Hardware e Connettività
Il motore di HTC One X è di prima qualità: chipset quad-core Tegra 3 da 1.5 GHz che sfrutta l’architettura 4-plus-1, ossia 4 core che si dividono i compiti più pesanti, più un core da “riposo” che si occupa del risparmio energetico e dei tasks più semplici, in modo da preservare i consumi. Abbinato a questo chipset troviamo 1 GB di memoria RAM e 32 GB di memoria interna, numeri da primo della classe, che permettono un utilizzo spensierato del sistema operativo di Google: potrete installare quante applicazioni vorrete, archiviando anche un’importante quantità di dati. Parliamoci chiaro: chi acquista uno smartphone a questo prezzo vuole il massimo delle performance. Riesce HTC One X ad accontentare anche l’utente più esigente?
I primi benchmark, che abbiamo analizzato insieme a voi, affermano che effettivamente la potenza di questo dispositivo è doppia rispetto agli altri rendendo l’ HTC One X adatto a chi vuole navigare nel web ad alte velocità di rendering, anche a scapito di un browser stock (tipico dell’interfaccia Sense) non propriamente facile ed intuitivo da utilizzare, e indicato anche a chi vuole sfruttare al meglio il mobile gaming. Nvidia, proprietaria del chipset grafico, si è sempre preoccupata del lato gaming ed effettivamente i giochi ad alta risoluzione girano benissimo senza scatti e senza impuntamenti, segno che l’ottimizzazione firmware ed hardware è di ottima fattura.
HTC One X è uno dei pochi smartphone che giunge negli Stati Uniti con il supporto alle reti LTE (che cosa sono le reti LTE?), non ancora certificate e validate per l’utilizzo in Italia, e per cui dovremo attendere ancora un po’, e che quindi ci limita alla disponibilità del “solo” top delle HSUPA fino a 21 Mbps. Come connettività siamo comunque su altissimi livelli, in quanto anche il Wi-Fi supporta i protocolli b/g/n/a che garantiscono velocità al top. Troviamo poi il supporto dell’HDMI tramite l’host microUSB per la connessione dello smartphone via cavo con le TV Full HD; al tempo stesso troviamo anche il supporto al DLNA (vi ricordiamo la nostra guida al DLNA per Android) per la connessione con i dispositivi in modalità wireless. Da annoverare anche la modernissima tecnologia NFC (near-field-communication) per lo scambio dei dati tramite vicinanza fisica dei dispositivi, l’ottimo Bluetooth 4.0 che diminuisce notevolmente i consumi della batteria in caso di utilizzo prolungato.
HTC One X è uno smartphone con un comparto hwardware di primissimo piano in grado di coprire ogni possibilità ed ogni potenzialità che il mondo Android offre.
Fotocamera
Da sempre la fotocamera è una delle note dolenti negli smartphone HTC e anche con la recentissima serie Sensation non abbiamo potuto annoverare significativi miglioramenti, nonostante il numero di Megapixel sia alla pari di quello dei concorrenti. D’altronde non è una novità che non è sufficiente la risoluzione del sensore per determinare la qualità complessiva della fotocamera. Con HTC One X il salto di qualità è evidente: la fotocamera da 8 Megapixel con il Flash LED, dotato di sensore di retroilluminazione BSI e soprattutto un’apertura f/2.0, garantisce risultati eccellenti in condizioni di bassa/assente luminosità.
La fortuna di questa è chiamata HTC ImageChip, un ulteriore processore ad hoc per l’elaborazione di immagine, che rende l’ HTC One X in grado di fare ottimi scatti, oltre a renderla velocissima sia nei tempi di startup dell’applicazione camera che in quelli di scatto vero e proprio della foto. Vi proponiamo qui a titolo di esempio uno scatto effettuato dai ragazzi del team PhoneArena che vale più di mille parole. La foto (cliccate sulla foto per vederla nelle dimensioni originali) è stata effettuata all’aperto in condizioni di luce non eccellenti, dato il meteo poco favorevole (cielo nuvoloso), ma nonostante questo i colori sono estremamente naturali. Decisamente buono anche il livello di dettagli.
Se vogliamo proprio andare a cercare il pelo nell’uovo, possiamo affermare un limite: i video sono registrati ad alta risoluzione a 1080p, però con un frame rate di 23 fps (frame-per-second) invece che dei 30 che ci saremmo aspettati. Il risultato, ad un’occhiata più superficiale, è comunque buono, ma dopo un’analisi più attenta ci si accorge di un leggero sfarfallio e di un leggero rumore di fondo. Vi proponiamo pertanto un video sample catturato alla massima risoluzione possibile.
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