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Amazon Wi-Fi eero: il sistema mesh wireless per tutti | RECENSIONE

Un sistema Wi-Fi Mesh è sostanzialmente un insieme di componenti wireless che permettono di ampliare la copertura della propria rete domestica con un router principale e una serie di satelliti che si collegano ad esso: questo tipo di sistemi è particolarmente indicato per chi deve condividere la rete Wi-Fi su una metratura particolarmente importante. 

Oggetto della recensione di oggi è il sistema Amazon Wi-Fi eero, di recente disponibile in Italia in doppia versione con set da 1 satellite e set da 3 satelliti. Ho avuto modo di provare per circa 3 settimane questo sistema wi-fi mesh e sono pronto a raccontarvi cosa ne penso. Nemmeno c’è bisogno di dire che ovviamente questo sistema può essere controllato anche tramite Alexa, ma di questo ne parleremo più avanti.

In generale vi segnalo che la versione da 1 satellite è in vendita al prezzo di 109€, è consigliata per abitazioni fino a 140 m2, mentre la versione da tre satelliti è in vendita al prezzo di 279€ ed è consigliata per abitazioni fino a 460 m2

Wi-Fi eero: unboxing

Un momento che davvero apprezzo quando inizio a provare un nuovo prodotto è proprio l’unboxing: è tanto semplice, quanto affascinante. Rappresenta il primo momento con cui si entra in contatto con un nuovo prodotto, con una nuova esperienza da fare. Anche nel caso di Amazon Wi-Fi eero il primo impatto è convincente: box cartonato che contiene tutto l’essenziale per iniziare ad usare in modo semplice il proprio sistema Wi-Fi mesh. Nella versione che ho provato, i tre satelliti sembrano quasi dei piccoli gioielli, si stagliano in modo elegante sullo sfondo scuro della scatola. Sotto di essi trova spazio il certificato di garanzia (largo quanto la scatola, un formato poco ordinario), i tre alimentatori da parete e il cavo Ethernet per iniziare subito ad utilizzare eero.

 

Wi-Fi eero: le prestazioni e le caratteristiche tecniche

Quando si deve scegliere un prodotto si sceglie sicuramente il miglior rapporto qualità/prezzo oppure il top ad un budget predeterminato. Quindi è importante essere consapevoli che dal punto di vista hardware il sistema Wi-Fi eero è molto simile ai Beacons che aveva rilasciato un paio di anni fa la stessa azienda produttrice Eero. In questo caso la principale differenza è la presenza di un alimentatore da parete che prima era integrato, ma in questo modo dovremmo perdere un po’ di comodità e guadagnarne in usabilità (è più facile trovare delle prese appropriate viste le dimensioni). Ogni satellite possiede due porte Ethernet da 1 Gbps, assolutamente comode se volete avere una connessione diretta alla rete. Immaginate di avere un laptop o un PC e un cavo Ethernet, sicuramente comodi per sfruttare i cavi che magari avete già in casa. 

Una novità assolutamente da apprezzare (ma la davo anche per scontata) è che il nuovo sistema Wi-Fi mesh eero fornisce l’accesso alla doppia banda, sia 2.4 GHz che 5 GHz. L’unico neo, al momento in cui scrivo, è che la rete ha lo stesso nome e ho un paio di accessori (due prese smart Blitzwolf) che non supportano la frequenza a 5 GHz e non sono in grado di riconoscere la differenza di banda. Credo che sia un limite che si può superare con un aggiornamento comunque. Qui entra in gioco un’ulteriore differenza tra la versione base che sto provando e quella Pro: ci sono due antenne MIMO per entrambe le frequenze, mentre la versione Pro ha una antenna aggiuntiva che permette di avere una velocità massima più elevata quando ci si connette ai vari satelliti piuttosto che al modem centrale. Vale la pena acquistarla? A meno che non abbiate esigenze particolari (numero di dispositivi sempre collegati molto elevato), io mi accontenterei largamente della versione normale.

