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Huawei Ascend G6: recensione dello smartphone 4G economico

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Huawei è un marchio che è da poco diventato il terzo produttore mondiale di smartphone e che, come ha chiaramente detto la sua dirigenza, punta chiaramente alla leadership. Si tratta di un marchio cinese che si sta espandendo sempre più grazie al rapporto qualità/prezzo conveniente e grazie a ingenti investimenti per offrire sempre terminali ottimi a prezzi contenuti: così nasce Huawei G6, lo smartphone economico che andiamo ad analizzare in questa recensione completa.

Si tratta di un interessante smartphone Android, di fascia medio-bassa, che con un esborso di circa 200€, potrete portare a casa un terminale che supporta addirittura la connettività 4G, che se abilitata col proprio operatore telefonico, può garantire una velocità di navigazione davvero eccezionale.

Huawei G6 si dota poi di un interessante comparto hardware che vede come protagonista principale il suo processore quad-core da 1.2 GHz, abbinato ad una interessante fotocamera da ben 8 Megapixel, sicuramente migliore di molti parifascia che vengono venduti nella stessa categoria a prezzo similare. Inoltre tra le interessanti novità di Huawei G6 troviamo un design molto aggraziato che chiaramente ammicca a quello del Huawei P6. Huawei G6 è uno smartphone sicuramente molto interessante, osserviamone i pro ed i contro in questa recensione completa.

 

Design

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La volontà di Huawei di dotare i propri dispositivi di un design che si distingua da tutti gli altri, non solo per forma e linee, ma anche, e forse soprattutto, per fabbricazione e materiali, continua la sua affermazione, puntando al massimo della raffinatezza anche con Huawei G6. La “filosofia” della Double C oramai pervade tutte le nuove creazioni Huawei e, nonostante, al primo sguardo, essa possa rendere i devices un po’ tutti uguali, le particolarità inserite nel design di ognuno riescono a contraddistinguere i diversi smartphone e sicuramente punta a creare un brand originale, un po’ come accade per ogni casa che abbiamo avuto modo di testare.

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In Huawei G6, come abbiamo visto già in P7 (di cui vi ricordiamo la recensione), la ricercatezza dei materiali è concentrata nella C “secondaria”, che costituisce la fascia laterale, realizzata in un elegante metallo spazzolato, di diversa colorazione rispetto alla scocca principale. A differenza di P7, invece, la superficie posteriore del Huawei G6 non è protetta da vetro, bensì è realizzata in plastica che seppur tolga un po’ effetto premium ne fa aumentare la resistenza come colpo d’occhio.

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Per entrare nel dettaglio, in alto a destra di questa superficie troviamo la Fotocamera, incastonata in un riquadro ovale realizzato nello stesso materiale che compone la fascia laterale. Accanto alla Camera, chiaramente, il Flash LED, anch’esso all’interno della rifinitura in acciaio. La restante parte del retro è decorata con il logo Huawei e, in basso, gli altoparlanti. La scocca laterale presenta sulla destra i due tasti standby e regolazione del volume mentre il lato sinistro è lasciato volutamente libero da tasti o slot.

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La facciata anteriore di Huawei Ascend G6 è protetta, invece, da un pannello di vetro, che ricopre,  oltre al display, anche i tre tasti soft touch presenti nella parte inferiore, non si tratta però del famoso vetro Gorilla Glass di Corning. In alto, al di sopra del logo Huawei, troviamo il secondo altoparlante, cui si affiancano, sulla sinistra, sensori e Camera anteriore. Per quanto riguarda le dimensioni ufficiali, Huawei G6 spicca sicuramente per il suo spessore esiguo, soli 7.85 mm, anche questa prerogativa oramai di tutta la gamma Ascend e dei terminali Huawei in generale. 131 mm di lunghezza e 65.3 mm di larghezza chiudono il quadro delle misure, ospitando un display da 4.5 pollici un design nel complesso equilibrato e, se ovviamente non perfetto, vicino a quella raffinatezza che i produttori ricercano per il pubblico.

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Colpo d’occhio merita anche a livello di peso, dove il Huawei G6 con batteria inserita (non removibile) pesa solo 115 grammi, dando quindi l’idea di essere molto leggero ma al tempo stesso resistenza grazie ad una scocca in plastica. Ergonomicamente, visto il display non eccessivamente ampio, risulta piuttosto godibile.

 

Display

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Entrando nel vivo della recensione ed andando ad analizzare il display del Huawei G6 possiamo confermarvi in primis le specifiche tecniche che parlano di una diagonale da 4.5 pollici, supportata da una risoluzione qHD da 960 x 540 pixel: questo significa incontrare una densità di pixel pari a 245 ppi. Il primo vero limite, almeno ad occhio, è proprio nella risoluzione che, fosse stata almeno HD da 720p, avrebbe portato ancora di più la lente di ingrandimento dei consumatori su questo interessante modello.

Huawei G6 poi sfrutta un display LCD che si dimostra molto buono nella resa cromatica dei colori, andando a rappresentare questi ultimi in modo fedele e naturale, senza però esagerare nella saturazione come avviene con i display AMOLED. In questo senso si può vedere che il nero non è eccessivamente nero, ma non diventa nemmeno grigio.

Il display di Huawei G6 si fa rispettare con una buona visibilità all’aria aperta, anche con angoli di visione che sono più che adeguati rispetto soprattutto ai parifascia. Il display quindi si difende nonostante una definizione eccezionale, ma per diventare un must buy (ndr: uno smartphone da comprare per forza) si poteva passare anche da questa scelta.

 

Hardware e connettività

Il nucleo portante di Huawei G6 è rappresentato dall’interessantissimo processore quad-core Snapdragon 400 che opera alla frequenza di 1.2 GHz e che riesce a rendere ogni operazione quotidiana più che fattibile: per chi non ha particolari aspettative, soprattutto in termini di spesa, può chiaramente orientarsi su questo modello che riesce a farsi rispettare nella navigazione web (anche e soprattutto per via della connettività 4G che rende la navigazione molto piacevole).

Abbiamo già avuto modo di provare questo processore in passato ed è uno di quelli montati su smartphone di fascia medio-bassa che ci ha dato più soddisfazione perché, in questo caso, è abbinato anche ad una memoria interna da 4 GB, di cui circa 1 GB è dedicato all’installazione di applicazioni e giochi. A questo proposito non si tratta di uno spazio troppo importante, ma se il vostro utilizzo non prevede giochi pesanti e dedicate più tempo ai social network allora potrebbe fare al caso vostro. Sarà importante comunque dotarvi di una microSD aggiuntiva per poter salvare i vostri dati, come foto o documenti, su di essa. La memoria RAM di Huawei G6 è invece da 1 GB, in linea con gli smartphone di questa fascia e prevede in caso di necessità, la possibilità di chiudere tutte le app in background in modo da aumentare la fluidità dello smartphone in sé e, al tempo stesso, favorire il multitasking. Vi basterà tenere premuto il tasto Menù in basso a destra.

La GPU è invece molto interessante perché si tratta dell’Adreno 305, poiché seppur non recentissima può offrire buoni momenti di svago agli utenti che cercano qualche gioco passatempo, che possa essere il runner game di turno, come ad esempio Temple Run o Subway Surfers, oppure giochi più classici come la serie Quell o il più recente 2048. Lo abbiamo stressato poi con Dead Trigger 2 per osservare la reazione di Huawei G6 e qui siamo rimasti piacevolmente stupiti notando che il gioco è girato in modo fluido interrompendosi solo di rado con dei microlag quasi estemporanei e davvero veloci, incapaci di intaccare l’esperienza di gioco su Huawei G6.

Importante attenzione poniamo poi anche sui test al benchmark, poiché possono fornirvi qualche indicazione sulle reali capacità prestazioni del processore e del Huawei G6: in particolare su AnTuTu Benchmark si raggiungono circa 16.500 punti, coincidenti con il modello quad-core MTK 6582 di molti smartphone cinesi, ma che non risente in generale dei famigerati problemi GPS. Su Vellamo Browser invece sono misurate le prestazioni del browser web (ndr: otterrete diversi risultati se utilizzate browser differenti come Opera, Chrome, ecc) e in questo caso si ottengono praticamente 1.850 punti, notevoli se paragonati ai parifascia. Sul fronte della scheda grafica invece abbiamo ottenuto un rassicurante punteggio di quasi 60 fps con Epic Citadel che ha confermato quanto osservato anche nel videogaming all’atto pratico, confermando ancora una volta quanto a volte le risoluzioni più basse possono essere un fattore positivo quanto si parla di fluidità di interfaccia, apertura applicazioni ed ovviamente giochi.

