News Recensioni

Mambo e Swing – la RECENSIONE: il futuro dei droni entry-level di Parrot

Gen 26, 2017

Mambo e Swing – la RECENSIONE: il futuro dei droni entry-level di Parrot

Parrot è solita proporre prodotti di altissima qualità ed anche questa volta non si è smentita con i suoi ultimi droni: Mambo e Swing sono due quadricotteri di ottimo livello, ideali per avvicinarsi a questo settore senza spendere cifre eccessive ed avere due ottimi dispositivi per l’intrattenimento.

Parrot Drones

Parrot Mambo

Parrot Mambo è un classico (nell’immaginario collettivo) drone. Le 4 eliche gli permettono un decollo verticale ed un’estrema precisione nelle manovre. Le dimensioni compatte gli consentono anche una buonissima maneggevolezza e risposta ai comandi. Il lag tra la ricezione del comando e l’azione è pressoché nullo, diventando meno ricettivo solo nei casi di vento.

2017_01_23_17_27_18

 

L’assetto così stabile è ottenuto grazie ad combinazione ben studiata di software ed hardware. I sensori presenti sono infatti molti: d’inerzia, accelerometro, giroscopio, ultrasonico e di pressione. Tutta questa tecnologia viene gestita egregiamente dall’applicazione in dotazione, che non perde mai un colpo. Non abbiamo mai riscontrato crash o lag nell’input.

Il controllo avviene attraverso il bluetooth dello smartphone, sfruttando un’interfaccia touch molto intuitiva e funzionale. Sono presenti anche delle routine molto simpatiche (backflip, frontflip e sideflip) e scenografiche. Il range è di circa 20 metri, che può essere elevato a circa 60 utilizzando il controller Flypad.

Abbiamo avuto la fortuna di poter provare anche questo il Parrot FlyPad e la resa è eccellente. Tralasciando l’aumento di portata (che su un prodotto così piccolo è scarsamente utile), il cambiamento reale rispetto al touchscreen è rappresentato dalle levette analogiche. Con il controllo fisico degli stick aumenta notevolmente la sensibilità e tutto appare più semplice. Sul Flypad è disponibile anche un braccetto (incluso) per inserire lo smartphone. Una volta completato l’accoppiamento telefono-controller-drone sul display del primo appariranno delle informazioni aggiuntive (batteria ed altro).

L’autonomia si assesta sui 6-7 minuti all’aperto, mentre sugli 8 indoor. Questo perché all’esterno gli aggiustamenti per contrastare il vento solo maggiori ed è necessario un dispendio energetico maggiore. Il consiglio è quello di acquistare un altro paio di batterie, visto che la ricarica vi farà attendere circa mezz’ora tra un volo e l’altro.

Nella parte inferiore del corpo è presente una telecamera da 0.3MP. Le foto scattate sono di bassa qualità, ma abbastanza simpatiche da rivedere dopo il volo.

La grandezza del mambo è di 18×18 cm, per soli 63 grammi di peso. Nella confezione sono presenti anche dei bumper proteggi-elica e 4 rotori di ricambio facilmente sostituibili. Sul sito Parrot sono presenti anche altri ricambi, che vi permetteranno di riparare anche il corpo centrale del drone. Una scelta intelligente ed onesta dell’azienda.

La confezione di Parrot Mambo non finisce qui. Sono presenti anche due accessori molto particolari: un cannone ed pinza meccanica. Entrambi si montano sul drone attraverso un sistema di pin e sono controllabili dall’applicazione. Il cannone spara delle sfere da 6mm (50 incluse) a circa 2 metri, mentre il braccio consente di sollevare oggetti da circa 4 grammi.

Parrot Swing

Parrot Swing è il secondo drone che abbiamo provato. Le considerazioni inerenti l’applicazione ed il flypad sono le medesime, visto che non cambia nulla rispetto al Mambo. Anche l’autonomia ed i sensori sono i medesimi, visto che il corpo centrale è esattamente lo stesso.

23012017-DSC00601

Come potete vedere dalle immagini, appare ovvio che la struttura tra i due è però diversa.
Questo secondo drone è dotato di ali di polistirolo da 97cm (rinforzate in plastica e carbonio) che gli permettono di volare con un doppia modalità. In entrambe il decollo avviene verticalmente, ma poi cambia del tutto. La prima permette allo Swing di viaggiare come un drone “classico”, quindi con le eliche rivolte verso l’alto. Nella seconda l’assetto diventa “da aereo”. Le eliche si rivolgono in avanti ed il quadricottero raggiunge velocità molto sostenute (fino a 30km/h), cambiando totalmente lo stile di pilotaggio. Questa modalità di volo e l’assenza di protezioni rendono il modello meno adatto ai bambini, visto che è più facile entrare in contatto con le eliche.

23012017-DSC00602
Pur se le ali in polistirolo gli permettono di volare in due modalità, donano una minor stabilità a tutto il velivolo. Il vento avrà più effetto sul drone (a causa dell’effetto “vela”) e lo rende certamente meno stabile. Le dimensioni molto più generose lo rendono inoltre meno maneggevole e preciso nelle manovre. Complessivamente appare più “goffo” rispetto al modello precedente.

23012017-DSC00600

Anche con Parrot Swing avrete 4 eliche di ricambio e la possibilità di acquistare numerosi pezzi sostitutivi. Le ali, ad esempio, potranno essere cambiate con soli 20€.

Conclusioni

Entrambi ci sono piaciuti molto e dimostrano l’enorme cura che pone Parrot nei suoi prodotti. Personalmente mi sono divertito di più con Parrot Swing, ma anche Parrot Mambo mi ha assolutamente soddisfatto. Il primo è certamente meno monotono, ma il suo è più rischioso.

Oltre alle considerazioni portate avanti nel corso dell’articolo, è da notare che le ali dello Swing lo rendono complessivamente più fragile del Mambo.

 

 

Malato di smartphone, tablet e gadget tecnologici. Alla spasmodica ricerca di qualcosa di nuovo che possa catturare la mia attenzione.