Una considerazione da fare riguarda il vostro provider internet: questo sistema Wi-Fi mesh permette di sfruttare al meglio la banda messa a disposizione dal gestore, ma qualora abbiate una banda limitata (ad esempio 100-200 Mbps) non otterrete grandi benefici nell’utilizzo di questo sistema.

Premesso che questa versione in prova copre fino a 460 m2 e (purtroppo ;D) la mia abitazione non arriva a queste metrature, posso assicurarvi assolutamente che Wi-Fi eero copre con costanza ogni zona dell’appartamento dove abito. E’ facile che in un condominio questo sistema possa essere usato anche per condividere la rete wireless. 

 

Wi-Fi eero: l’app e la configurazione

Una menzione a parte la merita sicuramente l’app per smartphone: davvero ben sviluppata, curata esteticamente e, soprattutto, funzionale. Come è scritto sulla scatola: vi basterà una connessione Internet e uno smartphone: tutto può essere controllato con quest’ultimo (iPhone o Android).

La parola d’ordine è semplicità: da app si può controllare quanti dispositivi sono collegati alla rete, gestire i profili (comodissimo all’interno di una famiglia), attivare reti per gli ospiti (così dovete evitare di comunicare agli ospiti complicate e lunghe password Wi-Fi), ma si può anche riavviare la rete qualora sorgano problemi.

 

Domotica tra Alexa e Apple HomeKit

Il sistema Amazon Wi-Fi eero è integrato anche con Alexa, per cui se in casa avete già l’assistente vocale potete tranquillamente controllare anche il vostro router tramite esso. C’è da sottolineare però che l’integrazione è limitata, poiché si tratta di controllo vocale che permette di sfruttare comandi basic (almeno per ora).

Sempre per rimanere in tema di domotica, è importante sottolineare che questo sistema Wi-Fi mesh supporta anche Apple HomeKit. Il primo vantaggio riguarda sicuramente la sicurezza e la protezione dei propri accessori, infatti eero offre una protezione ancora maggiore dei propri accessori HomeKit e un modo semplice per gestire i dispositivi con cui sono autorizzati a comunicare a casa e su Internet. Nella pratica se avete qualche accessorio già collegato ad HomeKit potete decidere ulteriormente quali autorizzazioni concedere in modo che sia sempre sotto il vostro controllo.

E’ presente anche un firewall all’interno del sistema Wi-Fi eero e questo impedirà agli accessori in HomeKit di comunicare con altri dispositivi, se non già previsto da voi. Se tutto questo è troppo per voi e volete qualcosa di molto più semplice, all’interno dell’app con cui controllare i dispositivi avete a disposizione anche un profilo Automatico. Questo a un accessorio di comunicare con i dispositivi e i servizi approvati dal produttore, impedendo l’accesso da parte di servizi non autorizzati. Altri due profili presenti sono Ristretto alla casa e Nessuna restrizione, dove rispettivamente e intuitivamente si darà l’autorizzazione a tutti i dispositivi già registrati in casa propria e, nel secondo caso, si darà la possibilità di interazione con tutti i dispositivi del web (e personalmente ve lo sconsiglio).

 

Considerazioni finali

Fino a pochi anni fa era davvero difficile pensare a un sistema Wi-Fi mesh a buon mercato, invece ora si può affermare con serenità che il settore è in espansione ed esistono soluzioni per tutte le tasche. Ci sono prodotti che forniscono qualche caratteristica aggiuntiva, come ad esempio l’assistente Google integrato, oppure qualche specifica tecnica superiore come il Wi-Fi 6 o altre soluzioni di sicurezza. Quello che è certo è che il sistema Amazon Wi-Fi eero costa il giusto in tutte le sue versioni e offre la comodità del controllo da app che aiuta tantissimo nella vita quotidiana. 