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La connettività rappresenta un punto forte di Huawei G6 perché questo smartphone economico ha l’indubbio pregio di supportare il 4G e questo significa poter navigare in modo veramente rapido rispetto ai parifascia, con tempi che possono quasi competere con gli smartphone di fascia alta. Huawei G6 difatti supporta la connettività 4G, ma che è disponibile sul mercato anche nella versione con solo 3G (magari più allettante per chi non vuole spendere soldi in più con il proprio operatore). Niente da dire sul versante GPS che si dimostra veloce ed affidabile, come anche il Bluetooth 4.0 e il Wi-Fi che è risultato stabile e veloce anche quando lontano dal modem stesso.

In sostanza l’architettura hardware, considerato il prezzo, si dimostra una delle più affidabili in commercio e Huawei G6 si rivela uno smartphone molto robusto in questa tematica. Peccato solo per la memoria interna, un po’ limitante se vi piace installare molte applicazioni.

 

Fotocamera

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A dispetto delle altre occasioni, la presenza di una fotocamera anteriore da 5 Megapixel è quella che mi ha destato maggior interesse, soprattutto perché solitamente sotto ai 200 euro si trovano smartphone che si la montano ma è di qualità veramente bassa. Se vi piace fare “selfie” (ndr: i famosi autoscatti) allora potrebbe essere il terminale giusto per voi.

Posteriormente invece troviamo una fotocamera da 8 Megapixel, che rappresenta la principale differenza rispetto al suo competitor naturale, il Moto G. Questa fotocamera sfrutta l’aiuto del Flash LED per gli scatti in notturna, anche se non sempre è sufficiente, ed in aggiunta ha una apertura f/2.0 che garantisce l’ingresso di moltissima luce nelle foto (rischiando però di riempire le foto di luce, specie nelle giornate assolate) ma grazie a diverse modalità riesce ad offrire scatti davvero buoni.

Il sensore, a conferma della qualità di Huawei G6 nel comparto fotografico, è di marca Sony e si fa rispettare, anche se i tempi di scatto con HDR, la famosa modalità che migliora la gestione dei colori, è un po’ troppo lento e richiede una buona mano ferma. La qualità delle immagini, anche negli interni, conferma la bontà di questo fotocamera che non dispiace affatto come resa complessiva. L’app, inoltre, è piuttosto standard come funzionalità e come interfaccia, permettendo sia di scegliere modalità tipo quella automatica, quella intelligente, quella HDR oppure le opzioni di bilanciamento del bianco, degli ISO, ecc. Huawei G6 segue la linea di G700 in questo particolare campo.

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Si possono anche registrare video in HD da 720p, tutto sommato più che sufficienti per chi ama fare qualche video ogni tanto con il proprio smartphone.

 

Sistema Operativo

Abbiamo già imparato a conoscere l’ultimissima versione dell’interfaccia Emotion UI di Huawei, che si fonde con Android anche in Ascend G6 per regalare all’utente la massima ottimizzazione del proprio smartphone. In realtà, però, per i più affezionati ad una interfaccia semplice, fluida e intuitiva, nelle Impostazioni si può switchare alla modalità Simple UI.

Emotion UI dona, anche in Huawei G6, molte applicazioni nuove e altre migliorate rispetto alla versione precedente, ma non siamo ancora alla versione più recente presente su Huawei P7. Tornando alle app di Huawei G6, la maggior parte di esse è finalizzata all’ottimizzazione del consumo, come Phone Accelerator, Storage Cleaner, Power Saving, che controllano lo spreco di batteria chiudendo e limitando le App più invasive, ma troviamo anche molte funzionalità in grado di controllare al meglio ogni azione del device, a partire dalle notifiche che si vogliono ricevere (Notification Manager) fino al blocco di chiamate e messaggi non graditi (Harassment Filter).

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Tutto questo viene fatto con il solo scopo di monitorare costantemente l’efficienza di Huawei G6, cercando di valorizzare al massimo il comparto hardware a disposizione, e garantire al fruitore un’esperienza in grado di soddisfare ogni tipo di volontà. La scelta dei moltissimi temi messi a disposizioni da Huawei non fa che conferire un valore aggiunto all’interfaccia, che apparirà colorata e organizzata come più vi piace.

Vi specifichiamo che si tratta della versione 4.3 Jelly Bean di Android, purtroppo però non siamo a conoscenza dei piani di aggiornamento da parte della casa cinese, comunque molto attenta a questo fattore fino a questo momento. Inoltre è possibile utilizzare la memoria esterna per installare le app, che però si apriranno in modo leggermente più lento. Se arriveranno nuovi aggiornamenti, Huawei G6 dimostra di essere un terminale molto interessante.

 

Batteria ed autonomia

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Huawei Ascend G6 viene supportato nella gestione quotidiana da una batteria da 2.000 mAh, però in modo davvero insolito rispetto al solito è una unità non removibile, almeno rispetto agli smartphone che si trovano in questa fascia. Se da un lato la batteria non estraibile rappresenta un limite, possiamo dire che questa si comporta in modo onesto. Se utilizzate il Huawei G6 in 4G la batteria non assume contorni eccezionali, ma traghetta l’utente per il consumo medio della giornata, richiedendo di tanto in tanto qualche caricamento verso le 20 della sera (dalle 6.30 del mattino).

Viceversa, se usato in 3G con diversi account email configurato ed un utilizzo misto, questo smartphone invece allunga abbastanza la sua autonomia riuscendo a farsi ricaricare solo di notte. A favore di questo smartphone possiamo dire che tra le app più interessanti c’è il Power Saving che punta a migliorare la gestione (e soprattutto il dispendio) energetico.

 

Disponibilità e prezzo

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Huawei G6 si configura come uno dei pretendenti al trono dei migliori smartphone Android da 200€ grazie ad una ottima configurazione, infatti il prezzo di listino è molto aggressivo: 199€ per la versione 3G e 249€ per la versione 4G. In realtà è possibile trovarlo già a qualcosa in meno in entrambe le versioni grazie alle offerte presenti negli store online.

All’interno della scatola, molto elegante e rifinita in stile top di gamma, troverete la dotazione standard:

  • Smartphone,
  • Alimentatore,
  • Cavo microUSB-USB,
  • Guida rapida,
  • Auricolari

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Conclusioni

Se avete avuto la pazienza di leggere tutta la nostra recensione di Huawei G6 sarete sicuramente in grado di anticipare le nostre conclusioni, che a tutti gli effetti fanno ritenere questo nuovo smartphone Android una importante sorpresa in questa fascia di prezzo, confermando quindi quanto di buono fatto in passato da Huawei da un lato e dall’altro invece il notevole miglioramento che stanno riscontrando i dispositivi di questa fascia. Volendo riepilogare in modo breve i pro ed i contro, ve li proponiamo qui di seguito.

PRO E CONTRO

PRO

– Processore Snapdragon 400 affidabile e veloce;
– Connettività 4G;
– Fotocamera anteriore insolitamente prestante;
– Dimensioni molto confortevoli ed ergonomiche;

CONTRO

– Risoluzione un po’ bassa, si sarebbe preferito almeno quella HD;
– Batteria non removibile;
– Spazio dedicato alle app un po’ limitato;

Videorecensione

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Sony Xperia E1: recensione dello smartphone entry-level

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Smartphone economici? Questa sembra essere la strada intrapresa da molte case che non chiudono affatto la porta ai modelli che dovrebbero portare maggiori sicurezza dal punto di vista delle entrate e Sony non si fa mancare una forte presenza nella fascia dei migliori smartphone Android economici, proponendo ora il nuovo Sony Xperia E1. Tenuto conto che spesso non ci interessa particolarmente il fattore “politico”, analizziamo il nuovo Xperia E1 in tutti i suoi pro ed i contro.

Sony Xperia E1 è quindi uno smartphone entry-level, dedicato a chi non possiede un elevato budget, infatti arriva sul mercato italiano al prezzo di listino di 129€. Si tratta di un terminale mono-SIM che propone un design molto compatto in termini di dimensioni, una architettura hardware che dovrebbe assicurare una buona esperienza d’uso e come è lecito aspettarsi dal prezzo, le specifiche tecniche non parlano di un device di fascia media, ne ammiccano ad offrire qualche particolare novità.

