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Samsung Galaxy S20 e Z Flip: le nuove frontiere degli smartphone

Come ogni anno, febbraio è un mese di grandi novità in ambito smartphone, che vede sempre il lancio e l’uscita di prodotti a lungo attesi. Questo 2020, è partito con notizie non proprio splendide per gli amanti della tecnologia, visto l’annullamento del Mobile World Congress di Barcellona e il rinvio degli eventi di lancio già programmati per molte case. Non è però questo il caso di Samsung che ha anticipato tutti e ha dato vita al suo #SamsungUnpacked lo scorso 11 febbraio. Durante l’evento, il colosso coreano ha presentato ufficialmente la nuova frontiera dei propri smartphone: Galaxy Z Flip e la nuovissima gamma Galaxy S20. Da un lato un prodotto assolutamente nuovo e innovativo, dall’altro la naturale evoluzione della famiglia di smartphone più famosa ed amata Android, accolti con grande favore del pubblico. Conosciamoli!

Galaxy Z Flip: il futuro ha una forma passata?

Ammettiamolo: quanti di noi hanno pensato, guardando il nuovissimo Z Flip, hai vecchi cellulari a guscio che da adolescenti ci hanno fatto sentire “i più fighi” del mondo? A primo impatto, la mia sensazione è stata proprio quella. Eppure, non c’è sapore di passato in questo prodotto innovativo, ma solo un salto verso il futuro. Certamente, non si può dire che non sia pratico: 6.7” di display che, piegandosi, diventano facilemente tascabili e portatili. Un design di grande classe: gli ingegneri Samsung hanno fatto davvero un ottimo lavoro per mantenere la qualità in un prodotto così particolare. Versatile, perché utilizzabile sia a schermo aperto, in diverse angolazioni, che a 90°, con la modalità Flex che abilita due schermi da 4” per la visualizzazione contemporanea di diversi contenuti, Galaxy Z Flip sembra aprire le porte ad una nuova concezione degli smartphone.

Beh, vi piace? Allora affrettatevi ad acquistarlo: Galaxy Z Flip sarà disponibile in quantità limitate in due colorazioni dal 14 febbraio 2020 a… €1.520!!!!

Nuovi Samsung Galaxy S20, S20+ e S20 Ultra 5G: il sapore del top

A vedere il Galaxy Z Flip, sembrerebbe che nulla possa più stupire, ma torniamo con i piedi per terra grazie alla nuovissima gamma Galaxy S20, che sarà disponibile sul mercato italiano a partire dal 13 marzo 2020 ma già pre-ordinabile online. 

La celebre e amatissima famiglia di flagship Samsung è ormai alla sua undicesima edizione e non smette di essere un punto di riferimento per i consumatori che vogliono qualità indiscussa. News assoluta del 2020 è l’introduzione del 5G, caratteristica comune ai tre modelli introdotti: Galaxy S20, S20+ e S20 Ultra 5G (i primi due disponibili anche in versione 4G). Tanti gli spunti di innovazione in questi smartphone, a partire dall’esperienza d’uso alla fotografia. Su questo aspetto specifico, menzione d’onore va a Galaxy S20 Ultra 5G e al suo Space Zoom fino a 100x, che ha regalato stupore anche durante la presentazione. 

Top di gamma in tutti i sensi, anche per il prezzo: 

  • Samsung S20: €929 (4G) e €1.029 (5G)
  • Samsung S20+: €1.029 (4G), €1.129 (5G)
  • Samsung S20 Ultra 5G: €1.379

Gli smartphone, come detto, saranno disponibili nei negozi fisici a partire dal 13 marzo 2020. Pre-ordinandoli dall’11 febbraio all’8 marzo e acquistandoli tra il 13 e il 31 marzo, riceverete in regalo anche i nuovi auricolari Galaxy Buds+.

Che dite? Pronti per il grande acquisto? Fatecelo sapere!

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Huawei Matebook: nuova ricchezza per l’ecosistema Huawei

Non manca molto all’annuale appuntamento tecnologico con il Mobile World Congress di Barcellona e Huawei ha iniziato già ad incuriosirci con il lancio di nuovi prodotti. L’ecosistema del colosso cinese si amplia oggi grazie a quattro nuovi devices, che arricchiscono l’offerta di prodotti nel campo PC e wearable. Scopriamone insieme le caratteristiche!

