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Quale smartphone comprare? Guida definitiva all’acquisto

Apr 21, 2015

Quale smartphone comprare? Guida definitiva all’acquisto

quale smartphone comprare

Sappiamo bene quanto sia difficile scegliere uno smartphone, per questo abbiamo deciso di proporvi una “guida definitiva” che analizzi i vari aspetti da considerare al momento dell’acquisto di un nuovo smartphone.

Ovviamente non andrà a sostituire le varie guide “specifiche”, ma vi permetterà di scremare i modelli meno adatti al vostro utilizzo, dandovi (speriamo) dei migliori strumenti di scelta.

Come scegliere il display di uno smartphone

Il display è il primo punto da valutare e, molto spesso, quello che crea più dubbi all’utente. La prima difficoltà si pone alla scelta della grandezza. Per scegliere correttamente una giusta dimensione, occorre analizzare l’uso che si fa dello smartphone. Se i contenuti multimediali sono una priorità e se non avete problemi con i “padelloni”, allora uno smartphone da 5.5″-6″ farà sicuramente al caso vostro. Se invece si utilizza molto lo smartphone in mobilità, soprattutto per lavoro (telefonate, mail, ecc), delle dimensioni molto generose possono diventare scomode e, soprattutto, poco utili. Insomma, occorre trovare il giusto mezzo tra manegevolezza e modalità d’uso. Attualmente le dimensioni medie degli smartphone oscillano tra i 4″ ed i 6″, con una grandissima concentrazione (di modelli e di vendite) intorno ai 5″.

Il secondo aspetto da analizzare è quello riguardante la risoluzione. Al fine di avere una buona visibilità dei dettagli, il consiglio è quello di orientarsi sugli HD (1280 x 720 pixel) per display fino a 4.5″-4.7″, per poi spostarsi al Full-HD (1920 x 1080 pixel) per schermi di dimensioni maggiori. Attualmente riteniamo poco utile il Quad HD (2560 x 1440 pixel), su dimensioni “da smartphone”, considerandolo più un esercizio di marketing, che un fattore in grado di migliorare realmente l’esperienza visiva. Considerate anche che la risoluzione va di pari passo con il carico sul processore (e quindi anche con i consumi), trovandosi a gestire un maggior numero di pixel.

Se volete andare più a fondo nella scelta, potrete considerare altri due fattori più tecnici: la luminosità e la tecnologia del pannello.

Il primo aspetto è assolutamente chiave se utilizzate molto lo smartphone all’aperto. In questo caso, assicuratevi che il dispositivo abbia una buona luminosità massima e sia provvisto di sensore per la sua gestione automatica. Uno schermo troppo “cupo” sarà scarsamente visibile alla luce esterna, a causa dei moltissimi riflessi, e l’assenza del secondo renderà più complicato l’uso dello smartphone nei passaggi “luce-ombra”. Inutile dire che una luminosità eccessiva, anche se gestita in automatico, non solo è scarsamente utile, ma sarà fonte di elevati consumi. Questo aspetto non è valutabile sulla carta, dato che raramente è possibile trovare sulle specifiche un dato sulla luminosità massima del display.

La scelta del pannello è invece più una questione di gusto personale. Attualmente le principali tecnologie usate sono: LCD IPS e AMOLED. Mentre i primi garantiscono, tendenzialmente, dei colori più realistici, i secondi tendono ad avere una maggiore saturazione degli stessi (difetto che è stato corretto nelle versioni più recenti).

In secondo luogo, i display AMOLED permettono di avere dei neri più profondi (grazie allo spegnimento totale dei led), mentre dei bianchi meno assoluti, garantendo quindi un miglior livello di contrasti.

La trattazione è stata volutamente semplificata ma, se volete approfondire l’argomento “display”, vi invito a leggere la nostra guida dettagliata.

Sistema Operativo: quale scegliere?

Un altro aspetto chiave da considerare è il Sistema Operativo.

I 3 principali OS per smartphone, in rigoroso ordine di diffusione, sono: Android, iOS e Windows Phone. Ovviamente il panorama non si limita a questi ma, a causa della bassissima diffusione degli altri, preferiamo non inserirli nel confronto.