Si tratta quindi di uno smartphone solido e funzionale, almeno sulla carta, ma entriamo quindi nel vivo della recensione.

Design

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Esteticamente Sony Xperia E1 si presenta come uno smartphone molto compatto grazie al display dalla non ampia diagonale (ndr: rispetto agli standard Android attuali). A questo si affianca una back cover di policarbonato che ben si adatta alla forma della mano pur mantenendo le linee squadrate che caratterizzano, come sempre, i device Sony. Il display è racchiuso da una cornice che è forse troppo ampia nel bordo inferiore dove non trovano luogo i classici tasti da menù (Back, Home e Multitasking) che invece sono inclusi all’interno del display come tasti full touch.

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Le dimensioni ufficiali di Sony Xperia E1 sono 118 x 62.4 x 12mm, molto ben distribuite lungo la superficie, contenuti in 120 grammi di peso che lo rendono davvero leggero e comodo da portare in giro. Un vero e proprio smartphone da taschino o da tasca dei pantaloni. Riguardo alla configurazione dei tasti, troviamo sul bordo destro il pulsante di standby e accensione, subito sopra invece il bottone di regolazione del volume. Questo posizionamento non è propriamente comodo nell’utilizzo quotidiano ma ci si può fare l’abitudine. Sul brodo opposto troviamo invece l’host microUSB per il caricamento dello smartphone, sopra invece il comodo jack per gli auricolari (di buona qualità), con tanto di pulsante per l’utilizzo della funzione WalkMan che conferma la qualità e la personalizzazione Sony in merito.

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Sulla back cover invece campeggia centralmente il logo Sony in color argento (sul nostro Xperia E1 nero) sopra, a sua volta, rispetto al logo Xperia che lascia spazio poi all’altoparlante di sistema che è davvero ampio. Sopra al logo invece troviamo la fotocamera, forse un po’ troppo incassata, almeno di primo impatto.

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Sony Xperia E1 non è uno smartphone certificato contro acqua e polvere, come vuole anche il prezzo e come vuole un po’ la distinzione tra bassa fascia e alta, però possiamo definirlo molto resistente nell’assemblaggio e piuttosto leggero e compatto rispetto ai parifascia.

 

Display

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Il comparto visivo è caratterizzato da un display da 4 pollici, caratterizzato da una risoluzione molto bassa pari a 800×480 pixel che di certo non rappresenta un punto di forza per la visibilità dei dettagli.

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La densità di pixel è infatti di 233 ppi, adeguati per una buona visione dei contenuti ma sicuramente non in competizione con quella dei device di fascia superiore. In realtà il vero limite del display è dato dalla tecnologia TFT LCD che non riesce sempre ad assicurare visibilità di alto profilo quando si è all’aperto e, specie in questi giorni di estate, richiede sicuramente l’aiuto di una seconda mano per vedere il proprio terminale. Il display, infatti, consta di buoni colori, ma poco contrastati e questo si evince maggiormente quando si osserva i colori neri.

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Un’altra cosa che abbiamo notato è il vetro particolarmente distaccato dal pannello touchscreen di Sony Xperia E1: questo non implica problemi nella sensibilità (è a due tocchi), ma si nota quando si tiene in mano e questo provoca un po’ di distorsione dei colori.

Hardware e connettività

Sony Xperia E1 propone una architettura hardware rinnovata rispetto al modello E, di una passata generazione, sfruttando un processore dual core. Il nome tecnico è Qualcomm MSM8210 Snapdragon 200, con due core che vanno fino a 1.2 GHz, più il più classico dei classici binomi per quanto riguarda RAM e memoria interna sugli smartphone economici: 512 MB e 4 GB, di cui realmente a disposizione dell’utente circa 1.5 GB. Questo implica che non si potranno installare un numero esagerato di applicazioni o giochi, ma proprio su questi ultimi la GPU Adreno 302, non recentissima, non è particolarmente prestante e non si creerà l’occasione di installare giochi molto pesanti (come quelli da 500MB/1 GB). Lo spazio complessivo dedicato ad applicazioni e giochi è di circa 2 GB, sicuramente sopra alla media degli altri smartphone di questa fascia economica che si fermano a 1.4 GB.

Lato giochi ovviamente non si può aspirare a giocare con Asphalt 8 o Real Racing 3, decisamente troppo complessi per girare fluidamente su Xperia E1, ma d’altro canto si riesce a giocare con quelli più casual disponibili su Play Store. Se siete patiti di rompicapo come 2048, la serie Quell oppure giochi tipo i vari Temple Run, Subway Surfers oppure ancora il più recente Clumsy Ninja, ci si riesce a divertire in modo spensierato anche con Sony Xperia E1.

Nei test al benchmark i risultati che abbiamo ottenuto sono stati: 12.500 punti su AnTuTu Benchmark per avere una idea delle prestazioni complessive e soprattutto della potenza di calcolo del processore; 1.322 punti su Vellamo Browser relativamente alle prestazioni con Google Chrome. Il risultato più interessante è probabilmente quello di Epic Citadel, che conferma alte prestazioni in campo 3D alla risoluzione di 744×480 pixel, arrivando a 54.6 fps di risultato.

 

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Questo ha confermato che si tratta di un miglioramento rispetto a Xperia M o ponendolo appena sotto i quad-core Mediatek di scorsa generazione, come quelli disponibili su alcuni vecchi cinafonini.

La connettività invece include il Wi-Fi, con prestazioni di velocità e stabilità nella norma, così come anche il 3G che raggiunge l’ottima, per la categoria, velocità massima di 21 Mbps: queste fanno si che le pagine web vengano caricate tutto sommato in modo veloce, anche se rimangono da preferire, nonostante la presenza di Google Chrome come browser di riferimento che fa caricare le pagine web in formato desktop, quelle in formato mobile.

Non manca il GPS, preciso e funzionale quando ci si trova all’aperto, con un fix dei satelliti rapido. Presente il Bluetooth 4.0, che effettivamente conferma l’ottimo impatto riguardo l’autonomia ed il risparmio energetico. Presente anche una comoda aggiunta, relativamente alla radio FM, utilizzabile con gli auricolari che fanno da antenna.

Riepilogando si tratta di un buon processore Snapdragon che sicuramente aiuta nel caso di operazioni come messaggistica istantanea o giochi molto leggeri, idem per la navigazione web che risulta piuttosto godibile.

 

Fotocamera

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Se si parla di Sony non si può non pensare alle eccellenti prestazioni dei modelli di punta della casa giapponese, purtroppo queste non si riflettono sulla fotocamera di Sony Xperia E1, che è invece caratterizzata da un sensore a bassa risoluzione (3 Megapixel) e privo di autofocus e Flash LED, il che significa che difficilmente ci si può aspettare prestazioni sopra la media tra gli smartphone di categoria.

L’app fotocamera di Sony rende merito con diverse possibilità e una interfaccia piuttosto intuitiva: si può tracciare la propria posizione (Geotagging), sfruttare il riconoscimento facciale (utile perché non abbiamo il touch to focus per decidere l’oggetto/persona che vogliamo fotografare), riconoscimento automatico di scena, autoscatto. Tra le modalità più interessante troviamo ovviamente il panorama (che distorce un po’ troppo i bordi) oppure l’HDR, che però in condizioni di troppa luce peggiora un po’ la luminosità generale delle foto. La fotocamera di Sony Xperia E1 scatta foto sufficienti per la condivisione social, ma basta scattare una foto di notte per non rimanerne soddisfatti. Se il vostro obiettivo è acquistare uno smartphone molto economico, allora non potrete avere grandi pretese sulla fotocamera che solitamente rappresenta uno dei componenti su cui si fa maggior risparmio; viceversa se fate un utilizzo molto più casuale allora non dovreste evidenziare particolari limiti. Qui di seguito vi proponiamo alcuni scatti per darvi una idea della qualità della fotocamera di Sony Xperia E1.

