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Recensione di Xiaomi MiBand

Nov 4, 2014

Recensione di Xiaomi MiBand

La Xiaomi MiBand è la prima smartband del noto produttore cinese. Il prodotto non è venduto ufficialmente in Italia, ma attraverso vari “canali” (distributori italiani ed europei o direttamente dalla Cina) è possibile procurarselo senza troppi problemi. L’idea alla base di questo device è quella di offrire, ad un costo accessibile, un gadget da portare sempre con se, che ci permetta di monitorare la nostra giornata. In questa recensione vi spiegheremo (o almeno faremo il possibile per riuscirci) come funziona questo dispositivo e se valga o meno l’investimento (se pur basso).

 

Confezione

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Gli amanti dell’estetica apprezzeranno sicuramente questo packaging, perché è ben curato e molto gradevole. Il contenitore in cui “riposa” la MiBand è un cubo in cartone, con il logo Xiaomi sull’anteriore e le specifiche tecniche (in cinese) sul posteriore. Una volta aperto troviamo in primo piano il prodotto e, subito sotto, i manuali rapidi (sempre in cinese). All’interno degli stessi è presente il QR Code per scaricare senza sforzi l’applicazione. Pur non essendo presente la lingua italiana, è comunque possibile scaricare l’app tradotta dalla community “MIUI Italia”. L’ultimo accessorio che troverete in confezione è il cavo di collegamento proprietario, che permetterà di ricaricare il dispositivo attraverso una qualunque presa USB. Non avendo un attacco standard, non potrete usare altri cavi in vostro possesso per questa MiBand. C’è da dire che la particolare forma dell’oggetto garantisce una maggiore stabilità in fase di carica, evitando delle disconnessioni accidentali dello smartband.

 

Costruzione ed Ergonomia

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E’ indubbio che Xiaomi abbia fatto un ottimo lavoro in questo “reparto”. Infatti la qualità costruttiva della MiBand è eccellente, poiché combina, in modo pressoché perfetto, tre materiali: alluminio, policarbonato e silicone. Il primo è presente sulla parte superiore della capsula (il vero cuore del dispositivo) e nella chiusura a “bottone” del bracciale. La grande cura del produttore è dimostrata anche dalla micro foratura laser della parte superiore, necessaria per mostrare i 3 led di stato. La plastica va a comporre la parte inferiore del “core” e rappresenta una scelta molto intelligente, perché in quella zona, essendo a contatto diretto con la pelle, l’alluminio avrebbe potuto rovinarsi più facilmente con il tempo. L’ultimo materiale è il silicone del bracciale. Quest’ultimo componente fissa la capsula al polso ed è regolabile in ben otto posizioni. La solida chiusura avviene (come detto) per mezzo di un bottoncino da inserire in uno degli 8 fori. Visto il vasto range di misure (da 157 mm a 205 mm), anche la comodità è assicurata ed il peso, di soli 18 grammi, rende questo gadget quasi impercettibile.

Come avrete capito, la MiBand è composta da due componenti fondamentali: bracciale e capsula. I due sono separabili per effettuare la ricarica (poiché i due pin si trovano sulla seconda) e per sostituire il primo, disponibile in: nero, rosa, arancione, celeste e verde.

Nel cuore del dispositivo troviamo dei componenti abbastanza standard: Bluetooth 4.0 Low Energy, accelerometro, 3 Led, una batteria agli ioni di litio da 41 mAh ed un sistema per la vibrazione. Il device è garantito IP67 (protetto contro polvere ed immersione temporanea, a mezzo metro, in acqua). Xiaomi non specifica se la resistenza sia garantita per la capsula o esclusivamente dalla sua accoppiata al bracciale. Per questo vi invitiamo a non tentare l’immersione “da sé” della stessa.

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Software ed Autonomia

 

Il software (provato da noi nella versione 1.1.162) è, ovviamente, un altro aspetto fondamentale di questo prodotto. Come detto, la lingua ufficiale è il cinese (vista la commercializzazione ufficiale solo nel paese orientale), ma è possibile ottenere una versione italiana (sul portale MIUI Italia) ed una internazionale (su XDA Developers). La differenza fondamentale tra le due e che la seconda (in inglese) si aggiorna con maggior rapidità rispetto alla prima.

Una volta installata l’app ed inseriti i vostri dati (compreso il braccio su cui indosserete il gadget), si attiverà il monitoraggio. Il consumo di energia è praticamente nullo, poiché la sincronizzazione con la MiBand avverrà solo all’apertura del software. Questa scelta è stata ben studiata da Xiaomi, perché permette un risparmio significativo sia della batteria dello smartphone (non si deve lasciare il bluetooth sempre acceso e non è presente una connessione permanente con altri device), sia di quella della stessa smartband, che non deve scambiare costantemente dati.