Il primo punto da considerare riguarda il numero di applicazioni disponibili. I dati diffusi a fine anno (dicembre 2014) parlano chiaro: 1’400’000 app per Android, 1’200’000 per iOS e 560’000 per Windows Phone. In concreto, questi numeri mostrano quanto gli sviluppatori puntino maggiormente sui primi due OS, lasciando WP come 3 terza scelta. Questo vuol dire che una specifica app di vostro interesse, possa essere disponibile solo per Android e iOS, ma non su WP. A questo va aggiunto che molte app del sistema Microsoft contano meno funzioni rispetto ai concorrenti e, sempre per scelta dei developers, non rimangono “al passo” (dal punto di vista degli aggiornamenti) con le controparti. Questa problematica non dovrebbe toccarvi se siete degli utenti poco esperti e, nell’uso quotidiano, sfruttate solo le applicazioni basilari (Facebook, Browser, ecc). Potrebbe però diventare un problema, se il vostro uso è molto intenso e fate affidamento su numerose app, magari settoriali e specifiche per delle vostre particolari esigenze.

Il secondo aspetto riguarda l’interfaccia utente. Senza dubbio, iOS e WP possono contare su una maggiore intuitività ed un’usabilità più “alla portata di tutti”. Dal canto suo, Android può vantare una quantità infinita di personalizzazioni, alcune delle quali possono stravolgere totalmente la UI (User Interface) di sistema. Il cambiamento dell’interfaccia è reso possibile (spesso) da semplici applicazioni, ma l’impostazione delle stesse può diventare difficoltosa, soprattutto per gli utenti meno esperti. La difficoltà cresce se le modifiche avvengono più in “profondità”, andando a sfruttare i “permessi di root” (permessi che consentono di modificare i file di sistema del dispositivo). In questo caso, le operazioni sono consigliate solo ad utenti esperti (visti i danni che si possono causare), che potranno ottenere dei risultati sorprendenti, inimmaginabili con delle app “standard”.

Sempre in tema “personalizzazioni”, è importante ricordare un ulteriore punto a favore di Android: le Rom. Grazie alla sua vocazione Open-Source, Android può contare su dei software personalizzati dalla community, in grado di aggiungere funzioni e/o di stravolgere in toto il software “base” degli smartphone.
Online troverete migliaia di informazioni e guide a riguardo, comprendendo meglio quali siano le reali potenzialità di questa piattaforma.

Questa grande libertà offerta da Android ha anche dei risvolti negativi. In primo luogo, una minore omogeneità delle prestazioni tra differenti terminali. Mentre Windows Phone garantisce sempre performance adeguate, anche sui dispositivi di fascia più bassa, con Android ci si può imbattere in terminali poco fluidi e scarsamente ottimizzati. Il problema era più grave qualche anno fa, ma non è ancora stato risolto del tutto, soprattutto nella fascia bassa. Per iOS il problema non si pone, visto che il sistema è installato su soli smartphone di sola fascia alta, con specifiche tali da garantire sempre alta fluidità e stabilità, e soprattutto per la stretta interazione tra hardware e software nella fase di sviluppo del dispositivo.

Processore ed Hardware

Un ulteriore campo da considerare è quello delle specifiche tecniche, sulla base delle quali la maggior parte degli acquirenti scelgono il dispositivo da comprare, m che si rivelano spesso degli specchietti per le allodole. Questo perché, in mancanza di un’adeguata ottimizzazione software, non raggiungono le performance promesse “sulla carta”.

Ma quali sono i componenti da valutare con maggiore attenzione?

La CPU (Unità di elaborazione centrale) è indubbiamente il primo fattore da valutare: è il cervello del dispositivo e permette lo svolgimento di tutte le operazioni (dalle più semplici alle più complesse). Premessa: è quasi del tutto impossibile predire le prestazioni di un processore sulla sola base delle specifiche tecniche. Il modo migliore per farlo è quello di andare alla ricerca di test al benchmark sul web, ma anche qui si tratta di valutazioni approssimative e che richiedono una conoscenza approfondita del particolare test utilizzato (ovvero, cosa stiamo misurando e con quali condizioni al contorno).

Ciononostante vogliamo darvi qualche elemento di riflessione. I parametri principali che caratterizzano una CPU sono: la frequenza di clockil numero di core, il processo costruttivo. 

La frequenza di clock è, banalmente, un’indicazione del tempo che un microprocessore impiega ad eseguire una determinata istruzione. Maggiore è la frequenza di clock, maggiore la velocità di elaborazione delle istruzioni, ma anche la dissipazione di calore (e i consumi, ovviamente).

