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Shelterra the Skyworld – Quando il tuo mondo crolla anche il gioco crolla

Apr 10, 2014

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Shelterra the Skyworld – Quando il tuo mondo crolla anche il gioco crolla

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Sviluppato dai sempre attivi ragazzi della giapponese Kemco, Shelterra the Skyworld è un nuovo JRPG basato sulle più classiche meccaniche del genere.

Quando il mondo crolla
La trama del gioco ci mette nei panni di Claude, un giovane avventuriero alle prese con il suo primo incarico di lavoro. Egli è un abitante di Shelterra, un continente sospeso tra le nubi grazie al potere spirituale di alcune misteriose creature, chiamate Artifact. L’intero continente rischia però di crollare, e sarà proprio il nostro eroe a cercare di salvare tutto e tutti.
La trama non brilla certo per originalità, ma offre alcuni spunti interessanti, in particolare dopo le prime cinque o sei ore di gioco. Il problema fondamentale risiede senza dubbio nell’estrema verbosità dei dialoghi, davvero troppo prolissi, inutilmente lunghi, carichi di linee di testo e scelte di sceneggiatura superflue e ridondanti. Forse i responsabili della sceneggiatura non hanno avuto il tempo di sfoltire i testi prima dell’implementazione nel gioco vero e proprio, operazione assolutamente fondamentale in un gioco di ruolo di stampo giapponese.

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Il risultato sono sequenze di dialoghi estenuanti, prolungate in maniera eccessiva, superando facilmente i cinque minuti e arrivando in qualche caso anche ai quindici. Certo, se amate leggere non sarà un problema, ma bisogna tener conto del fatto che essendo la trama poco entusiasmante, difficilmente avrete voglia di abbandonarvi in testi spesso banali e disponibili tra l’altro solo in lingua inglese.
Da questo punto di vista produzioni più antiche come Final Fantasy IV e Chrono Trigger (entrambi disponibili sullo Store) contano su una qualità nettamente superiore, vuoi per l’eccellenza delle sceneggiature, vuoi per la bellezza degli intermezzi e la carica carismatica dei personaggi.
Parlando di gameplay vero e proprio abbiamo un JRPG standard, fatto della classica sequenza villaggio > dialogo > dungeon > boss > villaggio e così via. Struttura standard come dicevamo, ma sfortunatamente la qualità dell’esplorazione è molto deficitaria: i dungeon sono quanto di peggio mi sia personalmente capitato di vedere in un JRPG, includendo nel mucchio anche produzioni ibride dove i dungeon venivano creati in maniera casuale.

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Si tratta in pratica di labirinti estremamente ripetitivi, noiosi, contorti, intricati in una maniera elementare e nel contempo gratuitamente complessa. Nessuna varietà, né nelle stanze, né tra i vari corridoi, né spesso e volentieri nelle palette cromatiche. E’ una produzione presa di peso dal classico RPG Maker senza curarsi troppo di asset personalizzati e vari, in una serie di dedali che fanno solo da pretesto agli innumerevoli incontri casuali.
Un po’ un peccato, considerato che il sistema di combattimento non è male: tre personaggi, impalcatura a turni come nei primi capitoli di Final Fantasy o come in Dragon Quest. Ciascuno dei nostri personaggi ha dalla sua un Artifact, una di quelle creature speciali che sarà possibile evocare in base alla nostra disponibilità di punti AP. Gli AP si ricaricano di un tot ogni volta che attacchiamo un nemico con il personaggio umano, oppure attraverso l’uso di oggetti specifici. I punti si scaricheranno invece quando sarà il nostro avatar ad attaccare, costringendoci ad un uso più o meno oculato all’interno dei combattimenti. Il livello di difficoltà non è comunque particolarmente elevato, nemmeno negli scontri con i boss di fine livello, e chiunque abbia una certa esperienza con i JRPG non avrà problemi a completare l’avventura, di per sé abbastanza longeva.

Conclusioni
Shelterra offre qualche spunto interessante in fase di sceneggiatura, ma in linea di massima è una storia che sa di già visto. Davvero atroci i dungeon e il loro design inutilmente intricato, di certo tra i peggiori mai visti in assoluto in un JRPG. Peccato, perché il sistema di combattimento è valido e la progressione nelle stat dei personaggi rende il gameplay piacevole a dispetto dei dialoghi inutilmente prolissi. Da provare se lo trovate in saldo, ma vi suggeriamo di cercare altrove se l’unica opzione è il prezzo intero.
Valutazione 6.8/10

Classe '84 e da sempre innamorato di tutto ciò che è videogaming, tech e cinematografia, Naares trascorre la propria vita da vero geek tra uno Zelda e uno Star Wars. Gli piacciono i giochi di qualità e chiunque sappia innovare. E' un noto e pericolosissimo troll sia in rete che in real life.