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Sistema operativo

Uno dei grandi vantaggi di Sony Xperia E1 è l’elevata componente multimediale di questo dispositivo, promosso da Sony in quanto capace di trasformarsi in un vero e proprio Walkman, come accadeva in passato con i lettori MP3. Di questi tempi è lecito aspettarsi uno smartphone, che come vuole il nome è multifunzionale, e sfrutta quindi le tre principali app di Sony: Film, Walkman, Album invece del lettore stock di video, musica e galleria immagini di Android. La base rimane il sistema operativo di Google, alla versione 4.3 che, almeno nel resto del mondo, dovrebbe vivere l’upgrade alla versione 4.4 KitKat.

L’utilizzo è davvero fruibile, anche se l’interfaccia è ovviamente molto personalizzata da Sony e quindi si va molto a gusti personali. A questo proposito possiamo dirvi che non è leggerissima e talvolta passare da una finestra all’altra (ce ne sono 5 di default) può provocare qualche microscatto. Una delle caratteristiche che ho più apprezzato, in quanto ad utilità, di Sony Xperia E1 è la notevole quantità di widget personalizzati da Sony che possono essere utilizzati per accedere più rapidamente ai social network, al Walkman oppure gli ovvi passaggi per l’attivazione delle connettività. Come Android 4.3, ma sopratutto come Xperia E1 vuole, si può appunto anche ridimensionare questi widget secondo esigenza, nonostante inizialmente questi vengano comunque ridimensionati in automatico a seconda dello spazio disponibile.

Lato video con l’applicazione nativa abbiamo riprodotto praticamente tutti i formati, però fermandoci alla risoluzione HD per avere una buona prestazione in questo campo. Con i filmati Full HD si sono osservati lag che hanno penalizzato l’esperienza d’uso, anche se, almeno per quanto ci riguarda, non si tratta di un limite dato che stiamo parlando di uno smartphone con un display molto piccolo e non abbiamo mai sentito il bisogno di una risoluzione FHD.

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Sicuramente molto apprezzabile su Xperia E1 è la ricchezza delle impostazioni del terminale, che permettono di andare ad accrescere le funzionalità rispetto ad un Android base pulito, sfruttando anche il Clear Phase e xLOUD di Sony per migliorare la qualità audio dell’altoparlante, sia come qualità che come volume.

Stiamo parlando quindi di una versione Android molto ricca, grazie alla personalizzazione Sony che, però, potrà piacere e non.

 

Batteria e autonomia

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La batteria è sicuramente un valore aggiunto di questo smartphone che dispone di una unità da 1.700 mAh, più che adeguata per sostenere Xperia E1 per almeno una giornata di lavoro o di utilizzo medio. In realtà nella nostra prova abbiamo anche sfiorato l’uso per due giorni senza necessità di ricarica e sicuramente il motivo è da ricercarsi in una architettura hardware che non è particolarmente avida di risorse (si pensi alla bassa risoluzione del display, per esempio).

Nell’utilizzo quotidiano abbiamo considerato poco videogaming (circa 10 minuti al giorno), 4 account email sincronizzati in push, qualche video su YouTube, un discreto tempo di navigazione web (anche 45 minuti) e ovviamente messaggistica e qualche chiamata (circa 30 minuti).

A questo proposito siamo rimasti più che soddisfatti delle performance in termini di autonomia di Sony Xperia E1.

Disponibilità e prezzo

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Come anticipato nell’introduzione, il Sony Xperia E1 viene venduto in Italia al prezzo di listino di 129€. Fortunatamente online è già disponibile con un po’ di sconto, ad esempio Xperia E1 su Amazon.it che lo propone ad un prezzo di circa 110/115€ a seconda del colore.

I colori disponibili sono tre: bianco, nero e viola. Il box di vendita comprende:

  • Lo smartphone
  • Guida rapida
  • Certificato di garanzia
  • Auricolari, con prestazioni sopra la media (migliori di quelle in cuffia nonostante il Clear Audio+)
  • Alimentatore da parete
  • Cavo microUSB-USB

 

Conclusioni

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Abbiamo analizzato Sony Xperia E1 utilizzandolo per diversi giorni, facendo tesoro di quelle che sono le sue prestazioni più comuni e ovviamente ne abbiamo evidenziato vantaggi e limiti in questa recensione completa. Per voler riepilogare brevemente vi proponiamo un breve specchietto di pro e contro.

PRO E CONTRO

PRO
  • Design molto convincente seppur in plastica (leggero e compatto)
  • Tasto personalizzato per WalkMan
  • Interfaccia Sony ricca di funzionalità
  • Versione Android Jelly Bean 4.3, probabilmente aggiornabile in futuro
  • Processore Snapdragon 200 in grado di soddisfare le esigenze più comuni
  • Batteria da 1.700 mAh in grado di coprire facilmente la giornata e andare anche un po’ oltre.
CONTRO
  • Fotocamera da 3 MP senza Flash LED e autofocus dalle prestazioni scadenti
  • Display dalla risoluzione bassa che non si vede molto bene sotto al sole
  • GPU Adreno 302 non più recentissima
  • RAM da 512 MB che talvolta provoca mancanza di fluidità

Videorecensione di Sony Xperia E1

Ecco la nostra video-prova:

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BlackBerry Z30: recensione dello smartphone per il business

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BlackBerry Z30 è uno smartphone che sicuramente incontra le esigenze delle persone che si dedicano agli affari, regalando da subito un impatto positivo circa il top di gamma della casa canadese. Questo smartphone è arrivato un po’ in sordina sul mercato italiano, forse non adeguatamente assistito dalla pubblicità come ci si sarebbe aspettato invece per un modello simile.

Dopo aver iniziato la nostra prova, abbiamo approfondito diversi temi e abbiamo preso coscienza che si tratta di un modello sicuramente indicato per il business, ma che ammicca in modo sensuale anche all’utenza consumer, offrendo una più che dignitosa esperienza multimediale.

Prima di approfondire, in questa recensione completa, tutti i vantaggi e svantaggi del nuovo BlackBerry Z30 ricordiamo quali sono le principali specifiche tecniche.

Il device di punta di BlackBerry infatti si dota di un ampio display da 5 pollici con risoluzione HD, abbinato ad un processore dual core targato Qualcomm Snapdragon che sembra non avere problemi di potenza, grazie al buon ausilio di 2 GB di RAM e di una affidabile scheda grafica GPU.

Ricordando che BlackBerry spesso viene associato alla utenza business, non può mancare una connettività all-around che ovviamente supporta le reti 4G LTE, il Wi-Fi con molti protocolli e altro ancora. Importante la dotazione anche di una fotocamera da 8 Megapixel che, almeno sulla carta, sembra voler proporre il salto di qualità alla casa canadese.

BlackBerry Z30 è quindi uno smartphone “tuttofare” che arriva con un prezzo ambizioso, ma che può essere acquistato online a cifre molto più accessibili. Scopriamo quali sono i pro ed i contro di Z30 in questa recensione completa.

Design

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L’impressione prima che si ha prendendo in mano BlackBerry Z30 è di trovarsi di fronte ad uno smartphone possente, impegnativo,  che tiene a sottolineare la sua presenza. Le dimensioni ufficiali testimoniano 140.7 x 72 x 9.4 mm, il che rende Z30 più grande di un Nexus 5, ad esempio.

Il terminale occupa, per una tenuta sicura, l’intera mano e pertanto non è possibile utilizzarlo senza usare entrambe le mani, soprattutto se si pensa anche al peso di 170 grammi, non di certo dei più esigui. Le linee appaiono piuttosto dolci, caratterizzate da angoli smussati e la banda color acciaio che troviamo nella parte alta della facciata richiama vagamente lo stile del filone HTC One, anche se è in BlackBerry Z10 che questi richiami si fanno decisamente più espliciti. La superficie posteriore si compone di uno sportello rimovibile in policarbonato, decorato con un piccolo motivo geometrico che rende la superficie leggermente scabra, che nasconde la batteria e i vani per MicroSIM e MicroSD. Sul retro troviamo chiaramente la Fotocamera principale, con accanto in Flash, e lo sportello è impreziosito dal logo B di BlackBerry, posto al centro.