L’esigenza di un’architettura multi-core nasce proprio dal problema della dissipazione di calore. Con un’architettura suddivisa in altrettanti CPU (detti core appunto), è possibile ottenere la stessa potenza di calcolo, ma con una frequenza di clock più bassa, a vantaggio di una minore dissipazione di calore (a parità di potenza). Questo però è vero solo in teoria, dato che, in assenza di un firmware ottimizzato ed efficiente, può verificarsi l’attivazione di tutti i core disponibili, clockati alla frequenza massima, anche senza che ve ne sia la necessità pratica.

Il processo costruttivo è indicato in nanometri (es. 20nm), ovvero la lunghezza minima del canale consentita di ogni singolo transistor. Meno è lungo il canale e più è possibile miniaturizzare il processore. Quali sono i vantaggi della miniaturizzazione? Costi più bassi, diminuzione dei consumi, e soprattutto la possibilità di integrare un maggior numero di transistor, con conseguente aumento della potenza elaborativa.

La CPU è affiancata da una GPU (Unità di elaborazione grafica), che effettua la computazione di dati ed istruzioni della parte grafica (banalmente, di ciò che vediamo). In questo caso, la valutazione tecnica diventa più complessa. Infatti, oltre alle capacità computazionali espresse dalla frequenza di clock, occorre considerare le tecnologie grafiche supportate (versioni di Open GL, Direct 3D per mobile ed altro).

Per evitare uno studio approfondito di questi dati, difficilmente comprensibili per i meno avvezzi, vi consigliamo di fare riferimento alle informazioni semplificate presenti su quasi tutti i portali specializzati (compreso il nostro). Comunque, in linea di massima, ogni produttore tende ad indentificare le GPU più potenti con dei valori più alti (Adreno 430>405, Mali 450>400, ecc.), le cui performance sono valutabili attraverso l’analisi dei risultati ai benchmark Nenamark e GLBenchmark.

Quanta RAM occorre?

Un altro componente fondamentale da considerare è la memoria RAM. Si tratta di una memoria volatile, una sorta di memoria a “breve termine”, che si traduce, nella pratica, nella capacità di mantenere aperti più processi contemporaneamente (in background ed avviate dall’utente). Le tipologie installate su smartphone e tablet sono molto simili tra loro, caratterizzate dalla tecnologia DDR3 a frequenze pressoché identiche. Solo i terminali Android più recenti stanno apportando delle innovazioni, introducendo sul mercato delle RAM DDR4, più veloci e con consumi inferiori rispetto precedenti.

La memoria RAM non deve essere sottovalutata, soprattutto su piattaforma Android, in quanto per le piattaforme proprietarie (iOS e WP) i nuovi modelli garantisco sempre una buona dose di fluidità, alla luce della buona interazione tra hardware e software.
Il nostro consiglio è quello di considerare solo dispositivi con 1GB di RAM, per evitare rallentamenti, riavvi o crash di vario tipo in situazioni di sovraccarico.

Memoria interna: 4GB sono ormai insufficienti

Sempre in ambito memoria, è importante valutare la Memoria Interna (detta impropriamente Rom). Dal punto di vista qualitativo, quasi tutti i dispositivi si affidano alle memorie emmc Embedded MultiMediaCard). L’unico produttore che garantisce un “salto generazionale” è Samsung, con i suoi top di gamma Galaxy S6 e Galaxy S6 Edge dotati di memorie UFS 2.0 (molto più performanti di quelle standard).

Dal punto di vista quantitativo la valutazione è invece soggettiva e dipende dalle esigenze di ciascun utente. Attualmente i tagli partono da 4GB (per i dispositivi di fascia più bassa) fino ad arrivare a 128GB (rari).

In Android e Windows phone sono anche disponibili terminali con slot di espansione della memoria (MicroSD), ma il suo uso non può avvenire (generalmente) come memoria primaria.
Questo vuol dire che, in quasi tutti i casi, le applicazioni (esclusi i file aggiuntivi) ed i file di sistema rimarranno sempre sulla memoria interna, non potendo essere spostati in toto sulla SD. Indipendentemente dall’OS e viste queste premesse, il consiglio è quello di orientarsi su terminali con almeno 16GB, per evitare spiacevoli problemi e poter utilizzare il dispositivo in maniera più spensierata.

