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Zenfone 3 Max di Asus – la recensione: bello a vedersi e tanta autonomia

Ott 11, 2016

Zenfone 3 Max di Asus – la recensione: bello a vedersi e tanta autonomia

La prova di Asus Zenfone 3 Max è iniziata sotto ai migliori auspici, perché ho trovato un design interessante, un sistema operativo che non cerca di far mancare nulla all’utente e una autonomia di sicuro spessore. Vi racconto come è andata la mia prova di Zenfone 3 Max in questa recensione, fatemi conoscere il vostro parere su questo smartphone e su cosa vi è piaciuto o cosa non vi è andato giù.

Videorecensione di Asus Zenfone 3 Max

 

Design finalmente migliorato con back cover in alluminio e spessore ridotto

L’aspetto di Zenfone Max non invogliava di certo l’acquisto, i palati più raffinati (ma anche più esigenti in termini di battery-phone) di certo non volevano prendere uno smartphone dal design così scarso. Asus ha lavorato bene su questo prodotto e infatti Zenfone 3 Max è migliorato notevolmente in appeal: un po’ di alluminio sulla back cover, un pizzico di curvatura del vetro frontale, qualche riflesso di luce azzeccato e questo nuovo restyling si è presentato con uno spessore ulteriormente ridotto (quasi due mm).

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Parliamoci chiaro: se nella prova del modello precedente nessun amico o collega si era incuriosito di primo acchito, con Zenfone 3 Max sono stato fermato più volte con curiosità. L’appeal è notevolmente migliorato, ma anche la comodità nell’utilizzo perché il display si è ridotto ed è diventato complessivamente più compatto e più leggero. E’ uno smartphone usabile, è comodo e, sinceramente, per quanto costa vale anche la pena di dire che è bello.  La compattezza è data dal display con minor diagonale ma le cornici inferiore e superiore sono importanti, nulla che però mini l’utilizzo dello smartphone.

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Menzione d’onore: c’è chi lo ha definito come simile alla serie Xiaomi Redmi, un tempo invece il paragone era inverso rispetto agli smartphone cinesi. La tecnologia avanza, i tempi cambiano e non ci sono più le mezze stagioni… 😉

 

Il lettore di impronte c’è e funziona bene

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Una importante novità in Zenfone 3 Max è la presenza del lettore di impronte posto sul retro. Ci si potrà domandare se è comodo o scomodo, ma è un fattore soggettivo (ndr: io preferisco il sensore sul retro, Hiroshi lo preferisce frontalmente). Al di là della posizione posso dire di aver apprezzato in toto la presenza del lettore: lo sblocco è rapido, è preciso e le differenze rispetto ai top di gamma sono relegate solamente ai tempi (ma si parla di frazioni di secondo).

 

Le prestazioni di Zenfone 3 Max non deludono

E’ chiaro che quando ci si avvicina all’acquisto di uno smartphone si vuole sapere in primis se “gira bene”, se è fluido o se ha impuntamenti e sono domande più che lecite: le prestazioni, infatti, non deludono. Il chip non è dei più potenti sul mercato, anche in ottica elevata autonomia, e si tratta del MediaTek MT6737T con 4 core che viaggiano fino a 1.3 GHz. La stranezza riguarda il fatto che poi con CPU-Z mi ha riconosciuto invece il chip MT6735 mentre GeekBench e AnTuTu come il chip Mediatek 6737T.

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Onestamente durante l’utilizzo quotidiano non ho mai rilevato impuntamenti specifici. La RAM da 3 GB non mi ha mai lasciato pensieri e ho switchato tra le app senza grosse difficoltà, con un consumo medio che si è orientato intorno ai 1.8/1.9 GB medi per 3/6 ore. Per testarne le funzionalità non ho disinstallato nessuna app di Asus, ma con un po’ di pulizia il risultato può migliorare ulteriormente. Ho poi testato Zenfone 3 Max con CSR Racing 2 e con Real Racing 3: nessuna difficoltà nella riproduzione con dettagli molto buoni (si vedono ovviamente gli specchietti retrovisori). Pur non essendo un top in prestazioni, mi sono reso conto che effettivamente il binomio MTK6737M + GPU Mali T720 riescono a sostenere i giochi presenti attualmente sullo store.

Unica volta che sono rimasto perplesso è stato con un freeze del dispositivo: non mi spostavo più dalle impostazioni, ma funzionavano i tasti fisici. Ho riavviato lo smartphone e il problema non si è mai più presentato. Non sono riuscito a capirne la causa.

E’ importantissimo poi sottolineare la presenza di 32 GB di memoria interna, di cui realmente disponibili sono 25GB, che sono un must per installare app a dismisura e vivere anche in modo spensierato il proprio smartphone.

 

Fotocamera che offre prestazioni migliorate

La qualità della fotocamera è uno dei suoi punti di forza più certi: mi piace moltissimo l’interfaccia dell’app, ricca di opzioni e di filtri da applicare, nonché modalità per gestire al meglio i propri scatti. E’ facile ottenere un buono scatto anche in condizioni di luce bassa (anche se il rumore digitale è presente, ma permette di mantenere comunque buoni dettagli) con la giusta capacità di impostare la modalità più adeguata. Sono i video a far storcere il naso, spesso bruciati dalla luce di giorno e spesso insufficienti di notte. I dati tecnici specificano la presenza di un sensore da 13 megapixel con apertura del diaframma ƒ/2.0, coadiuvata da un flash LED. Buon salto di qualità rispetto al passato.

