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La migliore configurazione per creators con 2000 euro

Con l’articolo di oggi proseguiremo la serie dedicata alle migliori configurazioni per creators. Il budget di riferimento per questa build è 2000 euro e, a differenza della precedente, si tratta di una macchina adatta a sostenere carichi ben più pesanti.

La motherboard: MSI MPG X570 Gaming Plus

Nella configurazione precedente abbiamo inserito una scheda madre B450, ed anche se il modello da noi selezionato è uno fra i migliori della categoria, si trattava comunque di una motherboard di fascia media. Avendo più budget a disposizione, per questa build abbiamo adottato una MSI MPG X570 Gaming Plus. Le X570, infatti, sono le schede madre top di gamma per quanto riguarda il SoC AM4 (AMD Ryzen). In particolare questo modello di MSI può vantare di una dissipazione efficiente attraverso una ventola pre-installata sulla motherboard, un’ottima dotazione di porte e la compatibilità col software “Mystic light” per la gestione dell’illuminazione RGB.

Il processore: AMD Ryzen 7 3700x

Dalla configurazione precedente abbiamo “importato” la CPU, poichè rispecchia perfettamente i requisiti richiesti in una build di questo livello. Si tratta del Ryzen 7 3700x, la proposta di fascia medio-alta di AMD di quest’anno. Proprio come la Ryzen 7 di scorsa generazione, questa CPU può vantare 8 cores e 16 threads, ad una frequenza boost massima di 4.4 Ghz. Ma il vero passo in avanti è nell’architettura a 7 nm che ha permesso un buon aumento delle performance e al tempo stesso riduzione dei consumi. Rimane il dissipatore al limite, ma abbiamo approfittato del budget a disposizione per inserire, vedremo dopo, un dissipatore aftermaket.

La scheda grafica: Nvidia RTX 2080 Super

L’RTX 2080 Super di Nvidia è la seconda scheda video, sul mercato consumer, in ordine di potenza. Tralasciando i dati tecnici, la GPU in questione è un vero mostro di potenza. Con l’RTX 2080 super non incorrerete in alcuna difficoltà o rallentamento nell’editing di video molto pesanti, magari in 4k e con moltissimi effetti sopra. Il modello da noi consigliato è prodotto da MSI, abbiamo scelto questo prodotto sia per la completa compatibilità con la motherboard sia per le buone caratteristiche di cui può vantare. La dissipazione triventola permette, infatti, di raffreddare efficacemente la GPU, e l’estetica di questa scheda grafica non è davvero niente male. Aggressiva e moderna ma al tempo stesso elegante, e la compatibilità col software mystic light consenteuna perfetta gestione dell’illuminazione RGB.

Le RAM: Corsair Vengeance 32 GB 3200 MHz

Le Corsair Vengeance sono un classico. Corsair è ormai sinonimo di garanzia, e queste Vengeance sono vendute a buon prezzo. 32GB permettono di reggere carichi di lavoro particolarmente spinti e sono al tempo stesso future-proof, inoltre l’accoppiata Ryzen + RAM 3200 MHz è una scelta vincente. Non spiccano in estetica, ma si tratta di un prodotto affidabile e duraturo.

L’archiviazione: Sabrent Rocket NVMe

Dopo averlo consigliato nella guida ai migliori SSD NVMe riproponiamo questo Sabrent Rocket per il suo ottimo rapporto qualità prezzo, oltre che per le sue performance. Si tratta, infatti, di un SSD con velocità fulminee, che si attestano sui 3400 MB/s in lettura e 3200 MB/s in scrittura, dati importarti durante l’esportazione video. Il taglio di memoria da 1 TB garantisce infine spazio sufficiente per tutti i contenuti che produrrete.

L’archiviazione ausiliaria: Seagate Barracuda 1TB

1TB di memoria è una buona capacità di archiviazione, ma per i creators più attivi potrebbe non essere sufficiente. Per questo motivo abbiamo inserito nella build un ulteriore memoria di massa. Si tratta di un HDD di Seagate, il Barracuda da 1TB. Pur essendo un classico hard disk possiede discrete prestazioni, ma al tempo stesso buona affidabilità ed un prezzo interessante. E’ perfetto, insomma, come unità secondaria o di backup.

L’alimentatore: Thermaltake Smart Pro RGB

Noi di Tecnologici.net ribadiamo ogni volta l’importanza di un buon alimentatore, per questo consigliamo sempre prodotti affidabili e con almeno una certificazione 80+ Bronze. In questa build vi proponiamo un Thermaltake Smart Pro RGB 80+ bronze con potenza di 750W. Si tratta di un alimentatore potente e duraturo, senza particolari fronzoli estetici ma in grado di garantirvi buone performance nel tempo. Il prezzo è nella media, ma in una configurazione da 2000 euro non ci sentiamo di consigliare una PSU votata al risparmio.

Il case: NZXT H510 Elite

NZXT con i suoi case realizza dei veri e propri pezzi di artigianato come questo H510 Elite. I materiali sono ottimi, il pannello laterale in vetro temperato è estremamente resistente, il design è sobrio ma al tempo stesso moderno, sul fronte è presente una porta USB typeC. Il ricambio d’aria è stato migliorato tramite il filtro anti polvere e le 2 ventole da 120 mm presenti in bundle. Insomma, un vero gioiellino che non lascia spazio al compromesso.