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La fascia laterale metallizzata costituisce un punto di continuità con la parte inferiore della facciata anteriore ed è proprio questo dettaglio a caratterizzare Z30. Tale fascia laterale è occupata solamente ai lati destro e sinistro, dove sono posti, rispettivamente, tre tasti, volume +, standby, volume –, e due microfoni (destra) e slot per MicroHDMI e MicroUSB (sinitra), mentre in alto e in basso la superficie risulta liscia. La facciata anteriore, eccezion fatta per la già citata fascia inferiore metallizzata, è interamente occupata dal display, contorniato da una piccola cornice, su cui sono inseriti,in basso, il logo completo BlackBerry e, in alto, altoparlanti, Camera secondaria e sensori (a destra e a sinistra di essa). Nel design non trovano posti tasti fisici, né tantomeno soft-touch, che vengono invece adattati direttamente nell’interfaccia.

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BlackBerry Z30 si fregia quindi di un design ricercato, sicuramente solido ed elegante anche se sicuramente importante in termini di dimensioni e peso.

Display

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BlackBerry Z30, come già accuratamente descritto nel paragrafo relativo al design, non propone la nota tastiera qwerty fisica tipica di molti smartphone di questa casa, bensì si orienta per offrire una esperienza full touch dato che il sistema operativo BB OS 10 non necessita di comandi fisici. Il display misura 5 pollici di diagonale, arricchiti da una risoluzione HD da 1280 x 720 pixel, il che significa che si può raggiungere la più che sufficiente densità di pixel per pollice di 295 ppi. In un contesto assoluto, possiamo confermarvi la bontà del dispositivo, che ha ottimi angoli di visione ma soprattutto si fregia della tecnologia Super AMOLED.

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Quest’ultima rende il BlackBerry Z30 un terminale che sfrutta colori davvero profondi, con neri davvero ben contrastati e ve ne renderete bene conto se potrete metterlo vicino ad uno smartphone IPS LCD. La luminosità, così come la dimensione del carattere o il calore del bianco, sono solo alcune delle opzioni facilmente impostabili tramite le impostazioni di sistema. La resa dei colori è davvero ricca e capace di cogliere praticamente tutta la gamma cromatica che siamo abituati a vedere ad occhio nudo, inoltre la leggibilità al sole è davvero di ottimo livello poiché non abbiamo bisogno dell’aiuto di una seconda mano a coprire oppure gli angoli di visione non alterano i colori.

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Quello che lascia un po’ a bocca asciutta, in questo caso, è l’assenza della risoluzione Full HD che, invece, avrebbe permesso allo Z30 di competere adeguatamente con i top di gamma attuali.

Hardware e connettività

Una delle principali differenze tra un sistema operativo ed un altro, come avviene ad esempio quando si confronta iOS di iPhone ed uno smartphone Android, oppure un Windowsphonino, è proprio rappresentata dall’architettura hardware a disposizione. Spesso un sistema operativo diverso ha requisiti notevolmente differenti, nonché ovviamente prestazioni molto diverse.

In quest’ottica si comprende in parte come effettivamente il BlackBerry Z30 monti un processore dual-core mentre il resto del mercato può disporre di processori più avanzati. Entrando nel dettaglio, BlackBerry Z30 è basato su un chip Qualcomm Snapdragon S4 Pro, con due core da 1.7 GHz, abbinati a 2 GB di memoria RAM, ad una GPU Adreno 320 e un comparto di memoria interna da 16 GB, divisi in 2 GB per installazione di app e giochi, mentre 12 sono dedicati all’archiviazione. Questi possono essere ulteriormente ampliati, come un device business richiede, attraverso una microSD card.

Di primo impatto, se lo compariamo ad un top di gamma Android, notiamo che è dedicata molta importanza al multitasking, effettivamente veloce, rapido ed intuitivo nell’utilizzo del sistema operativo. Ogni applicazione, quando viene chiusa, rimane in memoria e semplicemente con uno swype può essere richiamata in modo praticamente istantaneo: tutto questo grazie ai 2 GB di memoria RAM. Si possono aprire fino ad 8 app in contemporanea.

Grazie poi ad un sistema operativo sapientemente ottimizzato, le operazioni quotidiane sono svolte  molto bene, specialmente la navigazione web che però non riesce a raggiungere i risultati di rapidità ottenuti con gli smartphone top di gamma Android (vedi LG G2, Galaxy S4, ecc) a causa appunto di potenza hardware.

Se approfondiamo le prestazioni in ambito gaming possiamo osservare come il BlackBerry World, market di BB, non sia molto ricco di giochi o app native: questo da un lato ha il limite di non avere grande scelta, ma dall’altro non ci sono applicazioni o giochi in grado di mettere in difficoltà il BlackBerry Z30. I dettagli grafici sono curati, la riproduzione delle texture 3D va di pari passo e durante le nostre sessioni di videogioco non abbiamo evidenziato lag o microscatti fastidiosi.

Purtroppo stavolta non siamo in grado di offrirvi test al benchmark molto approfonditi e scaricando quelli per Android si risente della differenza di sistema operativo, offrendo risultati non facilmente comparabili.

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La connettività invece è un punto di forza importante di BlackBerry Z30, poiché si può sfruttare quella 4G LTE arrivando a velocità importanti se abilitata l’opzione con l’operatore. Analoghe prestazioni si ottengono con il Wi-Fi che risulta stabile ed affidabile grazie al Dual Band (2.4 GHz e 5 GHz) con protocolli 802.11 a/b/g/n, che consentono navigazione web molto fluida.

Troviamo poi il Bluetooth 4.0 o il chip NFC per trasferire i files da distanza ravvicinata, senza avere particolari impatti sulla batteria e non abbiamo avuto problemi di compatibilità con i device che abbiamo provato a mettere in comunicazione.

Il GPS invece è un’altra nota piacevole del BlackBerry Z30 poiché effettivamente durante la nostra prova abbiamo ravvisato una precisione nella posizione che raramente riscontriamo: preciso anche durante gli spostamenti e davvero paragonabile ad uno dei più noti navigatori offline. In questo senso si respira tutta la sensazione di affidabilità che vuol trasmettere BlackBerry all’utenza business.

Se infatti volete rendere partecipi colleghi o amici di ciò che vedete a schermo, potete anche sfruttare l’uscita microHDMI disponibile sul bordo dello Z30, in modo da collegare il vostro smartphone alla TV HD.

Se da un lato troviamo che il comparto hardware, soprattutto in rapporto al prezzo, poteva essere addirittura superiore, effettivamente dall’altro lato riscontriamo una buona potenza di calcolo che non fa sentire gravi lacune nell’utilizzo quotidiano.

Fotocamera

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Una delle noti dolenti di BlackBerry è stata sempre la fotocamera, un componente mai in grado di rivaleggiare davvero con i terminali WP, Android o iPhone, tanto da lasciare spesso l’amaro in bocca nell’utente. Finalmente BlackBerry ha deciso di dotare il suo Z30 di una fotocamera piuttosto interessante, dotata di sensore da 8 Megapixel (come anche il Nexus 5 di Google). La fotocamera utilizza poi 5 lenti per trasmettere l’immagine sul sensore, che dovrebbero garantire una buona resa dei dettagli, un’apertura f/2.2 che invece si occupa di garantire l’ingresso di molta luce anche in caso di condizioni difficili come gli scatti notturni. E’ presente ovviamente l’autofocus (non di tipo touch to focus) e il Flash LED.

Sulla carta si tratta quindi di un dispositivo interessante, che specialmente negli scatti con luce diurna offre buone prestazioni. Potrete quindi scattare foto a oggetti, persone o paesaggi senza difficoltà notando una buona riproduzione dei colori, molto simile a quella che potete osservare con i vostri occhi, perdendo di tanto in tanto nei dettagli dove invece con qualche zoomata si nota la presenza di un po’ di rumore digitale. Di notte invece conviene sicuramente fare qualche tentativo in più, perché il Flash LED offre prestazioni altalenanti e talvolta gli scatti risultano più che buoni, ma si ha una perdita nei toni e nei colori.

L’interfaccia è però un punto a favore dell’applicazione fotocamera, poiché è semplice ed intuitiva, ma anche in grado di offrire un buon numero di opzioni. Si può scegliere il rapporto della foto, la modalità di scena (che include ovviamente anche il famigerato HDR per la miglior gestione dei colori), e ovviamente la possibilità di switchare velocemente tra fotocamera anteriore, quella posteriore e la videocamera (in grado di registrare video a 1080p).

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Sistema operativo

Con l’arrivo di Z30, BlackBerry fa un balzo in avanti anche con il Sistema Operativo, aggiornando il proprio OS personalizzato alla versione 10.2.1, che già abbiamo avuto modo di approfondire in questo articolo. Le funzionalità incrementate sono molte, così come troviamo anche elementi del tutto nuovi rispetto alle versioni precedenti.

