Amazon Echo Dot con orologio (3a gen) e Amazon Echo (3a gen): RECENSIONE

Alexa o Google Assistant? Il quesito è sempre più forte, anche sul finire del 2019. Finalmente ho avuto modo di provare ben due dispositivi Echo: Amazon Echo Dot di 3a generazione con la nuova integrazione di un orologio e Amazon Echo di 3a generazione.

Il mio assistente vocale è stato finora Google Assistant, un po’ perché avevo approfittato della disponibilità di offerte incredibili appena uscito, un po’ per la comodità di averlo sempre sul proprio smartphone. Questo articolo vuole essere a metà tra una recensione dei nuovi prodotti Echo e una constatazione sullo stato dell’arte degli assistenti virtuali all’alba del 2020.

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Amazon Echo Dot con orologio

Il lancio del piccolino Dot è stato quello che ha permesso l’ingresso di Alexa in tantissime case nel mondo, specialmente con i prezzi del Black Friday. La riedizione del Dot integra un orologio all’interno dello speaker e una serie più ricca di colorazioni del tessuto: grigio melangé, grigio scuro, malva (una sorta di bordeaux) e il classico antracite. Non cambiano le dimensioni, non cambiano le specifiche tecniche dello speaker e continuiamo a parlare di un dispositivo che misura 43 x 99 x 99 mm. La sua qualità minimal è indubbia in entrambe le versioni e la principale differenza è riscontrata nella presenza dell’orologio integrato sotto alla cover in tessuto: l’orologio è costituito da LED che sfruttano un sensore di luminosità. Questo sensore è in grado di regolarsi automaticamente in base alla luce circostante e, specialmente se lo montate in camera da letto, non vi darà noie al buio riducendo al minimo l’emissione di luce.

Lo speaker mostra l’ora in modo fisso, ma può mostrare anche la temperatura se chiedete ad Alexa informazioni sui gradi esterni oppure il countdown se fissate un timer (comodissimo quando buttate la pasta, è forse una delle cose che chiedo di più).

La qualità dell’Echo Dot è indiscutibile: lo speaker integra microfoni direzionali a 360 gradi ed è in grado di catturare la vostra voce anche se siete in stanze differenti (ovviamente dipende dalle dimensioni della casa) e monta degli altoparlanti che riescono ad emettere un suono davvero potente e pulito, quasi da non credere viste le dimensioni. Le funzionalità di Alexa sono davvero al top e non si avvertono reali mancanze, da questo punto di vista, rispetto ai modelli di fascia superiore.

Negli Stati Uniti la differenza di prezzo era di circa 10 dollari, in Italia si parla di 69.99€ per il prezzo di listino. Fortunatamente le offerte non mancano ed è stato possibile acquistarla a 24.99€ nei giorni di prezzo minimo, mentre attualmente costa intorno ai 35€. Il prezzo è sicuramente allettante per acquistare il dispositivo con orologio, infatti costa circa 10€ in più.

Quale dovreste preferire tra i due Echo Dot? L’orologio è comodo, ma se parlate con Alexa vi dirà l’ora esatta senza problemi.

A mio avviso l’integrazione dei LED per l’ora, il timer o la temperatura probabilmente non vale 10 euro, ma sicuramente è un tocco minimal in più che può dire la sua se poggiato sulla scrivania oppure su un comodino. Se Amazon avesse integrato qualche piccolo cambio nelle specifiche tecniche, probabilmente sarebbe diventato il vero best buy.

 

Amazon Echo 3a Gen

Il modello Echo è sicuramente più pregevole se parliamo di qualità tecnica: lo speaker è più grande e sicuramente la riproduzione musicale è di qualità superiore, tanto da rendere l’ascolto della musica un piacere importante. Una cosa che dovete fare assolutamente se avete più dispositivi Amazon Echo in casa è quella di configurare un gruppo “Multistanza” e riprodurre la musica come se fosse un impianto stereo multicassa. Questo tipo di caratteristica è utilizzabile se e solo se caricate musica dalla rete (non è valido quindi usare il cavo AUX).

La terza generazione di Amazon Echo è disponibile in diverse colorazioni: rossa (edizione limitata, perfetta per le festività), antracite, blu-grigio, grigio chiaro e grigio melangé. Queste colorazioni permettono di adattare perfettamente lo stile estetico del dispositivo a qualsiasi tipo di arredamento, più moderno o classico che sia.