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Il dissipatore: NZXT Kraken X63

Come abbiamo accennato nel paragrafo dedicato alla CPU, essendo la ventola in bundle con il Ryzen 7 3700x estremamente al limite, abbiamo approfittato del budget a disposizione per inserire nella configurazione un dissipatore a liquido. Si tratta dell’NZXT Kraken X63, un bellissimo dissipatore All-In-One dotato di ottime performance. Il radiatore da 240mm con 2 ventole, la pompa e il water block son stati interamente riprogettati rispetto alla generazione precedente, ed in effetti il salto in avanti è stato notevole, grazie a questo AIO potrete dissipare efficaciemente la CPU proposta in questa build. Anche il design è di rilievo, con il solito stile sobrio ma moderno che contraddistingue NZXT. Ci sono l’illuminazione RGB e la compatibilità col software NZXT Cam per una gestione completa del dissipatore. Proprio il software è il punto debole di questo prodotto, ma ciò non toglie che si tratta comunque di uno dei migliori All-In-One in commercio per prestazioni e design. Qualcuno potrebbe storcere il naso per il prezzo, ma ci tengo a sottolineare che ha molto più senso acquistare un prodotto come questo rispetto ad uno votato prettamente al risparmio.

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I migliori monitor da ufficio [max 400 €]

Nel precedente articolo della serie dedicata ai migliori monitor da ufficio ci siamo concentrati sui prodotti economici sotto i 200 euro. Si trattava di soluzioni valide per la fascia di prezzo, ed adeguate per un uso basilare ma che hanno chiaramente dei limiti. In questa guida tratteremo invece i migliori monitor da ufficio con budget massimo di 400 euro. Con cifre tutto sommato contenute si può infatti acquistare un prodotto adeguato per lavori che richiedono precisione del colore e specifiche di un certo livello, noi abbiamo trovato per voi i più validi e ne parleremo approfonditamente nel corso dell’articolo.

BenQ PD2500Q 

Il perfetto entry level per fotografi e grafici

BenQ PD2500Q

Il BenQ PD2500Q è un monitor da 25″, con risoluzione QHD, che grazie ad un prezzo abbordabile, un pannello di livello ed un’ottimo comparto connetività si propone come la migliore soluzione entry-level per fotografi, grafici, videomaker e via dicendo.

La risoluzione QHD “spalmata” su una diagonale da 25″ si traduce in una densità pixel di 117 ppi. E’ un ottimo valore in quanto offre parecchio spazio sullo schermo e massima nitidezza, al tempo stesso non richiede però il ridimensionamento. Il pannello IPS 8 bit offre un’ottima luminosità (350 nits), il tipico rapporto di contrasto (1000:1) ma sopratutto una luminosità minima notevolmente più bassa della media, ed a ciò si unisce un backlight bleeding ridotto all’osso. Il pannello è poi calibrato alla perfezione con il 100% di copertura sRGB e Rec709, ed una fedeltà molto elevata con deltaE che rientrano pienamente nei limiti accettabili. Si tratta a 360 gradi di ottimi valori, non scontati in prodotti in questa fascia di prezzo.

Inoltre il monitor offre molte funzioni utili, specialmente se si lavora con SOLIDWORKS, AutoCAD, e via dicendo. Utilizzando il preset “CAD / CAM”, le linee 3D diventano più evidenti e visibili, il che può migliorare notevolmente il lavoro. Infine è presente la tecnologia Brightness Intelligence che consiste in un sensore integrato che può regolare automaticamente la luminosità dello schermo in base all’illuminazione ambientale.

Le cornici sono ottili ed il design è molto sobrio, perfetto per l’ufficio. Il supporto permette sia la regolazione in altezza che l’inclinazione e la rotazione, ma è comunque presente la compatibilità con uno stand VESA.

La connettività è ottima ed include una DisplayPort 1.2, una mini DisplayPort, una DisplayPort-Out, una HDMI 1.4, un jack per cuffie, altoparlanti integrati da 4W e un hub quad USB 3.1.

Samsung S27R750

Versatile ed economico

Samsung S27R750

Il Samsung Space Monitor è un prodotto presente sul mercato in 2 configurazioni. La prima, quella proposta in questo articolo, è un monitor da 27 pollici con risoluzione QHD, frequenza d’aggiornamento di 144Hz e tempo di risposta di 4ms.

La risoluzione QHD su una diagonale da 27 ” pollici si traduce in una densità pixel molto buona, e consente quindi di avere dettagli molto nitidi in tutte le circostanze. In questo caso il pannello in questione adotta la tecnologia VA. Buona la luminosità (circa 300 nits), ottimo contrasto (2900:1), la profondità del colore è di 8-bit. Il monitor si comporta bene anche nella riproduzione dei colori: copertura dello spazio colore sRGB del 97%, buona precisione e temperatura. Altrettanto bene non si può parlare invece dell’uniformità del pannello, con i neri che si avvicinano notevolmente al grigio negli angoli. Si tratta quindi di un prodotto adeguato all’uso in fotografia e grafica, anche se è preferibile farci una calibrazione in modo tale da renderlo ulteriormente idoneo.

Il design è molto minimal ed elegante, con finitura nera che si adatta a praticamente tutti gli ambienti. Le cornici sono sottili, e lo stesso si può dire del monitor. Nonostante questo la qualità costruttiva rimane molto buona. Caratteristica peculiare dello Space è il braccio ergonomico che ne consente la regolazione in modo abbastanza originale: permette infatti uno spostamento molto ampio, consentendo di liberare moltissimo spazio sulla scrivania qualora lo si “distenda” in verticale lungo il muro. In verità questo sistema non funziona come dovrebbe, nel senso che il braccio non fornisce movimenti versatili come previsto dal design, ed anzi in alcuni casi finisce solo per avvicinare ulteriormente lo schermo all’utente. Un braccio VESA sarebbe stato sicuramente più funzionale, ma ha un certo costo e comunque non c’è la compatibilità con esso.

