Asus ZenBook A14 è l’ultrabook Windows lanciato dal brand con l’ambizione di posizionarsi in qualità di migliore alternativa a MacBook Air, fronteggiandolo a colpi di display OLED e Qualcomm Snapdragon X.
I propositi sono buoni, ma raggiungere i livelli di autonomia e prestazioni in dispositivi così compatti, toccati dalla soluzione di Apple è certamente un’ardua impresa. Asus ci sarà riuscita? Scopriamolo insieme nel corso di questa recensione!
Buona lettura.
Unboxing e confezione
Il packaging è soddisfacente, curato ed attento. All’interno della confezione troviamo un caricatore USB-C da 65W, compatto e di buona fattura.
Design e costruzione
Quando si parla di ultraportatili, si finisce spesso a fare compromessi tra peso, solidità e dotazione tecnica. L’Asus Zenbook A14, invece, riesce a bilanciare tutto con una formula sorprendentemente riuscita.
Il primo impatto è chiaro: sotto il chilo di peso (980) eppure niente nell’esperienza d’uso fa pensare a un dispositivo fragile. Il merito è del Ceraluminum, una lega proprietaria che unisce alluminio, magnesio e ceramica, e che Asus lavora con una finitura che sembra quasi pietra liscia. Il risultato è elegante, piacevole al tatto e soprattutto resistente a impronte e graffi.
La struttura è rigida, stabile, e la certificazione MIL-STD-810H lo conferma: è pensato per resistere a urti, vibrazioni e temperature non proprio da ufficio.
Il design segue una linea pulita e moderna riuacendo a essere più piccolo del MacBook Air M3, ma con più porte a disposizione. Le colorazioni sono due: grigio scuro (Iceland Gray), sobrio e poco soggetto a ditate, e beige sabbia (Zabriskie Beige), più originale ma forse più delicato sul lungo periodo.
Impossibile non apprezzare la tastiera di Zenbook A14: Corsa da 1,3 mm, feedback preciso, retroilluminazione su tre livelli e ottima spaziatura tra i tasti. Asus ha curato molto l’ergonomia, anche se il rivestimento leggermente liscio dei tasti richiede un po’ di adattamento iniziale.
Il touchpad in vetro è ampio e reattivo, e supporta le gesture multitouch senza intoppi. Bene anche la gestione dei tocchi involontari, segno che il software lavora a dovere. In più, c’è il supporto a Windows Hello tramite riconoscimento facciale con infrarossi, una chicca utile soprattutto perché manca lo sblocco con impronta digitale.
Uno dei punti più apprezzabili è la dotazione di porte, che spesso è il tallone d’Achille degli ultrabook. Invece qui troviamo:
- 2 USB-C 4.0 con ricarica e output video,
- 1 HDMI 2.1 full-size,
- 1 USB-A 3.2 Gen 2, sempre più rara su laptop ultrasottili,
- e il classico jack audio da 3,5 mm.
Una configurazione più completa rispetto al MacBook Air, che ancora costringe all’uso di adattatori per qualunque periferica non USB-C.
Display e audio
Lo Zenbook A14 punta forte sul display, e fa bene: parliamo di un pannello OLED da 14 pollici, tra i migliori che si possano trovare in commercio. Il contrasto praticamente infinito, colori saturi, neri profondi e un’esperienza visiva che spicca rispetto ai competitors.
La risoluzione è 1920×1200 con rapporto 16:10, una formula che privilegia la produttività: più spazio in verticale significa meno scrolling quando si scrive, si legge o si programma. Non è un pannello 4K, ma in questa diagonale sarebbe superfluo. Piuttosto, ciò che colpisce è la copertura completa dello spazio colore DCI-P3, utile non solo per la qualità percepita, ma anche per lavori di grafica o editing leggeri, grazie anche alla calibrazione di fabbrica.
