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Zopo ZP530: la recensione completa

Apr 1, 2015

Zopo ZP530: la recensione completa

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Zopo rappresenta sempre più una certezza tra i produttori di smartphone cinesi economici, grazie all’uscita di un buon numero di smartphone che hanno convinto utenti (i più importanti) e ovviamente anche critica. L’ultimo arrivato della casa cinese, Zopo ZP530, costituisce un ulteriore passo in avanti in questo senso, poiché racchiude quanto di buono introdotto nel modello più grande ZP720, relegando il nuovo chip a 64 bit in dimensioni decisamente più contenute, in materiali molto rifiniti e con un design sicuramente gradevole.

Inutile girare intorno al fatto che Zopo ZP530 ammicca notevolmente al form factor di iPhone 6, ma considerato che i cloni del famigerato melafonino sono ormai molto comuni, allora è bene trovarne uno che funzioni anche molto bene pur essendo basato su un sistema operativo differente. Le principali specifiche tecniche di questo cinafonino economico trovano protagonista il display HD da 5 pollici, un processore quad-core MediaTek di ultima generazione, fotocamera da 8 Megapixel posteriormente e frontalmente invece da 5 Megapixel. Vero cuore pulsante e novità di questo smartphone Android, Dual SIM come è quasi lecito aspettarsi, è il vetro curvo 2.5D, ma ne parleremo approfonditamente dopo.

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Come è ormai consuetudine dei cinafonini, anche per Zopo ZP530 è fondamentale il rapporto qualità/prezzo con cui si impone su questo mercato. Entriamo nel vivo della recensione completa.

 

Videorecensione di Zopo ZP530

Design

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Alzi la mano chi non ha pensato ad iPhone 6 non appena posato lo sguardo su Zopo ZP530. E’ un limite di questo smartphone? Non direi, poiché effettivamente gli smartphone cinesi non hanno mai brillato per innovazione, ma è fondamentale sottolineare come negli ultimi modelli testati abbiamo trovato materiali più raffinati e costruzioni più resistenti. Zopo ZP530 non è affatto da meno, poiché, nonostante la base delle scocche sia policarbonato, ci sono elementi di discontinuità che ne accrescono notevolmente l’eleganza: il bordo laterale, di colore oro nella versione bianca di questo cinafonino, è in alluminio con una tonalità satinata molto fine.

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L’ergonomia la fa da padrona poiché i 5 pollici di display rappresentano il giusto compromesso per la portabilità in tasca e la fruizione dei contenuti multimediali, anche se ancora c’è qualcosa di troppo per usare con una mano sola lo smartphone. Zopo ZP530 misura ufficialmente 145mm x 71.2mm racchiusi in 8.8mm di spessore, con uno schermo con cornici molto sottili. Il peso invece è di 145 grammi, non un peso piuma e non un mattone.

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La trama della back cover, pur essendo liscia, conferma la qualità costruttiva di Zopo ZP530 che è molto solido in mano e che non presenta elementi di difettosità nel suo design. A dirla tutta, la back cover ricorda anche la fisionomia posteriore di Xiaomi Mi4. La configurazione dei tasti invece è leggermente diversa dal solito: sul lato destro si trova il regolatore di volume, in alluminio, mentre sul lato sinistro il pulsante di accensione/standby.

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Grazie a materiali molto buoni, ad una costruzione solida e in generale al design in stile melafonino, Zopo ZP530 convince sicuramente a livello estetico.

Display

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Cuore pulsante di Zopo ZP530 è proprio il display. Se ci basassimo solo sulle specifiche da scheda tecnica, potremmo osservare una diagonale da 5 pollici, abbinata ad una risoluzione HD da 1280 x 720 pixel (che significa arrivare comunque al RETINA display come densità di pixel per pollice).

La tecnologia utilizzata è quella IPS LCD, dove però ho apprezzato di meno gli angoli di visione che tendono a slavare eccessivamente i colori. Se da un lato rimane ben visibile il display, posso dire che il nero diventa molto rapidamente grigio scuro. Detto ciò, la luminosità si adatta molto bene agli ambienti e abbiamo osservato che il livello di luminosità è molto buono anche quando c’è molta luce circostante.

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La novità di Zopo ZP530 è però la curvatura del vetro posto sopra al display. Infatti, come ha sottolineato la stessa casa cinese, questo smartphone dispone della tecnologia 2.5D che viene considerata un po’ come ibrido della tecnologia 3D. Nello specifico si tratta di un vetro leggermente curvato che permette di avere una visione flat (piatta) della parte centrale dell’immagine, mentre lateralmente, ai bordi, si ha una leggera curvatura che rende le immagini più “vivide” e più verosimili. Più che una vera e propria tecnologia, si tratta di un interessante accorgimento che permette allo Zopo ZP530 di avere una buona qualità di immagine, pur non essendo un pannello da top di gamma.

