Come scegliere lo smartphone? GUIDA DEFINITIVA

come scegliere smartphone

Scegliere uno smartphone non è semplice. Quali caratteristiche deve avere? è impossibile trovare risposte universali a questa domanda dato che non esistono smartphone perfetti ma solo smartphone adatti alle proprie esigenze e al budget a disposizione. Per questo abbiamo deciso di proporvi una guida definitiva che analizzi tutti gli aspetti da considerare al momento dell’acquisto di un nuovo smartphone.

Le dimensioni

Per scegliere correttamente uno smartphone occorre partire dalle giuste dimensioni, valutando l’utilizzo che si farà dello smartphone:

  • Se intendete guardare tanti video su Youtube o addirittura film interi su Netflix o Prime Video allora uno smartphone con uno schermo da oltre 6 pollici farà sicuramente al caso vostro. 
  • Se invece utilizzate molto lo smartphone in mobilità, come ad esempio in piedi sul treno, uno smartphone troppo grande può risultare scomodo e poco maneggevole.

La domanda che bisogna porsi è: quanto è importante l’utilizzo a mano singola? Insomma, occorre trovare il giusto mezzo tra manegevolezza e visibilità dello schermo. Attualmente le dimensioni medie degli smartphone oscillano tra i 5.5″ ed i 6.7″, con una grande concentrazione di modelli sopra ai 6″. Se non avete problemi ad andare in giro con smartphone molto grandi, avrete sicuramente molti più modelli tra cui scegliere. Se invece preferite smartphone piccoli, potete consultare la nostra guida sugli smartphone con schermi piccoli.

Il display: FHD+ o Quad HD? IPS o AMOLED?

I fattori da considerare nella scelta del display sono i seguenti:

  1. La risoluzione. La risoluzione più comune per gli smartphone di fascia media è il FHD+ che prevede 1080 pixel sul lato corto e 2160, 2280 o 2320 pixel su quello lungo a seconda dei modelli. Queste risoluzioni sono più che sufficienti e in pochi sarebbero capaci di notare differenze con uno schermo Quad HD (2560 x 1440 pixel) di cui sono dotati gli smartphone di fascia alta. Considerate anche che la risoluzione va di pari passo con il carico sul processore, impattando consumi e temperature, dato che si trova a dover gestire un maggior numero di pixel.
  2. La luminosità massima. La luminosità massima, misurata solitamente in nit, è assolutamente da tenere in considerazione se utilizzate molto lo smartphone all’aperto. In questo caso, assicuratevi che il dispositivo abbia una buona luminosità massima. Uno schermo con una luminosità scarsa sarà difficilmente visibile nelle giornate di soleD’altro canto una luminosità eccessiva, anche se gestita in automatico, sarà fonte di consumi più elevati.
  3. La tecnologia del pannello. Attualmente le principali tecnologie usate per la retroilluminazione sono: LCD IPS e AMOLED. Mentre la prima garantisce, tendenzialmente, dei colori più realistici, la seconda tende ad avere una maggiore saturazione degli stessi (difetto che è stato corretto nelle versioni più recenti). D’altro canto però i display AMOLED permettono di avere dei neri più profondi (grazie allo spegnimento totale dei led) garantendo quindi un miglior livello di contrasti. Se parliamo di qualità dello schermo i display AMOLED di Samsung, a parità di prezzo, sono i migliori.

Se volete approfondire il discorso legato alla qualità dello schermo e capire quali sono gli schermi migliori, potete consultare il sito di DisplayMate.

Android o iPhone?

Un altro aspetto chiave da considerare è il Sistema Operativo. I 2 principali OS per smartphone sono Android (Google) ed iOS (Apple). Il panorama in realtà non si limita a questi ma, a causa della bassissima diffusione di smartphone come PinePhone, Librem 5 o VollaPhone, per ora potete scartare smartphone con SO alternativi o basati su Linux, a meno di particolarissime esigenze (es. siete dei programmatori).

Anche se nel corso del tempo i due sistemi si somiglino sempre di più sul lato estetico e funzionale, restano delle differenze sostanziali. Android può vantare una quantità infinita di personalizzazioni, alcune delle quali possono stravolgere totalmente la UI (User Interface) di sistema. Le modifiche possono andare dall’utilizzo di semplici app allo sblocco dei “permessi di root” (permessi che consentono di modificare i file di sistema del dispositivo) tramite cui installare le custom ROM. Grazie alla sua vocazione Open-Source, Android può contare su dei software personalizzati dalla community, in grado di aggiungere funzioni e/o di stravolgere in toto il software di base installato dal produttore.