A partire dalla schermata di blocco, ad esempio, in cui OS 10.2.1 introduce le notifiche pop-up quando il telefono è il blocco, oppure in cui viene introdotto la password a immagine per consentire uno sblocco più rapido. A livello di interfaccia, l’unico elemento che sembra aver subito un incremento è la tastiera, resa più fluida e intuitiva, e proprio su di essa spezziamo una lancia poiché effettivamente i tasti appaiono ben distanziati grazie anche ad una linea di spaziatura che emula quella fisica di BB Q10.

Sono le funzionalità Hub e BBM, il famoso messenger di BlackBerry, a suscitare maggior interesse. Grazie a BlackBerry Priority Hub si possono gestire in modo veloce e immediato le applicazioni di maggior utilizzo e accedere ai Messaggi, ad esempio, semplicemente scorrendo nella schermata di qualsiasi pagina verso destra. BBM è invece la funzionalità che consente di ricevere messaggi push su qualunque schermata, per rimanere sempre a contatto con le proprie notifiche.

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Il nuovo sistema operativo comporta anche una ottimizzazione di energia e un consumo ridotto di batteria, con conseguente blackberry-z30-impostazioni-displayestensione dell’autonomia dello smartphone. Anche la navigazione browser è resa più veloce è immediata, grazie a funzionalità che permettono di salvare e ricaricare successivamente pagine, quando si è offline. Infine, OS 10.2.1 incrementa anche l’esperienza musicale, permettendo, solo su Z30, Q10 o Q5, di ascoltare la Radio anche senza essere connessi alla rete. In questo senso le app dedicate a Musica e Video non hanno una interfaccia particolarmente curata, molto scarna e minimal, ma sicuramente funzionale ed efficace. Abbiamo poi apprezzato enormemente la possibilità di impostare il numero di impostazioni preferite nella barra delle notifiche, così come il numero di impostazioni accessibili da menù è veramente ampio e superiore agli altri smartphone testati finora.

Tante nuove funzionalità da scoprire, quindi, che portano BlackBerry ad un livello sicuramente avanzato, nella corsa alla concorrenza con gli OS più utilizzati dagli altri dispositivi.

Batteria e autonomia

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La batteria è uno dei punti di forte di questo terminale, perché appare addirittura più che adeguata rispetto al comparto hardware che deve sostenere. Difatti si tratta di una batteria da 2.880 mAh che non ha grandi difficoltà a superare la giornata lavorativa e, a seconda dell’intensità del vostro utilizzo, può assicurare anche una giornata e mezzo, se non due, senza avere la necessità di collegare il BlackBerry Z30 al suo caricabatterie.

L’autonomia è un importante vantaggio di questo smartphone BB che deve ovviamente saper far fruttare l’elevata capacità della batteria, a maggior ragione se consideriamo che il suo utilizzo non si può distinguere da quello business cui mira chiaramente l’azienda.

La batteria è quindi un pro molto importante da considerare prima dell’acquisto, in grado di garantire molte ore di navigazione web, intrattenimento multimediale con filmati HD e anche ovviamente le operazioni quotidiane come telefonate e messaggistica.

Disponibilità e prezzo

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BlackBerry Z30 è arrivato sul finire del 2013 in Italia all’ambizioso prezzo di 599€. Come accade molto spesso, nel caso di case piuttosto rinomate, è possibile acquistare questo smartphone anche in abbonamento con alcuni operatori telefonici, ma non sempre la scelta risulta conveniente.

Come sempre, è disponibile online a cifre molto più accessibili, ad esempio sul noto portale e commerce amazon.it, è possibile acquistarlo a circa 430€, decisamente più convenienti e bilanciati rispetto all’hardware messo a disposizione. Vi ricordiamo qui il link per l’acquisto: BlackBerry Z30 in offerta su Amazon.it

Il BlackBerry Z30 viene venduto in un box che contiene:

  • lo smartphone
  • Guide rapide
  • Certificato di garanzia
  • Auricolari audio molto buoni con gommini di riserva
  • Alimentatore da parete
  • Caricatore microUSB-USB

 

Conclusioni

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Siamo arrivati alle tanto attese conclusioni: BlackBerry Z30 effettivamente porta molti miglioramenti rispetto allo Z10 che avevamo avuto modo di provare in passato. Il display più ampio comporta un cospicuo aumento delle dimensioni, ma favorisce moltissimo l’utilizzo sia per la multimedialità che per la fruizione delle doti business di questo terminale. Il vero limite è rappresentato dal prezzo, piuttosto elevato, che lo mette a confronto con dei top di gamma, specialmente Android, che lo condizionano molto.

Per voler sintetizzare molto, vi proponiamo i pro ed i contro che abbiamo osservato durante la nostra prova quotidiana di Z30.

Pro:

  • Display ampio e con tecnologia AMOLED che dona brillantezza ai colori, adatto all’uso esterno.
  • La batteria è incredibile, si può arrivare a coprire due giornate intere.
  • Le apps dedicate al business sono effettivamente precise ed affidabili.
  • Menù impostazioni molto ricco.
  • Tastiera virtuale QWERTY veramente eccezionale in precisione e comodità.
  • Sistema operativo fluido, facilmente accessibile ed intuitivo (OS 10.2.1).
  • Connettività completa, soprattutto ottimo Wi-Fi e 4G.

Contro:

  • Risoluzione HD. Si poteva ambire ad una Full HD.
  • Design importante, in termini di dimensioni e peso.
  • BlackBerry World ancora troppo carente nell’offerta delle applicazioni.
  • Specifiche non all’altezza se comparate ai top di gamma Android.
  • Fotocamera carente nelle foto notturne.

Cosa pensate della nostra recensione completa di BlackBerry Z30? Condividete i vantaggi e gli svantaggi che abbiamo osservato nella prova? Fatevi conoscere la vostra opinione attraverso i commenti o sulle nostre pagine social.

Videorecensione di BlackBerry Z30

Infine chiudiamo con il video della prova che vi riassumerà in circa 10 minuti tutti i punti salienti di questa recensione. In particolare offriremo una visione approfondita di design, display, test al benchmark, prova di navigazione web e videogaming, concludendo con un’analisi del sistema operativo, della fotocamera e della batteria.

Anche in questa recensione è presente l’unboxing video. Se vi piace, iscrivetevi al nostro canale RedazioneTecnologici per non perdere i nostri numerosi video.

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Meizu MX3: la recensione completa dello smartphone… diverso

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La recensione di Meizu MX3: tutte le nostre considerazioni

Meizu è un marchio che probabilmente i veterani del settore conoscono bene, poiché insieme a Xiaomi e Oppo, sono stati tra i primi precursori di smartphone ad alto contenuto tecnologico e ad alta qualità. Oggi ci occupiamo della recensione di Meizu MX3, uno smartphone cinese, che monta componenti di prima scelta, con marchi piuttosto importanti come Samsung o Sony per processore o fotocamera, lasciando sottintendere che ci si vuole distaccare dal concetto che cinafonino rappresenti qualità bassa o componenti sommari.

Meizu MX3 arriva in Italia tramite meizu.it, società di rivendita ufficiale italiana che curerà anche l’assistenza, e che propone questo nuovo terminale in tutto il suo splendore.

Questo smartphone cinese ha convinto la critica e anche gli utenti dopo che il suo avvento sul mercato è stato a lungo rimandato, a causa di una disponibilità non proprio all’altezza. Ora che è arrivato anche comodamente qui in Italia, vediamo quali sono le sue prestazioni, il suo rapporto qualità/prezzo ed ovviamente anche i pro ed i contro. Se vi piace la nostra recensione, non esitate a condividerla su tutti i principali social network.

Design

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Osservando frontalmente Meizu MX3, senza tenerlo tra le mani, non si ha la sensazione di grandi cambiamenti rispetto a MX2, cambiamenti che, invece, si notano appena si maneggia il dispositivo. Sicuramente un aspetto di continuità rispetto al passato sono le linee morbide e armoniche che caratterizzano il terminale, ma a cambiare in Meizu MX3 sono le dimensioni complessive (139 x 71.9 x 9.1 mm).

