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Conviene comprare gli smartphone cinesi?

Mag 5, 2015

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Conviene comprare gli smartphone cinesi?

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La voglia di risparmio e qualità ci spinge spesso a guardare con attenzione al mercato asiatico. Ma è davvero conveniente comprare uno smartphone cinese?

L’impatto dei prodotti cinesi nel mondo della telefonia mobile è stato davvero impressionante. Da sempre patria del “low cost” gli smartphone “Made in China” riescono ad offrire anche un buon livello di prestazioni software insieme a caratteristiche hardware di tutto rispetto, a prezzi bassi. Ma non è tutto oro quel che luccica: tante sono le luci accompagnate dalle immancabili ombre; un misto di vantaggi e svantaggi che proveremo a spiegare in questo articolo.

Quali sono i brand cinesi più affidabili che conviene prendere in considerazione?

Fino a pochi anni fa quando si parlava di smartphone cinesi, il pensiero andava inevitabilmente a cloni dei prodotti più conosciuti a cui corrispondevano caratteristiche software che spesso lasciavano a desiderare: classiche “cineserie” di poco valore. Ma oggi l’evoluzione dei produttori ha portato a smartphone con caratteristiche d’avanguardia.

Premessa doverosa: i produttori di smartphone cinesi sono numerosissimi, la maggior parte dei quali non marchiano i loro prodotti, e che puntano sulle sole specifiche tecniche (e ovviamente, prezzi stracciati) per ingolosire i potenziali acquirenti. E’ comune quindi vedere, mentre navighiamo, banner pubblicitari del tipo “processore octa-core, 2GB RAM, fotocamera da 13MP” senza alcun riferimento al brand del prodotto. Il consiglio che possiamo darvi è quello di diffidare da questi prodotti, e di affidarvi invece a brand più conosciuti.

Xiaomi: il principale concorrente di Samsung ed Apple in Cina

Quando si parla di smartphone cinesi il pensiero va immancabilmente alla casa madre che più di tutte si è distinta per la qualità dei prodotti realizzati: Xiaomi, fondata nel 2010 e finita sotto le luci dei riflettori nel 2011 con il lancio di M1. Da allora il colosso fondato da Lei Jun ha inanellato una serie incredibile di successi che sul mercato cinese, hanno davvero messo in difficoltà la concorrenza. Il Mi4, il Redmi Note, il Mi Note fino al Mi Note Pro sono i prodotti presentati da Xiaomi nell’ultimo periodo, che hanno il sapore di un vero e proprio guanto di sfida lanciato a colossi come Apple e Samsung.

ZTE e OnePlus : innovazione a basso costo

Ma non è solo la Xiaomi a distinguersi per la qualità degli smartphone realizzati: da non sottovalutare, infatti, ZTE. Prodotti davvero interessanti quelli dell’azienda di Shenzen, che con il prossimo Nubia Z9 promette di stupire i consumatori di tutto il mondo per l’innovativo design e, presumibilmente, con l’incredibile dotazione di 8GB di RAMNon da meno OnePlus che con il lancio di OnePlus One, attraverso il discutibile sistema di acquisto ad inviti, occupa da un anno un posto di primissimo piano nel settore degli smartphone per l’eccellente rapporto qualità-prezzo.

Huawei: leader nel resto del mondo

Da segnalare ovviamente i prodotti di Huawei, il colosso di Shenzen con una distribuzione che tocca ben 140 nazioni in giro per il mondo e con oltre un milione di dispositivi venduti solo nel nostro paese.

L’attenzione alla qualità di Meizu

Meizu, con il nuovo M1 Note, ha stupito gli utenti di tutto il mondo. Il motivo è semplice: a differenza degli altri brand (Huawei escluso) che limitano la commercializzazione ai soli confini cinesi, ha aperto definitivamente le porte all’Europa, realizzando modelli specifici per il mercato Europeo (e quindi con supporto alla famigerata frequenza LTE a 800Mhz, rendendo di fatto il supporto al 4G completo). Il risultato, come prevedibile, è stata la rottura di stock, con i nuovi stock disponibili per i preordini soltanto dal mese di Maggio.

Zopo, THL e Cubot: tra i primi brand cinesi ad essere conosciuti anche in Europa

Zopo, ThL e Cubot sono stati i primi brand cinesi ad essere conosciuti in Europa, soprattutto dai primi utenti che si affidavano alle spedizioni dalla Cina. Il listino di prodotti aggiornato include l’ottimo Zopo ZP920 Magic con processore MTK6752 64bit OctaCore da 1.7GhZ, 2GB Ram, 16GB Rom, 13,2 megapixel di fotocamera ed uno schermo da 5.2″ al prezzo di soli 269 euro mentre si scende sotto i duecento per per l’altro prodotto della compagnia cinese fondata nel 2012: Zopo ZP530: uno smartphone dal design apprezzabile, al quale si aggiungono prestazioni software di alto livello ed una discreta autonomia.

