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Ulefone Be Touch: recensione completa dello smartphone con lettore di impronte

Giu 21, 2015

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Ulefone Be Touch: recensione completa dello smartphone con lettore di impronte

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Tra i produttori di smartphone cinesi, non si può dire che Ulefone sia tra quelli più conosciuti. Si tratta infatti di un brand nato di recente, che ha realizzato ancora troppi pochi prodotti per avere la stessa notorietà di produttori cinesi come Zopo, ThL o Elephone noti da diversi anni anche in Europa grazie agli store online.

Tra l’altro la sfortunata assonanza con “Elephone”, un altro marchio cinese ben più conosciuto, non giova all’immagine di Ulefone, su cui pesa anche una scarsa inventiva estetica, che possono dare ai prodotti, l’impressione di cloni che mirano alla potenziale utenza del “vorrei ma non posso”. In realtà la prova di Ulefone Be Touch, lo smartphone che vi vogliamo presentare oggi, ci ha fatto capire come anche un produttore cinese di breve esperienza sia capace di offrire prodotti con un ottimo rapporto qualità-prezzo, come confermato anche dal successo riscosso nelle vendite, sia in Cina che all’estero. Con un design che si ispira senza pudore alle linee dell’iPhone 6, materiali costruttivi che surclassano la concorrenza di pari fascia e la dotazione di un sensore di impronte digitali, l’intenzione è quella di offrire il top, restando sotto il tetto dei 200euro.

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Ulephone Be Touch non è l’alternativa economica all’iPhone 6, come molti lo definiscono, ma un prodotto il cui intento è quello di offrire qualcosa di diverso in un mercato saturo di dispositivi tra loro indistinguibili, con specifiche e prezzi fin troppo simili. Perchè Ulephone Be Touch ci ha lasciato piacevolmente colpiti? Leggete la nostra recensione, che abbiamo scritto dopo un’accurata prova di 14 giorni e fateci sapere cosa ne pensate attraverso i commenti!

Videorecensione di Ulefone Be Touch

Design

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Come vi abbiamo anticipato, Ulefone Be Touch è tra tutti i dispositivi che abbiamo provato quello che più si ispira alle linee dell’iPhone 6, o meglio dell’iPhone 6 Plus, viste le dimensioni dello schermo: la somiglianza è immediata, dettata dalla conformazione circolare del tasto home centrale, la stondatura dei quattro angoli che sembra essere ricalcata su quella del melafonino e la cornice laterale in metallo, capace di donare al dispositivo un look “premium”. Tra l’altro la somiglianza è anche funzionale, dato che il lettore di impronte è incorporato nel tasto home allo stesso modo del TouchID, e non posizionato sul retro come gran parte dei dispositivi dotati di tecnologia Fingerprint, rendendo il suo utilizzo decisamente più comodo.

Da segnalare che a protezione del display, troviamo il vetro Gorilla Glass nella versione 2.5D, così denominata per il senso di profondità che in teoria dovrebbe conferire all’immagine a schermo, grazie ad una leggera curvatura visibile sui bordi dello schermo. “In teoria” perchè nella pratica possiamo assicurarvi che è davvero difficile notare differenze con un tradizionale schermo piatto. Ciò nonostante è da apprezzare l’implementazione di una delle ultime novità proposte dalla Corning.

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Accanto al tasto home, trovano posto gli altri due tasti Android (Indietro e Menu), che purtroppo non sono retro-illuminati, rendendo scomodo l’utilizzo in ambienti bui. Frontalmente le uniche perplessità nascono dal fatto che l’ampio schermo da 5.5 pollici lascia forse troppo spazio al di sopra e al di sotto di esso, e dall’assenza di un LED di notifica, che rappresenta una delle funzionalità più richieste dai nostri utenti ma troppo spesso trascurata sui modelli cinesi di fascia medio-bassa.

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L’alluminio utilizzato per la cornice testimonia la cura nella scelta dei materiali, confermata anche dai tasti fisici, anch’essi realizzati con lo stesso metallo. La particolarità qui è che i tasti fisici, sia quello per l’accensione/spegnimento che quello per la regolazione del volume, si trovano sul bordo sinistro invece che su quello destro. Si tratta di una soluzione piuttosto insolita, a cui ci siamo abituati solo dopo qualche giorno, e che avrebbe avuto un senso solo in caso in cui il dispositivo fosse stato utilizzabile con una sola mano (cosa purtroppo impossibile su uno schermo così ampio).