Gran nota dolente la connettività: va bene che gli ingegneri Samsung hanno adottato delle soluzioni che nascondono in modo eccellente i cavi, ma un solo ingresso Mini DisplayPort 1.2 e 1 HDMI 2.0 è troppo poco. Considerando anche che Samsung propone questo monitor come prodotto per uffici e aziende, eppure non vi è nemmeno 1 porta USB 3.0, quando invece sul BenQ precedente vi era un comparto connettività di tutt’altro livello.

Il prezzo è probabilmente il suo maggior punto di forza: con meno di 300 euro si acquista un buon pannello, un design di un certo livello e la peculiare caratteristica del braccio ergonomico.

LG 27UL650

Il miglior monitor 4k economico

LG 27UL650

LG 27UL650 è il successore del 27UK650, uno dei primi monitor a portare sul mercato un pannello 4k con un buon rapporto qualità/prezzo. Questo 27UL650 si conferma il degno successore, migliorando il modello precedente ma mantenendo una certa attenzione al prezzo. Si tratta del miglior monitor 4k “economico” per fotografi, grafici, videomaker e chi svolge lavori che richiedono una certa precisione del colore.

La risoluzione 4k su una diagonale da 27 ” è perfetta in quanto offre un’ampia area di visione ed una nitidezza senza rivali. Per qualcuno le scritte potrebbero essere troppo piccole, ma basta applicare il ridimensionamento e tutto si risolverà. LG con i propri monitor è ormai una garanzia e lo ha dimostrato anche con questo prodotto. Il pannello IPS 10 bit (8 bit + FRC) è stupendo, con una copertura dello spazio colore sRGB del 100%, precisione del colore eccellente e temperatura perfettamente equilibrata. A ciò si uniscono una luminosità di 350 nits e la certificazione HDR400. Quest’ultima caratteristica funziona notevolmente meglio rispetto alla classica emulazione dell’HDR che aumenta semplicemente la saturazione dei colori. Nel complesso quanto offerto dal pannello dall’LG 27UL650 è straordinariamente buono per la fascia di prezzo, ed al costo attuale (meno di 400 euro) è indubbiamente il best buy della categoria. Se infatti sono necessari un pannello 4k e specifiche di un certo livello, è (quasi) impossibile trovare di meglio a parità di costo.

Il design è molto sobrio con cornici ridotte all’osso ed una colorazione bianco opaco molto elegante. La stessa attenzione estetica la si ritrova anche nello stand, grigio argento, il quale permette: regolazione dell’altezza, inclinazione e rotazione. La qualità costruttiva è al pari dei modelli top di gamma e vi è la compatibilità con un supporto VESA.

Il 27UL650 non è il migliore in termini di connettività ma possiede comunque 1 DisplayPort 1.4, 2 HDMI 2.0 ed il jack per le cuffie. Mancano degli ingressi USB, ma se si è interessati particolarmente alla dotazione di porte è possibile acquistare l’UL850 che offre pari specifiche ma un numero ed una tipologia di ingressi smisurati a circa 100 euro in più.

LG 34WK650

Un immenso 21:9 economico

LG 34WK650

Nel precedente articolo abbiamo già affrontato il discorso riguardante l’utilità del 21:9 in ambito lavorativo. Si tratta di un vantaggio non indifferente e quindi in molte situazioni può essere preferibile questo tipo di monitor rispetto ad un classico 16:9. Questa tipologia di prodotto è però molto costosa, ma l’LG 34WK650 punta a portare un 21:9 di “grande taglio” anche sulle scrivanie di chi non dispone di un budget particolarmente consistente.

La risoluzione è di 2560 x 1080, di per sè non è bassissima se non fosse che la diagonale è di ben 34″. La densità pixel di 81 PPI si traduce in icone e scritte non troppo nitide. Da una distanza media la situazione non è così drammatica, ma siamo veramente al limite e quindi sarebbe bene accertarsi di persona se risulta fastidioso o meno. Il pannello IPS 8 bit è calibrato in fabbrica ed infatti offre una copertura dello spazio colore sRGB del 99%, colori precisi e una buona temperatura. Il rapporto di contrasto è tipico (1000:1) e la luminosità di 300 nits è buona. Queste caratteristiche lo rendono adeguato per i lavori che richiedono precisione del colore, e l’aspect ratio di 21:9 è una vera killer feature in questo senso. L’ago della bilancia è rappresentato dalla risoluzione, probabilmente per parecchie persone sarà tutto sommato sufficiente ma per tante altre invece una densità pixel così bassa risulterà fastidiosa.

Il design è moderno ma sobrio, ricorda molto quello dell’ UL650, quindi possiamo dire che valgono le considerazioni fatte poco fa.

Il reparto connettività è composto da 2 HDMI 2.0, 1 DisplayPort 1.4, il jack per cuffie e 2 casse da 5W.

In questo articolo abbiamo proposto una guida all’acquisto ai migliori monitor da ufficio con budget massimo di 400 euro. Si tratta di prodotti validi e che offrono un grande salto qualitativo rispetto ai modelli economici. Per chi invece fosse interessato ad un modello da gaming, nella stessa fascia di prezzo, cliccando QUI verrà reindirizzato alla guida dedicata ad essi.