Montando un display di maggiori dimensioni, l’intero design risente di questa scelta, e Meizu bilancia questa “pesante” decisione incrementando dell’11 % la sottigliezza di MX3: 9.1 mm che permettono una fruibilità non eccessivamente ingombrante del device, e permettono di afferrarlo meglio, viste soprattutto larghezza e lunghezza non proprio esigue. Anche il peso viene ottimizzato (143 grammi) grazie alla scelta di materiali, come la lega di magnesio, che conferiscono leggerezza al monoblocco di cui si costituisce MX3.

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All’interno di questo monoblocco, possiamo distinguere la superficie posteriore accordata a quella laterale, su cui sono posti i tasti e gli slot di utilizzo, mentre a separare fascia laterale e facciata anteriore è una sottile cornice di acciaio, che rifinisce accuratamente l’intero design.

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Sul retro del dispositivo, troviamo, centrata in alto, la Fotocamera principale con Flash, cui segue più in basso il logo Meizu e infine, in basso a destra, gli altoparlanti. Nonostante la superficie sia perfettamente liscia, lo spessore permette di non incappare in prese poco sicure e rischi di scivolamento. La banda laterale è occupata a sinistra troviamo la regolazione del volume.

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In basso, invece, spicca lo slot per l’inserimento del cavo micro USB ed il microfondo, mentre, in alto, il jack per gli auricolari ed il tasto di standby del Meizu MX3. La facciata anteriore, invece, si caratterizza per il display, che appare però quasi incastonato (in uno stile che ricorda quello di iPhone) in una cornice particolarmente spessa sui lati alto e basso. Proprio su quest’ultimo, si riscontra la presenza di un tasto Home fisico circolare, impreziosito di un piccolo bordo metallico. In alto, invece, troviamo auricolari, sensori di luminosità e prossimità è l’ immancabile Fotocamera anteriore.

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Esteticamente risulta molto solido, con un vezzo estetico che richiama le linee di iPhone 3GS, in dimensioni ovviamente maggiori.

 

Display

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Siamo arrivati a 5.1 pollici di diagonale in questo modello Meizu MX3, caratterizzato quindi da un pannello piuttosto ampio che promette di non far mancare nulla all’utente che lo utilizza. E’ caratterizzato dalla risoluzione fuori dall’ordinario, da 1800 x 1080 pixel, che significa circa 415 ppi. Se il vostro timore è quello di riconoscere i singoli pixel da distanza ravvicinata possiamo rassicurarvi che non sarà affatto così.

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La qualità visiva di questo pannello è caratterizzata anche dal marchio Sharp che ha realizzato il display per Meizu. L’unico limite evidenziato nell’utilizzo quotidiano è nella regolazione automatica della luminosità che spesso si adatta male alle situazioni circostanti. Gestendo la luminosità in modo manuale, invece Meizu MX3 offre ottime soluzioni riuscendo sempre a farsi vedere, anche sotto la luce del sole.

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La resa dei colori è molto buona, sempre verosimile ed anche i neri appaiono sufficientemente contrastati e piuttosto profondi. Il display è molto curato nella riproduzione delle immagini e rende Meizu MX3 tranquillamente paragonabile a tutti gli smartphone di alta fascia con display LCD presenti sul mercato.

Hardware e connettività

Se molti non conoscevano il marchio Meizu, ora sicuramente possono lustrarsi gli occhi, poiché invece che montare un “classico” processore MediaTek da cinafonino, questo Meizu MX3 monta uno sfavillante processore octa-core Exynos 5 Octa di marchio Samsung. Il vero vantaggio di questo processore è che non solo punta ad aumentare le prestazioni rispetto al modello passato, bensì diminuisce i consumi grazie alla tecnologia di costruzione a 28 nm. Tecnicismi a parte, si tratta di un processore che soddisfa le esigenze più comuni del consumatore, poiché permette di navigare in modo fluidissimo sul web, giocare ai giochi più complessi del Play Store grazie alla GPU PowerVR SGX 544MP3 (sulla carta, si tratta di una GPU 3-core che permette di spingere i dettagli grafici fino ad una qualità elevatissima), guardare filmati HD sia su YouTube che scaricandoli direttamente sul proprio smartphone.

Se da un lato i punteggi dei test al benchmark non ne esaltano la qualità complessiva dell’architettura hardware, possiamo osservare che Meizu MX3 è uno smartphone finemente realizzato ed ottimizzato, capace di una grande armonia tra hardware e software che si conclama attraverso una interfaccia pulita, rapida nel passaggio di schermate, veloce nell’apertura delle applicazioni, in grado di paragonare questo smartphone a quei cinesi di fascia top che abbiamo studiato con Oppo Find 7a. Su AnTuTu Benchmark MX3 ha raggiunto circa 27mila punti, praticamente di pari passo rispetto al famigerato octa-core Mediatek MTK6592, mentre in tema di elaborazione grafica si raggiungono gli scintillanti 59.6 fps nel test Epic Citadel. In tema di navigazione web, si raggiungono circa 1.700 punti su Vellamo HTML5, probabilmente dovuti alla risoluzione un po’ più difficile da gestire rispetto all’ordinario.

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Se il vostro scopo è utilizzare un top di gamma, allora Meizu MX3 rispetta questi canoni in tutto e per tutto offrendo prestazioni molto buone in tutte le operazioni quotidiane e non dimenticandosi di supportare l’utente anche in multitasking dove effettivamente i 2 GB di RAM appaiono più che adeguati. La memoria interna è invece disponibile in tre versioni: da 16, 32 e 64 GB ed è proprio questa a determinare le variazioni di prezzo.

Pur essendo uno smartphone cinese, il Meixu MX3 non è Dual SIM, quasi a volersi discostare dalla moltitudine di cinafonini che incorporano questa caratteristica. Ciò non toglie che effettivamente supporta le frequenze nostrane e funziona anche in modo rapido, peccato solo per l’assenza dell’LTE che poteva essere un vantaggio in più, anche in termini di futuribilità. Presente il Wi-Fi con tecnologia a/b/g/n che sfrutta bene la doppia antenna Dual Band e mantiene la connessione Wi-Fi anche se a distanza importante dal modem. Il GPS è una nota lieta di Meizu MX3 perché non soffre assolutamente di problemi come accadeva spesso per i cinafonini quad-core ed aggancia i satelliti in modo preciso e abbastanza rapido. E’ presente anche il chip NFC per passare files a distanza ravvicinata con i device compatibili.

 

Fotocamera

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Il vero cuore di questo compartimento multimediale è rappresentato dalla fotocamera da 8 Megapixel caratterizzata dal sensore Sony. Già il fatto di conoscere il marchio della lente implica da parte di Meizu una certa scelta nel nome di richiamo e anche nella qualità della fotocamera. Inoltre quest’ultima è capace di un apertura f/2.0 che, se ricordate le nostre guide ai paramentri delle fotocamere, è molto importante per favorire le foto in condizioni di bassa luminosità. Si tratta di una fotocamera molto buona sia sulla carta, che nella prova pratica anche se paga un po’ dazio in quanto a risoluzione visto che i principali competitor sfruttano fotocamere da 13 Megapixel.

L’applicazione fotocamera è comunque dotata di tutte le principali funzioni che siamo abituati a conoscere ed utilizzare nella vita quotidiana come la modalità HDR per la migliore gestione dei colori, le foto panoramiche e via discorrendo. Meizu MX3 riesce anche a scattare foto in modo estremamente veloce o, addirittura a differenza di altri smartphone, può permettere la regolazione della velocità di scatto (se siete patiti di fotografia, questa è una chicca che sicuramente apprezzerete).

La resa dei colori è molto buona, poiché la gamma cromatica riprende effettivamente i colori che siamo in grado di vedere quando scattiamo la foto; un po’ meno qualitativa è la resa dei dettagli che invece, specie quando ingrandiamo la foto, calano un po’ a seconda della luminosità e si nota anche una certa grana digitale.

Lato video possiamo registrare fino a risoluzione Full HD da 1080p, in media con le altre fotocamere di questo livello che abbiamo provato. Qui di seguito trovate anche fotografie scattate con il Meizu MX3, di certo non paragonabili a quelle ottenute con una fotocamera compatta, ma sicuramente di buonissimo livello se volete stamparne qualcuna di tanto in tanto oppure volete semplicemente caricarla su Facebook o Instagram.