Huawei MateBook: la nuova frontiera dei notebook

Sono i portatili a rubare la scena: i nuovissimi MateBook X Pro 2019, MateBook D 14” e 15” nascono per portare l’esperienza del mobile Huawei anche nel prodotto tecnologico più innovativo ed amato di sempre. L’intera serie è caratterizzata da un bellissimo e accurato design, con schermi borderless FullView che donano un’esperienza d’uso totalizzante. 

Vero gioiello della gamma, Huawei MateBook X Pro 2019 si presenta con display da 13,9” e rapporto screen-to-body pari al 90%, spessore di 14,6 mm e peso di soli 1,33 kg. Le specifiche tecniche testimoniano processore Intel® Core™ i7-8565U di 8° generazione e memoria interna da 512GB. Ma l’attenzione è tutta rivolta alla tecnologia Huawei Share 3.0 OneHop, che permette di rendere davvero interattivo il dispositivo, connettendolo al proprio smartphone e trasferendo in modo semplice e veloce foto e video. 

I notebook Huawei MateBook D 14” e 15” puntano tutto sulla loro potenza con il nuovo processore AMD Ryzen™ 5 3500U e sul design, grazie al display FullView dall’ottima risoluzione. Tante le innovazioni portate da Huawei in questi dispositivi e che li rendono sempre più vicini a quanto ormai siamo abituati a vedere sugli smartphone: prima di tutte, il lettore di impronte digitali, che rende immediato e veloce lo sblocco del PC. Interessante anche la posizione della fotocamera, che si colloca innovativamente sulla tastiera e risulta a comparsa. Uno stratagemma utile all’ottimizzazione dei bordi, ma anche garanzia di maggiore sicurezza e praticità. Anche qui troviamo la tecnologia Huawei Share per un’esperienza Multi-Screen unica nel suo genere.

A concludere la presentazione di oggi ci pensa il nuovo Huawei Band 4 Pro, lo smartband per gli sportivi, che arriva a calcolare il livello di ossigeno nel sangue, oltre che a monitorare frequenza cardiaca e sonno. 

La disponibilità di questi dispositivi arriverà a breve e sappiamo già anche i loro prezzi: Huawei MateBook X Pro 2019 sarà venduto a 1.699€, mentre i MateBook D rispettivamente a 699€ per la versione 14” e 649€ per il 15”. Se siete interessati all’acquisto, non perdete tempo: acquistando Huawei MateBook X Pro 2019, dal 30 gennaio al 12 febbraio potrete ricevere Huawei Watch GT 2 Matte Black e il pacchetto Microsoft Office con solo 1€ in più!

 

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Accessori Audio Indossabili

JBL lancia i nuovi Tune 220TWS: gli auricolari a goccia con JBL Pure Bass

Sono passati solo pochi giorni da quando vi abbiamo raccontanto la nostra esperienza d’uso degli ottimi auricolari True Wireless Tune120TWS e JBL ci ha oggi sorpresi con un nuovo interessantissimo lancio: Tune 220TWS.

Questi nuovi auricolari, anch’essi di tipo True Wireless per la massima praticità, costituiscono un upgrade del modello provato da noi e si caratterizzano per un bel design a goccia che li rende comodi ed ergonomici. Nonostante questa scelta possa richiamare un trend oggi molto popolare per questo tipo di accessorio, a fare la differenza è certamente l’esperienza JBL. Grazie al driver dinamico da 12 mm e alla tecnologia JBL Pure Bass, infatti la qualità del suono è assicurata. I nuovissimi Tune 220TWS si trovano all’interno del loro case, che funziona da custodia e da carica. L’autonomia garantita è di 20 ore di riproduzione combinata (avvalendosi, cioè, del case) e potrete utilizzarli per qualsiasi attività del vostro smartphone, dal solo ascolto di musica, alle chiamate, fino all’assistente vocale, utilizzando anche i tasti fisici presenti su ogni elemento che vi aiuteranno nella gestione delle funzionalità.

I Tune 220TWS arrivano sul mercato italiano in 3 colorazioni: Triple Black, Pure White e Ocean Blue. Il prezzo di listino, presso i principali e rivenditori e sul sito JBL, è di 99€.