Se si volesse approfondire la valutazione della Rom e delle SD, bisognerebbe soffermarsi sulla velocità di lettura/scrittura (sequenziale e casuale), specifiche tecniche dichiarate sia dai produttori degli smartphone che quelli di memorie.

Un altro punto che merita attenzione è quello della temperatura di lavoro del dispositivo, che sale a seconda del carico richiesto agli elementi di calcolo (CPU e GPU), i quali dissipano calore. Una dissipazione di calore eccessiva (attraverso lo scaling via software) può portare al surriscaldamento fisico del terminale, che, oltre ad influire negativamente sull’esperienza d’uso, può accorciare i tempi di vita dei dispositivi interni. E’ vero che i moderni processori hanno delle protezioni software che, in situazioni di riscaldamento oltre soglia, generano il cosiddetto “Thermal Throttling”, riducendo la frequenza di clock al fine di raffreddare il componente. A questa riduzione però corrispondono lag e freeze di sistema.

Tutto questo dovrebbe farvi capire che l’hardware non è tutto. Un prodotto, pur avendo un’eccellente comparto tecnico, potrebbe non soddisfarvi in termini di prestazioni e fluidità. Spesso, più che l’hardware in sè, è la sinergia con il firmware e il software a fare la differenza nella pratica. Non soffermatevi quindi esclusivamente sui benchmark o sulle caratteristiche tecniche.

Fotocamera: non date importanza ai megapixel

Per molti la fotocamera è un aspetto importante in un telefono, ma spesso l’analisi di questo componente è difficoltosa per gli utenti meno esperti.

Partiamo da un concetto chiave: più megapixel non corrispondono a qualità più alta. Questo dato rappresenta solo la “grandezza” della foto acquisibile e non la sua qualità. Purtroppo si tratta di un dato che viene spesso enfatizzato dalle campagne pubblicitarie, volte a far leva sulla scarsa conoscenza degli utenti.

Nella valutazione di una fotocamera, il primo aspetto da considerare è la qualità del sensore e delle lenti.
Mentre per le seconde l’analisi è molto difficile, per quanto riguarda il primo si possono considerare dei dati oggettivi:

  • Grandezza
  • Apertura focale
  • Stabilizzazione

Il primo parametro è importante per valutare la capacità di acquisire luce da parte del sensore, offrendo migliori risultati in situazioni di scarsa luce ambientale.

L’apertura focale è importante per molti aspetti.
Per chi non lo sapesse, la si ottiene dividendo la lunghezza focale per il diametro massimo del obiettivo (semplificando).
Questo vuol dire che: più il valore è basso e più l’apertura è ampia. Anche in questo caso, i vantaggi principali riguardano l’acquisizione della luce (più spazio comporta più passaggio della stessa). Troviamo però un ulteriore plus, che è quello della “gestione degli sfocati”. Con una f bassa, il sensore sarà in grado di lavorare meglio sulla “sfocatura dello sfondo”, potendo così porre l’accento sui soggetti in primo piano.

L’ultimo dato, quello della stabilizzazione, è altrettanto importante. Una buona stabilizzazione ottica, ridurrà notevolmente l’effetto “mosso” nelle vostre foto, aiutandovi moltissimo nei “punta e scatta” veloci. Inoltre, grazie alla minor “tremolio” dell’ottica, otterrete delle foto più nitide anche in notturna. In queste occasioni, con le varie “modalità notturna”, il sensore necessità di più tempo per acquisire la luce (scarsa); con uno stabilizzatore ottico diminuirete le probabilità di vibrazioni in quel lasso di tempo.

In condizioni di luce piena, anche uno stabilizzatore digitale compie bene il suo lavoro, ma appena le condizioni peggiorano raramente riuscirà a lavorare al pari di uno ottico.

Tutto quello detto fino ad ora, perde di significato se non si compie una valutazione sul software di gestione della fotocamera.
Questo, soprattutto sugli smartphone, assume un ruolo di primissimo piano. Quante volte si vedono terminali (soprattutto cinesi) con sensori e lenti Sony, ma dalla qualità fotografica scarsa? Tante. Questo perché si sottovaluta l’aspetto “non-hardware”.