Questa grande libertà offerta da Android ha anche dei risvolti negativi. In primo luogo, una minore omogeneità delle prestazioni tra modelli terminali, ma anche una maggiore frammentazione soprattutto a livello di app. Con Android ci si può imbattere in un’esperienza poco fluida e scarsamente ottimizzata, soprattutto a distanza di tempo. L’iPhone invece garantisce sempre performance adeguate, anche sui dispositivi di fascia meno recenti (es. iPhone 7, uscito nel 2016), in virtù della stretta interazione tra hardware e software nella fase di sviluppo del dispositivo.

Se siete indecisi se acquistare un iPhone o uno smartphone Android leggete le nostre guide, che evidenziano i punti di forza di iPhone rispetto ad Android e i punti di forza di Android rispetto all’iPhone.

Quale processore?

Un altro aspetto da considerare è quello del processore, che rappresenta il cervello di uno smartphone e permette lo svolgimento di tutte le operazioni. Sappiate però che è quasi del tutto impossibile predire le prestazioni di un processore sulla sola base delle specifiche tecniche o dei benchmark (es. Antutu). In linea di massima il nostro consiglio è di prediligere i modelli dotati del processore Qualcomm Snapdragon, giunto alla nona generazione. Snapdragon 888 è il processore attualmente più performante, seguito dallo Snapdragon 865/865+. Gli ottimi 765/765G rappresentano forse il compromesso migliore tra prestazioni e consumi mentre i 730/730G/732 sono per gli smartphone più economici. Da evitare i Mediatek.

Quanta RAM occorre?

Un altro componente fondamentale da considerare è la memoria RAM. Si tratta di una memoria volatile, una sorta di memoria a “breve termine”, che si traduce, nella pratica, nella capacità di mantenere aperti più processi contemporaneamente (in background ed avviate dall’utente). Le tipologie installate su smartphone e tablet sono molto simili tra loro, caratterizzate dalla tecnologia LPDDR4 a frequenze pressoché identiche. 

La memoria RAM non deve essere sottovalutata, soprattutto su piattaforma Android, in quanto per le piattaforme proprietarie (iOS) i nuovi modelli garantisco sempre una buona dose di fluidità, alla luce della buona interazione tra hardware e software. Come indicazione di massima, il nostro consiglio è quello di considerare un minimo di 4 GB di RAM (3 GB di RAM non bastano più), per evitare rallentamenti, riavvi o crash di vario tipo in situazioni di sovraccarico.

Di quanta memoria interna abbiamo bisogno?

Sul lato qualitativo, quasi tutti i dispositivi si affidano a memorie UFS 2.1. Ci sono però diversi modelli (come tutti i Samsung di fascia alta, molti OnePlus o l’Oppo Find X2 Pro) che offrono una memoria di tipo UFS 3.0 in grado di gestire una larghezza di banda doppia (e quindi il doppio della velocità) a fronte di un consumo e temperature inferiori. Vi segnaliamo la guida che analizza le differenze tra UFS 3.0 e UFS 2.1.

Dal punto di vista quantitativo la valutazione è invece soggettiva e dipende dalle esigenze di ciascun utente. Attualmente i tagli partono da 16 GB (per i dispositivi di fascia più bassa, che vi sconsigliamo) fino ad arrivare a 512 GB.

Gli smartphone Android offrono generalmente anche uno slot di espansione della memoria (MicroSD), ma il suo uso non può avvenire (generalmente) come memoria primaria. Questo vuol dire che, in quasi tutti i casi, le applicazioni (esclusi i file aggiuntivi) ed i file di sistema rimarranno sempre sulla memoria interna, non potendo essere spostati in toto sulla SD. Il consiglio qui è quello di orientarsi su smartphone con almeno 64 GB di memoria interna, per evitare problemi di memoria e poter utilizzare il dispositivo in maniera spensierata.

Quanto scalda sotto stress?