Ci incuriosisce molto questo nuovo prodotto soprattutto perché, con la recente prova delle Tune 120TWS siamo rimasti molto soddisfatti, soprattutto sul lato qualità del suono. Speriamo di potervi raccontare ancora più da vicino presto i nuovissimi JBL Tune 220TWS. Intanto, fatevi sapere se avete delle curiosità e continuate a seguirci!

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Audio Recensioni

JBL Tune 120TWS: la recensione degli auricolari True Wireless

Ciascuno di noi, nel mondo tecnologico ma in tutti i settori in generale, quando deve acquistare/provare un prodotto cerca di affidarsi a brand di esperienza e qualità. Nel mondo dell’audio, soprattutto “mobile”, non c’è dubbio che uno dei brand più affidabili sia rappresentato da JBL. La recensione di oggi riguarda gli auricolari True Wireless JBL Tune 120TWS, disponibili da pochi mesi sul mercato italiano al prezzo di listino di 99€. Personalmente, sono sempre stata scettica sul true wireless. Certamente controcorrente rispetto alle tendenze degli ultimi anni, arrivate al culmine con gli AirPods (diventati uno status symbol, come sempre), non mi fidavo della mancanza dei cavi, mi trasmettevano poca sicurezza ed il costante timore di perdere gli auricolari.

Videorecensione JBL Tune 120 TWS

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Saranno riusciti JBL e questi auricolari a convincere una affezionata dell’ “old style” come me? Scopriamolo insieme più avanti!

JBL Tune 120TWS: unboxing e design

Il primo impatto con JBL Tune 120TWS è stato molto positivo: belli gli auricolari e ancor più bella la loro custodia. Il case contiene gli auricolari con un sistema a calamita per l’aggancio magnetico dei due elementi che, quando riposti all’interno, vengono mantenuti in carica. Il livello di carica è controllabile tramite i 3 LED presenti sulla custodia, che indicano appunto il livello di batteria della stessa.

Il design degli auricolari JBL Tube 120TWS è in-ear e ciascun elemento pesa circa 73 grammi. Per l’adattamento alla dimensione delle orecchie di ognuno, all’interno della confezione sono riportate 3 differenti grandezze dei gommini. Su ciascun auricolare è presente una spia luminosa orizzontale, che assume colorazioni e intermittenze diverse in base al comando che si sta eseguendo.

L’unboxing è completato dal cavo USB di alimentazione per il case e dai manuali d’uso. 

JBL Tune 120TWS: integrazione bluetooth e comfort

Gli auricolari JBL Tune 120TWS sfruttano la connettività Bluetooth 4.2, che permette di associarli ai più disparati dispositivi e, in particolare, con gli smartphone. L’associazione è molto semplice: quando le sorgenti si connettono gli auricolari emettono un caratteristico suono e la spia luminosa posta su ciascuno di essi si illumina. A livello di stabilità, devo dire che i risultati sono stati soddisfacenti, anche allontanandosi dal dispositivo connesso o cambiando stanza (a patto che i muri non fossero troppo spessi). Mi sento, però, di esprimere un po’ di scetticismo sulla tecnologia BT 4.2, quando ormai la versione 5.0 è d’uso comune e permette un minor battery draining.

Dal punto di visto del comfort, invece, devo dire che mi aspettavo maggiore praticità. Sicuramente, la possibilità di cambiare i gommini adattandoli alla dimensione del proprio orecchio è un buon punto di partenza. Tuttavia, dopo ore di utilizzo, l’auricolare si fa sentire e mi ha cominciato a dare una sensazione di fastidio. In generale, poi, non avendo un design flat, ho avuto ogni tanto qualche scivolamento (ad esempio indossando o levando un indumento). E’ in definitiva questo l’aspetto che mi ha convinto meno degli auricolari JBL Tune 120TWS.

JBL Tune 120TWS: qualità dell’audio e utilizzo

Qualità: c’è davvero bisogno di dirlo? Basato sulla tecnologia JBL Pure Bass Sound, l’audio è pulito e complessivamente equilibrato, genericamente tendente verso l’esaltazione dei bassi. I driver dinamici 5.8 mm permettono di spaziare da una frequenza di 20Hz a 20kHz, con massimo SPL raggiungibile pari a 96 dB. 

