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Mercato Android

Set 26, 2011

Mercato Android

Android

Il mondo Android è sicuramente un mondo in rapida espansione: oltre 500.000 attivazioni di terminali Android al giorno. Sin da sui suoi inizi contrapposto al mondo iOS di Apple si è caratterizzato come un degno antagonista e con la peculiarità di non essere limitato ad un solo dispositivo, bensì a una marea di terminali che cresce tuttora con un ritmo, oseremmo dire, esponenziale.

Inizialmente il prezzo dei terminali era molto elevato, ma ora con il calo di prezzi è divenuto possibile scegliere anche dispositivi Android che abbiano un prezzo contenuto. Con ciò vogliamo sottolineare la diversa politica aperta che Google sta contrapponendo a quella più “elitaria” tipica di iPhone.

E’ tutto oro quel che luccica? Forse si, forse no. Se da un lato è vero che è affascinante un mondo aperto, in cui puoi avere un market da centinaia di migliaia di applicazioni, il tutto spendendo una cifra ragionevole per il proprio budget, dall’altro è anche vero che si tratta spesso di dispositivi che subiscono una sorte ambigua: escono sotto i riflettori, ma non vengono seguiti durante gli aggiornamenti, magari non vengono nemmeno ottimizzati.
Quante volte è capitato di vedere dispositivi che hanno ottime specifiche hardware, ma con firmware mal ottimizzati in grado di non garantire una durata minima?

Questo antefatto serve a fare un po’ luce su ciò che caratterizza questo mondo in costante mutamento.

Esiste una sorta di trattato: i cellulari che montano Android hanno diritto a 18 mesi di aggiornamenti assicurati.
E’ vera questa cosa? Ni. Sarà sicuramente vera dalla nascita della nuova versione del s.o. Ice Cream Sandwich e sicuramente va sottolineato che i terminali di punta sono sicuramente seguiti con un occhio di ritardo dalle case e pertanto prendendone uno sicuramente si può stare tranquilli per lungo tempo (sperando anche ed ovviamente nel supporto della comunità che produce rom cucinate). Però non sono pochi i casi in cui aziende come HTC, LG, Samsung e via discorrendo si siano lasciati alle spalle terminali che per specifiche hardware supportavano e soprattutto necessitavano aggiornamenti.

L’eccessiva segmentazione del mercato fa sicuramente bene al consumatore che ha più opzioni su cui indirizzare i propri fondi ed i propri sogni, ma al tempo stesso è sicuramente richiesta una maggiore serietà all’aziende produttrici. Dopo questa ampia e doverosa premessa, andiamo ad osservare cosa ci riserva il futuro per le varie case in questione.

 

Samsung. La casa sudcoreana è stata a lungo tempo la principale concorrente dell’Apple nella produzione di smartphone definiti top di gamma, terminali ad altissime prestazioni, che potessero rivaleggiare con il melafonino. Tuttora si tratta della casa che meglio fronteggia l’elevata potenza e ottimizzazione di quest’ultimo. Il Galaxy S2 rappresenta tuttora il top dei terminali in questo momento, potenza bruta e mille potenzialità.

Ma cosa c’è nel futuro di Samsung? Il grande Galaxy Note, di cui potete leggere nell’articolo QUI.

La famiglia dei Galaxy si è allargata notevolmente con i nuovi presentati all’IFA: Galaxy W, Galaxy R, Galaxy Y, Galaxy M. Una miriade di Galaxy che entreranno in ogni fascia di prezzo garantendo quindi al consumatore la più ampia scelta: per gli amanti della tastiera fisica sicuramente ci sarà il Galaxy M, orientato quindi verso una scelta business, per gli amanti delle alte prestazioni sicuramente il Galaxy R e Y.
Ciò che sta cercando di fare la casa coreana è sicuramente l’aggredire il mercato vendendo terminali per tutte le tasche, ma non disdegnando ovviamente anche il supporto ai suoi terminali più vecchi. Il Galaxy S (in entrambe le versioni Amoled e SCLCD) sicuramente sarà dotato di Android Gingerbread (nd: la versione I9000 lo è). I nuovi usciti in fascia economica: Giò e Next montano già il firmware di Google più aggiornato.
Per il futuro sistema Ice Cream Sandwich resterà da vedere come cambieranno le cose dal punto di vista hardware, se ci saranno requisiti minimi molto elevati da soddisfare e come cambieranno i rapporti tra Samsung e Google dopo l’accordo di quest’ultimo con Motorola.

 

 

HTC. La casa di Taiwan si è da sempre contraddistinta per la cura che mette nei terminali, ma anche per il rapporto prestazioni/prezzo molto elevato. Cellulari entry level che vengono rilasciati a prezzi maggiorati non sono stati una novità, vedi i buoni ma non ottimi Wildfire e Wildfire S. Ciò che si è contestato di più alla HTC è stata la politica sugli aggiornamenti. Rilasciare la versione S della serie precedente, abbandonare gli aggiornamenti dei terminali sono state mosse invise ai consumatori, fermo poi riprendersi e rilasciare aggiornamenti sui loro prodotti.