Un altro punto che merita attenzione è quello della temperatura di lavoro del dispositivo, che sale a seconda del carico richiesto agli elementi di calcolo (CPU e GPU), i quali dissipano calore. Una dissipazione di calore eccessiva può portare al surriscaldamento fisico dello smartphone, che, oltre ad influire negativamente sull’esperienza d’uso e sull’autonomia, può accorciare il tempo di vita dei componenti interni.

E’ il caso degli smartphone Samsung con processore Exynos (come il Samsung S20/S20 Ultra o il Samsung Note 20/Note 20 Ultra), che, rispetto alle versioni con Snapdragon vendute in altri mercati, tendono a scaldare eccessivamente. Nel peggiore dei casi, soprattutto d’estate, si può andare incontro al cosiddetto “Thermal Throttling“, generando lag e freeze di sistema piuttosto evidenti.

Tutto questo dovrebbe farvi capire che l’hardware non è tutto. Uno smartphone, pur avendo un eccellente comparto tecnico, potrebbe non soddisfarvi in termini di prestazioni, fluidità e autonomia. Non soffermatevi quindi esclusivamente sulle caratteristiche tecniche.

Come scegliere la fotocamera

Per coloro che sono più attivi sui social come Facebook, Instagram, TikTok o su Whatsapp, la fotocamera è spesso l’aspetto più importante nella scelta dello smartphone.

Partiamo da un concetto chiave: più megapixel non corrispondono a qualità più alta. Questo dato rappresenta solo la “grandezza” della foto acquisibile e non la sua qualità. Purtroppo si tratta di un dato che viene spesso enfatizzato dalle campagne pubblicitarie, volte a far leva sulla scarsa conoscenza tecnica degli utenti.

Nella valutazione di una fotocamera è importante concentrarsi su quei parametri dichiarati dal produttore come l’apertura focale, indicata con la f, che si ottiene dividendo la lunghezza focale per il diametro massimo del obiettivo. Più il valore della f è basso e più l’apertura è ampia e la fotocamera è in grado di catturare la luce.

Una buona stabilizzazione ottica (e non digitale) ridurrà notevolmente l’effetto “mosso” nelle vostre foto, aiutandovi moltissimo nei “punta e scatta” veloci. Inoltre, grazie alla minor “tremolio” dell’ottica, otterrete delle foto più nitide anche in notturna.

Per avere un’idea della qualità delle foto di uno smartphone potete consultare le classifiche di DXOMARK.

Autonomia

L’autonomia è sicuramente un punto importante nella valutazione di uno smartphone. Sappiamo bene che la sua stima è difficilissima a priori, dipendendo da un’infinità di parametri, tra cui la capienza della batteria in rapporto alle dimensioni dello schermo, la risoluzione dello schermo e la luminosità media durante la giornata, la qualità del modulo telefonico, il carico sul processore o l’ottimizzazione del software, o ancora dalla bontà del setup di risparmio energetico.

La soluzione più efficace, in grado di darvi un’idea della reale autonomia, è quella di fare riferimento alle recensioni presenti su web, basandosi sul feedback di chi lo ha provato per un periodo di almeno un paio di settimane. In alternativa, per una stima più analitica, potete fare riferimento alla classifica di GSMArena.

Reti e Sim

In primo luogo dovrete valutare se la connessione 5G sia una vostra priorità o meno. La copertura del 5G è ancora bassa, visto il numero ancora limitato delle infrastrutture attive, difficoltà tecniche incontrate da Telco, oltre al rallentamento generato dall’emergenza Covid. C’è anche da considerare che in un primo momento i prezzi resteranno alti, rendendo il 5G un “lusso” per chi non ne ha un reale bisogno. 

Questione SIM: singola o dual-SIM? La seconda è un’opzione che vi permette di sfruttare più operatori ma anche di gestire le chiamate in ingresso, separando quelle di lavoro (ovvero disabilitando la SIM dopo l’orario di lavoro) da quelle private. Gli smartphone dual-SIM possono essere DSFA (Dual SIM Full Active), con due antenne separate, o DSDS (Dual SIM Dual Standby), con una singola antenna. In realtà questa distinzione non è più così importante dato che è possibile attivare, via software, la funzione Dual SIM sempre attiva su entrambe le SIM che risulteranno contemporaneamente raggiungibili e attiveranno un avviso di chiamata se dovessimo ricevere una chiamata sull’altra SIM.