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PC

Cherry KC 6000 Slim: recensione della migliore alternativa alla Apple Magic Keyboard

La KC 6000 Slim è una tastiera a forbice prodotta da Cherry, il noto brand tedesco nel campo delle periferiche per computer. Si tratta di un prodotto che richiama apertamente la Magic Keyboard di Apple e che di fatto riesce a proporsi come la sua migliore alternativa.

Design e costruzione

La Cherry KC 6000 slim è esteticamente molto accattivante, con un design sobrio ed elegante che farà la felicità di tutti gli amanti del minimalismo.

È disponibile in 2 colorazioni, una bianca ed una nera, entrambe ben riuscite. Lo spessore di soli 15 mm è sbalorditivo, sopratutto tenendo conto che sono equipaggiati degli switch a forbice (Cherry Scissor Switch) e non si tratta quindi di una comune tastiera a membrana.

Nonostante sia così sottile la qualità costruttiva è ottima: il fronte è in solidissimo alluminio mentre il corpo in plastica è comunque resistente e di buona fattura. Il layout inglese non è di semplicissimo approccio, ma con un po’ di abitudine fare le vocali accentate sarà spontaneo ed immediato.

Trattandosi di una 100% è presente il tastierino numerico, tanto desiderato da alcuni, oltre a vari tasti implementati da Cherry. Di questi i più utili sono quelli per il controllo del volume e quello per richiamare immediatamente la calcolatrice.

Design e qualità costruttiva son quindi assimilabili a quelli del prodotto del brand di Cupertino, anzi la Cherry restituisce una sensazione di maggior solidità.

Prestazioni

Gli switch adottati sono dei Cherry Scissor. Si tratta di switch a forbice proprietari del brand tedesco, senza dubbio superiori a quelli adottati da Apple nella propria Magic Keyboard.

L’esperienza di scrittura è soddisfacente, non bisogna aspettarsi il feedback di una meccanica di qualità, ma parliamo di tipi di tastiere molto diversi. Il sound è secco e corposo, non particolarmente rumoroso, ma comunque netto e ben avvertibile. Insomma un suono piacevole. Nel complesso si scrive molto bene ed una volta presa la mano con il layout non tradizionale non si sbaglierà un colpo. Per quanto riguarda il gaming invece esso è possibile ma non consigliato. Non è una tastiera concepita per quello scopo, è fattibile se non si hanno grandi pretese, ma se quello è l’obiettivo primario allora è bene virare su altri prodotti.

Prezzo e conclusioni

L’attuale prezzo ufficiale su Amazon è di 47.99 €, pienamente in linea con quanto proposto. La Cherry KC 6000 Slim è assolutamente valida, ed offre un buon connubio di qualità costruttiva ed esperienza di scrittura. E’ un ottimo prodotto per un uso d’ufficio e se si vuole un’esperienza maggiormente soddisfacente bisogna necessariamente optare per una tastiera meccanica di un certo livello.

Rispetto alla Apple Magic Keyboard si guadagna sopratutto nell’esperienza di scrittura, ma di contro si perde la connessione Wireless. Per quanto ci riguarda il gioco vale la candela, tenendo conto che il prezzo richiesto è praticamente 1/3 di quello necessario per la tastiera Apple. Aldilà delle considerazioni personali resta di fatto che la Cherry KC 6000 Slim è la migliore alternativa alla tastiera del brand di Cupertino, ed è bene tenerla in considerazione in fase d’acquisto anche se si dispone di un budget elevato.

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Recensioni Smartphone

Huawei Matebook D 15: recensione completa

Dopo le ottime vendite registrate con i modelli dello scorso anno, Huawei è chiamata a ripetere e migliorare i risultati ottenuti nel mercato dei notebook. Fin dall’ingresso nel mercato la qualità dei prodotti proposti ed il prezzo aggressivo hanno fatto sì che i Matebook di Huawei divenissero delle certezze nella fascia media. L’azienda ha da poco lanciato la nuova line-up per il 2020, ma sarà riuscita a replicare l’ottimo lavoro svolto negli anni scorsi? Scopritelo in questa recensione!

Design e qualità generale

La qualità costruttiva è ottima per la fascia di prezzo a cui è destinata, con un design che richiama quello dei MacBook ma senza essere una copia spudorata. Lo chassis completamente in alluminio risulta solido e concreto. Il peso di 1.5Kg è contenuto e le dimensioni sono molto compatte (assimilabili a quelle di un 14″ di qualche generazione fa). Le cornici sono state notevolmente assottigliate e per fare questo la webcam superiore è stata spostata nella riga dei tasti funzione. Si tratta di un’arma a doppio taglio, ma questo discorso lo affronteremo tra poco.

Input e connettività

La stessa attenzione al design e alla qualità costruttiva la si ritrova nella tastiera. I tasti sono ben distanziati e della giusta dimensione mentre il connubio ben studiato di feedback e corsa fanno sì che l’esperienza di scrittura sia ottima. Senza dubbio una delle migliori tastiere su notebook, e non solo della fascia media, ma proprio in senso assoluto.

Il touchpad non è molto grande. In questo senso si poteva fare di più, ma è preciso e fluido. E’ sicuramente sufficiente per la grandissima parte dell’utenza a cui è destinato il notebook. Il lettore di impronte posizionato nel tasto di accensione è preciso e molto veloce. Torniamo al discorso webcam, che da una parte consente di ridurre le cornici aumentando l’impatto visivo e l’immersività del display, dall’altra però l’inquadratura particolare non è troppo funzionale. E’ vero che le webcam sui notebook sono generalmente mediocri ma un’inquadratura frontale sarebbe preferibile.

La dotazione di porte è completa: 2 USB 2.0, 1 USB 3.0, 1 HDMI, jack audio ed infine una USB type-C gen2 con supporto alla ricarica.