Dal punto di vista dell’utilizzo, devo dire che è stato divertente imparare a conoscere ed utilizzare tutte le gesture di questi auricolari. Innanzitutto, va precisato che non esiste una app di utilizzo dedicata per la gestione degli auricolari e le azioni sono controllabili tramite i tasti fisici presenti su ciascun elemento per cui, in base a che si tocchi l’auricolare destro o il sinistro, cambiano i comandi. Ad esempio, è utilizzando il destro che potrete attivare Siri o Google Assistant e quindi comandare direttamente con la vostra voce lo smartphone, per avviare la musica o chiamare qualche contatto. Con il sinistro invece, potete dare l’input per la riproduzione avanti o indietro di un brano. O, ancora, premendo un pulsante a scelta per circa 2 secondi potete accendere gli auricolari. Insomma, diverse funzionalità di comando veloce e manuale, che trovate tutte sulla guida nella confezione e che renderanno gli auricolari certamente più pratici, anche per comandare lo smartphone. 

JBL Tune 120TWS: autonomia e ricarica

Uno degli aspetti cruciali per definire dei buoni auricolari True Wireless è sicuramente la possibilità di utilizzarli a lungo. L’autonomia dei JBL Tune 120TWS è di circa 4 ore di utilizzo continuo (fermo restando che il volume ha un notevole impatto sull’autonomia) e la custodia ricaricabile garantisce tre ricariche complete, fino quindi a 12 ore complete di utilizzo. Per ricaricare completamente il case ci vogliono circa 2 ore. 

La ricarica è di tipo Micro-USB, quindi è importante, soprattutto quando si è in giro, ricordarsi di portare il cavo specifico, presente nella confezione. 

JBL Tune 120TWS: disponibilità e conclusioni

Gli auricolari JBL Tune 120TWS sono disponibili nelle tre colorazioni bianco, blu e nero. Nonostante il prezzo di listino sia 99€, è facilissimo trovarle online ad un prezzo minore, che si aggira intorno ai 70€, anche su Amazon.it.

Il giudizio complessivo di questi auricolari è certamente positivo e sono contenta di averli provati ed essermi convertita alla tecnologia True Wireless. Ci sono degli aspetti migliorabili, primo fra tutti il comfort, aspetto che meno mi ha convinta, ma la qualità audio, le pratiche gesture e la buona autonomia fanno certamente spostare la bilancia verso la totale promozione.

A mio parere, gli JBL Tune 120TWS sono adatti a tutti: dagli sportivi a chiunque voglia passare al True Wireless con la garanzia della qualità di JBL. 

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Recensioni Smartphone

OPPO Reno 2: la recensione

Per festeggiare il primo anniversario della sua presenza in Italia, OPPO ha lanciato il suo nuovissimo OPPO Reno 2, smartphone molto atteso nel panorama delle nuove uscite e upgrade di Oppo Reno, uscito lo scorso anno. Questo dispositivo, oggetto della recensione completa di oggi, è già disponibile sul mercato italiano, al prezzo di listino di 499€. Saremo riusciti a stressarlo dopo 2 settimane di utilizzo? Quale sarà il nostro feedback alla fine della prova?

Leggete qui sotto e non perdete la nostra videorecensione!

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Oppo Reno 2: le specifiche

  • Display AMOLED 6.5 pollici, 1080 x 2400 pixel
  • Processore octa-core Snapdragon 730G Qualcomm SDM730G (2 x 2.2 GHz Kyro 470 Gold + 6x 1.8 GHz Kyro 470 Silver)
  • GPU Adreno 618 
  • 8GB RAM
  • 256GB (espandibili tramite MicroSD fino a 256GB)
  • Quattro fotocamere: 48MP f/1.7; 8MP f/2.2, 13MP f/2.4; 2MP f/2.4
  • Fotocamera anteriore: 16MP f/2.0
  • 160 x 74.3×9.5mm
  • Bluetooth 5.0, OTG e NFC
  • Batteria da 4000mAh

Oppo Reno 2: unboxing

Oppo Reno 2 viene venduto con tutto l’occorrente per un suo uso efficiente e la scatola è ben dotato di accessori. Al suo interno troviamo: il cavo USB Type-C con adattatore da parete, auricolari, chiavetta per aprire il vano SIM e il manuale di istruzioni. A completare il tutto OPPO include anche una cover semi-rigida di ottima fattura, in simil pelle ben rifinita e davvero utile in caso di caduta (provare per credere!!). Sin dall’apertura, devo dire, ho avuto un ottimo impatto con questo smartphone e ho apprezzato la cura riposta da Oppo su questo fronte.

