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Recensione Corsair Glaive PRO RGB

Oggi parliamo di un mouse da gaming marchiato Corsair, ma non uno low-cost; bensì un mouse high end, quasi della fascia Enthusiast (almeno nell’ecosistema Corsair). Parliamo del Corsair Glaive PRO RGB.

Non anticipo niente di questo mouse, se non il fatto che ho avuto l’occasione di provare sia questo modello sia il modello precedente Corsair Glaive RGB, e per questo farò le mie considerazioni riguardo entrambi i modelli. Ma ora senza perderci in chiacchiere partiamo con la nostra recensione.

Confezione e contenuto

La confezione si presenta molto simile per entrambi i modelli, si tratta di una confezione molto carina e compatta. Inutile dire che questa confezione è un capolavoro dell’ingegneria come pochi, nel senso proprio che senza un ingegnere la aprite per tirare fuori il mouse e poi non la richiudete più.

Detto questo, all’interno della confezione è presente il mouse, le tre impugnature laterali intercambiabili, la guida all’utilizzo, la guida e la garanzia (un classico possiamo dire).

Qui ho una piccola differenza da segnalare con il modello precedente: nel nuovo modello (il Glaive Pro) sono presenti i componenti indicati sopra; nel modello precedente era incluso anche un comodo sacchettino in una sorta di tessuto intrecciato, marchiato Corsair, per inserire all’interno le impugnature laterali non in uso sul mouse. A mio parere era molto comodo e avrebbero dovuto lasciarlo.

Design e costruzione

Il Corsair Glaive Pro, almeno a mio avviso, è abbastanza ben costruito, i materiali non sono male però ho da segnalare un piccolo difetto che si potrebbe presentare (nel primo modello mi è successo due volte). In questo modello non so se è stato fixato in qualche modo il problema ma a me la situazione sembra la stessa in questo periodo di utilizzo. La rotellina dello scroll non è in gomma; ha una base in alluminio su cui poi è incastrata una copertura in gomma per fare grip con il dito. Purtroppo mi è capitato per ben due volte che, dopo un po’, questa copertura di gomma cedesse e iniziasse a non fare più grip con la rotellina vera e propria in alluminio (praticamente slitta senza far girare la rotellina); il problema è risolvibile premendo un po’ di più sulla rotellina, perciò chi ha la mano molto pesante dubito si possa accorgere mai di un problema simile; però chi ha l’abitudine di scorrere la rotella toccandola leggermente, questo difetto sarà evidente e a volte anche fastidioso.

Lato superiore mouse
Lato inferiore mouse
Profilo mouse
Rotellina mouse

Io ho risolto in entrambi i casi contattando l’assistenza Corsair, che come sempre è favolosa, e mi ha prontamente cambiato il mouse entrambe le volte. Il problema vero sta nel fatto, oltre il disagio del processo di RMA che prende un po’ di tempo, che la garanzia non dura per sempre. Detto questo spero che con la nuova versione abbiano sistemato questo problema in qualche modo.

La forma e le dimensioni del Corsair Glaive Pro sono adatte a un po’ tutte le persone (12.5 x 6,5 x 3,5 cm circa). L’impugnatura, grazie anche al laterale intercambiabile, è molto comoda e adattabile a un po’ tutte le esigenze e abitudini.

Impugnature a confronto

Tra le tre impugnature intercambiabili, ne abbiamo una più sporgente nella parte d’avanti che distanzia un po’ il pollice dai tasti laterali, una un po’ meno sporgente che avvicina il dito ai tasti laterali, e infine una più estesa che permette di poggiare il pollice senza strofinare sul tappetino.

Sistema di aggancio magnetico delle impugnature
Impugnatura più sporgente
Impugnatura meno sporgente
Impugnatura con appoggio

Anche sul lato destro è presente una superficie con grip (questa però è fissa).

Grip del lato destro

Un’altra differenza che voglio segnalare con il modello precedente, sono proprio le impugnature che erano leggermente diverse (niente di sconvolgente), inoltre il vecchio modello sul lato destro non aveva la superficie con grip ma era liscio.

Il Corsair Glaive Pro non è tra i mouse più leggeri del mercato, infatti il peso medio dei mouse Corsair si aggira sempre intorno ai 100g. Per questo modello parliamo più precisamente di 115g circa, che per molti sembrerebbero tanti (trattandosi di un mouse da gaming). Io posso dirvi che chi è abituato ai mouse abbastanza pesanti, questo modello sarà fantastico; ha tutto e non pesa poi più di tanto. Chi è alla ricerca di un mouse leggero ma di prestazioni top di gamma deve necessariamente cambiare marchio. Puntate magari su un Razer, ad esempio il Viper mini che abbiamo recensito.

Caratteristiche e sensore

Si tratta di un mouse esclusivamente cablato ed il cavo è in tessuto intrecciato ed è lungo 1.8m.

Presenta i classici tasti del mouse più due tasti laterali, dotati di switch Omron che offrono un click netto e piacevole.

Abbiamo inoltre due tasti per il controllo dei DPI (DPI su, DPI giù). Sono presenti anche 4 LED RGB per indicare il livello DPI in uso. Il colore dei LED è settabile tramite iCUE, software per la gestione delle periferiche Corsair di cui parleremo in modo più approfondito anche in un video.

