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Xiaomi Mi Note: la recensione completa

Giu 25, 2015

Xiaomi Mi Note: la recensione completa

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Xiaomi Mi Note è uno smartphone cinese che difficilmente potrà non incontrare i gusti dei nostri lettori: specifiche tecniche di alto livello, ROM MIUI estremamente personalizzata e personalizzabile, design di pura eleganza. L’azienda cinese Xiaomi ha sfornato uno smartphone che ha davvero le carte in regola per piacere anche all’utenza europea. Lo abbiamo sottoposto a moltissimi tipi di test e sicuramente c’è qualche nota da tenere in considerazione, come il fatto che richiede un minimo di capacità nello smanettamento (ndr: vi spiegheremo nel dettaglio nel paragrafo dedicato al sistema operativo) oppure che le dimensioni possono non incontrare di coloro che amano la compattezza in uno smartphone.

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Xiaomi Mi Note è però affascinante, sa catturare l’utente con sua esperienza d’uso fluida e, se vogliamo, anche diversa dal solito. Prima di procedere con la recensione completa vi ricordiamo che questo cinafonino si basa su un display da 5.7 pollici Full HD, si muove su un processore Snapdragon 801, ha in dote una fotocamera da 13 Megapixel e una batteria da 3.000 mAh. Dopo un primo rodaggio che ha visto coinvolte molte impostazioni, siamo entrati nel vivo della prova utilizzando Xiaomi Mi Note per circa 14 giorni, in modo da trarne conclusioni il più accurate possibile.

Videorecensione di Xiaomi Mi Note

Design

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Mi Note è stato progettato da Xiaomi per posizionarsi in una fascia di prezzo superiore rispetto a quella che include la maggior parte degli smartphone cinesi. Per distinguersi dai concorrenti punta quindi anche sulla qualità realizzativa e sull’utilizzo di materiali di pregio: sia la superficie frontale che quella posteriore sono in vetro, e in particolare quella frontale in vetro 2.5D, ovvero con una forma leggermente curvata sui bordi per dare un maggiore senso di profondità. I benefici in realtà non sono così immediati, ma apprezziamo che porti con sé una delle soluzioni più recenti e innovative.

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A fare le spese dell’utilizzo del vetro è la maneggevolezza, dato che al tatto risulta piuttosto scivoloso. Inoltre il materiale utilizzato tende a trattenere le impronte, anche se nel modello che abbiamo in prova, quest’ultimo aspetto è ben mascherato dalla colorazione bianca della scocca.

In mano può dare la sensazione di essere fragile e non resistere agli urti, ma la casa cinese ha ben pensato di rassicurare gli utenti attraverso dei video pubblicati sul canale Youtube ufficiale che mostrano come il dispositivo riesca a sopravvivere all’urto con una pallina di ferro in caduta libera o alla caduta da un’altezza di 1,5m con lo schermo rivolto verso il pavimento.

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Il design nel complesso è elegante, anche se non è frutto di una particolare inventiva, e soprattutto sottile, pari a soli 7mm nel punto di maggiore spessore, assottigliandosi ai bordi fino a 4,5mm. Sotto lo schermo da 5,7 pollici trovano posto i tasti soft-touch capacitivi, retro-illuminati in maniera da essere ben visibili anche al buio, mentre al di sopra di esso è ben visibile il LED di notifica.

Sul retro troviamo la fotocamera, la cui lente, nonostante il design sottile, non sporge rispetto alla superficie, restando ben protetto da graffi e urti quando il Mi Note è poggiato su un piano. Accanto alla fotocamera c’è il Flash a doppio LED mentre lungo la cornice in alluminio trovano posto, sulla destra, i tasti fisici per l’accensione e per la regolazione del volume. Il lato inferiore ospita, accanto allo slot per la microUSB per la ricarica e la connessione con un PC, lo speaker, una soluzione questa che abbiamo già avuto modo di sperimentare nell’Ulefone Be Touch, in modo da consentire una buona diffusione del suono anche quando il dispositivo è poggiato su un tavolo.