Il bordo superiore ospita sa il foro per il jack da 3.5mm che la porta microUSB per la ricarica e il trasferimento dati con un PC, lasciando sul lato inferiore lo spazio non solo per il microfono ma anche per i fori degli altoparlanti, i quali in questo modo consentono una buona diffusione del suono anche quando il dispositivo è poggiato su un piano.

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Girando il dispositivo, si perde la somiglianza estetica con l’iPhone 6 Plus, sia per cover (rimovibile) in plastica e sia per il posizionamento della fotocamera, in alto e in posizione centrale. Al di sotto di essa troviamo il flash a LED singolo, e il logo Ulefone. Rimuovendo la backcover, possiamo accedere alla batteria rimovibile da 2500mAh, e agli slot per la microSD e le due SIM.

Display

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Nonostante l’ampio display da 5.5 pollici, la risoluzione si ferma ai 1280×720 pixel (HD). La densità di pixel effettiva è di 294ppi, un valore sufficiente ad assicurare una visibilità più che accettabile. Considerando però l’ingresso, anche in questa fascia di prezzo, di schermi a 1080p, avremmo preferito una risoluzione Full-HD, tale da assicurare una piena godibilità davanti a tutte le attività, dalla navigazione web in modalità desktop (o di siti non ottimizzati per il mobile) ai film a 1080p. Tuttavia non si può non apprezzare il minore carico sul processore, data la gestione di un minor numero di pixel, con conseguenti benefici in termini di consumi e reattività.

Gli altri parametri con cui valutiamo la qualità dello schermo sono allineati alla concorrenza cinese di fascia media: angoli di visione sufficientemente ampi, profondità dei neri e contrasti nei limiti di quanto offrono gli attuali schermi Sharp e intensità della retro-illuminazione buona ma non tale da garantire una perfetta visibilità all’aperto. L’unica eccezione purtroppo è rappresentata dalla riproduzione dei colori, i quali appaiono leggermente meno vivaci e saturi rispetto ad altri schermi LCD che abbiamo avuto modo di valutare, e sembrano variare leggermente più del dovuto inclinando il dispositivo. Probabile che questo sia dovuto ad una distribuzione e potenza non impeccabili dei LED di retro-illuminazione comunemente montati sui dispositivi cinesi, che mostrano dei limiti all’aumentare delle dimensioni dello schermo.

In sostanza il display non è di certo il punto di forza di Ulephone Be Touch: un tradizionale display Sharp con un discreto impatto visivo, ma su cui pesa una configurazione per il backlighting non proprio ottimale, complice i 5,5 pollici di schermo, che incide sulla soglia di luminosità massima e sulla vivacità dei colori.

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Hardware

Anche Ulefone, come la stragrande maggioranza di smartphone cinesi, opta per un processore Mediatek. E’ sbagliato però vedere in questo un limite, dati i grandi passi in avanti che la casa cinese è riuscita a compiere negli ultimi anni lasciandosi alle spalle problemi di surriscaldamento e consumi, o il mancato funzionamento del GPS o ancora i limiti della GPU: la nuova lineup a 64-bit offre infatti tutta la potenza necessaria ad un’esperienza d’uso completa, anche su schermi ad alta risoluzione. Ulephone Be Touch monta il più recente processore octa-core MT6572 da 1,7Ghz di frequenza massima di clock, montato sui molti dispositivi cinesi di punta, e caratterizzato da una dalla rinnovata GPU Mali-T760 capace di gestire anche i giochi con i requisiti hardware più elevati presenti sullo store, come quelli proposti da Gameloft (es. Asphalt 8, Dungeon Hunter 5, N.O.V.A. 3 e Modern Combat 5). Combinato con ben 3GB di memoria RAM è capace di una reattività e una gestione del multitasking impeccabili, che si traducono nella possibilità di tenere aperte un gran numero di app contemporaneamente e nell’assenza di lag davanti a qualsiasi attività. Il punteggio che abbiamo ottenuto con il benchmark Antutu, è stato di 48.503 punti. Il merito dei bassissimi tempi di risposta va anche alla limitata risoluzione dello schermo (vi ricordiamo che si tratta di uno schermo a 720p), che sacrifica un buon numero di pixel a favore di un carico minore sul processore. Il prezzo da pagare è la mancata possibilità di visione di film a 1080p sullo smartphone o la rinuncia alla perfetta visione di foto scattate con fotocamere digitali, ma è davvero difficile non apprezzare l’esperienza d’uso fluida e reattiva come solo un dispositivo di fascia alta è in grado di offrire. Tra l’altro un ulteriore vantaggio della bassa risoluzione dello schermo, è che durante le attività più impegnative, come nel gaming o nella visione di film a 720p, la temperatura si mantiene su livelli più che accettabili, diversamente dai dispositivi Full-HD dotati dello stesso processore. Se poi consideriamo anche la bassa capacità della batteria (aldilà delle ottimizzazioni del sistema, 2500 mAh sono ormai pochi per un dispositivo da 5.5 pollici), la scelta di montare un display HD appare ancora più ragionevole.