Una considerazione aggiuntiva riguarda anche l’attenzione che Amazon sta ponendo su questo prodotto: dopo aver acquisito eero non ha semplicemente lanciato sul mercato il prodotto, ma ha anche fatto sviluppare opzioni aggiuntive, come ad esempio l’integrazione con Apple HomeKit. La speranza, come sempre, è quella di avere un prodotto ben funzionante, nel lungo periodo e con aggiornamenti della sicurezza automatici (come è ora). 

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Amazon presenta il nuovo Echo Show 8

Amazon ha annunciato il tanto atteso arrivo in Italia di Echo Show 8, l’ultimo della famiglia degli Echo Show, caratterizzato da un display da 8 pollici, un audio cristallino e potente, oltre ad un copri-telecamera integrato per una maggiore tranquillità del cliente. Il prezzo è di  129,99€. Si tratta di un prodotto che consente ai clienti di Amazon.it di avere una ulteriore modalità per aggiungere Alexa alla propria vita quotidiana.

Esperienza personalizzata alla massima potenza

Il nuovo Echo Show 8 vi permette di aggiungere le fotografie che preferite, come ad esempio quelle delle ultime vacanze, ed ancora di riprodurre una presentazione delle proprie foto o di vedere uno specifico album fotografico od ancora di poter impostare le proprie foto in rotazione come sfondo. Vi è anche la possibilità di creare una routine che fornisca le previsioni meteo, le informazioni più importanti della mattinata ed ancora la regolazione della temperatura in casa (grazie a un termostato compatibile con Alexa) semplicemente dicendo “Alexa, inizia la mia giornata“.

Eco Show 8: le skill per lo schermo e privacy

Vi sono oltre 400 Skill di sviluppatori terzi che sono state ottimizzate per i dispositivi con schermo come Echo Show. È possibile infatti domandare di seguire passo per passo una ricetta da Giallo Zafferano, od ancora di rimanere aggiornati sulle notizie grazie al TGCOM24. Inoltre potete usare Quiz Vero o Falso od ancora la Domanda del Giorno e guardare in diretta le radio TV. Infine va detto che i dispositivi Echo sono creati per garantire al massimo la vostra privacy.

Abbiamo infatti il pulsante di disattivazione microfoni/telecamera che scollega elettronicamente sia i microfoni che la telecamera, nonché un chiaro indicatore visivo che mostra quando l’audio o il video vengono inviati al cloud. Inoltre vi è il copri-telecamera integrato.

 

Cosa ne pensate del nuovo Eco Show 8? Vi interessa?

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Huawei AI Cube: recensione dello smart speaker di Huawei


Huawei AI Cube è uno smart speaker di Huawei con Amazon Alexa, simile ad Amazon Echo, ma che esteticamente ricorda molto da vicino Google Home. Il vantaggio rispetto agli altri smart speaker è che è anche un router 4G, a cui si possono collegare contemporaneamente fino a 64 dispositivi differenti. È quindi una buona soluzione alla linea fissa, per chi non ha o non può avere internet a casa. È sufficiente inserire una SIM, attivare un piano economico con un buon traffico, per pensare a Huawei AI Cube come alternativa all’ADSL tradizionale. 

Design

Nonostante il nome, Cube, faccia pensare ad una forma a cubo, il design è cilindrico. Inoltre è più grande rispetto a Google Home: è alto 22 cm e pesa circa 1 Kg.

Esteticamente è piacevole e si inserisce nell’arredamento di casa come un elemento di design. Alla plastica di colore bianco si contrappone la base in un elegante tessuto grigio. In alto troviamo dei tasti fisici per il volume, oltre al tasto per disabilitare il microfono di Alexa.

Nella parte superiore si può notare la presenza di 4 microfoni (contro i 7 degli Echo Show). Dietro troviamo invece una porta Ethernet. 