Display

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L’ampia visuale da 5,7 pollici può contare su una risoluzione Full-HD (1920×1080 pixel) che si traduce in una densità di pixel di 386ppi, inferiore rispetto ai 524ppi del Note Edge, ma che risulta pienamente sufficiente davanti a tutte le attività, compresa la navigazione web di siti in modalità desktop. D’altronde chi ci segue sa che preferiamo di gran lunga uno schermo a 1080p rispetto ad un Quad-HD, i cui (pochi) vantaggi in termini di impatto visivo rischiano di pesare in maniera eccessiva sul processore. Ad attirare la nostra attenzione è stata l’ottima visibilità all’aperto come emerso anche dal video-confronto diretto con altri dispositivi cinesi. Purtroppo non siamo riusciti a trovare dati quantitativi (nello specifico, in cd/m2) a conferma dell’ottima visibilità, ma possiamo assicurarvi che impostando la massima luminosità difficilmente vi capiterà di usare l’altra mano per fare ombra sullo schermo.

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L’altro aspetto che ci ha colpito è stato “l’effetto a pelo d’acqua” delle immagini a schermo che raramente abbiamo riscontrato negli schermi degli smartphone cinesi, merito di un pannello touch ridotto al minimo spessore. I benefici si possono osservare nell’angolo di visione che arriva alla soglia dei 180 gradi senza particolari alterazioni cromatiche, e nella vivacità dei colori, viziati solo da una leggera tendenza a sovra-saturare.

Nel Mi Note toni e contrasti sono regolabili anche tramite le impostazioni per adattarsi al meglio al contesto e alle preferenze degli utenti: in particolare per la temperatura dei colori si può scegliere un’opzione tra “Caldo“, “Naturale” e “Freddo” mentre i contrasti possono essere impostati su “Contrasto automatico“, ovvero regolati automaticamente in base alla luminosità ambientale, o su “Contrasto enfatizzato“, per vivacizzarli, o “Contrasto Normale” per mantenerli ad un livello costante impostato di default. Tra le varie opzioni c’è anche la “Modalità lettura”, per garantire una più lunga esposizione alla vista senza riscontrare fastidi, o la possibilità di utilizzarlo anche con i guanti, utile durante i freddi mesi invernali.

Hardware

Xiaomi MI Note si affida ad un processore quad-core Qualcomm Snapdragon 801, basato su architettura Krait 400, in particolare la versione 8974AC, caratterizzata dalla frequenza di clock più alta: 2.5Ghz. Anche per quest’anno quindi Xiaomi ha preferito affidarsi ad un chip Qualcomm invece di puntare al più economico Mediatek, nonostante i passi in avanti compiuti da quest’ultima negli ultimi tempi. Il processore è affiancato anche ben 3GB di RAM formando un comparto tecnico superiore anche al potente HTC One M8 ad esempio, la cui dotazione di RAM si ferma a 2GB. Nonostante questo non possiamo non fare un paio osservazioni:

– non si tratta purtroppo della nuova generazione Snapdragon che include i chip a 64-bit (Snapdragon 810 e 808), caratterizzati da un processo costruttivo inferiore (20nm per lo Snapdragon 810, con consumi più bassi) e da prestazioni della GPU superiori (Adreno 420/430 è indiscutibilmente più performante dell’Adreno 330 dello Snapdragon 801)

– la frequenza di clock è forse eccessiva, come si può notare anche dal surriscaldamento che si può percepire durante tutte le attività avide di risorse grafiche (es. gaming o video in full-HD) e data la disottimizzazione dell’eco-sistema Android, il processore si ritrova a lavorare a frequenze di clock ben superiori a quanto necessario

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Il nostro dubbio quindi è il seguente: non sarebbe stato meglio puntare sui nuovi chip Mediatek in cambio di un prezzo al pubblico più basso del prodotto finale? D’altronde il chip Snapdragon 801 non rappresenta nemmeno una versione evolutiva rispetto allo Snapdragon 800 alla base di modelli come il Nexus 5, l’ LG Optimus G2 o il Sony Xperia Z1, usciti molto tempo prima. Si tratta infatti di una versione aggiornata (tecnicamente, la terza versione di silicio dello stesso processore), predisposto per implementare il Dual-SIM Dual-Active (non attivo in questo smartphone) ma le cui performance sono del tutto simili a quelle dello Snapdragon 800 (a parità di frequenza di clock).