La memoria interna da 16GB, offre uno spazio di 12.5 GB lasciato libero dal sistema, per l’installazione di app e giochi o l’archiviazione di file multimediali e non. Considerate che potete sfruttare anche un ulteriore spazio offerto da una scheda microsD, cosa che vi consigliamo di fare al fine di lasciare il maggior spazio possibile alle app.

Nulla da segnalare anche lato GPS, che abbiamo testato tramite l’app GPS Status, capace di agganciare i satelliti al primo fix in pochi secondi e con una discreta accuratezza. Nessun problema quindi ad utilizzare il Be Touch anche come navigatore sfruttando anche l’ampio schermo.

L’audio in cuffie è nella media anche se il volume non riesce ad estendersi a livelli tale da consentire un buon ascolto all’aperto. L’altoparlante di sistema è invece nella media e non presenta distorsioni. Il vantaggio qui è che essendo i fori posti sul bordo inferiore invece che sul retro, il suono non è “ovattato” quando è poggiato su un piano.

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Connettività

La connettività è rientra tra le note positive di Ulefone Be Touch: offre infatti una piena compatibilità con gli operatori italiani, anche per quanto riguarda le frequenze 4G, supportando anche la rete LTE a 800Mhz utilizzata (in parte) da Wind. Va segnalato che il supporto dual SIM permette lo switch a caldo del 4G (anche se pensiamo sia raro avere bisogno della massima velocità su entrambe le SIM). Qui di seguito l’elenco delle frequenze supportate:

GSM: 850/900/1800/1900MHz
W-CDMA: 850/900/1900/2100MHz
LTE: 800/1800/2100/2600Mhz

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Fotocamera

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Quando abbiamo valutato la fotocamera di Ulefone Be Touch, sapevamo che era impossibile aspettarsi grandi sorprese. Dalle specifiche tecniche avevamo visto infatti che montava il sensore Sony IMX214, utilizzato dalla maggior parte degli smartphone cinesi che includono tra le specifiche una fotocamera da 13MP.

Data l’assenza di particolari personalizzazioni sul firmware, la qualità fotografica è la stessa che abbiamo avuto modo di constatare sul Cubot X10 o sull’Elephone P7000, giusto per citare qualche esempio. Valgono anche qui quindi le stesse considerazioni fatte per gli altri dispositivi: per un utente comune che limita l’utilizzo della fotocamera alla condivisione sui social o su whatsapp o a qualche scatto occasionale, la qualità delle foto è sicuramente soddisfacente dato che le foto in buone condizioni di luce, mostrano una buona ricchezza di dettagli, grazie a bassi livelli di rumore digitale, e una discreta riproduzione dei colori, viziata leggermente dai limiti dello schermo, dove i colori appaiono meno vivaci e saturi.

Al solito, la situazione peggiora in condizioni di luce non ottimali, in cui si può notare come la perdità di fedeltà dei colori e un aumento del rumore digitale. La messa a fuoco inoltre non è perfetta, richiedendo una mano ferma, e il flash a (singolo) LED a supporto del sensore principale pecca di potenza, risultando poco utile in condizioni di bassa luce.

Qui di seguito potete osservare qualche scatto effettuato con il sensore principale (che abbiamo caricato senza apportare alcuna conversione), in modo che possiate valutare voi stessi la qualità della fotocamera.