Display

Il display è un IPS da 15.6″ con risoluzione FHD. L’immagine è quindi ben definita e la luminosità di circa 270 nits. Il rapporto di contrasto di 1300:1 è ottimo e la somma di questi fattori lo rende un validissimo pannello per la visione di contenuti multimediali. Huawei è però scesa a compromessi per quanto concerne la calibrazione del display. La fedeltà cromatica è scarsa con deltaE molto distanti dai valori di riferimento e anche la copertura sRGB risulta inadeguata. Ciò preclude la possibilità di impiegare il notebook per lavori che richiedono precisione del colore, ed è un peccato visto che (come vedremo a breve) la potenza necessaria a far girare Photoshop e Lightroom c’è tutta. Rimane un display più che adeguato per produttività d’ufficio e intrattenimento (senza grandi pretese), con una luminosità e rapporto di contrasto superiori a gran parte della concorrenza.

Hardware e prestazioni

La dotazione hardware è di tutto rispetto: Ryzen 5 3500u (4 cores/8 threads) affiancato da 8 GB di RAM DDR4 (espandibili) e 256 GB di SSD NVMe (espandibili). Non si tratta di componenti di primissima fascia ma, grazie ad un SSD molto veloce, nei task quotidiani le prestazioni saranno eccellenti. Un plauso va poi fatto a Huawei per l’ottima implementazione della CPU. Il connubio fra performance, gestione delle temperature e consumi è stato studiato alla perfezione.

Come evidenziato dai benchmark la CPU si assesta sui 3 GHz dall’inizio alla fine del test, senza frequenze altalenanti e bruschi cali di performance dovuti al thermal throttling. La costanza nella frequenza la si ritrova per l’appunto nella gestione delle temperature, con la CPU che rimane sugli 80 gradi per tutto il test, senza mai andare oltre. Ci teniamo a sottolineare che si tratta di un carico di lavoro particolarmente impegnativo e duraturo, a cui l’utente che comprerà questa macchina non la sottoporrà quasi mai. Se si sta acquistando questo notebook per lavori che richiedono grande potenza allora non è il prodotto giusto, ma è bene sapere che se all’occasione gli verrà richiesto il Matebook tirerà fuori i muscoli. E’ difficile trovare macchine di fascia media con prestazioni così costanti, ma sopratutto è ancora più piacevole constatare che alla base di ciò ci sia in buona parte l’implementazione studiata a dovere da Huawei.

La Vega 8 si conferma un’ottima integrata, con prestazioni abbastanza vicine a quelle di una dedicata della serie MX ma temperature decisamente più basse. Con le giuste accortezze e compromessi (sia grafici che in termini di frame rate) il casual gaming è assolutamente possibile, ed anzi l’esperienza di gioco in titoli famosi come Fortnite e Rainbow Six Siege è al di sopra dell’accettabilità. Badate bene, non si tratta di un notebook per il gaming, ma effettivamente non è da folli l’idea di farci una partita ogni tanto senza impegno.

La curva della ventola è tarata molto bene. Rimane infatti silente durante l’uso quotidiano salvo sporadiche eccezioni di pochissimi minuti in cui smaltisce qualche grado accumulato. Anche al massimo della velocità non è troppo fastidiosa e ci si può convivere tranquillamente.

Gli speaker da 2W fanno il loro lavoro. Il sound è pulito ed equilibrato, perde un po in corposità poichè mancano i bassi ma il volume è abbastanza alto. Non si tratterà sicuramente del notebook col miglior comparto audio, ma si tratta di attenzioni che vengono sacrificate in questa fascia del mercato. Wi-Fi e Bluetooth sono di buonissimo livello, molto veloci e stabili.

Autonomia

La batteria da 42Wh è al limite. Non che sia insufficiente, ma è per l’appunto poco sopra la sufficienza. Con schermo al 50%, ed uso Office + Chrome con 8 tab aperti, sotto rete Wi-Fi si fanno circa 6 ore di uso. Non è un dato bassissimo, ma si poteva fare indubbiamente meglio. Sarebbero bastati 10Wh in più e questa critica non sarebbe esistita. Peccato!

Prezzo e conclusioni

Il prezzo di listino del Huawei Matebook D 15 è di 649 €. Si tratta di un prezzo assolutamente adeguato con quanto offerto.

La proposta di fascia media di Huawei quest’anno è concreta ed equilibrata. Il produttore cinese ha migliorato ulteriormente i punti di forza del modello precedente, con un’accurata implementazione della CPU ed una qualità costruttiva (e della tastiera) da top di gamma. Non sono state apportate migliorie sostanziali a quei “difetti” quale la scarsa calibrazione del display e la batteria al limite, i quali erano stati ampiamente segnalati. Tra l’altro l’aumento della batteria c’è stato sul fratello da 14 “, che invece ha altre carenze, e questo fa pensare ad una precisa scelta di marketing di Huawei.

A conti fatti si tratta di un prodotto con pochissimi competitors, e se si vuole invece acquistare un notebook con migliorie marcate rispetto a questo è necessario per forza di cose avvicinarsi alla soglia dei 1000 euro. Se il brand cinese avesse fatto il minimo indispensabile per quanto concerne i miglioramenti a batteria e calibrazione del display, adesso staremmo parlando di un best-buy senza rivali. Nonostante questo si tratta di uno dei migliori notebook di fascia media.