Aldilà delle nostre considerazioni, il processore è capace comunque di offrire tutta la potenza necessaria ad una buona godibilità dei giochi graficamente più pesanti come Modern Combat 5 o N.O.V.A 3 dove non abbiamo osservato lag o perdita di frame, e più in generale ad un’esperienza d’uso estremamente fluida e naturale, capace anche di un multi-tasking estremo.

La memoria è di 16GB o 64GB a seconda della versione, e vista la mancata possibilità di espandere la memoria con una microSD, vi consigliamo caldamente di optare per la seconda, al fine di beneficiare della massima spensieratezza possibile nel download di applicazioni, nel salvataggio di foto e video e qualsiasi altro tipo di file. La qualità sonora dello speaker è ottima, capace di una buona estensione del volume senza distorsioni percepibili, così come l’ascolto in cuffia, che si presta ad un ascolto musicale impeccabile, con una fedeltà sonora che raramente abbiamo riscontrato in uno smartphone cinese.

Connettività

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Nonostante la presenza di un chip Snapdragon, anche Xiaomi Mi Note è dual-SIM (una microSIM e una nano-SIM) in modalità dual-standby, ovvero quando una SIM è occupata in una chiamata o in una sessione di navigazione in Edge, l’altra risulta non raggiungibile, condividendo una sola antenna. Supporta anche le reti 4G, ma non per tutti gli operatori, dato che con Wind, che utilizza parzialmente la rete LTE 800Mhz (oltre a quella 2600Mhz) potreste avere una copertura più limitata. L’elenco delle frequenze supportate è indicato qui di seguito:

GSM: 850/900/1800/1900 MHz
UMTS: 850/900/2100 MHz
FDD LTE (tipologia di LTE che interessa agli utenti italiani):1800/2600 MHz
TDD LTE: 1900/2300/2500/2600/MHz

Di certo possiamo dirlo: le velocità che si raggiungono in 4G sono paurose per quello che siamo abituati e si avverte tutta la comodità della connessione dati ad alta velocità. Ben poco da aggiungere riguardo al collegamento via GPS ai satelliti, il fix infatti avviene in modo rapido e in più di una occasione abbiamo utilizzato Xiaomi Mi Note come navigatore sfruttando lo schermo generoso.

Fotocamera

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Non vi nascondiamo che quando abbiamo provato le prime volte la fotocamera dello Xiaomi Mi Note le aspettative erano alte, dato che il dispositivo si posizionava in una fascia di prezzo superiore rispetto a quella che include la maggior parte di smartphone cinesi. Fatti i primi scatti in diverse condizioni di luce, la sensazione che abbiamo avuto è che il sensore fosse il solito sensore Sony IMX214 che abbiamo trovato montato su quasi tutti gli smartphone cinesi che annoverano tra le specifiche una fotocamera da 13MP, sensazione confermata da qualche rapida ricerca su Google.

Nulla di diverso quindi rispetto al Cubot X10, l’Elephone P7000 o l’Ulefone Be Touch, i modelli che abbiamo recensito di recente, fatta eccezione per lo stabilizzatore ottico, capace di ridurre il rumore digitale, e il Flash a doppio LED, utile in caso di condizioni di bassa luce. Il risultato è che in buone condizioni di luce le foto mostrano una buona ricchezza di dettagli, grazie ai bassi livelli di rumore digitale e una discreta riproduzione dei colori. Basta però diminuire la luce ambientale, per rendersi conto, una volta aperte le foto al PC, delle differenze rispetto a sensori più evoluti: le immagini appaiono sfocate, con meno dettagli, e i colori “slavati”, perdendo la vivacità osservabile negli scatti in condizioni di luce ottimali. In definitiva la fotocamera risulta adeguata alla sola condivisione sui social o su whatsapp o a qualche scatto occasionale, magari da rielaborare con qualche filtro per nasconderne i difetti. Qui di seguito vi mostriamo qualche scatto eseguito con la fotocamera principale di Xiaomi Mi Note, in modo che possiate valutare voi stessi se sia in grado o meno di soddisfare le vostre esigenze:

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L’interfaccia dell’app camera rappresenta forse un piccolo passo indietro rispetto a quella della MIUI v5, dato che non troviamo più la “Modalità Avanzata” e non c’è la possibilità di regolare tempi e ISO. Inoltre all’inizio può apparire poco intuitiva, dato che occorre eseguire degli swipe verso destra e verso sinistra per accedere alla modalità HDR, Panorama, Audio, Tonalità pelle, Scatto vocale, Scatto Continuo e HHT ecc..

Per finire la fotocamera frontale da 4MP non riesce a garantire una buona qualità dei selfie, nemmeno in buone condizioni di luce, dato che i colori appaiono sensibilmente diversi da come appaiono nella realtà.

Sistema operativo

In Xiaomi Mi Note troviamo l’interfaccia personalizzata MIUI, giunta alla versione numero 6, volta, secondo Xiaomi, alla massima intuitività possibile, consentendo all’utente di accedere rapidamente alle opzioni desiderate. Si tratta di un’interfaccia che appare molto diversa da Android a primo impatto, molto personalizzabile (ad esempio è possibile impostare anche le funzioni dei tasti soft-touch) ma che richiede una buona dimestichezza con il modding, dato che anche noi, in seguito all’aggiornamento del sistema, abbiamo dovuto scaricare la versione in italiano dal sito ufficiale e “flasharla” nel dispositivo.

Aldilà della nuova estetica quali sono le principali caratteristiche e novità rispetto alla versione precedente?

– La home è organizzata in icone, senza quindi l’app drawer, e include la ricerca rapida, accessibile tramite uno swipe verso l’alto. Le notifiche inoltre appaiono direttamente nella schermata di blocco e si possono espandere e visualizzare tramite uno swipe, senza sbloccare il dispositivo;

– Il sistema include diverse modalità per la gestione dei consumi. A tal scopo il codice del sistema ha subito diverse modifiche allo scopo di renderlo più efficiente, reattivo e fluido, ma anche più sicuro, proteggendolo contro app malevoli e virus: ogni app viene infatti scansionata prima dell’installazione;

– La schermata dei contatti è stata rinnovata, con la possibilità ora di identificare e bloccare le chiamare indesiderate, oltre ad altre opzioni dettagliate impostabili per ogni singolo contatto.

Un difetto che abbiamo riscontrato è che in MIUI v6 non si possono visualizzare le mail da notifica come avviene su Android stock: le notifiche indicano infatti solo il numero di mail ma non è possibile vedere mittente e oggetto.

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Disponibilità e prezzo

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Xiaomi Mi Note non è il classico smartphone cinese che potete trovare sotto ai 200€, anche perché la filosofia del famoso marchio è quella di mostrare anche una certa differenza rispetto ai competitor nel suo Paese di origine. Il prezzo si fissa superiore ai 300€, ma spesso è soggetto ad offerte.

In questo momento potete acquistare Xiaomi Mi Note su Grossoshop.net, in più versioni disponibili (sia come cover, magari di bambù, sia come memoria disponibile da 16 o 64 GB) a partire da 331€, un prezzo assolutamente adeguato rispetto a quanto osservato nell’esperienza quotidiana. Acquistando da Grossoshop avrete anche la possibilità di usufruire della spedizione con corriere senza dazi doganali, come potete leggere qui.

