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Apple vs Samsung: non solo iPhone vs Galaxy, rischia anche Google

Apple vs Samsung: non solo iPhone vs Galaxy, rischia anche Google

Nello scontro frontale Apple – Samsung, chi rischia di più è Google (Android)

Avete presente il detto “fratelli coltelli” ? Se lo conoscete sicuramente capirete al meglio di cosa si parla in questo articolo, se è la prima volta che lo incontrate vi basterà leggere il pezzo per comprenderne appieno il significato. E’ difatti proprio di una diatriba milionaria, anzi miliardaria, che ci occuperemo, quella tra Apple e Samsung, nella sua versione made in USA. Se è facile capire il motivo per cui la parola coltelli si addice a quello che stiamo per raccontarvi (disputa legale, violazione del diritto della proprietà intellettuale internazionale e blocco delle vendite con annesso ritiro dal mercato), per alcuni non sarà facile comprendere il motivo per cui si può ben parlare di “fratelli”.

Ed invece proprio quest’ultimo termine sembrava essere il più appropriato per definire le relazioni tra i due giganti, difatti è cosa nota ai più che Samsung sia un fornitore di Apple in termini di architettura ARM (quella utilizzata dalla mela USA per il processore dell’iPhone 4S da 1 Ghz A5 doppio core), di banchi di memoria RAM (in questo caso è l iPad 2 ad usufruirne), e di memorie Flash (solid state drive) (utilizzate dal MacBook PRO retina ed il MacBook Air): se non direttamente i legami tra partnership sono sempre presenti tra i due colossi del mercato tecnologico.

Il primo verdetto

Dunque Apple da anni utilizza l’abilità industriale del suo rivale, e lo fa pagandola a caro prezzo.  Eppure qualcosa sembra essere cambiato da quando nove membri di una giuria statunitense, dopo meno di tre giorni di camera di consiglio, si sono  schierati quasi interamente con Apple Inc. nella diatriba legale sul brevetto tenutasi (almeno relativamente al primo grado di giudizio)  contro il colosso coreano  Samsung Electronics Co., accertando la violazione delle norme internazionali sul brevetto ed imponendo ai coreani di pagare circa 1,05 miliardi dollari a favore dei rivali della “mela” in una vittoria  senza dubbio schiacciante sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista dell’immagine (Samsung è stata ritenuta colpevole di aver copiato i disegni del suoi smartphone e tablet dallo style dell’ iPhone e dell’ iPad tablet e di aver copiato una miriade di prodotti brevettati dalla Apple).

Pare chiaro sottolineare come questo sia un giudizio di primo grado, e dunque suscettibile di un ribaltamento in una successiva fase del processo, ma gli scenari che si aprono per gli appassionati di tecnologia, tablet e smartphone su tutti, non sembrano essere dei più rosei. Difatti se da un lato potrebbe sembrare questione che non ci tocca, la disputa sui brevetti avvenuta e tuttora in corso tra i due colossi, la realtà è ben diversa.

Prima di tutto bisogna notare i brevetti a cui Apple si riferisce e che parrebbero essere stati violati da Samsung sono in molti casi brevetti relativi allo sviluppo e l’utilizzo di programmi riconducibili ad Android (il famoso sistema operativo di Google). In poche parole si corre il rischio di trovarsi di fronte ad una vastissima gamma di applicazioni, programmi, sistemi di gestione della memoria del dispositivo mobile e così via, il cui utilizzo potrebbe esser legalmente vietato a tempo determinato (mesi ? anni ?) e dunque i prodotti che li utilizzano sarebbero suscettibili di ritiro dalle vendite. Si noti che non si sta parlando solo dei prodotti Samsung ma di tutti quelli che, allo stato attuale, utilizzano Android (solo nella misura in cui essi ledano i diritto d’autore di Apple).