Qualità dell’audio

Un punto dolente del Huawei AI Cube è che il sonoro non è a 360°, a differenza di Echo Plus: è dotato infatti di un driver attivo e due radiatori passivi e non di un doppio driver attivo ai lati. La differenza si sente, sia rispetto all’Echo Plus, che offre invece un sonoro unidirezionale, ma in modo ancora più marcato rispetto al Sonos One, capace anche di bassi molto più profondi e di un suono molto più immersivo e coinvolgente. Non che il sonoro sia da bocciare, sia chiaro, ma se la qualità dell’audio è il fattore per voi principale nella scelta dello speaker potreste rimanere delusi. 

Funzionalità

Huawei AI Cube è pensato principalmente come router 4G, funzionalità questa che lo differenzia rispetto agli altri speaker sul mercato. Lato funzionalità però è doveroso elencare le pecche rispetto agli Amazon Echo. Anzitutto non ha il bluetooth. Inoltre non supporta Spotify e manca anche il supporto a Spotify Connect. Se volete ascoltare musica in streaming potete utilizzare solo Amazon Prime Music che Amazon sta promuovendo in modo aggressivo a suon di mesi gratuiti. Mancano anche altre funzionalità degli Amazon Echo, tra cui la possibilità di effettuare chiamate o di collegarlo agli oggetti smart presenti in casa. In ultimo, ha bisogno di essere alimentato dal charger. Non ha un vano batterie e pertanto non può essere utilizzato come speaker portatile. 

Connettività 

Risulta chiaro quindi come Huawei AI Cube debba essere principalmente come un router 4G con supporto ad Alexa. Nello specifico è dotato di un modem CAT6 4G capace, sulla carte di velocità fino a 300 Mbps in download e 50 MBps in upload. Ho provato ad utilizzarlo inserendo la SIM del mio smartphone, e con il Huawei AI Cube ho potuto notare velocità superiori di qualche MBps. 

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Dash Cam AUKEY DR-02: RECENSIONI e NOTE LEGALI

Non perdete il nuovo video pubblicato proprio questa mattina su YouTube: siamo finalmente 11000 sul canale TeamTech.

Oggi la protagonista assoluta è la Dash Cam AUKEY DR-02, una Dash Cam in grado di registrare video in 4K e risoluzione inferiore. Nel video Giorgio ci racconta ogni piccolo dettaglio sul suo utilizzo e, se siete interessati alle implicazioni legali della Dash Cam, non dovete perdere gli ultimi minuti perché vi raccontiamo cosa dice il codice civile e che impatti può avere in campo penale.

Se il video vi piace, lasciate un bel pollice alto! Se invece avete qualcosa da dirci, scrivete nel solito box dei commenti!

La videorecensione

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Amazon Echo Dot con orologio (3a gen) e Amazon Echo (3a gen): RECENSIONE

Alexa o Google Assistant? Il quesito è sempre più forte, anche sul finire del 2019. Finalmente ho avuto modo di provare ben due dispositivi Echo: Amazon Echo Dot di 3a generazione con la nuova integrazione di un orologio e Amazon Echo di 3a generazione.

Il mio assistente vocale è stato finora Google Assistant, un po’ perché avevo approfittato della disponibilità di offerte incredibili appena uscito, un po’ per la comodità di averlo sempre sul proprio smartphone. Questo articolo vuole essere a metà tra una recensione dei nuovi prodotti Echo e una constatazione sullo stato dell’arte degli assistenti virtuali all’alba del 2020.