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Sistema operativo

Ulefone Be Touch si affida ad Android Lollipop 5.0 in versione stock, ovvero senza alcuna personalizzazione da parte del produttore. Per fortuna, ci sentiamo di aggiungere, dato che talvolta i piccoli produttori cinesi pre-installano inutili applicazioni in lingua cinese, spesso non rimovibili. D’altronde più volte abbiamo ribadito che se non si tratta di profonde rivisitazioni estetiche e funzionali in grado di aggiungere funzionalità realmente utili o di offrire un’esperienza d’uso diversa, tanto vale lasciare intatta la versione di base. Grazie all’ottima comparto hw che vi abbiamo descritto in precedenza, il sistema è fluido e reattivo, anche dopo l’installazione di un buon numero di app e giochi, o durante l’apertura simultanea di più applicazioni.

Tra le funzionalità di spicco di Ulefone c’è il lettore di impronte, posizionato, come vi abbiamo detto, in corrispondenza del tasto fisico Home invece che sul retro come altri modelli, una soluzione decisamente più comoda. Anche qui, come visto nell’Elephone P7000, è sufficiente poggiare il dito sul sensore per rilevare l’impronta, invece di dover scorrere il dito dall’alto verso il basso. Il funzionamento del lettore di impronte è buono ma non eccezionale, tanto che è stato capace di riconoscere la nostra impronta con un margine di errore di 2 errori su 10 tentativi.

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Batteria e autonomia

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L’autonomia di Ulefone Be Touch è stato un reparto senza infamia e senza lode: la batteria da 2.500 mAh sicuramente non sfigura ma ci siamo resi conto che il processore ancora non è al massimo dell’ottimizzazione e difficilmente si possono superare le 3 ore e 10/20 minuti a seconda delle attività che si svolgono. Se vi piace videogiocare sarà difficile arrivare a sera, altrimenti invece potrete arrivarci con un po’ di autonomia residua.
Per quanto concerne la nostra impressione: la batteria è removibile e quindi se fate un uso intenso dello smartphone potrebbe essere utile comprarne una seconda al momento dell’acquisto, altrimenti una PowerBank fa sempre comodo.

Disponibilità e prezzo

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Ulefone Be Touch è uno smartphone Android che punta ad offrire un’esperienza completa, può essere inoltre acquistato al prezzo di circa 190€ su Grossoshop.net al seguente link. I colori disponibili sono quelli classici bianco e nero.

Va segnalato che fino a 4 smartphone si può acquistare su Grossoshop senza dover “incappare” nel rischio dogana, come specificato anche nella pagina dedicata alle spedizioni.

Conclusioni

Ulefone Be Touch è stata una sorpresa perché questa azienda deve dimostrare il suo valore e con questo smartphone ha dimostrato la capacità di offrire un ottimo prodotto ad un prezzo contenuto. Non è uno smartphone che fa gridare al miracolo in quanto ad innovazione o originalità del design, poiché si ispira palesemente ad iPhone 6.

Però Ulefone Be Touch rappresenta un mix equilibrato e sapiente di ingredienti che sfrutta correttamente Android Lollipop, non fa impensierire i possibili acquirenti sul futuro grazie ai 3 GB di memoria RAM e sfrutta bene il processore Mediatek. Purtroppo il sensore di impronte digitali non è molto preciso, così come il display non rappresenta un punto di forza.

Nell’uso quotidiano però Ulefone Be Touch non fa pesare questi limiti e invece offre una esperienza d’uso assolutamente adeguata e piacevole grazie ad una release del sistema operativo Android assolutamente pura e priva di inutili app preinstallate.

Pro:

– Design non originale ma funzionale
– Gestione dual SIM con switch “a caldo”
– Si può videogiocare grazie all’ottima GPU
– Android Lollipop
– Buon multitasking con molte app aperte in contemporanea
– Nessun app inutile preinstallata

Contro:

– Sensore di impronte inadeguato
– Risoluzione del display non sufficiente su una diagonale così ampia
– Flash LED poco potente nelle foto notturne

Appassionato di tutto il mondo della tecnologia e dell'elettronica, soprattutto consumer. Sogna di non aver più bisogno di dormire per riuscire a dedicare il giusto tempo alle proprie passioni.