Tasti DPI

Sono presenti poi tre zone d’illuminazione completamente RGB.

Non mancano ovviamente le basi di appoggio, ma a differenza di tanti mouse, anche di un certo livello (ad esempio il Razer Viper mini), non sono in plastica, bensì in PTFE.

Per chi non sapesse cosa sia questo sgorbio, si tratta del politetrafluoroetilene, un composto organico della classe dei fluorocarburi (PFC), è chiamato comunemente Teflon (si, quello delle pentole antiaderenti) ed è un composto organico molto utilizzato in tantissimi ambiti, non solo nelle padelle antiaderenti ma anche come ingrediente aggiuntivo al lubrificante per componenti meccanici.

Ebbene proprio per questa sua caratteristica, ovvero un basso coefficiente di attrito (Il PTFE possiede, fra tutti i materiali solidi, i più bassi coefficienti di attrito compresi fra valori di 0,07 (statico) e 0,05 (dinamico)), viene utilizzato anche nei mouse da gaming di un certo livello per diminuire l’attrito tra il mouse e il tappetino (e renderlo così più scorrevole).

Basi di appoggio in PTFE

Questo mouse è dotato di un sensore ottico da 18.000 DPI, il PMW3391, grazie al quale questo mouse offre prestazioni di altissimo livello, sia in risoluzione, sia in precisione. I DPI possono essere configurati tramite iCUE, in un massimo di 5 livelli contemporaneamente (che saranno visualizzati sul mouse tramite i led laterali).

Sensore ottico da gaming PMW3391

Tramite iCUE potrete ovviamente settare l’illuminazione generale delle 3 zone d’illuminazione, i DPI, l’angle-snapping, la calibrazione superficie ecc.

Per quanto riguarda il modello precedente, ha un po’ di differenze che voglio segnalare: ha un solo tasto DPI (cambia i DPI in modo ciclico), i LED per i DPI non sono RGB ma esclusivamente di colore blu, il sensore è sempre ottico ma leggermente inferiore e non da 18k DPI bensì da 16k (questo ovviamente è più che irrilevante a parer mio), inoltre nel vecchio modello era possibile selezionare tre livelli di angle-snapping mentre nel nuovo modello è solo possibile accenderlo e spegnerlo; per il resto i due mouse dovrebbero essere completamente uguali.

LED DPI RGB

Prezzo

Il prezzo, come detto nell’introduzione, non è da mouse low-cost bensì un high-end. Costa circa 75 euro su Amazon, ma vi assicuro che li vale tutti.

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Audio Recensioni

Recensione AUKEY EP-N5: migliori auricolari TWS con ANC a 50€

Oggetto della recensione di oggi sono questi magnifici auricolari TWS con cancellazione attiva del rumore made by AUKEY, una delle aziende più attive nel mercato di fascia economica. Il nome tecnico è AUKEY EP-N5.

Parliamo di auricolari TWS da 50 euro; ma li valgono tutti e vi spiegherò il perché.

Ma ovviamente partiamo con ordine!

Confezione e contenuto

La confezione è la classica piccola scatola di cartone con la scritta AUKEY (come è solita distribuire i suoi prodotti); a prima vista, trattandosi di cuffie da 50 euro, si potrebbe storcere il naso, ma devo dire che risulta molto elegante e discreta. All’interno è presente il case con all’interno gli auricolari, un sacchetto con i gommini delle altre due misure (S ed L), e il sacchetto con il cavo per la ricarica. Ovviamente sono presenti sul fondo anche la guida all’utilizzo e la garanzia.

Design e costruzione

Il case che contiene gli auricolari AUKEY EP-N5 è interamente in ABS, ha tutti i bordi arrotondati ed è di colore nero opaco.

Sul fronte sarà presente il logo AUKEY e subito sopra i quattro LED per la carica residua della batteria del case.

Sul lato inferiore è presente il connettore TYPE-C per la ricarica (finalmente un prodotto con la type-C).

All’interno del case saranno presenti nei loro alloggiamenti i due auricolari, auricolari in-ear stile airpods (con il “gambo”) che risultano molto eleganti e comodi anche grazie ai gommini che si adattano perfettamente all’orecchio.

Unica pecca che voglio segnalare è che effettivamente i gommini XL avrebbero fatto comodo visto che (nel mio caso) gli L sono leggermente più piccolini e non isolano bene dall’ambiente, risultando così meno efficacie nella cancellazione passiva (che comunque aiuta l’attiva). Se avete le orecchie piccole, allora no problem: siete più fortunati di me.

Sulla parte superiore del gambo è presente un piccolo LED per indicare se sono in carica, se si stanno collegando al telefono o meno. (Per la connessione hanno anche l’avviso acustico).

Caratteristiche e funzionalità

Gli auricolari AUKEY EP-N5 sono dotati di Bluetooth 5.0 che conferisce stabilità alla connessione e una latenza davvero bassa. La distanza di trasmissione è davvero elevata (10 metri in linea d’aria con due muri spessi mezzo metro, e la connessione era perfetta).