In questo caso la valutazione è complessa ed il miglior modo per attuarla è la verifica dei risultati. A parità di qualità di sensori e lenti, potrete confrontare due fotocamere basandovi sui risultati fotografici ottenuti in diverse condizioni di luce (all’aperto, a chiuso, al buio, contro sole, ecc.). In questo modo, più che soffermarvi sul tecnico, avrete un dato di comparazione “finale”, che faciliterà molto la vostra scelta.

Se effettuate molti scatti al chiuso od in notturna, dovrete da considerare anche il flash. Ormai la qualità di questo componente è abbastanza buona su quasi tutti i terminali, ma vi invitiamo ad analizzarne meglio la potenza se avete delle esigenze particolari (come detto).

Per concludere questa sezione, vorremmo fare una precisazione.
Nonostante il livello degli smartphone abbia raggiunto ottimi “traguardi fotografici”, siamo (e saremo ancora per molto) ancora lontani dalle reflex/mirrorless con sensore APS-C (figuriamoci Full-Frame). Questo a causa delle dimensioni dei sensori e della qualità/varietà delle ottiche disponibili per quest’ultime.

Autonomia

L’autonomia è sicuramente un punto importante nella valutazione di un terminale. Sappiamo bene che la sua stima è difficilissima a priori, dipendendo da un’infinità di parametri, tra cui: capienza della batteria, grandezza dello schermo, risoluzione e luminosità massima dello stesso, qualità del modulo telefonico, massima frequenza di clock e tecnologia del processore, ottimizzazione del software, presenza o meno di gestione semplice/avanzata del risparmio energetico.

L’unica soluzione più efficace, in grado di darvi un’idea della reale autonomia, è quella di fare riferimento alle recensioni presenti su web, basandosi sul feedback di chi lo ha provato per un periodo di almeno un paio di settimane.

Reti e Sim

Questi due aspetti corrono di pari passo. Senza entrare troppo nel tecnico, è giusto porre l’accento sull’aspetto “Reti” nella scelta di uno smartphone. In particolare, occorre verificare quali siano quelle supportate e, secondariamente, con quale qualità.

In primo luogo dovrete valutare se la connessione 4G sia una vostra priorità o meno. E’ vero che ormai sono supportate anche da terminali di fascia medio bassa, ma i prezzi dei dispositivi con supporto LTE continuano ad essere maggiori rispetto ai “semplici” 3G, a parità di caratteristiche. C’è anche da considerare che molti operatori continuano a sovrapprezzare il traffico in 4G, rendendolo un “lusso” per chi non ne ha un reale bisogno (vi invito a leggere il nostro articolo a riguardo). La scelta comunque spetta a voi.

Se doveste decidere di optare per questa tecnologia, dovrete valutare la categoria LTE e le frequenze supportate. Il primo aspetto serve per capire la massima velocità supportata dal terminale (attualmente la cat. 9 è il top), il secondo ha lo scopo di verificare la compatibilità con le nostre reti ed è particolarmente importante per i terminali non commercializzati direttamente nel nostro paese (vi rimando sempre all’articolo precedente per ulteriori delucidazioni).

Una volta effettuata la scelta delle reti supportate, occorrerà scegliere tra “single sim” e “dual sim”. Pur essendo una scelta personale, dettata da motivazioni non valutabili a priori, è bene soffermarsi sulla situazione attuale dei dual sim, almeno dal punto di vista tecnico.

Quasi tutti i prodotti con il supporto alla “doppia scheda” sono equipaggiati con processori MediaTek, oppure con componenti Qualcomm di fascia media. E’ piuttosto raro trovare dei top di gamma con questa feature e, se ci si dovesse riuscire, i prezzi sono abbastanza superiori rispetto alle varianti standard. Questo vuol dire che, se decideste di orientarvi sul dual-sim, dovrete scendere a compromessi in termini di prestazioni.

Alla fine della valutazione, se doveste decidere per quest’ultima opzione, dovrete analizzare più a fondo il tipo di supporto offerto.

In primis, verificate la gestione degli slot. La maggior parte dei terminali supportano LTE/3G (a seconda del modello) in una sola delle sue sim. Alcuni hanno questa “divisione” già prestabilita (Slot 1 3G/LTE, Slot 2 2G), altri no.

Nel primo caso, per spostare la connessione dati “veloce” da una scheda all’altra, dovrete effettuare questo switch fisicamente (cambiando slot alla scheda). Nel secondo, il cambio avverrà “a caldo” (hot swap), permettendovi questa modifica direttamente dalle impostazioni.