Pare impossibile farne una stima, ma sicuramente un 25-30% del mercato di smartphone e tablet (non Apple) verrebbe ad esser fuori legge. Come è possibile che accada ciò? Semplicemente il 20 Settembre 2012, dunque  a meno di tre settimane da oggi, il giudice USA la cui giuria ha sentenziato sulla vicenda in oggetto dovrà emettere quello che tecnicamente è chiamato “decreto ingiuntivo”: in poche parole un atto con il quale ordina al soccombente (Samsung nel caso di specie) di tenere od evitare determinati comportamenti e di compiere o meno determinati atti. Nella vicenda in questione il giudice dovrà ordinare alla casa coreana di pagare la cifra stabilita dalla giuria e poi dovrà decidere se imporre, sempre ai coreani, il ritiro dal mercato USA di tutti quei  prodotti che sembrano aver violato le norme sul brevetto (in particolare il Samsung Galaxy Note ed il Nexus 7, mentre non rischia alcun blocco il Galaxy Tab). E non è tutto. Qualora il verdetto fosse confermato in appello, la Apple potrebbe rivolgersi a tutti i produttori di smartphone e tablet che utilizzano Android chiedendo di ritirare i loro prodotti nel caso in cui essi utilizzino gli stessi principi “tecnici” dei prodotti ritirati dalla Samsung.

Le possibili conseguenze

Questa “storiella” potrebbe poi ripetersi in altri mercati, soprattutto in quello europeo ed in quello asiatico. La  questione è dunque molto delicata e chi ci potrebbe rimettere maggiormente sono proprio gli appassionati del “genere” che potrebbero ritrovarsi in una situazione di monopolio, laddove solo Apple sarebbe in grado di fornire determinati prodotti per un determinato numero di anni, ai prezzi da essa stabiliti. Un duro colpo per tutti noi. Siamo portati a pensare che questo sia uno degli scenari più apocalittici, anche perchè molti dei dispositivi coinvolti nella diatriba (come il primo Galaxy S) sono comunque abbastanza vecchiotti e superati, difficilmente acquistabili al giorno d’oggi sia per un hardware non più all’altezza dei moderni standard, sia per un sistema operativo anche lì superato.

L’impressione è che questo tipo di diatriba, seppur portata in tribunale, serva per dare maggior risalto alle due case con una sorta di pubblicità “che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. A questo proposito, ci risulta piuttosto strano questo accanimento tra le parti che, al giorno d’oggi, vivono l’una sulle spalle dell’altra grazie a collaborazioni, partnership e forniture. Un eventuale degrado completo dei rapporti avrebbe effetti negativi per entrambe le aziende e, proprio per questo motivo, siamo portati a pensare che ci possa essere un possibile accordo all’orizzonte. A meno che la “copiatura” dei brevetti sia così insindacabile da far impugnare il coltello da parte del manico da Apple, l’impressione è che si possa raggiungere un accordo più equo e, al tempo stesso, non vada a minare il concetto di concorrenza nel mercato. Noi consumatori? Un occhio alla vicenda, non si sa mai quali possano essere i risvolti.

Vi terremo aggiornati.

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Tablet

Archos Gamepad: tablet 7 pollici per videogiocare a meno di 150€

Archos gamepad: specifiche del tablet per il videogaming

 

Dopo aver messo pesantemente le mani sul mercato dei “kiddie-tablet” (mercato per i più giovani) tramite la produzione del 7 pollici Aranova Child Pad, e dopo aver intrapreso lo sviluppo della sua tastiera 101XS  in versione Keyboard-Toting, Archos si addentra in un vero e proprio segmento di nicchia come quello del game-tablet attraverso lo studio, lo sviluppo e la produzione del GamePad da 7 pollici. Il sistema operativo + rigorosamente Android 4.0 ICS, dotato di processore Dual Core da 1.5 GHz e Mali 400 MP GPU a 4 cores. Il dispositivo è dotato di un pieno accesso alla rete web ed al PlayMarket, e sarà messo in vendita a partire dalla fine dell’Ottobre di questo anno. Ulteriori specifiche presenti nel GamePad prodotto da Archos sono una scheda di memoria interna da 8 GB, uno slot per schede MicroSD che consente di ampliare la memoria totale del GamePad di ulteriori 64 GB, ed un collegamento mini-HDMI che consente di collegare il tablet al vostro televisore ad alta risoluzione.