Infine se volete comprare uno smartphone venduto per il mercato cinese, assicuratevi che supporti la banda di frequenza B20. In Italia gli operatori telefonici utilizzano per le reti LTE le bande 800Mhz (la cosiddetta Banda B20), 1800Mhz e 2600Mhz. In particolare TIM e Vodafone le utilizzano tutte le bande di frequenza, la TRE non utilizza la 800Mhz, mentre Wind è quella che utilizza maggiormente la banda 800Mhz in LTE. Questo problema riguarda solo i modelli pensati per il mercato cinese.

Valori SAR

Per SAR (Tasso di assorbimento specifico) si intende la misura dell’energia assorbita dal nostro corpo in prossimità di campi elettromagnetici. Più è alto il valore di SAR (misurato in W/Kg) maggiori sono i potenziali rischi per la salute, sulla base di studi scientifici che hanno evidenziato la correlazione tra l’esposizione prolungata a radiazioni elettromagnetiche e l’insorgenza di forme tumorali.

Molti smartphone hanno valori prossimi ai limiti fissati dalle normative europee, altri ancora, soprattutto cinesi, non dichiarano i livelli di SAR dei loro prodotti. Se i livelli SAR vi preoccupano potete consultare la nostra guida aggiornata sui livelli SAR dei principali smartphone sul mercato.

Impermeabilità

Si tratta di una caratteristica sottovalutata da molti utenti. Perchè l’impermeabilità è un valore aggiunto per uno smartphone? Per evitare che si rompa a seguito di un contatto accidentale con l’acqua, come in caso di pioggia, della caduta in acqua mentre stiamo scattando foto sul bagnasciuga o durante un tuffo in acqua dimenticandoci di avere lo smartphone nella tasca del costume. Secondo un sondaggio condotto da ZAGG, il contatto con l’acqua è tra le principali cause di rottura di uno smartphone.

L’impermeabilità di un dispositivo è certificata dal Codice IP, uno standard internazionale che classifica il grado di protezione di un dispositivo contro l’intrusione di due tipi di agenti esterni: particelle solide, come polvere o sabbia, e i liquidi. La tipologia di certificazione (es. IP58, IP65, IP67, IP68..) identifica il grado di queste due protezioni ed è espresso mediante due cifre subito dopo il termine fisso IP. In particolare:

  • la prima cifra indica, in un range da 0 a 6, la resistenza all’intrusione di particelle solide
  • la seconda cifra, espressa in base ad una scala da 0 a 9, indica invece il livello di impermeabilità. Bisogna quindi fare riferimento alla seconda cifra del codice IP per sapere se il dispositivo sia in grado o meno di resistere agli spruzzi (4), ai getti d’acqua (5), alle ondate (6), alle immersioni temporanee fino ad 1 metro di profondità (7) o continue oltre 1 metro (8).

La certificazione IP68 è quella che offre la massima garanzia della resistenza all’acqua.

Assistenza

Cosa succede se uno smartphone presenta un difetto di fabbrica? In Italia il venditore è obbligato ad applicare la garanzia della durata di due anni a copertura di difetti di produzione o conformità dei prodotti venduti, ma spesso, soprattutto comprando online da store meno conosciuti, capita di trovarsi davanti ad un servizio di supporto clienti inesistente. Inoltre quali sono poi le tempistiche di riparazione in caso di rottura accidentale? Dove verrà riparato? In merito a garanzia ed assistenza vi consigliamo due alternative:

  • Se la differenza di prezzo non è così significativa comprate uno smartphone con garanzia Italia, per le tempistiche di riparazione generalmente più brevi.
  • L’alternativa più sicura è quella di comprare su Amazon, a costo di spendere qualcosa in più, dato il livello ineguagliabile dell’assistenza Amazon

Se invece avete trovato un’offerta particolarmente allettante su un sito e-commerce che non avete mai sentito nominare, verificate prima le opinioni degli utenti su siti come Trustpilot.

Prezzo

Il prezzo è il parametro forse più importante nella scelta di uno smartphone. A seconda dei modelli, dei brand e dei periodi dell’anno può oscillare di molto. Per monitorare i prezzi e siete interessati all’acquisto di uno smartphone Android potete consultare le nostre guide:

I migliori smartphone con un prezzo massimo di 100 euro
I migliori smartphone con un prezzo massimo di 150 euro
I migliori smartphone con un prezzo massimo di 200 euro
I migliori smartphone con un prezzo massimo di 250 euro

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