Valutato questo aspetto, dovreste soffermarvi sulla differenza tra: Dual Sim Dual Standby (DSDS) e Dual Sim Full Active (DSFA).

La differenza tra i due è da ricercarsi nella presenza, nel primo, di un solo modulo ricetrasmittente. Questo vuol dire che, con il DSDS, se chiamate od effettuate connessione dati con una sim, l’altra risulterà “non raggiungibile”.

Nel secondo caso questa “contemporaneità” sarà possibile, permettendovi di ricevere chiamate su una sim, durante il traffico dati con l’altra, oppure di avvertire un avviso di chiamata dalla seconda sim se foste in chiamata con la prima.

Anche in questo caso, per ulteriori approfondimenti, vi invito a leggere il nostro precedente articolo.

Funzionalità extra

Analizzati i fattori principali di scelta, è utile concentrarsi su quelle caratteristiche “extra”, in grado di offrire “qualcosa in più” rispetto alla media dei prodotti.

La prima feature da considerare è il lettore di impronte digitali. Questo particolare sensore è ormai diffuso in molti dispositivi, con risultati più o meno efficaci in termini di rapidità nella lettura. Questa funzione può essere molto utile per velocizzare lo sblocco del dispositivo, migliorando anche la sicurezza delle applicazioni specifiche per i pagamenti (solo per alcuni produttori).

Un altro sensore di “lettura” è quello del battito cardiaco. Rispetto al primo, questo è rivolto ad un pubblico più di nicchia, che necessita un miglior monitoraggio della performance sportiva. Infatti, per adesso, non è molto maturo per essere sfruttato per fini medici, fermandosi così al solo fitness. La diffusione della funzione non è molto accentuata, trovando spazio (principalmente) sui soli dispositivi di casa Samsung e su alcuni terminali cinesi.

Per entrambi i sensori la valutazione qualitativa è complicata, potendo essere effettuata solo dopo un uso prolungato. Il consiglio è quindi quello di affidarsi a review ed opinioni online.

Un’altra funzione extra molto interessante presente nei nuovi smartphone, è quella del sensore infrarossi, capace di trasformare lo smartphone in un telecomando per controllare innumerevoli dispositivi domestici (TV, Decoder, Lettori DVD/Blu-Ray, ecc). In questo caso la qualità funzionale della feature è quasi sempre buona. Se però cercate ulteriori conferme, potrete rivolgervi, anche qui, alla community.

Un altro extra riguarda delle particolari certificazioni, che offrono una resistenza maggiore ai nostri smartphone. Stiamo delle IP (da 56 in su) e delle MIL-STD810 (G).

Il primo standard offre una valutazione della resistenza ad acqua e polvere. Più il numero è alto (fino ad IP68) e più il prodotto resiste ai due “agenti” precedenti. Attualmente la “versione” più diffusa è la IP67, che garantisce una totale protezione contro la polvere e l’immersione temporanea in acqua. La scelta di questi prodotti è particolarmente indicata per chi fa sport o, più in generale, per chi volesse usare lo smartphone in ogni condizione (al mare, sotto la pioggia, ecc.). Questa volta la valutazione non è necessaria. Infatti ogni prodotto che passa i test per la certificazione subisce già dei controlli rigorosi.

Ancor più rigorose sono le verifiche per il MIL-STD-810 (G). Stiamo parlando infatti di uno standard di derivazione militare (ideato dal ministero della difesa USA), specifico per un uso estremo dei prodotti tecnologici. Le verifiche vertono su un’innumerevole serie di parametri: bassa pressione, alte e basse temperature, shock termico, pioggia, umidità, funghi, umidità, salinità, sabbia e polvere, atmosfera ricca di agenti combustibili, accelerazione, impatto, vibrazioni da sparo e vibrazioni casuali.
Inutile dire che queste specifiche sono rivolte ad un pubblico molto ridotto (uso da cantiere, sport estremi e simili), ma potrebbero tornare utili ad alcuni utenti.

Prezzo: tutti i fattori da considerare

Il prezzo è un ulteriore punto da valutare. Sappiamo bene quanto siano costosi i terminali attuali (soprattutto i top di gamma) e quindi è ovvio che l’utente cerchi di risparmiare, acquistando online. Quando si acquista online però, bisogna verificare la provenienza dei terminali: Italia, Europa e Cina. Questi tre mercati sono i principali da cui si può acquistare.