Gli auricolari hanno anche, ovviamente, i comandi touch, al livello del LED (click singolo per play/stop, doppio click per andare avanti e indietro con la traccia, pressione costante di circa 2 secondi per attivare la cancellazione attiva del rumore (ANC) e tre tocchi rapidi per attivare l’assistente vocale).

Come detto in precedenza questi auricolari sono dotati di cancellazione attiva del rumore; tenendo premuto il touch per due secondi (non fa differenza quale cuffia scegliete) si attiverà l’ANC, l’accensione e lo spegnimento dell’ANC sarà contrassegnato da un suono (i due suoni sono diversi).

Gli auricolari AUKEY EP-N5, quando vengono tirati fuori dal case, danno conferma di accensione e poi di connessione attraverso la dicitura (Power on e connected) che saranno riprodotti dal driver audio.

Questi auricolari sono dotati anche di certificazione IPX5: ovvero dalla protezione contro i getti d’acqua che le rendono ideali anche per fare sport o anche semplicemente se sta piovendo (non proverei tuttavia a usarle in doccia visto che il test della certificazione prevede una pressione di 30kPa a 3 metri di distanza e il getto della doccia è ben più di 100kPa); comunque a vostro rischio e pericolo potete anche farlo.

Caratteristiche tecniche test certificazione IPX5

Microfono e ANC

Gli auricolari AUKEY EP-N5 sono dotati di microfono che, grazie alla tecnologia di cancellazione del rumore, promettono una voce pulita anche in situazioni di eccessivo rumore. Grazie a questa tecnologia dovreste essere in grado di svolgere una chiamata in completa tranquillità anche in presenza di vento forte e di rumore di fondo.

Ma sarà funzionale come promesso?

Ho testato le cuffie in chiamata in un giorno in cui c’erano 30Km/h di vento e devo dire che si sentivano davvero bene; le ho testate anche in mezzo alla folla, e tutto sommato si sentiva bene. Conclusioni?

Si, posso affermare che effettivamente i microfoni e la cancellazione fanno il loro lavoro.

Ma per quanto riguarda la cancellazione del rumore per le nostre orecchie? Segnalo che AUKEY certifica -28dB max di rumore.

Ebbene, come detto in precedenza, i gommini non perfettamente aderenti non aiutano, però comunque l’ANC riesce a bilanciare bene il risultato finale. Non pensate di potervi presentare in una discoteca e di isolarvi dall’ambiente esterno tramite questa funzione perché non basterà; tuttavia se vi trovate in un ambiente molto affollato e vi volete godere la vostra playlist preferita, potrete farlo senza problemi.

Un’altra cosa che aiuta a cancellare i rumori esterni è il volume, che ho trovato davvero potente, e grazie al quale potrete quindi sovrastare sempre i rumori esterni (anche qualora l’ANC non basti). Ma questo verrà approfondito più avanti in occasione della qualità del suono.

Qualità del suono e estensione di frequenza

Per quanto riguarda l’estensione di frequenza devo dire che sono molto sorpreso. Partiamo dal presupposto che cuffie da 2000 euro non ne ho mai provate; non ho mai provato nemmeno auricolari da 200 euro; però i test che ho fatto parlano chiaro.

Tramite test audio appositamente strutturato sono riuscito a testa qualità e risposta del driver audio.

Parliamo di un driver da 10mm che ha un’estensione davvero ampia.

Va da circa 25Hz a circa 18kHz, che per un driver del genere è davvero ottimo. Ma ora passiamo anche alla qualità e per questo (per farvi rendere conto della qualità voglio farvi due conti).

Mettiamo caso che la cancellazione attiva (su cui marciano tutti) costi indicativamente 30 euro. Per un costo di 50 euro significa che i due driver costerebbero circa 10 euro l’uno (ovvero un po’ di più della cassa JBL che ho recensito e che trovate qui sul blog).

Questi driver valgono un po’ di più ma hanno più estensione. Questo significa che il maggior valore è conferito da questa caratteristica e che quindi come qualità sono discreti?

No, al contrario. La qualità del suono e la potenza mi ha spaventato. Per trattarsi di auricolari da 50 euro giuro che non mi aspettavo una qualità del genere.

Hanno bassi potenti e non vuoti, gli alti non distorcono ma si sentono puliti, limpidi; e i suoni sono ben bilanciati (non troverete mai che i bassi coprano tutto il resto).

Per quanto riguarda il volume, posso solo dirvi che ho perso l’udito in sole 2 ore, e vi spiego il perchè.

Ovviamente per testare bene un driver (per vedere se distorce e via dicendo) bisogna provarlo al massimo della sua potenza (volume). Perciò mi sono sparato in cuffia per ben 2 ore una playlist di canzoni molto spinte (soprattutto nei bassi).

Il risultato? Il risultato è che vi posso dare un giudizio a 360° sulla qualità di queste cuffie. L’altro risultato è che ho sperimentato sulla mia pelle che il volume è davvero alto. Senza l’uso dell’ANC se andate in una discoteca e mettete il volume al massimo penso proprio che comunque qualcosa la sentirete (chiaramente l’ANC aiuta).

Pensate che, a volume massimo, se c’è poco rumore fuori, le persone all’esterno riescono a sentire quello che state ascoltando (e ho detto tutto).