Oppo Reno 2: design e display

Entriamo nel vivo della recensione, parlando del design di Oppo Reno 2 e dell’integrazione, in questo, del display da 6.5 pollici. Non c’è dubbio che Oppo Reno 2 sia un bello smartphone, in linea con quanto offerto dalla media degli smartphone di pari fascia. Accurati i materiali di fabbricazione e interessanti i dettagli riposti nel design soprattutto sul lato posteriore dove, sotto alle quattro fotocamere poste verticalmente una sotto l’altra, trova posto il logo Oppo in dettaglio cromato. Molto interessante la presenza dell’ “O-Dot” appena sotto la fotocamera: si tratta di una piccola sporgenza in ceramica che mantiene lo smartphone leggermente sollevato quando poggiato su una superficie, in modo che siano protette le camere dal contatto con materiali che possano rovinarle (l’uso della cover di per sé previene questo pericolo).

Il display occupa l’intera facciata anteriore, protetto da vetro Corning Gorilla Glass 6. Completamente assente il notch: la camera anteriore è a comparsa, con design “a pinna di squalo” nascosto sulla parte superiore della scocca (caratteristica ormai distintiva della famiglia Oppo Reno). Il lettore di impronte digitali, posizionato sotto al display, si integra direttamente nell’interfaccia, anche in questo caso seguendo le tendenze degli smartphone attuali. Lo schermo è certificato TUV Rheinland Full Care Display, con emissioni di luce blu ridotte del 37,5%. Le dimensioni da 6.5 pollici si sentono certamente, anche se il buon rapporto cornice/display non rende del tutto impossibile (non facile, ma nemmeno impossibile) l’utilizzo con una sola mano. A livello di dimensioni complessive, comunque, ci troviamo davanti ad un discreto “mattoncino”: i 9.5 mm di spessore pesano, in tutti i sensi, facendone uno smartphone complessivamente un po’ ingombrante. 

La resa del display è ottima, colori nitidi, risoluzione ben ottimizzata per le dimensioni, luminosità adattiva adeguatamente calibrata in tutte le condizioni. Godere dei più svariati contenuti è davvero un piacere!

Oppo Reno 2: hardware e software

A livello hardware, Oppo Reno 2 può contare su un processore octa-core come lo Snapdragon 730G più 8GB di RAM che si traducono, all’atto pratico, in un comparto di tutto rispetto. Sinceramente, però, e lo dico subito senza mezzi termini, mi aspettavo di più. Cerchiamo di giustificare questa affermazione. Nonostante sia uno smartphone immancabilmente fluido e “scattante”, all’accensione ho riscontrato in Oppo Reno 2 alcuni bug che mi hanno lasciata un po’ perplessa, soprattutto nell’integrazione hardware/software. Ad esempio, nella chiusura delle app, che, quando dall’interfaccia, venivano chiuse in modo massivo, cliccando sulla classica “X” dal Menù, liberavano la memoria (appariva la scritta “Lo stato del tuo telefono è ottimale”), ma sembravano restare aperte nell’interfaccia. Fortunatamente, con un aggiornamento è stato risolto il problema e da lì è filato tutto liscio. Al di là di questo primo difetto riscontrato, Oppo Reno 2 mi è apparso sicuramente un dispositivo equilibrato. 

Dal punto di vista software, Oppo Reno 2 è basato su Sistema Operativo Android 9 Pie, personalizzato con il nativo ColorOS in versione 6.1 di Oppo. L’interfaccia garantisce una user experience ben pensata, intuitiva, semplice da usare e con una personalizzazione piacevole rispetto ad un Android stock. Utile il Menù rapido a comparsa integrato nella UI, posizionabile in qualsiasi punto dello schermo e personalizzabile con le App che si vogliono sempre avere a portata di mano.

Come detto anche all’inizio, integrato nel display, a livello software si trova il lettore di impronte digitali che, dopo un primo momento di titubanza e incertezza (legato magari anche a presenza di polvere/sudore sulle dita), complessivamente 9/10 ha riconosciuto velocemente la mia impronta. Oppo Reno 2 si può sbloccare anche tramite riconoscimento del viso, sfruttando la tecnologia AI integrata nella fotocamera, e devo dire che questo metodo mi è risultato ancora più veloce ed accurato del dito. 