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Amazon Echo Dot con orologio

Il lancio del piccolino Dot è stato quello che ha permesso l’ingresso di Alexa in tantissime case nel mondo, specialmente con i prezzi del Black Friday. La riedizione del Dot integra un orologio all’interno dello speaker e una serie più ricca di colorazioni del tessuto: grigio melangé, grigio scuro, malva (una sorta di bordeaux) e il classico antracite. Non cambiano le dimensioni, non cambiano le specifiche tecniche dello speaker e continuiamo a parlare di un dispositivo che misura 43 x 99 x 99 mm. La sua qualità minimal è indubbia in entrambe le versioni e la principale differenza è riscontrata nella presenza dell’orologio integrato sotto alla cover in tessuto: l’orologio è costituito da LED che sfruttano un sensore di luminosità. Questo sensore è in grado di regolarsi automaticamente in base alla luce circostante e, specialmente se lo montate in camera da letto, non vi darà noie al buio riducendo al minimo l’emissione di luce.

Lo speaker mostra l’ora in modo fisso, ma può mostrare anche la temperatura se chiedete ad Alexa informazioni sui gradi esterni oppure il countdown se fissate un timer (comodissimo quando buttate la pasta, è forse una delle cose che chiedo di più).

La qualità dell’Echo Dot è indiscutibile: lo speaker integra microfoni direzionali a 360 gradi ed è in grado di catturare la vostra voce anche se siete in stanze differenti (ovviamente dipende dalle dimensioni della casa) e monta degli altoparlanti che riescono ad emettere un suono davvero potente e pulito, quasi da non credere viste le dimensioni. Le funzionalità di Alexa sono davvero al top e non si avvertono reali mancanze, da questo punto di vista, rispetto ai modelli di fascia superiore.

Negli Stati Uniti la differenza di prezzo era di circa 10 dollari, in Italia si parla di 69.99€ per il prezzo di listino. Fortunatamente le offerte non mancano ed è stato possibile acquistarla a 24.99€ nei giorni di prezzo minimo, mentre attualmente costa intorno ai 35€. Il prezzo è sicuramente allettante per acquistare il dispositivo con orologio, infatti costa circa 10€ in più.

Quale dovreste preferire tra i due Echo Dot? L’orologio è comodo, ma se parlate con Alexa vi dirà l’ora esatta senza problemi.

A mio avviso l’integrazione dei LED per l’ora, il timer o la temperatura probabilmente non vale 10 euro, ma sicuramente è un tocco minimal in più che può dire la sua se poggiato sulla scrivania oppure su un comodino. Se Amazon avesse integrato qualche piccolo cambio nelle specifiche tecniche, probabilmente sarebbe diventato il vero best buy.

 

Amazon Echo 3a Gen

Il modello Echo è sicuramente più pregevole se parliamo di qualità tecnica: lo speaker è più grande e sicuramente la riproduzione musicale è di qualità superiore, tanto da rendere l’ascolto della musica un piacere importante. Una cosa che dovete fare assolutamente se avete più dispositivi Amazon Echo in casa è quella di configurare un gruppo “Multistanza” e riprodurre la musica come se fosse un impianto stereo multicassa. Questo tipo di caratteristica è utilizzabile se e solo se caricate musica dalla rete (non è valido quindi usare il cavo AUX).

La terza generazione di Amazon Echo è disponibile in diverse colorazioni: rossa (edizione limitata, perfetta per le festività), antracite, blu-grigio, grigio chiaro e grigio melangé. Queste colorazioni permettono di adattare perfettamente lo stile estetico del dispositivo a qualsiasi tipo di arredamento, più moderno o classico che sia.

Esteticamente si presenta identico alla generazione precedente, con lo stesso tessuto a contraddistinguere la presenza estetica sui vostri mobili. Anche dal punto di vista hardware integra gli stessi altoparlanti, perché monta un woofer da 3 pollici e un tweeter da 0,8 pollici (contro l’altoparlante unico da 1,6 pollici del modello Echo Dot). Questo fa intuire come le dimensioni maggiori servano a garantire una qualità audio maggiore e Amazon non lesina informazioni relativamente alla scheda tecnica.