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Smartphone

Migliori smartphone per il gaming: guida DEFINITIVA [2020]

La crescita del mobile gaming non accenna ad arrestarsi. Basti pensare che 9 delle 10 app a pagamento più scaricate sono giochi e che le vendite di giochi per piattaforme mobile rappresentano il 45% del fatturato dell’intero settore.

Il successo del mobile gaming è dovuto all’evoluzione degli smartphone, sempre più performanti, ma anche alla rapida diffusione di connessioni sempre più veloci, che hanno permesso di passare dai semplici giochini offline ai giochi online e cross-platform.

In questa guida vogliamo presentarvi gli smartphone che sapranno darvi soddisfazioni davanti a giochi che richiedono un’elevata elaborazione grafica come PUGB, Asphalt 9 Legends, Real Racing 3, Modern Combat 5: Blackout, Shadow Fight 3, Gangstar Vegas e Fortnite.

Smartphone per giocare: quali sono i fattori che contano di più?

Quali sono i fattori determinanti nell’esperienza di gioco in uno smartphone? È banale dire che uno smartphone da gaming deve avere anzitutto un comparto hardware potente. Alcuni produttori overclockano CPU e GPU, al fine di avere un maggiore boost a sostegno delle sessioni di gioco. Ma la potenza da sola non è tutto.

Display

La qualità dello schermo è forse l’aspetto principale in uno smartphone da gaming. Un ampio schermo da oltre 6 pollici offre un’esperienza più immersiva, un pannello OLED offre, grazie alla profondità dei neri, dei contrasti decisamente superiori rispetto ad uno schermo LCD e infine un’elevata frequenza di refresh (90Hz o 120Hz) è fondamentale per un’esperienza di gioco fluida.

Temperature

Con i giochi 3D che richiedono un’elevata elaborazione grafica il processore si trova a lavorare a temperature elevate, le quali impattano l’autonomia e riducono il tempo di vita del processore. Uno smartphone studiato per il gaming prevede una gestione ottimizzata delle temperature, attraverso un sistema di raffreddamento a liquido o delle ventole interne. Più in generale uno smartphone adatto al gaming è quello che non si scalda mai oltre livelli preoccupanti anche durante le sessioni prolungate di gioco.

Autonomia e velocità di ricarica

I giochi come quelli elencati in precedenza hanno tutte una una cosa in comune: consumano rapidamente la batteria. Pertanto uno smartphone da gaming deve avere una batteria in grado di reggere sessioni di gaming prolungate. Inoltre per gli utenti che giocano in mobilità e hanno la possibilità di ricaricare lo smartphone solo in alcuni momenti della giornata, è importante che lo smartphone supporti la ricarica rapida.

Oltre alla qualità dello schermo, alla gestione termica e all’autonomia si aggiungono piccoli accorgimenti pensati dai produttori e che un gamer conosce bene, come la regolazione della ventola, degli RGB o la presenza di pulsanti soft touch, che si rivela utile in molti giochi.

Quali sono i migliori smartphone per giocare seriamente? Qui di seguito abbiamo stilato. la nostra lista.

Nubia Red Magic 5G

Un hardware da paura ad un ottimo prezzo

Nubia Red Magic 5G

Il Nubia Red Magic 5G è senza dubbio il miglior smartphone da gaming uscito in questo 2020. Dotato di un hardware in grado di reggere il confronto con diversi top di gamma blasonati, vanta un prezzo poco più alto di quello richiesto per un buon medio-gamma.

Nello specifico parliamo di uno Snapdragon 865, l’attuale top di gamma di casa Qualcomm, coadiuvato da 8/12 GB di memoria RAM LPDDR5 e una memoria interna da 128/256 GB di di tipo UFS 3.0.

Queste specifiche di altissimo livello consentono in generale prestazioni eccellenti, ma per avere una buona esperienza in gaming è necessario, tuttavia, anche un pannello di buon livello e Nubia di certo non ha trascurato questo aspetto.

Il display di questo Red Magic 5G è un ottimo pannello OLED da 6.65 pollici FHD (2340×1080 pixel), con frequenza di aggiornamento di 144Hz. Il refresh rate così elevato accentua ulteriormente la fluidità, consentendo alla dotazione hardware di esprimersi ancora di più.

Le piacevoli sorprese però non finiscono qui: Nubia ha dotato questo smartphone di diverse chicche da non sottovalutare. In primis, ad assistere il raffreddamento a camera di vapore, è stata inserita una piccola ma utile ventolina aggiuntiva. Non è silenziosissima, ma è regolabile. In secondo luogo il Red Magic 5G possiede i “trigger button”: 2 pulsanti soft-touch, posti sul fianco del dispositivo, che se sfiorati simuleranno un vero e proprio tocco fisico. E’ una soluzione efficace che nei titoli FPS può realmente fare la differenza.

Gli speaker stereo offrono una buona esperienza sonora e trattandosi di un gaming phone non è stato privato del jack da 3.5 mm, ormai assente in molti top di gamma.

Ultimo aspetto da annoverare è l’autonomia: 4500 mAh, inferiore in realtà alla batteria del modello della scorsa generazione ma sufficiente anche per sessioni di gaming prolungate.

L’ hub dedicato ai giochi, intitolato “Game Space” è molto curato e completo, assolutamente alla pari con quello di brand del settore più blasonati (Asus e Razer, giusto per citarne qualcuno).

È possibile gestire l’illuminazione RGB, il comportamento della ventola ed anche modificare manualmente i parametri gioco per gioco. Il prezzo è indubbiamente un suo punto di forza: si parte da 569 € per il modello base 8/128.