Da sottolineare come Archos si sia affrettata a precisare che i tasti “fisici” presenti nel GamePad sono pienamente compatibili con qualsiasi gioco supportato da un sistema Android che utilizzi i controlli virtuali (ad occhio e croce il numero di giochi Android utilizzabili sul GamePad si aggira intorno ai 1000, non male come inizio). Passando al versante prezzo la stessa casa produttrice ha annunciato che il game tablet sarà messo sul mercato a meno di 150 Euro; le indiscrezioni raccolte sembrano accreditare sempre più le fonti che parlano di un prezzo di lancio pari per l’appunto a 150 $, ben meno della cifra pocanzi espressa in Euro. Breaking-news dell’ultima ora è la conferma da parte della Archos del lancio simultaneo del prodotto sia sul mercato US sia su quello europeo. Che si stia aprendo una nuova frontiera del mobile gaming? Sicuramente tablet e Android potranno mettere in difficoltà le vendite di Nintendo e Sony con le loro console portatili come 3DS e PS Vita.

E’ chiaro che la presenza di tasti fisici sul GamePad di Archos sia indubbiamente un valore aggiunto per questo tablet che dimostra avere ottime potenzialità, inoltre la nostra impressione è quella che Archos stia facendo le prove per produrre poi tablet sempre più performanti e magari dotati di processori migliori, una volta capito quanto realmente può fruttare, in termini di guadagni, questo settore di mercato.

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Le migliori app Android – iPhone per mandare messaggi gratis

Le migliori applicazioni per inviare messaggi di testo gratis dal vostro dispositivo iPhone ed Android

 

Come promessovi la settimana scorsa nell’articolo relativo alle migliori applicazioni per telefonare (gratuitamente) dal vostro cellulare Android o dal vostro iPhone, Tecnologici.net viene ad occuparsi dell’altra faccia della medaglia, quella relativa alla possibilità di scambiarsi gratuitamente (e talvolta a pagamento) messaggi di testo. Questo tipo di applicazioni sono tra le più scaricate ed utilizzate, sia sui dispositivi Android che sugli iPhone, e la ragione è semplice, sono gratuite (o quasi), possono essere installate su un qualsiasi smartphone e su moltissimi tablet e consentono anche l’invio di dati (foto, file video, file audio e molto altro). Soprattutto quest’ultima funzione è tra le più gettonate ed ha di fatto soppiantato l’uso degli MMS, e si appresta ora ad affrontare un’altra sfida, quella di mettere in seria discussione il sistema delle e-mail:  il sistema di messaggeria istantanea ha tutte le caratteristiche proprie non solo di un SMS ma anche di una e-mail, allegati compresi  (per alcune applicazioni), ma sembra essere di più facile consultazione e rapida comprensione e per questo motivo nei prossimi anni si preannuncia un forte travaso di flusso dati dalle e-mail ai sistemi gratuiti di messaggeria istantanea.

Le applicazione selezionate ed analizzate per voi da Tecnologici.net sono  le seguenti:  Tango, Skype, Viber, Whatsapp e Forfone.  Si badi bene, stiamo parlano di sistemi di messaggistica, non di applicazioni per chattare (per tale motive non è stato ad esempio preso in considerazione Facebook).