Oppo Reno 2: fotocamera

Aspetto più intrigante di Oppo Reno 2, anche per l’accento posto sin dalla sua presentazione, è il comparto fotografico, che si compone, sul retro, di un set di ben quattro fotocamere per risultati che lasciano pienamente soddisfatti. Al di là delle caratteristiche tecniche dei sensori utilizzati (principale da 48MP + teleobiettivo 13MP con zoom ibrido 5x + grandandolare 8MP + bianco e nero 2MP), l’ottimo lavoro è stato fatto a mio avviso sul lato AI, in grado di coniugare i risultati di ciascun sensore in un risultato di elevata qualità.

In questo senso, la buona resa è apprezzabile soprattutto di notte, grazie alla modalità Ultra Dark Mode che cattura la luce in maniera ottimale e fornisce scatti ad elevata luminosità e buon livello di dettaglio anche nelle condizioni più disagevoli (vi invito a guardare le foto riportate qui sotto). L’intelligenza artificiale è perfettamente in grado di riconoscere l’oggetto di ogni foto ed adattare al meglio le condizioni di cattura per risultati davvero notevoli. Tante le modalità di scatto presenti nella fotocamera, tra cui anche l’effetto Bokeh che tanto si adatta agli amanti degli scatti social. 

Ottimo lavoro anche sul lato videocamera, che permette di registrare video in 4k. Anche da questo punto di vista, Oppo sfrutta l’AI con la modalità Ultra Steady Video, che aumenta la stabilità durante le registrazioni avvicinandosi ai risultati che si otterrebbero con una action camera.

Da segnalare la presenza della app So Loop di Oppo, pensata per creare direttamente sullo smartphone video di foto/video + musica velocemente e con tanti effetti creativi. Non indispensabile, ma carina soprattutto per chi voglia creare dei contenuti direttamente condivisibili.  

La fotocamera anteriore, che, come accennato prima, è a comparsa nella classica forma “a pinna di squalo”, è composta da sensore da 16MP e integra anch’essa diverse modalità di scatto/registrazione (tra cui l’effetto Bokeh). Buoni i risultati ottenuti anche in questo caso.

Oppo Reno 2: autonomia

Uno degli aspetti che più mi è piasciuto di Oppo Reno 2 è la batteria: 4000 mAh che reggono bene le prestazioni e ogni tipo di utilizzo. In linea con quanto mi aspettavo, questo smartphone è stato in grado di garantirmi fino a quasi due giorni di autonomia, superando le 5 ore e mezza di schermo attivo. Certo, sicuramente c’è da dire che non sono una gamer incallita, cosa che avrebbe potuto impattare fortemente sul risultato finale, ma con un uso medio di social, navigazione e app di vario genere (email, foto, mappe, streaming, car sharing, ecc), sempre in connessione 4G, sono soddisfatta dei risultati ottenuti

Oppo Reno 2: disponibilità in Italia e prezzo

Oppo Reno 2 è già disponibile in Italia al prezzo di listino di 499€, nelle colorazioni Luminous Black e Ocean Blue (provata da noi).

Oltre che su Amazon e negli store (anche online) di elettronica, potrete acquistarlo anche in abbonamento con gli operatori Wind e 3 Italia.

Oppo Reno 2: medio-gamma che guarda al top
Due settimane di utilizzo ci hanno permesso di apprezzare i diversi aspetti positivi di Oppo Reno 2, uno smartphone medio-gamma che non ha molto da invidiare ai suoi competitors. Certamente convincente il lato fotocamera, aspetto di maggior pregio del dispositivo, così come il display e l'autonomia garantita dalla batteria. Più "standard" altri aspetti, come le prestazioni e in particolare l'integrazione hardware/software, ma nulla che non possa risolversi con qualche aggiornamento. Uno smartphone che mi sento di consigliare a tutti coloro che amano i contenuti multimediali e, con un budget medio-alto, cercano un prodotto equilibrato!
Design7.6
Display8.3
Prestazioni7.9
Autonomia7.5
Fotocamera8.5
Sistema7.5
PRO
Comparto fotografico, con quattro fotocamere e AI per ottimi risultati
Autonomia fino a due giorni
Display AMOLED di livello
Design curato in ogni dettaglio
CONTRO
Qualche bug, da fixare con aggiornamenti
Dimensioni complessivamente un po' massicce
7.9