Asus Rog Phone 2 Strix

Una pietra miliare dei gaming phone

Asus Rog Phone 2 Strix

Il Rog Phone di Asus è stato uno dei primi smartphone dedicato al gaming. Questo Rog Phone 2 Strix Edition possiede un hardware da vero top di gamma ed una serie di funzionalità studiate da Asus specificatamente per il gaming.

A muovere il tutto c’è uno Snapdragon 855+, il SoC Qualcomm top di gamma della scorsa generazione, affiancato da 8 GB di RAM e 128 GB di storage UFS 3.0. Le prestazioni, proprio come ci si aspetterebbe, brillano in tutti i titoli.

Il display, sempre importante quando si valuta uno smartphone da gaming, è altrettanto valido. Parliamo di un bellissimo pannello OLED FHD, molto luminoso e dotato di ottimi colori, con frequenza di aggiornamento di 120Hz. Il refresh rate così elevato restituisce una perfetta sensazione di fludità, regalando un’esperienza di gioco estremamente godibile.

Sul fianco della scocca sono presenti gli “Air trigger“, dei tasti soft touch molto simili ai “trigger button” del Red Magic 5G. In confezione Asus fornisce anche un supporto con ventola ausiliria, completamente controllabile via software, il quale possiede anche un’ingresso type-c ed il jack per le cuffie. Gli speaker stereo sono molto potenti e consentono una buona qualità di ascolto anche senza cuffie.

La batteria è da ben 6000 mAh che si traduce in un’ autonomia capace di sostenere molte ore di gioco. Il Rog Phone 2 sarà in grado di accompagnarvi anche nelle sessioni di gaming più intense e prolungate, e nei momenti di pausa potrete ricorrere ad una ricarica super veloce tramite un caricatore da 30W.

L’Hub dedicato ai giochi, l’ “X Mode” è curato e completo. Si possono regolare manualmente i parametri gioco per gioco. Inoltre è possibile controllare le impostazioni della ventolina, l’illuminazione RGB e gli air trigger. Il prezzo di 699 € non è esagerato considerando quanto offerto, e lo rende un prodotto che farà la felicità di moltissimi gamers, con una spesa tutto sommato contenuta.

OnePlus 8 Pro

Oltre alla potenza c’è tanto altro

OnePlus 8 Pro

OnePlus 8 Pro è il nuovissimo top di gamma dell’azienda cinese, conosciuta per i suoi device fulminei ad un prezzo super aggressivo. Quest’anno il listino è salito, e di molto, ma oltre alla potenza c’è tantissimo altro.

Partiamo dalla scheda tecnica: un chip Snapdragon 865 sostenuto da 8/12 GB di RAM LPDDR5 e 128/256 GB di memoria UFS 3.0. Le performance sono anche qui imbattibili ed è praticamente impossibile metterlo in difficoltà qualunque sia il carico a cui viene sottoposto.

Il display è un capolavoro: uno schermo AMOLED da 6,78 pollici con risoluzione QHD (3168×1440 pixel), luminosissimo e con una frequenza di aggiornamento di 120Hz. , grazie al quale restituisce una percezione di fluidità ben diversa rispetto ad un tradizionale display a 60hz.

Non essendo un “purosangue” da gaming, Oneplus non ha dotato questo smartphone di chicche mirate a questo uso specifico. Niente pulsanti soft-touch laterali né ventoline per la dissipazione, anche se di quest’ultime non se ne sente la mancanza dato che il raffreddamento a camera di vapore svolge sufficientemente bene il proprio lavoro.

Gli speaker stereo hanno un ottimo volume ed una buona riproduzione del suono, per questo li riteniamo assolutamente idonei per godere al meglio dell’esperienza di gioco.

La batteria da 4500 mAh, analoga a quella del Red Magic 5G, permette di stare tranquilli durante sessioni di gaming intense e prolungate anche se è consigliato approfittare di qualche momento di pausa per caricare la batteria attraverso la velocissima Warp Charge a 30W. Vi è un Hub di gioco chiamato “Game Space“, che consente la gestione di diversi parametri ed ottimizzazioni, anche se è ovviamente meno completo dei prodotti “nativi” per il gioco. E’ presente però un ulteriore modalità, la “Fnatic Mode” la quale porta all’estremo le possibilità offerte dal classico Hub per i giochi.

I listini Oneplus nel tempo sono vertiginosamente aumentati, arrivando ai 919 € di questo OnePlus 8 Pro per la variante “base” 8/128. Se avete a disposizione un budget consistente non rimarrete delusi, ma se state cercando prodotti più specifici per il gaming fareste bene a tenere in considerazione gli altri modelli presenti in questa guida.

Realme X2 Pro

Un best buy perfetto per il gaming

Realme X2 Pro

Realme ha esordito da poco sul mercato europeo, ma ha già raggiunto una buona notorietà, riuscendo a proporsi fin da subito come alternativa a Xiaomi nella fascia media.

X2 Pro è l’attuale proposta di fascia medio-alta dell’azienda appartenente al gruppo BBK (di cui fanno parte Oppo, Oneplus e Vivo). Si tratta di un prodotto indubbiamente non esente da difetti, visto il prezzo contenuto, ma certamente in grado di dare del filo da torcere alla concorrenza.

La scheda tecnica è quella di un vero e proprio top di gamma: Snapdragon 855+ a far girare il tutto, grazie al supporto di 8/12 GB di RAM e 128/256 GB di archiviazione UFS 3.0. Si tratta di componentistica di prim’ordine la quale non teme i carichi più pesanti ed è in grado di brillare anche nei giochi più impegnativi.