Anche in questo pezzo pare opportuno fare un paio di doverose premesse, al fine di rendere l’articolo e le applicazioni maggiormente fruibili. La prima di esse riguarda uno dei temi “caldi” nei confronti del quale ogni applicazione viene passata al setaccio, ovverosia il consumo della batteria. Tutte e cinque le applicazioni selezionate sembrano consumare poco o nulla (al contrario di ciò che accade quando le si utilizza per chiamare), e comunque il loro consumo non sembra affatto essere superiore a quello che si riscontra nel mandare un semplice messaggio di testo a pagamento. Va inoltre precisato che è possibile mandare sms gratuitamente solo con i dispositivi su cui sia presente la applicazione da noi selezionata,  qualora invece si intenda  utilizzare uno di questi programmi per mandare un messaggio ad  un vero e proprio numero di telefono, tali applicazioni (non tutte lo consentono) diventano  a pagamento, con prezzi molto competitivi per chi vuol risparmiare. In linea di massima ricordatevi che dovete essere collegati o alla rete 3G o alla rete Wi-Fi per poter usufruire di tali servizi. Vediamole ora una ad una:

 

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Tablet

OUYA: la nuova console da gioco Android – specifiche,rumors,preordini,prezzo

 

OUYA: la nuova console da gioco Android – specifiche, rumors, preordini e prezzo

 

OUYA è la nuova console di gioco Android che presto vedremo sul mercato italiano e che sicuramente allieterà le nostre giornate. Si tratta di una piccola scatolina costruita per lavorare in connessione con  lo apparecchio  televisivo, immaginata e studiata da ex dirigente del famoso network di videogaming IGN  tal Julie Uhrman.  L’idea è rivoluzionaria in quanto gli sviluppatori  possono pubblicare  direttamente i loro giochi sulla console venendo ad eliminare le  terze parti e rendendo dunque l’utilizzo della stessa poco costoso. Gli sviluppatori inoltre conoscono bene le potenzialità del sistema Android e possono già preparare un parco giochi decisamente interessante anche all’inizio: siamo sicuri che la line-up sarà senza dubbio intrigante.

OUYA è  dotato di un Nvidia Tegra 3 quad-core (chipset utilizzato in moltissimi smartphone e tablet, famoso per la sua versatilità e la capacità di ottimizzare i consumi), 1 GB di memoria RAM, 8 GB di memoria Flash, ed il solito gruppo di porte di connettività – HDMI, USB 2.0, con l’aggiunta dell’ovviamente presente Wi-Fi e Bluetooth 4.0.  Il tutto è prezzato a $ 99,  decisamente un prezzo concorrenziale per un prodotto così ben strutturato. Al fine di diffondere maggiormente il prodotto, sono già state firmate partnership con OnLive, VEVO, iHeartRadio e XBMC, e siamo sicuri che altre collaborazioni stanno per esser suggellate. E’ possibile fin da ora pre-ordinare il prodotto direttamente dal sito  http://www.ouya.tv/buyouya/ in maniera facile e veloce al costo di $109 per la spedizione nazionale (leggasi negli Stati Uniti)   e $ 119 per quella internazionale, stiamo parlando di un ordine comprensivo di  consolle ed un controller (è ovviamente possibile aggiungere fino a 4 controller, ed il prezzo di ciascuno di essi sarà di $20). Il prezzo in dollari è sicuramente una garanzia di risparmio per chi lo ordina dall’Italia e la consegna del prodotto è prevista per Aprile 2013. Per una volta possiamo quindi affermare che acquistare questa nuova consolle OUYA potrebbe essere un vero vantaggio anche per noi italiano, anche se il dubbio rimane quello della dogana.