A 50 euro gli auricolari TWS ANC AUKEY EP-N5 sono davvero ottimi.

Batteria, autonomia e ricarica

Il case ha una batteria totale di 500mAh e le cuffie 50mAh l’una. Il case perciò dovrebbe garantire circa 5 ricariche da 0% a 100%.

L’autonomia delle cuffie dovrebbe essere di 7 ore (con ANC spento) e 4.5 ore (con ANC acceso). Grazie al case di ricarica è possibile estendere le ore di autonomia a 35.

Ho avuto modo di testare gli auricolari con circa 1 oretta di ascolto (a volume massimo) e 19 ore di stand-by (auricolari collegati ma senza riproduzione) e la batteria è arrivata da 100% a 60% (perciò circa il 40% di batteria).

La ricarica è garantita dalla porta USB type-C sul lato inferiore del case. Il case supporta la ricarica rapida (Quick Charge), perciò la ricarica sarà ancora più veloce, pari a circa 2 ore.

Dimensione e prezzo

Il case misura 19 x 10 x 6 cm e pesa 38,6 g, gli auricolari pesano 5g (l’uno); perciò il case con le cuffie peserà circa 48,6 g.

Grazie al peso davvero minimo e alle dimensioni compatte sarà comodissimo portarle in giro.

Il prezzo degli auricolari AUKEY EP-N5, come detto in precedenza si aggira intorno alle 50 euro (su Amazon), qualcosina di meno se è presente scontistica. A questo prezzo direi che non si può desiderare di meglio.

Conclusioni

In conclusione, questi auricolari sono validissimi sia in termini di qualità che in termini di prezzo.
Chi non è disposto a spendere 50 euro, può optare per le Aukey EP-T25, a circa 30 euro su Amazon, (trovate qui la recensione), che dovrebbero essere molto simili ma senza l’ANC. Chi non è disposto a spendere nemmeno 30 euro allora deve dirottare sulle Redmi Airdots 2 (di cui abbiamo pubblicato la recensione) o aspettare qualche coupon o sconto su Amazon per le Aukey EP-T25.

Ovviamente se siete particolarmente patiti della qualità audio non potete optare per le Redmi o le EP-T25 perché ovviamente sono quello che sono.
Senza dubbio gli auricolari Aukey EP-N5 sono la scelta migliore sia in qualità che in funzionalità, tuttavia il prezzo potrebbe non essere alla portata di tutti. Detto questo, ve le consiglio fortemente.

Se potete spendere 50 euro optate per queste, ne sarete pienamente soddisfatti.

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Recensione JBL Go 2: la cassa bluetooth low-budget

JBL è un marchio americano che produce altoparlanti e diffusori acustici. Nel campo degli altoparlanti si tratta di uno dei marchi più famosi e di qualità. Si trovano oggetti per tutte le fasce di prezzo e per tutti gli utilizzi: dalla fascia consumer fino ad arrivare alla fascia professionale. Per molti JBL è sinonimo di qualità, e vi assicuro che hanno perfettamente ragione. Ma se vi dicessi che non tutte le casse di JBL costano più di 100 euro? Sareste disposti a pensare che anche una cassa da 25 euro è davvero di qualità solo perché è prodotta da JBL? JBL sarà davvero sinonimo di qualità anche per un prodotto super low cost come questo? Ebbene, lo scopriremo oggi in questa recensione. Oggi parleremo della JBL Go 2, uno speaker Bluetooth, che nonostante il costo irrisorio può sorprendere davvero. Ma ora non perdiamoci in chiacchiere e tuffiamoci in questa magnifica recensione.

Confezione e contenuto

Lo speaker viene venduto in una scatola di plastica molto resistente, è accuratamente riposto all’interno e sul pannello inferiore, in una piccola camera separata dalla cassa, è inserito un piccolo cavo micro-USB per la ricarica. Nella confezione troverete anche una guida introduttiva la scheda dei dati di sicurezza e la scheda di garanzia.

Design e costruzione

Questa cassa ha forma rettangolare, presenta tutti i bordi arrotondati ed è costruita interamente in gomma. Il design risulta molto elegante e discreto, niente di particolare.

E’ presente il marchio in entrambi i lati della cassa, sia dietro, sia di fronte.

Fronte
Retro

E’ disponibile in ben dodici colorazioni (Arancione, Blu, Blu navy, Cannella, Champagne, Ciano, Giallo, Grigio, Menta, Nero, Rosso, Verde) in modo che possiate scegliere quale vi piace di più ed eventualmente anche abbinarla al vostro vestiario.

Le varie colorazioni disponibili dall’alto al basso e da sinistra a destra: Arancione, Blu, Blu navy, Cannella, Champagne, Ciano, Giallo, Grigio, Menta, Nero, Rosso, Verde.

La costruzione in gomma è un’ottima idea, rende più resistente la cassa agli urti e fa un ottimo grip su tutte le superfici anche grazie ai piccoli piedini di appoggio che ha sotto (sempre in gomma). Tenendo in considerazione il costo di questa cassa direi che difficilmente si può chiedere di meglio (soprattutto in virtù della qualità generale della cassa e non solo del case in sé).