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La scelta della risoluzione, poi, ha i soliti vantaggi su fluidità e risparmio energetico. Il display, inoltre, non patisce eccessivamente le “ditate”, non richiedendo di pulire continuamente lo schermo. Convincente.

 

Hardware

Come per i più recenti cinafonini, troviamo anche in questo caso il chip quad-core 64 bit di MediaTek: nello specifico è il modello MT6732 ad essere montato sullo Zopo ZP530. Si tratta di un nuovo chip che abbiamo testato in precedenza e di cui possiamo effettivamente tessere le lodi se consideriamo il rapporto qualità/prezzo: superati i problemi del GPS, prestazioni notevoli se consideriamo anche i numeri osservati sui test al benchmark e, effettivamente, buone performance anche usandolo quotidianamente. Non ci sono particolari lag o problemi, perlomeno non dovuti al processore, e anche nel caso del videogaming i risultati sono sicuramente accettabili. La GPU è la ARM Mali760 MP2 con frequenza a 500MHz, si comporta molto bene anche con i giochi più pesanti dello store. Onestamente non ho ravvisato blocchi o rallentamenti veri con Dead Trigger 2, mentre in caso di azioni convulse su Asphalt 8 qualche piccolo lag si osserva, ma niente di eclatante o di limitante. Con giochi molto più casuali e semplici come, ad esempio Candy Crash Saga, sicuramente sarete soddisfatti delle prestazioni osservate su ZP530.

I risultati dei test al benchmark sono molto buoni, evidenziando una buona capacità di calcolo e una competizione diretta con i vecchi chip octa-core della passata generazione. Zopo ZP530 firma circa 31.000+ punti su AnTuTu, 2.700 circa con Vellamo Browser e Google Chrome e circa 2.150 punti quando si tratta invece del browser stock di sistema.

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La navigazione web, come mi aspettavo all’inizio, mostra le sue doti soprattutto con browser di terze parti. Mi trovo molto bene con Opera e Chrome.

 

Connettività

Dimenticate il problema del GPS: ormai sui cinafonini di ultima generazione il problema è superato. Anche per Zopo ZP530 vale esattamente questa affermazione poiché il fix dei satelliti è molto rapido e, generalmente, anche piuttosto preciso. In strada, però, ho preferito avvalermi dell’aiuto della connessione dati per sfruttare il navigatore di Google.

Come già detto in precedenza, Zopo ZP530 è uno smartphone Android Dual SIM e può sfruttare la connettività 4G su entrambe le SIM (una di tipo micro e l’altra normale) con frequenze 4G: FDD-LTE: 800 / 1800 / 2600 MHz FDD-LTE. Entrambe le SIM possono sfruttare il 4G e si può switchare da una all’altra tramite il software (in questo MediaTek si comporta sempre benissimo).

Per ciò che concerne Wi-Fi e Bluetooth 4.0 posso confermare un’ottima stabilità e non ho mai avuto problemi nell’agganciarmi ai vari modem o ai vari device che sfruttano queste tecnologie.

 

Fotocamera

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Siamo di fronte ad un sensore interessante, perché la fotocamera frontale sale a 5 Megapixel di risoluzione con ovvi benefici per ciò che riguarda i selfie e le videochiamate, che ne gioveranno sicuramente. Posteriormente invece troviamo una fotocamera, quasi classica oserei dire, con sensore da 8 Megapixel.

La fotocamera sporge leggermente nella back cover, ma risulta comunque protetta ed esente da graffi. Troviamo l’ausilio del Flash LED che, personalmente, ho utilizzato pochissimo negli scatti notturni, laddove invece ho ottenuto risultati migliori con la modalità notturna che aumenta gli ISO. L’app è ancora quella classica di Android, sicuramente pulita e chiara, dove possiamo scorrere tra le varie modalità attraverso la barra laterale sinistra (se teniamo Zopo ZP530 in orizzontale). Non aspettatevi particolari novità dall’applicazione e dall’interfaccia di questa, ma generalmente offre tutte le opzioni e modalità più standard che ci si aspetta su uno smartphone Android.

Zopo ZP530 offre degli scatti di qualità molto buona di giorno, infatti notiamo che il rumore delle immagini non è elevato e si riescono a distinguere in modo adeguato i dettagli delle foto. Quando si scattano fotografie macro di giorno, la resa è sicuramente d’effetto, molto piacevole e le foto possono essere condivise senza problemi su tutti i social network. Di sera invece il Flash non sempre sostiene in modo adeguato l’apparato fotografico. Per farvi un’idea più precisa vi consigliamo di cliccare sulle immagini seguenti in modo da visualizzarle nelle dimensioni originali.