La luminosità raggiunge i 600 nit in HDR, valore ottimo. All’esterno, invece, l’assenza di un rivestimento anti-riflesso efficace può creare qualche problema sotto la luce diretta, soprattutto in estate.
Il pannello è di alta qualità, sì, ma resta fermo a 60 Hz. Una scelta ormai un po’ conservativa, soprattutto considerando che alcuni ultrabook rivali offrono refresh rate a 90 o 120 Hz, migliorando sensibilmente la fluidità nello scrolling, nelle animazioni di sistema e nell’uso quotidiano. Manca il touchscreen.
Chiariamo subito: l’audio dello Zenbook A14 non è un disastro, ma nemmeno un punto di forza. Gli speaker integrati fanno il loro dovere per le attività quotidiane come video, call, un po’ di musica in sottofondo, ma il suono è poco corposo, piatto nei bassi e privo di quella ricchezza che ci si aspetta da un prodotto premium.
Hardware e prestazioni
A bordo di Asus ZenBook A14, nella variante da me provata, troviamo il chipset ARM Qualcomm Snapdragon X, con 16 GB di RAM e 512 GB di SSD PCIe 4.0. Nei compiti quotidiani lo scenario è davvero positivo. Scrivere, navigare, fare multitasking è un’esperienza veloce e reattiva, merito anche di una RAM ben sfruttata e di un Windows 11 che gira sorprendentemente bene su ARM. Nell’uso quotidiano è un fulmine, non accende praticamente mai la ventola e le temperature sono bassissime.
Eppure, dietro questa fluidità complessiva, si nasconde il vero nodo della questione: la compatibilità software. Microsoft ha fatto passi avanti nell’ottimizzazione del sistema, ma il mondo delle app è ancora spaccato in due. Da un lato troviamo programmi già ottimizzati per ARM, che funzionano in modo impeccabile. Dall’altro, però, c’è tutto quel vasto ecosistema di applicazioni x86 che girano solo in emulazione, con risultati altalenanti.
Basta provare a fare editing video su Premiere Pro per rendersene conto: anche se si è disposti ad accettare un calo di performance nei tempi di esportazione, rimangono compromessi come assenza di alcuni plugin o lettura di alcuni formati che difficilmente sono superabili nel momento in cui intaccano la produttività di un professionista. Per non parlare del gaming, con una GPU assolutamente inadeguata anche per carichi più leggeri.
Il giudizio finale su Snapdragon X non è semplice. Da una parte abbiamo un’architettura silenziosa, efficiente, e con ottimi margini di sviluppo. Dall’altra, un ecosistema software che non è ancora pronto a lasciarsi alle spalle il mondo x86.
Devo dire che per un utente medio, che magari opera con software tutti ottimizzati per ARM, ZenBook A14 è già una scelta eccellente sul piano delle prestazioni. Avremo una reattività allucinante, già nello sblocco del sistema, il massimo della fluidità nelle operazioni ed una silenziosità impossibile da riscontrare su soluzioni Intel o AMD. L’importante è però conoscere i limiti, tutti di natura software, della soluzione che si sta acquistando.
Autonomia e ricarica
Se c’è un ambito in cui lo Zenbook A14 fa davvero la differenza rispetto a tanti concorrenti, è quello dell’autonomia. L’abbinata tra una batteria generosa da 70 Wh e l’architettura estremamente efficiente dello Snapdragon X si traduce in risultati che, nella pratica quotidiana, lasciano il segno.
Durante l’uso quotidiano: navigazione, scrittura, gestione file e un po’ di streaming, si riesce tranquillamente a superare le 20 ore con una singola carica. Anche spingendo un po’ di più, magari con app x86 in emulazione, restiamo sempre sopra le 12 ore effettive, il che non è affatto scontato su un portatile Windows. Una ricarica completa richiede poco più di un’ora e mezza, ottima tempistica.
Prezzo e disponibilità
Asus ZenBook A14 è disponibile all’acquisto presso rivenditori autorizzati come Mediaworld a circa 999 euro.