 

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Le migliori app Android per fare chiamate gratis

chiamare gratis con android

Le migliori applicazioni per telefonare gratis dal vostro dispositivo iPhone ed Android

Comunicare, sempre, ad ogni costo, da ogni posto, in ogni condizione, e se possibile gratuitamente: questi sembrano essere i novelli mantra per chi si avvicina al mondo delle applicazioni per dispositivi mobili in ambito di comunicazione: difatti quando si è speso molto per acquistare un telefono cellulare, l’idea di poterlo utilizzare al meglio e senza costi ulteriori stuzzica la clientela, principalmente quella delle applicazioni per iPhone ed Android. Classici mezzi di comunicazione sono le chiamate (talvolta video-chiamate) ed i messaggi di testo, comunemente definiti SMS. Tecnologici.Net si occuperà per voi di scandagliare entrambi i campi con due diversi articoli, il primo (il presente) riguardante l’analisi delle migliori applicazioni per telefonare dal vostro dispositivo iPhone od Android, il secondo orientato all’analisi delle migliori applicazioni per scrivere messaggi di testo gratuiti.

Come pocanzi accennato, questo pezzo si occupa delle più comuni applicazioni telefoniche per iPhone ed Android relativamente al solo versante “chiamate” avendo riguardo alle seguenti: Tango, Skype, Viber, Indoona e Forfone.

Premessa doverosa si ritiene debba esser fatta in merito al consumo della batteria, in quanto tutte e cinque le applicazioni selezionate sembrano riscontrare il medesimo problema, ovvero la batteria viene a scaricarsi sensibilmente durante il loro utilizzo, come è facilmente intuibile considerando che è necessaria la connessione internet (tramite Wi-Fi o 3G) al fine di utilizzarle. Va inoltre precisato che è possibile chiamare gratuitamente solo dispositivi su cui sia presente la applicazione da noi selezionata (il sistema consiste nel chiamare il telefono tramite connessione internet e non la linea telefonica ad esso associato), quando infatti si intende utilizzare uno di questi programmi per chiamare un vero e proprio numero di telefono, tali applicazioni (non tutte lo consentono) diventano dunque a pagamento, con prezzi interessantissimi per chi vuol risparmiare.  Vediamole ora una ad una:

Tango

tango per android tango per android

Prima applicazione trattata per fini telefonici è Tango: una piacevole sorpresa soprattutto in tema di potenza della connessione, difatti sono ben pochi i casi in cui si è reso necessario collegarsi tramite 3G in quanto l’applicazione è di proficuo utilizzo tramite rete Wireless dunque ad un costo dati pari a zero senza intaccare la qualità del sound che rimane di primo ordine.

Altra nota positiva si riscontra in tema di servizio assistenza per i clienti, ebbene si, nonostante la applicazione sia gratuita è previsto un servizio di assistenza a cui rivolgersi, la cui disponibilità e celerità sono state entrambe testate da Tecnologici.Net. Test ampiamente superato, anche perché l’assistenza è fornita perfino mediante la sezione “commenti” relativi a Tango del vostro Google Play Store. Qualche piccolo problema è stato invece riscontrato riguardo alla suoneria, che sembra non funzionare se il telefono è connesso tramite cuffie audio e notevoli disagi sono stati più volte segnalati da chi possiede un XperiaP, telefono sul quale questa applicazione sembra proprio non andare (troppi crash e difficoltà nell’installazione).

[app]com.sgiggle.production[/app]
 

Skype

skype per Android skype per Android

Passiamo ora all’analisi del più famoso Skype. Famoso forse solo per il nome e perché è stato uno dei primi programmi (in campo di personal computer) a consentire comunicazioni gratis tra dispositivi informatici, ma non di certo famoso per la qualità del suo servizio. Difatti se già sono note le sue problematica avendo riguardo alla versione per computer, ancora maggiori sono quelle relative al suo utilizzo su di un sistema operativo Android o su di un iPhone.