Veniamo però alle funzioni che offre l’app della MiBand. La funzione principale è quella di monitoraggio dell’attività fisica e del sonno. Infatti questa smartband registrerà i vostri movimenti, per offrirvi un quadro d’insieme della vostra giornata. Il tutto sarà rielaborato tenendo conto delle vostre caratteristiche fisiche (altezza, età, peso e genere), permettendo un’analisi il più precisa possibile (considerando l’hardware). I dati offerti dal software sono: passi giornalieri, distanza giornaliera percorsa, calorie bruciate, percentuale raggiunta del vostro obiettivo quotidiano (selezionabile a piacere), dati specifici per ogni attività svolta (tempo, distanza e calorie per camminata o corsa), ore di sonno totali ed analisi della notte (sonno pesante, sonno leggero e veglia). Tutti questi “numeri” sono ordinati in modo minimale e molto comodo da visualizzare. Appena aperta l’app troverete il riassunto della giornata “fitness” e, con un semplice swipe verso destra, troverete il riepilogo della nottata. A vostra scelta, potrete entrare nel dettaglio, visualizzando dei grafici completi delle ultime 24 ore, della settimana e del mese. Per una migliore consultazione, il bracciale vibrerà è si illuminerà al raggiungimento del vostro obiettivo quotidiano. E’ possibile anche visualizzare il livello di completamento dello stesso, attraverso i 3 led di stato, effettuando un movimento preciso (simile a quello per la lettura di un orologio). Purtroppo l’attivazione non è molto precisa e, se non si effettua l’azione in modo lento ed innaturale, il bracciale non la riconosce.

Nel complesso la raccolta dei dati è ben fatta, poiché offre il giusto quantitativo di informazioni in modo intuitivo. E’ ovvio che la precisione dei calcoli non può essere perfetta (soprattutto per quanto riguarda i passi), visto che tutto il monitoraggio avviene attraverso l’accelerometro (e l’algoritmo correlato). Nel confronto con uno strumento di alta precisione (Suunto Ambit 2S con refresh rate del GPS a 5 Secondi) lo scarto, durante la corsa, è di circa il 6-7%, che sale ad oltre il 10% nella quotidianità (visto che vengono rilevati anche “finti passi”). Personalmente ritengo l’errore assolutamente accettabile, vista la natura stessa del dispositivo, che mira ad un monitoraggio generale della giornata e non ad un calcolo delle prestazioni sportive.

Delle annotazioni vanno fatte riguardo il monitoraggio del sonno. In primo luogo, la modalità notte si attiva automaticamente, senza necessità di interazione da parte dell’utente. Questo è un bene, ma ha costretto Xiaomi a limitare la funzione alle ore notture, per evitare attivazioni errate della stessa. Questo fa si che lo smartband riconosca il sonno solo dopo le 22, escludendo dal monitoraggio i “pisolini” o le dormite diurne (ad esempio di chi lavora in notturna). So bene che questo non è un problema generale, ma può esserlo per alcuni utenti.

La seconda funzione è quella relativa alla sveglia. Anch’essa è ben fatta e studiata nei minimi particolari. Una volta impostato l’orario, la MiBand lo registrerà e non sarà necessario lasciare acceso lo smartphone durante la notte. Potrete settare un massimo di 3 sveglie (ad orari diversi). Ad ogni sveglia potrà anche essere associata una frequenza di ripetizione: una volta, tutti i giorni, giorni lavorativi o personalizzata. Se ciò non bastasse, è presente anche la features “Sveglia Intelligente“, che alleggerirà il vostro sonno mezz’ora prima dell’ora “X”, per poi svegliarvi definitivamente all’orario prestabilito.
Nell’uso quotidiano questa funzione si comporta abbastanza bene. L’unico consiglio che sento di darvi è quello di settare 2 sveglie di fila, se il vostro sonno è particolarmente pesante (come quello del sottoscritto). In questo modo sarete certamente svegliati.

Escluse queste due funzioni, la MiBand non prevede tanto altro. E’ possibile impostare una vibrazione alla ricezione delle chiamate (dopo un certo numero di secondi vibrerà), ma non sono presenti altre notifiche. E’ anche presente una funzione per la ricerca della smartband, che la farà vibrare per ritrovarla più facilmente. Infine, solo per i possessori di Xiaomi Mi4, è possibile effettuare uno sblocco senza codice dello smartphone, se il wearable si trova nelle vicinanze. Davvero un peccato che questa features non sia presente per tutti gli smarphone.

Per chiudere questa lunga sezione, parliamo dell’autonomia. La valutazione di questo aspetto è assolutamente positiva. La MiBand ha una batteria eccellente che, secondo le nostre proiezioni, può coprire tranquillamente i 40 giorni d’uso (ma anche di più con uso blando). Ad oggi, percorrendo una media di 6 Km al giorno (tra camminata e corsa) ed usando ogni giorno una sveglia, la percentuale è calata molto, molto lentamente (circa il 2% al giorno).

 

Conclusioni

 

Visto il prezzo e vista la qualità complessiva, non posso che consigliare questa Xiaomi MiBand. Il monitoraggio è abbastanza preciso e le features, anche se poche, funzionano egregiamente. Questi aspetti positivi, abbinati al fatto di “dimenticarsi di averla” (per la comodità e la batteria “infinita”), la rendono un “must have” per gli amanti della tecnologia. Se invece cercate un dispositivo per il monitoraggio della prestazione sportiva, dovreste orientarvi su altro.

 

 

Malato di smartphone, tablet e gadget tecnologici. Alla spasmodica ricerca di qualcosa di nuovo che possa catturare la mia attenzione.