Lato inferiore della cassa
Piedini in gomma

Caratteristiche e funzionalità

Si tratta di una cassa dotata di bluetooth 4.1, grazie al quale quest’ultima ha un ottimo tempo di risposta e anche un ottima distanza di ricezione (Sicuramente migliorabile con il 5.0 in una nuova versione della cassa).

Sulla cassa sono presenti sul lato superiore i 5 pulsanti: (in ordine da sinistra a destra) l’accensione, il tasto Bluetooth per renderla visibile al telefono o al dispositivo di riproduzione, i due tasti del volume, e il tasto pausa/riprendi.

Lato superiore con pulsanti stagni

Lo speaker è disponibile anche in modalità cablata, grazie al jack 3.5mm è possibile collegarla direttamente al telefono per riprodurre la musica senza l’ausilio del bluetooth (Chiaramente è possibile collegarla anche a un lettore musicale qualsiasi). Nello sportello a tenuta stagna sul lato è presente anche, di fianco allo spinotto jack, la porta USB per la ricarica; purtroppo si tratta di una vecchia micro-USB, ma niente panico, il cavo micro-USB è fornito in confezione ed è anche questo marchiato JBL.

Sportello I/O stagno chiuso
Sportello I/O stagno aperto

Inoltre JBL Go 2 è dotata di microfono per permettere agli utenti di svolgere delle chiamate in vivavoce utilizzando la cassa, questo per non scomodarsi a prendere il telefono se si è distanti o meglio ancora in acqua.

Ma il tutto non finisce qui, la cassa è impermeabile con certificazione IPX7.

Cosa significa? Significa che questa cassa può essere immersa fino a un metro di profondità per ben 30 minuti senza subire danni (certo non vi consiglio di provare a farlo). Questo significa anche che se volete portarla a bordo piscina per un piscina party con gli amici, o se volete portarla con voi al mare o sotto la doccia non c’è alcun problema. Gli schizzi potranno solo lucidarla.

Per essere una cassa di questo livello, una certificazione del genere è quasi impossibile sognarsela, tuttavia questa cassa ne è dotata.

Ovviamente specifico che per essere impermeabile lo sportellino delle interfacce cablate deve essere chiuso bene, altrimenti potrà entrare acqua nella zona della circuiteria dello speaker e creare un cortocircuito.

Qualità del suono e estensione di frequenza

JBL Go 2 è composta di due livelli, all’interno del case (guardandola frontalmente) troviamo il trasduttore da 40mm per la generazione del suono sul primo livello e subito dietro la circuiteria di ricezione e amplificazione del segnale. Per quanto riguarda l’estensione di frequenza (il range di frequenze che la cassa riesce a riprodurre) il produttore certifica un 180Hz-20kHz. In linea di massima avendo testato questa cassa possiamo dire che il range indicato da JBL è corretto. Ci si poteva aspettare anche di peggio visto il costo della cassa. Comunque per ascoltare musica con gli amici come range è perfetto. Difficilmente troverete canzoni che utilizzano frequenze molto molto basse e penso proprio ancora più difficilmente troverete canzoni o cantanti che riescano a riprodurre frequenze dai 20kHz in su. (la soglia umana di udibilità va dai 20Hz ai 20kHz anche se difficilmente un umano medio raggiunge i limiti di tali soglie, in particolare se è più avanti con l’età).

Per quanto riguarda la qualità del suono, mi sono molto sorpreso. Ho comprato JBL Go 2 perché necessitavo di una cassa bluetooth compatta e avevo un budget limitato. Ero disposto a rinunciare alla qualità audio proprio in virtù del budget e, nonostante le mie aspettative fossero bassissime (a causa del prezzo basso), mi sono ricreduto. Pensavo che costando così poco questa cassa avesse una qualità pessima. In realtà vi assicuro che la qualità del suono è veramente superiore al prezzo che sborserete. Niente a che fare ovviamente con una cassa da 100 euro o più ma pur sempre una buona qualità. I suoni sono ben bilanciati, ha dei bassi abbastanza potenti e gli alti sono limpidi. Tutto sommato la musica sarà ascoltabilissima. Tenete in considerazione anche il fatto che ha una potenza dichiarata di soli 3W, dunque avere dei bassi più potenti non credo fosse possibile.

Per quanto riguarda il volume, se impostato al massimo è estremamente alto, in luoghi pubblici molto affollati forse farà un po’ di fatica, ma in luoghi piuttosto silenziosi, a volte, è anche troppo eccessivo metterla al massimo.

Batteria, autonomia e ricarica

Questo speaker Bluetooth è dotata di una batteria ai polimeri di litio da 730mAh che sembrerà una cifra molto piccola ma facendo due calcoli ci possiamo rendere conto che non lo è.

Se consideriamo la potenza massima di 3W (che difficilmente sarà raggiunta ascoltando musica anche al massimo volume) e la batteria da 3,7V il consumo di corrente sarà di circa 0,8A il che significa che con la batteria al 100% e il volume al 100% questa cassa durerebbe circa un’ora. Se consideriamo anche il fatto che difficilmente si raggiungeranno i 3W di potenza massima e che il volume si può abbassare (abbassando ulteriormente la potenza) la batteria può durare tranquillamente anche 3-4 ore. L’azienda garantisce fino a 5 ore di riproduzione, pertanto io starei tranquillo.