Qualità delle chiamate audio mediamente bassa, semi – impossibilità di effettuare chiamate video di livello soddisfacente e difficoltà di lettura da parte della applicazione di chi siano realmente i soggetti in linea o meno sono tra le più rilevanti problematiche rilevate nel testare Skype. Inoltre non appena il segnale del 3G si affievolisce l’applicazione tende ad interrompere la chiamata od a metterla in pausa. Consigliato solo se utilizzabile tramite Wireless o nella sua versione a pagamento dove a fronte della corresponsione di cifre irrisorie (ad esempio con 5 euro al mese è possibile avere chiamate illimitate verso i fissi di un qualsiasi paese del globo a vostra scelta) viene offerto al cliente un servizio di qualità nettamente superiore rispetto alla versione free.
[app]com.skype.raider[/app]

Viber

Viber per Android Viber per Android 2

Tra le applicazioni telefoniche per iPhone ed Android, Viber è sicuramente una tra la più conosciute e scaricate; ciò è facilmente comprensibile in quanto essa è senza dubbio molto semplice da usare, totalmente gratuita e soprattutto raramente va in crash anche se non è  prevista la possibilità di video chiamare il proprio interlocutore.

Sul lato dei problemi riscontrati va menzionata la poca praticità nel sistema di risposta alla chiamata (si deve scorrere completamente  una barra mobile mediante il classico sistema touch, la qual cosa crea difficoltà se non si possono usare entrambe la mani) e la qualità del sound non è certo tra le migliori. Per questo se ne consiglia l’utilizzo con sistema 3G solo se vi è forte segnale di connessione, la stessa cosa si faccia in caso di utilizzo di una rete Wi-Fi.
[app]com.viber.voip[/app]

Indoona

Indoona per Android Indoona per Android 2

Alcune polemiche si sono lette nei siti e sui forum specializzati riguardo allo style di un’altra applicazione telefonica che Tecnologici.Net ha testato per voi; stiamo parlando di Indoona. Difatti si è spesso scritto e letto che più che un’0idea originale sembra essere una scopiazzatura di Viber. Seppur non ci permettiamo di giudicare una tematica così delicata, ci permettiamo solo di notare come, nel caso fosse una scopiazzatura, sarebbe senza dubbio mal riuscita.

Troppi i problemi riscontrati rispetto ai pochi vantaggi, tra cui spiccano senza dubbio la gratuità del servizio e la buona qualità del video in caso di videochiamata. Impossibile però ignorare come troppo frequenti siano i crash sia sui dispositivi iPhone che su quelli supportati da Android, così come la sua scarsa diffusione rendono il suo utilizzo poco praticabile. Ben funzionante sia con scheda 3G sia tramite Wirless rimane di non facile utilizzo, soprattutto per i neofiti della tecnologia portatile.

[app]com.tiscali.indoona[/app]

Forfone

Forforne per Android 1 Forfone per Android 2

Ultima applicazione testata è Forfone, che possiamo ben definire come un’evoluzione ben riuscita di Skype. Difatti non solo è semplicissima da usare e totalmente gratuita, ma nella sua versione a pagamento, un rapido confronto tra piani tariffari con il gigante Skype, rende vittoria proprio a Forfone (ad esempio è possibile compiere telefonate internazionali a soli 1.9 centesimi al minuto).

Buona la qualità sia in caso di 3G, sia in caso di connessione tramite Wi-Fi, tende a creare problemi di commistione tra la versione free e quella a pagamento, difatti può capitare di vedersi richiedere erroneamente di effettuare una ricarica del credito al fine di poter effettuare una chiamata verso un telefono dotato della stessa applicazione (e dunque utilizzabile in versione free). Questo spiacevole inconveniente si affianca a qualche piccolo problema che si può riscontrare nel lancio della applicazione che resta comunque tra le migliori testate.

[app]com.forfone.sip[/app]
In conclusione Tecnologici.Net vi invita a scegliere con cura quale o quali applicazioni installare sul vostro iPhone od Android, senza badar troppo alla forma, orientandovi verso chi vi consente di chiamare gratuitamente senza trascurare la qualità del servizio. Soprattutto non demordente se ad un primo tentativo l’applicazione installata vi delude, riprovate, disinstallate, cercatene di nuove, ma non demordete, chiamare gratis è oggi possibile ed è un opportunità che a nostro avviso non dovrebbe esser sprecata.