Esteticamente si presenta identico alla generazione precedente, con lo stesso tessuto a contraddistinguere la presenza estetica sui vostri mobili. Anche dal punto di vista hardware integra gli stessi altoparlanti, perché monta un woofer da 3 pollici e un tweeter da 0,8 pollici (contro l’altoparlante unico da 1,6 pollici del modello Echo Dot). Questo fa intuire come le dimensioni maggiori servano a garantire una qualità audio maggiore e Amazon non lesina informazioni relativamente alla scheda tecnica.

Personalmente affiancherei per un confronto non Echo Plus di ultima generazione, ma quello della generazione precedente, con cui condivide molto dell’architettura hardware degli altoparlanti. Personalmente sceglierei Echo di ultima generazione perché integra una migliore equalizzazione a livello musicale, anche se i bassi rimangono un po’ morbidi e si poteva osare un po’ di più su queste frequenze. Se però avete dentro casa un impianto home theatre sicuramente non rimarrete colpiti dalla qualità audio e potreste valutare di sfruttare altri canali di riproduzione. La vera differenza rispetto al modello Plus rimane il protocollo Zigbee integrato per il controllo di alcuni dispositivi di Smart Home e il sensore di temperatura.

Valutate bene quanto avete bisogno di queste due caratteristiche (Zigbee e sensore di temperatura) per decidere se avete bisogno del modello Echo o Echo Plus: sono queste a fare davvero la differenza.

 

Alexa vs Google Assistant: considerazioni

Inizialmente avevo pensato di raccontarvi solo le funzionalità di Alexa per capire se questo tipo di dispositivi poteva fare al caso vostro, ma continuando l’esplorazione delle skills e delle capacità dell’assistente virtuale di Amazon mi sono trovato spesso a confrontare quest’ultimo con Google Assistant.

La mia impressione è che Amazon continui a investire su questa realtà virtuale, incentivando gli sviluppatori a creare skills utili per migliorare la fruibilità quotidiana.

Spesso e volentieri mi sono ritrovato a pensare che la differenza tra Google Assistant e Alexa sia dovuta al fatto che continuamente Amazon mi ricorda quali sono le potenzialità di Alexa, cosa gli si può chiedere, come può essere davvero integrata all’interno della vita quotidiana.

Ho provato a tirare giù le domande che gli pongo più spesso e vi faccio un breve riepilogo:

  • Alexa, che ora è?
  • Alexa, che temperatura c’è fuori?
  • Alexa, come sono le previsioni meteo oggi?
  • Alexa, riproduci le notizie del giorno? Qui ho avuto un po’ di difficoltà perché avrei gradito come fonte il Giornale Radio di Radio2, ma è una mia questione soggettiva.
  • Alexa, imposta led scrivania bianco caldo.
  • Alexa, spegni luce scrivania.
  • Alexa, chiama Flavietta.
  • Alexa, imposta timer a 10 minuti (per la cottura della pasta)!
  • Alexa, stop.
  • Alexa, vai alla prossima canzone.
  • Alexa, ripeti la canzone precedente.
  • Alexa, riproduci This is Mumford and Sons su Dappertutto (è il gruppo di altoparlanti in cui ho unito i due dispositivi Amazon Echo).
  • Alexa, quali sono i miei impegni oggi? Dovrete sincronizzare il vostro calendario.
  • Alexa, aggiungi alle cose da fare “lavatrice”.
  • Alexa, ha vinto la Roma?

L’integrazione con gli altri dispositivi mi è sembrata molto più rapida e intuitiva rispetto a quanto mi era capitato di provare con Google Home Mini, dove ad esempio le Yeelight le avevo configurate con IFTTT.

Personalmente poi ho apprezzato l’idea di aggiungere la lista della spesa, avendo uno store ecommerce alle spalle chiaramente Amazon ha sviluppato e integrato al meglio questo tipo di caratteristica. Dovete stare piuttosto attenti perché altrimenti potresti ritrovare ad ordinare molte più cose di quelle di cui avete bisogno. Potete creare quante liste volete, sono sicuramente comode.

Di per sé non ci sono tantissime cose che discriminano Alexa rispetto a Google Assistant, ma spesso e volentieri mi sento ripetere da quest’ultimo “scusami, non ho capito” e ho l’impressione che Google si sia un po’ fermata nell’evoluzione di questo progetto interessante.

Personalmente apprezzo quando Alexa comprende meglio il gergo colloquiale, specialmente rispetto alla controparte di Google.

Spesso a fare la differenza è chiaramente il modo in cui date un comando all’assistente vocale di riferimento, tenete sempre conto prima di fare la domanda.

Di Stefano Vinciguerra

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.



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