In qualunque caso la cassa può essere accompagnata anche da un power-bank per essere eventualmente ricaricata.

La ricarica è molto semplice, si apre lo sportello a tenuta stagna, si inserisce il cavo USB che viene fornito con la cassa e la si collega a un PC, un power-bank o ad un alimentatore da telefono.

Dimensioni e prezzo

La cassa misura 71,2 x 86,0 x 31,6 mm, risulta quindi molto compatta e facile da trasportare. Pesa appena 180g perciò come ho detto prima se volete accompagnarla a un piccolo power-bank da 5/6Ah potete allungare il tempo di riproduzione e senza avere con sé un peso eccessivo.

Per quanto riguarda il prezzo, l’azienda assegna a questa cassa un valore di circa 35 euro, ma è facilmente trovabile su Amazon a 25 euro circa e addirittura con spedizione Prime.

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Recensione Corsair K95 RGB PLATINUM — CHERRY® MX Speed

La K95 RGB Platinum è la tastiera meccanica top di gamma offerta da Corsair. Esistono due modelli: la K95 RGB Platinum e la K95 RGB Platinum XT (uscita da poco).

Il primo modello è disponibile in due varianti: la prima con switch meccanici Cherry MX speed, la seconda con gli switch Cherry MX brown; il secondo modello è disponibile esclusivamente nella variante con Cherry MX speed (almeno per ora).

I due modelli hanno pochissime differenze (anche se a parere mio fanno molto la differenza).

Il primo modello ha i keycaps in ABS mentre il secondo modello ha i keycaps in PBT che risulta molto più resistente del primo.

Per quanto riguarda le differenze minori il primo modello viene venduto soltanto con i keycaps aggiuntivi per FPS e MOBA mentre il secondo modello oltre a questi ultimi è venduto anche con i keycaps S-key dei tasti macro aggiuntivi.

Inoltre i due modelli presentano un poggiapolsi leggermente diverso.

In alto i poggiapolsi del modello non XT: il primo dal lato della superficie con grip, il secondo dal lato della superficie liscia; in basso il poggiapolsi imbottito in similpelle del modello XT

Tolte queste piccole differenze le due tastiere risultano identiche nel resto e sono entrambe validissime. Data la differenza di prezzo veramente limitata (parliamo di circa 30 euro) tra i due modelli mi sento di consigliare il modello XT (avendo provato la versione base e conoscendone i problemi con i keycaps in ABS).

Ma ora passiamo alla vera recensione del modello “vecchio” non XT.

Caratteristiche e prezzo

La Corsair K95 RGB Platinum, come detto in precedenza, è disponibile in due varianti: la prima con i Cherry MX speed e la seconda con i Cherry MX brown.

La tastiera ha dimensioni 465 x 171 x 36 mm e pesa 1,31 Kg

Il prezzo è simile nelle due varianti: 205 circa per i Cherry MX speed e 200 per i Cherry MX brown (anche se i prezzi oscillano tantissimo quindi sarebbe difficile metterli a confronto).

La tastiera è composta da 110 tasti singolarmente retro-illuminati, tra cui il tastierino numerico e i 6 tasti dedicati macro. Sono presenti poi i 4 tasti multimediali, il cursore del volume, il tasto del muto e i tre tasti per il cambio del profilo, della luminosità della retroilluminazione e il tasto di blocco (configurabile tramite il software iCUE di Corsair).

La struttura è completamente in alluminio anodizzato che rende la tastiera molto solida e resistente anche se rimane abbastanza leggera.

La tastiera è disponibile solo in versione cablata, composta da un cavo abbastanza spesso ricoperto con tessuto intrecciato che alla fine si divide in due USB 2.0 (una per la comunicazione dell’USB 2.0 integrata e l’altra per l’alimentazione della tastiera).

Accanto al cavo intrecciato è presente una comoda USB 2.0 che può essere utilizzata per collegare il mouse o qualsiasi altro dispositivo.

Personalmente ho potuto provare la versione con gli switch speed che sono più indicati dei brown per il gaming.

Prestazioni e switch

La tastiera in sè è strutturata molto bene e utilizza materiali di ottima qualità; ma questo non è tutto per una tastiera. Il cuore di questa tastiera sono gli switch meccanici di casa Cherry, molto rinomati e tra i migliori sul mercato. In particolare questa tastiera è disponibile solo con gli switch speed e con i brown.

Gli switch speed sono abbastanza nuovi e sono stati pensati per il gaming in quanto rispetto ai classici switch Cherry, questi ultimi hanno un punto di attuazione molto minore (parliamo di 1,2 mm contro i 2 mm degli altri switch). Inoltre gli speed hanno una corsa totale di 3,4 mm e una forza di attuazione di 0,45 N (circa 45g), mentre i brown hanno una corsa totale di 4 mm e una forza di attuazione di 0,55 N (circa 55g).

Per quanto riguarda la tipologia di switch, gli speed sono switch lineari mentre i brown sono switch tattili.