 

Batteria e autonomia

Quando mi informavo su Xiaomi Mi Note ho avuto modo di constatare che sulla carta la batteria in dotazione è sicuramente molto capace: parliamo di una unità da 3000 mAh. La batteria è non removibile e qui si hanno ovvie implicazioni estetiche per una riduzione dello spessore, ma ancora di più notiamo come si perde una delle caratteristiche principe degli smartphone cinesi. Abbiamo una perdita di funzionalità però? Assolutamente no.

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Nella vita quotidiana i risultati ottenuti sono stati assolutamente ottimi, con qualsiasi attività intrapresa che ha inciso nel giusto modo sull’autonomia residua. Per parlare in cifre: abbiamo superato le 6 ore di schermo acceso mantenendo ancora lo smartphone acceso e senza ricorrere all’eventuale opzione di risparmio energetico. Tra l’altro la batteria di Xiaomi Mi Note supporta la nuova tecnologia di ricarica rapida Quick Charge 2.0, anche se, a conti fatti, la durata di ricarica non è uno dei fattori che riteniamo discriminanti.

Le attività svolte durante l’utilizzo di Xiaomi Mi Note sono state tantissime: giochi fino anche a un’ora al giorno (Trivia Crack e N.O.V.A.3 in primis), navigazione web per circa un’ora al giorno, telefonate vocali per circa 70/80 minuti, riproduzione musica e video. Lo abbiamo stressato notevolmente e il risultato è stato a dir poco eccezionale: poco da dire, la batteria di Xiaomi Mi Note è un assoluto punto di forza di questo smartphone.

Un aspetto molto importante è sicuramente la gestione del deep sleep o fase di standby, vale a dire quando a schermo spento o in modalità aereo la percentuale dell’autonomia scende con una lentezza incredibile (ndr: ed è assolutamente positivo!).

Conclusioni

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Xiaomi Mi Note è uno smartphone che piace e che convince, come già anticipato nell’introduzione di questa recensione. E’ uno smartphone che non ci sentiamo di consigliare a chi vuole un prodotto “finito”, che non richiede il minimo di personalizzazione software perché in questo caso il Mi Note offre un sistema operativo Android estremamente personalizzato nella sua ROM MIUI. Questa rappresenta croce e delizia: l’interfaccia è notevolmente lontana da Android puro, ma è estremamente personalizzata e personalizzabile e dopo un apprendimento abbastanza rapido, abbiamo apprezzato notevolmente il prodotto nella vita quotidiana. Di sicuro, il dato certo è che Xiaomi Mi Note non è un clone di iPhone 6.

Qualche piccola limitazione, come ad esempio la fotocamera che va ben impostata prima dello scatto, va segnalata, ma con Xiaomi Mi Note abbiamo vissuto una esperienza quotidiana davvero piacevole e caratterizzata da una autonomia di assoluto spessore. Come sempre, vi rimandiamo al nostro specchietto pro/contro per avere una visione sintetica del nostro giudizio di Xiaomi Mi Note.

 

Pro

– Display di assoluto spessore in qualità e riproduzione della gamma cromatica
– Autonomia solida e affidabile
– Design non innovativo, ma molto elegante
– Sistema operativo estremamente personalizzato e personalizzabile

 

Contro

– Richiede dimestichezza con il modding per fruire al 100% dello smartphone
– Fotocamera altalenante come risultati

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.
  • francesca

    CIAO VORREI AVERE DELLE INFORMAZIONII IN MERITO AL MEIZU X4 è UN BUON SMARTPHONE?

  • Renato

    Ciao, ma questo terminale non ha le gestures classiche: doppio tap, fare una lettera sul display per aprire un’applicazione, ecc.. ?
    WiFi prende bene ?
    Unica cosa che mi preoccupa è che non sono uno che fa modding quindi …
    Grazie

    • Ciao Renato,
      sul fronte Wi-Fi ti confermo che la resa è davvero ottima, c’è bisogno di “smanettare” un po’ in caso di aggiornamento della ROM, ma ci sono comunque tante guide online. Per quanto riguarda le gestures, invece, non sono presenti quelle “classiche” che hai citato tu, ma ce ne sono di diverse.

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