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Autonomia che è calata molto rispetto al predecessore

Asus Zenfone Max è stato il top per autonomia della scorsa generazione, mi è capitato più volte di arrivare fino a due giorni di uso intenso. Con tutte le modifiche del caso, quindi uno spessore minore, una capacità inferiore, materiali metallici, Zenfone 3 Max è arrivato a raggiungere invece un giorno, un giorno e una mattina al massimo nel mio caso.

La scelta che è stata fatta da Asus con questo modello è stata però chiara: favorire un po’ le linee estetiche ed il design andando a minare un po’ l’autonomia complessiva di Zenfone 3 Max. Il metallo conduce meglio il calore rispetto alla plastica e le temperature complessivamente più alte hanno ovviamente un impatto sulla batteria, motivo per cui nonostante ci sia una batteria da 4100 mAh la resa è comunque inferiore al passato (ndr: anche la capacità è ovviamente diminuita).

Molti hanno demonizzato questo tipo di resa di Zenfone 3 Max, ma considerato che hanno migliorato alcuni aspetti che reputo fondamentali (le linee e i materiali) e che nella stragrande maggioranza dei casi sono arrivato a sera, non mi sento di bocciare l’autonomia di Zenfone 3 Max. Qui di seguito brevemente vi riepilogo i dati dei test al benchmark per darvi un’idea:

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Sistema operativo fortemente personalizzato

L’idea di fondo di Asus è fornire una app personalizzata per ogni attività, un po’ come siamo stati abituati anche con altri sistemi operativi (Apple in primis). Qui però ci sono almeno 20 app inutili tra quelle preinstallate e diventano molto invasive, pur non riempendo mai la RAM a disposizione (sono stato a circa 1.9 GB di media occupati). In generale l’idea non è affatto sbagliata, ma talvolta oltre alle app inutili c’è qualcosa di troppo, motivo per cui vale la pena fare pulizia e disistallare quelle che non vengono utilizzate.

In generale durante la mia prova mi sono accorto che quando si scrive con la tastiera Asus è facile sbagliare, motivo per cui vale la pena utilizzare un’altra tastiera (anche quella semplice di Google che si sposa bene con l’interfaccia) oppure che spesso quando si fa swype e non si parte esattamente dalla barra delle notifiche, si apre la barra di ricerca delle app: è un valore aggiunto come funzionalità ma quando capita spesso non è piacevolissimo.

L’app più comoda da utilizzare è Mobile Manager dove si può accedere alle informazioni più importanti, come ad esempio la gestione della batteria, della RAM e via discorrendo. Non soffermandomi sulla chiusura forzata delle app, mi è piaciuto il modo di concentrare le impostazioni e le informazioni di sistema più importanti in un unico luogo. Infine Zenfone 3 Max parte da Android Marshmallow. E’ stato pregevole inoltre accorgersi di alcune chicche come il multi-account presente anche nella galleria delle foto, utile se vi capita di dividere il vostro smartphone con altre persone (familiari, ad esempio…).

 

Mi è piaciuto quasi tutto del display…

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Ho apprezzato terribilmente la scelta di diminuire la diagonale, in favore di uno smartphone più compatto, però il display di Asus Zenfone 3 Max non mi ha fatto impazzire. Non tanto per la risoluzione che ho trovato comunque adatta alla diagonale da 5.2 pollici (siamo poco al di sotto dei famosi 300 ppi, considerati Retina Display), quanto per la luminosità che non si adattava sempre in modo preciso all’ambiente circostante (a volte troppo elevata, a volte troppo bassa). In compenso si è fatto ammirare per una gamma cromatica molto ampia, per colori ben delineati e precisi, per un vetro assolutamente oleofobico.

 

Io comprerei Zenfone 3 Max
Arrivato alla fine della mia prova mi sbilancio: io comprerei Asus Zenfone 3 Max perché si tratta di uno smartphone che ho trovato assolutamente confortevole nell'utilizzo. Mi piaceva l'autonomia infinita che aveva il suo predecessore, ma mi piace molto di più aver rinunciato ad una parte di essa per avere materiali più nobili, maggiore compattezza e un senso di salto di qualità che col precedente non avvertivo. Zenfone 3 Max mi ha convinto e considerato che sta calando di prezzo, lo consiglio a, chi cerca uno smartphone con una buona autonomia, ma al tempo stesso è attento anche all'estetica.
Design8
Display7
Prestazioni7
Autonomia7.5
Fotocamera7
Sistema6.8
PRO
Il design è migliorato in modo sensibile
Autonomia non ai livelli del precedente, ma molto elevata
Gestione del sistema, realizzata da Asus, molto funzionale
Buone foto anche se parliamo di uno smartphone economico
CONTRO
A volte il sensore di luminosità non è stato preciso
Troppe app preinstallate da Asus
7.2

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.