Date le chiare differenze dei due switch, io consiglio gli switch speed per chiunque voglia utilizzare questa tastiera per giocare, invece per chi la vorrebbe utilizzare per scrivere o per utilizzo quotidiano, consiglio la versione con switch brown in quanto (avendo provato entrambi gli switch) posso dire che gli switch speed sono ottimi per giocare (in quanto serve un tempo di risposta molto ridotto e uno switch quanto più facile possibile da attivare) ma per quanto riguarda il desktop e in generale la scrittura li sconsiglio vivamente in quanto sono veramente molto facili da attivare e a volte con il peso stesso delle dita si riesce ad attivarli, risultando molto scomodi e imprecisi. Scegliendo invece i brown risulta essere molto più piacevole la digitazione grazie al feedback tattile, alla forza e al punto di attuazione maggiori (che si traduce in una maggiore precisione nella digitazione). Sconsiglio in ogni caso di comprare questa tastiera per lavoro in quanto non avrebbe quasi minimamente senso, piuttosto puntate su altri modelli ed evitate i Cherry brown (anche se c’è a chi piacciono); per scrivere consiglio gli switch black.

Per quanto riguarda l’utilizzo, l’uso di questa tastiera è facilitato dalla presenza del comodo poggiapolsi che presenta due facce, una liscia e l’altra con grip, che permette di scegliere la superficie più comoda per le proprie esigenze e che permette all’utilizzatore di tenere comodamente il polso appoggiato così da non causare problemi di tendinite nel lungo periodo.

Retroilluminazione e software Corsair iCUE

Per quanto riguarda la retroilluminazione e la gestione tramite software, Corsair ha fatto veramente un capolavoro.

La retroilluminazione dei tasti (anche grazie agli switch RGB che sono completamente trasparenti) è abbastanza buona e risulta essere molto uniforme ad eccezione dei tasti particolari ad esempio la barra spaziatrice, il tasto invio e i tasti sagomati per FPS e MOBA. Per il resto diciamo che la retroilluminazione è ottima.

Il software proprietario Corsair (scaricabile direttamente dal sito) è un po’ pesante ma è strutturato davvero alla perfezione e funziona molto bene. Grazie al software è possibile monitorare tutti gli elementi collegati al computer di marchio Corsair in un’unica interfaccia molto curata. Grazie a quest’ultimo si possono settare le macro, la funzione del tasto di blocco, la luminosità, la retroilluminazione e altre cose.

I tasti sono settabili singolarmente attraverso la rappresentazione digitale della tastiera e si possono anche vedere gli effetti in tempo reale anche sullo schermo. Essendo RGB è possibile scegliere tra i vari colori predefiniti, oppure è possibile crearne uno da zero. Si possono anche scegliere gli effetti predefiniti (tra cui il cambio di colore, il colore fisso, l’arcobaleno, la pioggia e tanti altri).

Attraverso il software è anche possibile aggiornare il firmware dei dispositivi ed eventualmente monitorare le temperature e la curva delle ventole se si dispone dell’Hub di Corsair (Corsair Commander PRO).

Keycaps in ABS

Per i keycaps apro una parentesi a parte in quanto ho una critica particolare da fare.

Una delle differenze tra modello base e modello XT è stato il cambio dai keycaps in ABS a quelli in PBT.

I keycaps in PBT sono molto più resistenti, pesanti e producono un suono più grave.

I keycaps in ABS sono molto più leggeri e provocano un suono più acuto e vuoto.

A sinistra il keycap in ABS, a destra il keycap in PBT

Per questo motivo, la versione base con i keycaps in ABS soffre di un problema di durabilità del keycap della barra spaziatrice.

Essendo l’ABS molto più “fragile” e malleabile del PBT, su tasti molto lunghi come quello della barra spaziatrice, se si ha l’abitudine di battere molto forte sul lato e non al centro del tasto (ovvero sullo switch) questo nel tempo inizierà a rovinarsi e a un certo punto i colpi molto forti sul lato causeranno il distacco del keycap dallo stabilizzatore e la conseguente inclinazione del keycap nel lato del colpo. Con questa inclinazione il keycap andrà a toccare sul metallo dal lato in cui si schiaccia il tasto e quindi quando lo si premerà il keycap non si abbasserà, e il tasto non verrà attivato; ammenocchè non si prema il tasto con una forza eccessiva. Questo può risultare molto fastidioso e da qui, il perchè consiglio la versione XT a quella base data la differenza di prezzo limitata.

Tenendo conto che il set di keycaps in PBT venduto da Corsair ha un costo di circa 35/40 euro, comprarli a parte non conviene. Di seguito il link alla pagina dei keycap in PBT del sito Corsair https://www.corsair.com/it/it//Categorie/Prodotti/Accessori-%7C-Parti/pbt-config/p/CH-9000235-WW

Assistenza Corsair

Il problema sotto descritto l’ho provato sulla mia pelle.

Ho scritto all’assistenza Corsair e prontamente hanno proceduto all’invio di un nuovo keycap della barra spaziatrice a loro spese.

Inoltre ultimamente ho avuto un problemino con il mouse e l’assistenza Corsair è stata nuovamente gentilissima, avviando il processo di RMA (dato che il prodotto era ancora in garanzia), e il mouse è stato prontamente sostituito a loro spese (escluso il costo di spedizione del prodotto alla loro sede che è a carico del proprietario).