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Sistema operativo

L’attesa per vedere Android Lollipop sui cinafonini è ancora lunga, poiché la nuova versione del sistema operativo di Google spesso dà problemi di stabilità se non viene bene ottimizzata. La scelta, come confermatoci anche al MWC, è caduta quindi sulla versione di Android più stabile, Kitkat 4.4.4. Se è vero che non troviamo Lollipop, possiamo comunque confermare che l’interfaccia Z-UI è molto flat, quindi minimalistica e con transizioni molto leggere che aiutano a rendere il sistema molto fluido nei passaggi da una schermata all’altra.

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Tra le funzionalità da segnalare su Zopo ZP530 possiamo confermare la bontà delle gesture sensing, vale a dire della possibilità di sfruttare i sensori di movimento (come accadde per qualche Samsung Galaxy fa), si possono spostare le varie foto nella galleria semplicemente passando la mano verso i lati, oppure la possibilità di scorrere le canzoni nella Playlist. Anche in questo caso, come in quello di altri cinafonini, la localizzazione del testo è in lingua inglese.

Una delle gesture più interessanti e utili è però lo Smart Wake, basta un doppio tap per poter risvegliare dallo standby Zopo ZP530: funzione utile e sempre funzionante.

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Sempre da impostazioni di sistema potete anche decidere quando far illuminare il LED (che funziona da notifica) posto sul lato inferiore del vostro smartphone: BreathLight è il nome che troverete sotto Impostazioni -> Display. Da qui potrete scegliere, sempre in inglese, se farlo illuminare durante la ricarica, per segnalare notifiche oppure la batteria scarica.

Zopo ZP530 funziona in modo ottimale grazie a questa versione di Android.

 

Batteria e autonomia

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Nei test relativi alla batteria, oltre alle classiche situazioni da laboratorio, ci concentriamo su quello che può essere considerato “utilizzo misto”. Abbiamo sfruttato, infatti, Zopo ZP530 in molteplici circostanze, con parecchie telefonate. La batteria è una unità da 2.100 mAh che non promette di regalare oltre un giorno di autonomia, ma almeno fino a sera ci ha sempre portato. La navigazione in 4G sicuramente non “aiuta” visti i consumi più elevati, ma l’architettura hardware fa il suo lavoro non richiedendo eccessiva energia.

I nuovi chip quad-core di MediaTek offrono prestazioni più elevate e consumi non imbarazzanti, così come la risoluzione HD (e non Full HD) gioca chiaramente a favore di un’autonomia molto buona.

Nell’utilizzo quotidiano sono state sempre presenti circa 40 minuti di telefonate, 30/40 minuti di navigazione web, 20 minuti di videogaming, schermo acceso per circa 3 ore scarse di media giornaliera. Un risultato che, considerata la natura Dual SIM dello Zopo ZP530, è di buon spessore.

 

Disponibilità e prezzo

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Zopo ZP530 è arrivato in Italia proprio in questi giorni, tramite il distributore ufficiale Zopomobile.it che cura la garanzia per due anni e l’assistenza tecnica. Il prezzo è di 189€, ma vi ricordiamo che, al momento in cui scriviamo questo articolo, è disponibile un codice sconto aggiuntivo del 6% inserendo nell’apposito form “TECNOLOGICI”, senza virgolette.

La dotazione di questo smartphone è standard: prevede una batteria da 2.100 mAh, lo smartphone, le pellicole per proteggere il display, una guida rapida e i certificati di garanzia. Non mancano ovviamente il cavo USB-microUSB e l’alimentatore da parete.

Zopo ZP530 è disponibile nella colorazione nera o gold, specifico subito che la seconda colorazione è quella in prova: bianca nella parte frontale e posteriore, banda di alluminio color oro.

 

Conclusioni

Non siamo al primo smartphone cinese provato e li seguiamo ormai da moltissimi anni, per cui fa anche un certo effetto vedere come pian piano si siano evoluti e abbiano corretto quei difetti che nel tempo li avevano contraddistinti. Se prima il problema era il GPS, ora quello è superato, le prestazioni sono sicuramente salite e si comincia ad osservare quel po’ di effetto glamour che uno smartphone deve avere. Zopo ZP530 è convincente da questo punto di vista, arriva con una buonissima costruzione, dà la sensazione di essere molto ergonomico e prestante e i difetti sono sicuramente molto limitati.

Come ormai siamo abituati, dividiamo le nostre conclusioni in pro e contro, per fornire una rapida sintesi a chi fosse interessato.

Pro

– Design ricercato e costruzione molto solida;
– LED di notifica molto elegante e personalizzabile;
– Qualità elevata del display;
– Fotocamera per selfie di buona qualità;
– Prestazioni del chip quad-core 64 bit di MediaTek molto buone;

Contro

– Nell’esemplare in dotazione, i tasti soft touch sotto al display sono un po’ “duri”, poco reattivi (risultano leggermente “spostati” i comandi Indietro e Menù rispetto alla posizione fisica dei tasti);
– 1 GB di RAM non sempre risulta sufficiente;
– L’inversione del tasto power rispetto al regolatore di volume è particolarmente indicato per i mancini – forse non è un vero e proprio contro;

 

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.