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Sistema operativo

Il sistema operativo di Meizu MX3, al contrario di quello che accade con la maggior parte dei chinafonini (dove la personalizzazione a livello software è piuttosto carente), punta all’originalità, non piegandosi in modo totalmente passivo ad Android.  Proprio l’OS di Google ha fatto la sua comparsa nella versione 4.4 KitKat sui nuovi dispositivi Meizu solo lo scorso aprile, e si nota subito come la sua impronta sia quasi invisibile e regali solamente le linee generali per l’interfaccia.

Il sistema operativo su cui Meizu MX3 punta tutto è Flyme OS nella versione 3.0, un OS sicuramente nuovo e da studiare in dettaglio. L’intento è quello di regalare agli utenti fluidità e intuitività, in modo da supportare al meglio il comparto hardware Octa Core ed è un risultato che raggiunge sicuramente grazie ad una interfaccia pulita, ben stilizzata ed esteticamente gradevole. Flyme nasce proprio per adattarsi ai “grandi schermi”, donando esperienze nuove e personalizzate.

Si parte da un nuovo blocca-schermo, che permette di sbloccare il display velocemente, da cui si può accedere sempre alla barra delle notifiche, e si arriva alla Smart Bar: nulla in Flyme 3.0 è lasciato al caso. Le icone presenti sul Menù generalmente non fanno pensare ad un dispositivo Android, e fanno intendere proprio come ci sia, da parte di Meizu, la volontà di una rottura che porti il proprio segno distintivo e, al tempo stesso, una continuità di fondo. Di Android si colgono le carte vincenti, l’impianto software e le applicazioni di maggior successo, ma non ci si piega a tutto ciò che Google regala: ecco che non troviamo installate di default le Google Apps, ma che sono facilmente scaricabili attraverso il Play Store.

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La nuova Start Bar è un elemento che sicuramente può apparire interessante. L’idea è quella di portare al fruitore tutte le applicazioni e le funzioni di maggior utilizzo “a portata di tocco”: qualsiasi pagina si decida di aprire, la Smart Bar apparirà in basso per consentire di accedere alle functions preferite con un solo gesto. Flyme inserisce all’interno di Meizu MX3 l’applicazione Phone Finder, di default, che aiuta a localizzare in sicurezza, e con il massimo grado di affidabilità, il dispositivo. Si tratta quindi di una versione del sistema operativo piuttosto personalizzata nell’interfaccia, arricchita da un player musicale, dal calendario e da poche altre apps in più.

Esteticamente troviamo tutte le app presenti nelle finestre di Home, senza alcun menù (o drawer come si dice in gergo tecnico), un po’ come avviene con l’interfaccia Huawei di P6 e P7. Per avere una visione migliore di ciò che implica Flyme OS 3.0 su Meizu MX3 non perdetevi la nostra videorecensione.

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Un valore aggiunto, questo, se si pensa che sui normali terminali Android esistono varie Apps scaricabili dal Play Store, nessuna delle quali è “certificata” da Google. Un sistema operativo nel complesso pulito e ben fruibile, certamente da studiare e con cui prendere dimestichezza, ma che può aiutare ad utilizzare Meizu MX3 al massimo delle sue potenzialità.

Batteria e autonomia

Il vero tallone di Achille che abbiamo riscontrato durante la prova di Meizu MX3 è stata la batteria, poiché effettivamente pur essendo da 2.400 mAh, a prima vista sufficienti per un utilizzo piuttosto ampio di tutte le funzionalità dello smartphone in questione, risultano spesso in difficoltà quando si tratta di arrivare a sera. Il motivo è probabilmente da ricercare nei due componenti che determinano i maggiori consumi: processore octa-core e display dall’elevata e poco ordinaria risoluzione.

In realtà, nei nostri test, quando ci siamo limitati ad un utilizzo molto orientato verso la navigazione web (circa 40/45 minuti al giorno), app di messaggistica istantanea (Whatsapp e Telegram in primis), social network e poco videogaming (appena 10/15 minuti al giorno), siamo riusciti ad arrivare dopo le 21 di sera a partire dal mattino verso le 7. Purtroppo, però, aggiungendo multimedialità come video o filmati, questa cala ulteriormente non garantendo spesso di superare le 19.

Meizu MX3, pur avendo una back cover removibile, non permette la sostituzione autonoma della batteria. Rispetto al Nexus 5 abbiamo evidenziato un comportamento piuttosto simile in quanto a consumi, ergo potete utilizzare quest’ultimo come termine di paragone.

Disponibilità e prezzo

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Questo smartphone è il primo che viene importato in Italia da meizu.it, che attraverso questa pagina, propone sul mercato il Meizu MX3 nelle tre versioni da 16/32/64 GB a prezzi differenti. In particolare, troviamo la versione più economica in sconto a 349€ invece di 389, quella da 32GB a 379€ invece che 419 e infine quella da 64GB a 419€ invece che 459€.

Il colore disponibile è bianco o nero, ma all’interno della confezione di vendita abbiamo trovato anche una scintillante back cover arancione. La confezione contiene inoltre il cavo USB, il certificato di garanzia, la guida rapida, l’adattatore e degli auricolari piuttosto buoni (la cui forma ricorda proprio gli auricolari per iPhone e iPod che venivano distribuiti in passato). Acquistare Meizu MX3 dal sito del rivenditore ha anche il vantaggio di aggiungere l’assistenza e la garanzia sul nostro territorio.

 

Conclusioni

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Meizu MX3 è uno smartphone cinese diverso dal solito, che non propone il classico supporto Dual SIM ma sembra sfidare i top di gamma dei produttori più grandi grazie ad un sapiente mix tra specifiche tecniche di primo livello e una interfaccia software totalmente rinnovata rispetto al sistema operativo Android stock tipico dei cinafonini. In Italia Meizu MX3 paga un po’ l’arrivo in ritardo rispetto alla  data di uscita in Cina, ma porta in dota una serie importante di Pro e Contro che siamo qui pronti ad illustrarvi, dopo aver analizzato in dettaglio il terminale nella recensione completa.

Pro:

  • Design solido e convincente. Esteticamente simile a iPhone 3GS. Molti colori.
  • Display ampio da 5.1 pollici.
  • Tasto centrale di notifica molto particolare ed elegante.
  • Audio sopra la media dei principali competitors.
  • Tre versioni di memoria: 16/32/64 GB

Contro:

  • Mancanza di vano microSD
  • Batteria non removibile in modo autonomo
  • Assenza di connettività LTE

Il sistema operativo Flyme OS 3.0 è una interessante aggiunta che non inseriamo ne tra i pro, ne tra i contro, perché contiamo di un suo interessante sviluppo futuro per arricchir Meizu MX3 nelle funzioni. Cosa pensate voi di questo cinafonino? Merita di essere confrontato con i top di gamma di Samsung, HTC, Apple e via discorrendo?

Videorecensione di Meizu MX3

Non si può chiudere una recensione che si rispetti senza ovviamente proporvi la nostra videoprova del terminale in questione, raccontandovi quali sono stati i pro ed i contro di Meizu MX3. Lo abbiamo sottoposto a test al benchmark, abbiamo testato giochi da Play Store e ovviamente abbiamo messo alla prova le sue prestazioni. Ecco il nostro giudizio.

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JiaYu S2: recensione del cinafonino da 5 pollici Full HD e Cpu Octa-core

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JiaYu è un brand cinese che sta convincendo sempre più nel mercato italiano per via di modelli molto interessanti che abbiamo anche avuto modo di provare.

Il motivo è presto detto: design sempre convincenti, magari che ammicchino anche al famoso iPhone e prestazioni che non lascino nulla di trascurato. Nasce così il JiaYu S2, nuovo cinafonino che propone un profilo estetico molto interessante, si dota del più avanzato processore octa-core del mercato, aggiunge un display di marchio Sharp e generalmente si configura come un device in grado di soddisfare le esigenze di tutti coloro che si avvicinano al mondo della telefonia e degli smartphone.

Non ultimo è sicuramente il valore aggiunto proposto dal supporto Dual SIM, che come ogni cinafonino che si rispetti, è presente anche in questo caso. Ricordiamo inoltre che JiaYu S2 esiste in due versioni: Advacend, caratterizzata 2 GB di memoria RAM e 32 GB di memoria interna, ed una Basic invece caratterizzata dal binomio 1GB/16GB. L’oggetto di questa recensione completa è il JiaYu S2 Advanced.