Sotto questo punto di vista mi sento di spezzare una lancia a favore di Corsair in quanto non solo i prodotti sono davvero di qualità premium, ma anche perchè il piccolo sovra-prezzo rispetto agli altri marchi è pienamente ripagato dall’assistenza e dalla garanzia.

Avendo provato altri prodotti di altri marchi, e conseguentemente anche l’assistenza clienti, posso dire che il miglior servizio clienti è quello offerto da Corsair.

Conclusioni

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Recensioni

UGREEN HUB USB-C 3.0: la recensione

Anche a voi con i portatili moderni sarà capitato di trovarvi a corto di USB type-A pur disponendo di una o più porte USB type-C che non sapete come sfruttare.

La tecnologia ci viene incontro e varie case produttrici hanno sviluppato i loro HUB type-C di espansione per permettere di utilizzare le USB type-C in vari modi.

Ovviamente la compatibilità con i vari HUB dipende dal tipo di porta type-C di cui disponete. Esistono HUB type-C Thunderbolt 3 che permettono di sdoppiare l’USB in questione in tanti tipi di porta contemporaneamente, USB type-A, HDMI, lettori di schede SD/micro SD, porte Ethernet. Ne esistono altri che non necessitano di porte Thunderbolt 3 ma semplicemente di una porta type-C qualunque, i quali però possono sdoppiare la porta solo in USB per il trasferimento dei dati. Altri ancora sono HUB di puro “sdoppiamento” in quanto sdoppiano le USB 3.0 type-A in altre USB 3.0 type-A. Ovviamente se si ricorre a questi ultimi la banda disponibile verrà divisa nelle varie USB in utilizzo e quindi non si avrà la piena potenza che si avrebbe utilizzando direttamente l’USB del computer.

UGREEN, un marchio, una garanzia

Ho avuto modo di provare diversi prodotti di questo marchio e vi posso assicurare che si tratta di un marchio affidabilissimo. I prodotti rispettano sempre le aspettative e non costano eccessivamente.

Questo marchio produce un po’ di tutto: dai cavi di ogni tipo e lunghezza, ai case per drive interni 2.5″ e 3.5″, agli adattatori e agli splitter, fino ad arrivare a caricatori multiporta e wireless e agli HUB USB.

Per quanto riguarda gli HUB USB, che sarà la categoria nella quale ci interesseremo oggi, UGREEN dispone di una vasta gamma di prodotti: dagli HUB low cost type-A/C 3.0 e type-C 3.1 fino ad arrivare ai più costosi HUB Thunderbolt 3.

Ma ora non perdiamoci in chiacchiere e partiamo con la nostra recensione. Come da titolo oggi recensiremo un HUB USB type-C 3.0 (quindi appartenente alla seconda categoria citata sopra) che permette quindi di sdoppiare una qualsiasi type-C in più porte type-A; in questo caso in 4.

Qualità costruttiva

L’intero HUB è fatto di plastica resistente e il cavo è rivestito di gomma senza tessuto intrecciato. Ovviamente trattandosi di un prodotto da 15 euro circa non si può pretendere chissà che cosa. Nonostante sia interamente in plastica, il prodotto risulta molto compatto e resistente a qualsiasi tipo di stress esterno.

Risulta molto leggero e le dimensioni sono compatte: 10.31 x 2.99 x 0.99 cm.

Utilizzo e funzionamento

Ovviamente come qualsiasi altro HUB USB basta collegarlo a una porta USB e questo funzionerà automaticamente. E’ presente sulla parte superiore un piccolo LED che ci permette di sapere se l’HUB funziona correttamente o meno.

Grazie a questo HUB se siete in carenza di USB type-A potrete ottenerne altre 4.

All’HUB può essere collegato qualsiasi tipo di dispositivo: dai cavi di ricarica, ai drive USB. In particolare (come scritto anche sul sito ufficiale di UGREEN) se si desiderano collegare due Hard-disk esterni da 3,5″ sarà necessario collegare l’HUB a un alimentatore esterno da 5V tramite la porta micro-USB che si trova sul lato dell’HUB per fornire l’energia necessaria a far funzionare correttamente entrambi i drive. Se si desidera collegare due drive da 2,5″ o più chiavette USB contemporaneamente invece non è necessario collegarlo all’alimentatore esterno.

Chiaramente non si può utilizzare questo HUB solo per i laptop ma anche per gli smartphone dotati di USB type-C permettendovi di collegare chiavette USB, hard-disk e altri dispositivi.

Collegando diversi dispositivi contemporaneamente ad una porta type-C 3.1 sono riuscito a testare qual è la velocità massima di trasferimento di questo HUB, ed è di circa 300MB/s che tutto sommato trattandosi di un HUB type-C 3.0 la quale velocità massima di trasferimento è di 400MB/s non è per niente male.

Conclusioni

Tenendo in considerazione anche il prezzo che è quasi ridicolo per un prodotto così utile direi che è l’HUB perfetto per chi non necessita di velocità di trasferimento incredibili o chi non dispone di porte type-C Thunderbolt 3.