Garazia Italia vs Garazia Europa: quale scegliere?

I prodotti marchiati “Italia” (garanzia Italia) sono generalmente i più costosi perché, generalmente, i produttori offrono particolari vantaggi ai consumati che li acquistano: potreste usufruire di un’assistenza più efficiente (meno attesa) e di promozioni dedicate. Entrambi i punti variano di produttore in produttore.

Gli smartphone con garanzia Europa sono generalmente più economici, perché non posso usufruire delle possibilità precedenti. Nonostante ciò, l’assistenza deve essere garantita per legge, quindi, anche se con qualche difficoltà in più, la otterrete.

Il consiglio è quello di orientarsi sui prodotti con garanzia Europa se la differenza di prezzo è significativa. Altrimenti orientatevi sui prodotti con garanzia Italia, poiché potreste evitare alcune scocciature nel post vendita (sempre a seconda del produttore).

Smartphone cinesi: convengono davvero?

Il terzo mercato da cui attingere smartphone è quello cinese. In questo caso le problematiche aumentano. Qui dovrete considerare, nel calcolo del prezzo totale, le eventuali spese di dogana che vi verranno addebitate all’ingresso del prodotto nel vostro paese. Queste tasse non sono sempre applicate ma, visto il valore dei terminale, spesso “non si scappa”. Anche in ambito “garanzia” delle problematicità sono presenti. Per usufruire dell’assistenza, lo smartphone dovrà essere spedito (a vostre spese) in Cina e, tra riparazione e viaggio, i tempi si allungano notevolmente.

Smartphone: il calo dei prezzi nel medio periodo

Sempre in ambito prezzo, bisogna valutare il deprezzamento dei terminali. In ambito Android e Windows Phone, la situazione è abbastanza instabile. I terminali calano spesso di costo, visto i numerosi competitor presenti “in casa”. Il consiglio è quindi quello di non acquistare al “day one”, ma di aspettare qualche mese. Ovviamente, visto che parliamo di prodotti tecnologici, più si attenderà e più il price cut sarà importante. Invece, per quanto riguarda iPhone, il costo rimane stabile nel tempo fino all’arrivo del nuovo modello. La “tenuta” è dovuta al fatto che il terminale non ha concorrenti interni e che, a dispetto di altri produttori, l’azienda produca un solo terminale l’anno.

Malato di smartphone, tablet e gadget tecnologici. Alla spasmodica ricerca di qualcosa di nuovo che possa catturare la mia attenzione.
  • Admir

    Ciao, potete aiutarmi? Vorrei acquistare un smartphone sui 200€ e sono indeciso se prendere huawei p8 lite o un cellulare ex top di gamma ad esempio iPhone 5(usato) ? mi consigliate uno smartphone perché io cerco uno smartphone di”marca” con una buona fotocamera e che sia veloce ma allo stesso tempo bello di estetica.
    Potete aiutarmi?

  • Antonio

    Ciao, vorrei acquistare uno smartphone dual sim con alte prestazioni, non mi interessano i giochi ma avere più applicazioni aperte contemporaneamente, fluidità durante la navigazione a internet e nelle applicazioni in genere e arrivare tranquillamente a sera. Voi cosa scegliereste? Grazie.

  • Alberto .

    mi potreste indicare uno smartphone con queste caratteristiche
    2gb Ram,Bussola, GPS + GLONASS, Wifi dual band ( 2.4 e 5ghz ),LTE ( 800 1800 2600 ), dual sim. Grazie

    • Federico M

      Ciao, Prova a vedere lo Zenfone 2 ZE550ML. Oltretutto dovrebbe essere dual sim dual active.

      • Alberto .

        bello…ma 5.5 comincia ad essere un po ingombrante…sarebbe meglio un 5″

        • Federico M

          Allora ti consiglio di leggere le guide che ti hanno linkato sopra dalla redazione. Tutti gli smartphone nelle guide sono consigliatissimi e riesci a farti un’idea più completa

    • Ciao Alberto, in questa guida noi segnaliamo quali sono i criteri da prendere in considerazione. Poi in base al tuo budget puoi andare in una di queste guide:
      http://www.tecnologici.net/category/guide/guide-all-acquisto/

      Divise per categorie di prezzo, così ti possiamo aiutare meglio.

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