Il display è un’ottima unità OLED FHD+ con frequenza di aggiornamento di 90Hz. Si tratta di un pannello luminoso e con una buona riproduzione di colori, in grado di regalare una buona esperienza in gioco. La sensazione di fluidità data dai 90Hz è per forza di cose meno accentuata rispetto a quella conferita dai refresh rate dei pannelli a 120 e 140Hz, ma lascia percepire una netta differenza rispetto ai tradizionali schermi a 60Hz. In game riesce ad esaltare ulteriormente la dotazione hardware e ne viene fuori una godibilità dei titoli molto vicina a quella di uno smartphone da gaming di fascia alta.

Anche in questo caso non si tratta di un prodotto che mira al cuore dei gamers e sono assenti accorgimenti specifici (quali pulsanti soft touch). L’audio stereo è molto buono: il volume elevato e una riproduzione corretta delle frequenze restituiscono una buona immersione durante il gioco.

La batteria da 4000 mAh sulla carta potrebbe non sembrare entusiasmante ma nella pratica l’autonomia è migliore di quanto ci si possa aspettare. Il Realme X2 Pro è affidabile anche se sottoposto a sessioni di gaming prolungato e con la velocissima ricarica SuperVOOC basta un pit stop di poche decine di minuti per giocare spensieratamente per diverse ore al giorno.

E’ presente una modalità “Game Space” la quale include diverse funzioni interessanti (come il counter degli FPS) oltre alle classiche opzioni per la regolazione dei vari parametri.

Il prezzo richiesto per il modello “base” 8/128 è di 429 €, una cifra perfettamente in linea con quanto offerto dal prodotto in questione. Se cercate uno smartphone non troppo costoso ma che sia adeguato al gaming, Realme X2 Pro è sicuramente il modello su cui orientarsi.

Iphone 11 Pro

Quando non è l’hardware a fare la differenza

Iphone 11 Pro

Iphone 11 Pro non necessità di grandi presentazioni. Tra le caratteristiche tecniche annoveriamo il processore Apple A13 Bionic, un display OLED con risoluzione 2.436 x 1.125 pixel limitato purtroppo a 60Hz. L’assenza di una refresh rate elevato si nota drammaticamente nei giochi, sopratutto negli sparatutto. Se nei task quotidiani ci si può passare sopra, in gioco il vantaggio di un pannello a 90/120/ 144Hz è ben visibile.

Con queste premesse difficilmente assocereste iPhone al gaming, eppure si tratta di un prodotto che possiede una killer feature assente in tutti gli smartphone android: il servizio proprietario Apple Arcade. Si tratta di un servizio in abbonamento rilasciato in concomitanza dell’uscita dei nuovi iPhone. Ciò che viene offerto è un ampio catalogo di titoli esclusivi, disponibili quindi solo su piattaforma Apple. C’è n’è per tutti i gusti e per tutti i tipi di giocatori, sia che si tratti di casual gamers alla ricerca di un pò di svago sia che si parli di un utente particolarmente appassionato. Moltissimi titoli sono realizzati con una cura quasi introvabile sul parco giochi Android, tanto che alcuni valgono da soli il prezzo dell’abbonamento. E’ assente ogni meccanica pay to win e simili e non vi sono acquisti in app. Durante il gioco l’impressione è quella di avere fra le mani un titolo per console (ed in effetti qualche gioco di punta è stato rilasciato anche su Nintendo Switch) più che ad uno concepito per piattaforma mobile. Il prezzo dell’abbonamento è contenuto: 4,99 € al mese.

Il comparto audio è di altissimo livello inoltre dopo tanti anni Apple è finalmente tornata a dotare i propri smartphone di una batteria adeguata: 3046 mAh, non molti in senso assoluto ma la gestione delle risorse da parte di iOS è molto diversa da quella Android e all’atto pratico Iphone 11 Pro ha un’autonomia sufficiente anche per i gamers. Per i più incalliti che si cimentano nelle “maratone” di gaming il nostro consiglio è di orientarsi sul modello “Max” dotato di circa 1000 mAh in più che si traducono in un’autonomia davvero invidiabile.

Il prezzo è alto, ancora di più se consideriamo il pannello a soli 60Hz e da nessuna implementazione rivolta ai gamers (non vi è nemmeno una Game Mode). D’altro canto però Apple Arcade è un ottimo servizio, che può benissimo fungere da complemento ai classici titoli dell’App Store, offrendo una qualità ed un’esperienza di gioco difficilmente ottenibili diversamente.

E’ proprio questo servizio a fare da ago della bilancia: se siete interessati al pacchetto giochi offerto da Apple Arcade, e quel tipo di esperienza è quello che cercate, allora il nostro consiglio è di acquistare un iPhone di ultima generazione (volendo va bene anche un XR) i quali offrono un perfetto connubio fra prestazioni ed autonomia. Viceversa se Apple Arcade non fa per voi, magari perchè non avete intenzione di pagare un abbonamento ulteriore, vi consigliamo caldamente di valutare uno degli smartphone Android proposti in questa guida.

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iPhone 11 Pro
799 Recensioni

Conclusioni

In questo articolo vi abbiamo proposto quelli che riteniamo i migliori smartphone per il gaming. Li abbiamo analizzati passo passo, mettendo alla luce punti di forza e mancanze di ognuno. Si tratta in qualsiasi caso di ottimi prodotti, ma prima di fare un acquisto impegnativo come questo è bene valutare quale smartphone rispecchi effettivamente le proprie esigenze. Speriamo di essere stati esaustivi ma se sorgessero dubbi in fase d’acquisto scrivetelo nel box dei commenti, siamo pronti a darvi una mano!