La realtà dei fatti vede l’HTC come un’azienda che, però, possiede il maggior numero di terminali aggiornati a Gingerbread (versione di Android più avanzata al momento per gli smartphone). Un riprendersi in corsa? Probabilmente il tempo ci darà una risposta.

E’ significativo però che i soli HTC Bliss/Rhyme, detto anche Smartphone al femminile, dotato di Sense 3.5 (ndr: la fantastica interfaccia HTC che è un mix tra launcher/widget,ecc) ed HTC Pico/Explorer, smartphone entry level con Gingerbread ed anch’esso Sense 3.5, siano l’unica vera novità presentata dalla casa taiwanese.
Il top di gamma, tralasciando l’esperimento HTC Evo 3D (ndr: esperimento per capire se il 3d sarà una nuova frontiera su questo tipo di dispositivi), è rappresentato tuttora dall’HTC Sensation, che complice la partnership con Dr.Dre, uscirà rivisitato nella versione XE, che includerà auricolari che garantiranno un’esperienza audio di altissimo livello, un processore dual core più potente e piccole migliorie.

Si è parlato recentemente anche di politiche HTC: è stato dichiarato che forse si abbandonerà la piattaforma Android. La risposta ai pochi nuovi annunci interessanti? Al momento si tratta di un rumor, il tempo ci darà le risposte.

 

LG. Una delle case più attive al momento è sicuramente LG. Le novità introdotte da questa azienda sono sicuramente tante, hanno presentato diversi successori del fortunatissimo Optimus One. LG Optimus Hub e Optimus Net hanno arricchito il ventaglio proposto, anche se tuttora ci si chiede perché non è stato proposto un “unico” successore. LG si è data da fare a proporre dispositivi per tutte le tasche, vedi LG Optimus Black dotato di NOVA display, ma anche il nuovissimo Sol che propone un processore single core da 1 GHz e si va a porre nella fascia intermedia dei 300€.

La vera promessa di questa società è cercare di proporre terminali accattivanti da ottime specifiche hardware a prezzi più contenuti rispetto a quelli degli avversari. Una politica aggressiva e sicuramente accattivante, ma qualche domanda ce la poniamo tutti: perché, ad esempio, è stato proposto LG Optimus Black con un display NOVA e non si è fatto lo stesso con il primo dual core immesso sul mercato, immesso invece con un normale display TFT?

Oppure perché si sono introdotti sul mercato terminali con Froyo quando era già disponibile la versione successiva del s.o. di Google? Un’ulteriore critica che viene spesso mossa a questa casa è quella di proporre smartphone scarsamente ottimizzati.

Non sono solo critiche quelle che si possono muovere verso LG, che invece va premiata per il proporre sempre smartphone all’avanguardia (vedi 3d e Dual Core) a prezzi tutto sommato contenuti rispetto a quelli della concorrenza.

 

Sony Ericsson. La SE ha rinvigorito la linea Xperia proponendo, anche con lo stesso nome, versioni successive dei suoi terminali e ha anche dichiarato di voler riprendere gli aggiornamenti della linea Xperia. Buone notizie per chi ha i terminali di questa casa e per chi aveva abbandonato ogni speranza di aggiornamento. Cosa è cambiato non è dato sapere, ma sicuramente è una notizia che incuriosisce visto lo scarso interesse della casa verso gli aggiornamenti.
Va anche menzionato il Sony Walkman, la linea è stata ripresa e quindi si potrà utilizzare nuovamente uno degli storici Walkman di Sony, ma stavolta tecnologicamente avanzato e dotato di s.o. Android.

 

Motorola. Per la casa statunitense le novità sono molte, ma non tanto per il numero di terminali sfornati di recente (di cui momentaneamente non parleremo), quanto per una partnership con Google che ha stupito la folla. E’ la prima volta che Google si lega a una casa produttrice. Qui la domanda sorge spontanea: come cambieranno i rapporti di forza? Sarà Motorola a sfornare i Googlefonini (i Nexus finora sono stati rispettivamente di HTC e Samsung)? Saranno i terminali Motorola ad avere le versioni più ottimizzate del sistema operativo Android? Milioni di domande che stuzzicano le curiosità dei consumatori, ma a cui, al momento, è impossibile dare una risposta.

 

Conclusione. Le notizie che riguardano il mondo degli smartphone sono sicuramente una miriade, si tratta di un mondo estremamente dinamico e mutevole ed è difficile affermare chi sta in questo momento detenendo il ruolo di leader. Sicuramente è uno scontro che vede Samsung un passo più avanti degli altri, anche per la loro voglia di innovazione, caratterizzata dall’ideazione di nuovi tipi di terminali come il Note.

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.