Personalmente affiancherei per un confronto non Echo Plus di ultima generazione, ma quello della generazione precedente, con cui condivide molto dell’architettura hardware degli altoparlanti. Personalmente sceglierei Echo di ultima generazione perché integra una migliore equalizzazione a livello musicale, anche se i bassi rimangono un po’ morbidi e si poteva osare un po’ di più su queste frequenze. Se però avete dentro casa un impianto home theatre sicuramente non rimarrete colpiti dalla qualità audio e potreste valutare di sfruttare altri canali di riproduzione. La vera differenza rispetto al modello Plus rimane il protocollo Zigbee integrato per il controllo di alcuni dispositivi di Smart Home e il sensore di temperatura.

Valutate bene quanto avete bisogno di queste due caratteristiche (Zigbee e sensore di temperatura) per decidere se avete bisogno del modello Echo o Echo Plus: sono queste a fare davvero la differenza.

 

Alexa vs Google Assistant: considerazioni

Inizialmente avevo pensato di raccontarvi solo le funzionalità di Alexa per capire se questo tipo di dispositivi poteva fare al caso vostro, ma continuando l’esplorazione delle skills e delle capacità dell’assistente virtuale di Amazon mi sono trovato spesso a confrontare quest’ultimo con Google Assistant.

La mia impressione è che Amazon continui a investire su questa realtà virtuale, incentivando gli sviluppatori a creare skills utili per migliorare la fruibilità quotidiana.

Spesso e volentieri mi sono ritrovato a pensare che la differenza tra Google Assistant e Alexa sia dovuta al fatto che continuamente Amazon mi ricorda quali sono le potenzialità di Alexa, cosa gli si può chiedere, come può essere davvero integrata all’interno della vita quotidiana.

Ho provato a tirare giù le domande che gli pongo più spesso e vi faccio un breve riepilogo:

  • Alexa, che ora è?
  • Alexa, che temperatura c’è fuori?
  • Alexa, come sono le previsioni meteo oggi?
  • Alexa, riproduci le notizie del giorno? Qui ho avuto un po’ di difficoltà perché avrei gradito come fonte il Giornale Radio di Radio2, ma è una mia questione soggettiva.
  • Alexa, imposta led scrivania bianco caldo.
  • Alexa, spegni luce scrivania.
  • Alexa, chiama Flavietta.
  • Alexa, imposta timer a 10 minuti (per la cottura della pasta)!
  • Alexa, stop.
  • Alexa, vai alla prossima canzone.
  • Alexa, ripeti la canzone precedente.
  • Alexa, riproduci This is Mumford and Sons su Dappertutto (è il gruppo di altoparlanti in cui ho unito i due dispositivi Amazon Echo).
  • Alexa, quali sono i miei impegni oggi? Dovrete sincronizzare il vostro calendario.
  • Alexa, aggiungi alle cose da fare “lavatrice”.
  • Alexa, ha vinto la Roma?

L’integrazione con gli altri dispositivi mi è sembrata molto più rapida e intuitiva rispetto a quanto mi era capitato di provare con Google Home Mini, dove ad esempio le Yeelight le avevo configurate con IFTTT.

Personalmente poi ho apprezzato l’idea di aggiungere la lista della spesa, avendo uno store ecommerce alle spalle chiaramente Amazon ha sviluppato e integrato al meglio questo tipo di caratteristica. Dovete stare piuttosto attenti perché altrimenti potresti ritrovare ad ordinare molte più cose di quelle di cui avete bisogno. Potete creare quante liste volete, sono sicuramente comode.

Di per sé non ci sono tantissime cose che discriminano Alexa rispetto a Google Assistant, ma spesso e volentieri mi sento ripetere da quest’ultimo “scusami, non ho capito” e ho l’impressione che Google si sia un po’ fermata nell’evoluzione di questo progetto interessante.

Personalmente apprezzo quando Alexa comprende meglio il gergo colloquiale, specialmente rispetto alla controparte di Google.

Spesso a fare la differenza è chiaramente il modo in cui date un comando all’assistente vocale di riferimento, tenete sempre conto prima di fare la domanda.