Prezzi decisamente abbordabili anche per i prodotti a marchio THL con l’ultimo smartphone presentato, il THL 2015, con una dotazione hardware di tutto rispetto al prezzo di circa 210 euro.

Infine anche Cubot non è da meno. Il nuovo Cubot X10 annovera caratteristiche da “top di gamma” con una memoria interna espandibile di 16 GB e 2GB di memoria RAM, un sensore da 13 megapixel per la fotocamera posteriore, da 8 MP per la frontale ed uno schermo dalle dimensioni di 5.5 pollici dotato di tecnologia IPS con angoli di visione di primo livello; il tutto ad un prezzo che su determinati siti, si aggira intorno ai 150 euro.

Come fanno gli smartphone cinesi a costare così poco?

I segreti del successo: il marketing

Una strategia di marketing intelligente e per nulla costosa è uno degli elementi che accomuna i produttori cinesi. Immaginate quante risorse impieghino i colossi occidentali in cartelloni pubblicitari, campagne online, sponsorizzazioni delle star e spot tv. Il metodo di queste aziende cinesi si basa, invece, su una diffusione essenzialmente online grazie all’utilizzo dei social network che come Facebook, Twitter, Google Plus e Weibo possono essere anche più efficaci dei “mezzi tradizionali”.

Un altro elemento è l’assenza di negozi fisici. Xiaomi, OnePlus e ZTE non hanno store sparsi per il mondo come i competitor, ma solo qualche centro di assistenza utilizzati essenzialmente per la manutenzione degli smartphone. Insomma se volete acquistare un dispositivo dei produttori cinesi dovrete recarvi sui siti internet e procedere con l’acquisto online.

Zero smartphone invenduti e ridotto margine di guadagno

Una delle critiche che è stata avanzata nei confronti di Xiaomi è quella di produrre pochi dispositivi. La strategia del colosso cinese consiste, infatti, nel realizzare solo la quantità di prodotti che si è sicuri di poter vendere. Niente problemi di sovrapproduzione o di smartphone invenduti quindi per la casa di Pechino che grazie a questo metodo, riesce ad abbattere notevolmente i costi di produzione.

Ma la strategia delle compagnie cinesi si mostra in tutta la sua lungimiranza con il basso margine di guadagno sui singoli smartphone venduti. Una percentuale sul prezzo davvero bassa su ogni singolo dispositivo è quella destinata alle casse dell’azienda, che così riesce a mantenere basso il prezzo al pubblico dei prodotti finiti.

L’importanza degli accessori

E’ sul prezzo degli accessori che la Xiaomi, ma anche altre compagnie cinesi, massimizzano i profitti. Copertura dello schermo, cuffie, cavi, caricabatterie, ma anche le magliette con il marchio in bella mostra sono i prodotti che permettono a queste compagnie di raggiungere alti margini di guadagno. Il marchio dello smartphone acquistato per molti utenti diventa, quindi, un vero e propri stile di vita, con le scarpe “smart” con tanto di firma Xiaomi in bella mostra.

Gli svantaggi dell’acquisto di uno smartphone cinese

Purtroppo ai vantaggi nell’acquisto di uno smartphone cinese corrispondono anche degli elementi davvero poco piacevoli. Innanzitutto quando si ordina un prodotto proveniente da un altro paese si incorre inevitabilmente nelle spese di dogana. La maggiorazione dei costi dovuta ai dazi, potrebbe appesantire di molto il prezzo del nostro smartphone, perciò risulta di fondamentale importanza informarsi sulle regole riguardo gli acquisti internazionali.

Ma la lontananza dai paesi d’origine può portare anche a tempi di spedizione molto lunghi. Dopo aver acquistato il vostro smartphone Made in China e pagato i relativi costi di dogana potreste aspettare anche due o più settimane prima che il vostro agognato device giunga a casa. I ritardi ed i costi aggiuntivi possono variare da molti fattori tra cui il mezzo attraverso il quale lo smartphone ci giunge a casa. Nel caso che la spedizione avvenga con il corriere il prodotto ci arriverà, con tutta probabilità, nei tempi pattuiti, ma il dazio sarà obbligatorio e ammonterà all’incirca al 20% del valore del prodotto dichiarato dal produttore al quale si aggiungerà l’Iva al 22%.

Nel caso, invece, la spedizione avvenga tramite posta ordinaria il pacco potrebbe non essere fermato alla dogana evitando, così, di pagare costi aggiuntivi, ma nel caso in cui venga controllato, è possibile che le operazioni possano durare anche giorni ritardando notevolmente l’arrivo del device.

Comprare uno smartphone cinese su internet è sicuro?

Una domanda molto comune tra tutti coloro che si accingono ad acquistare uno smartphone cinese su un sito di aste su internet è: “Come fare a riconoscere gli annunci seri dalle truffe? In generale l’uso eBay mette al riparo da molti pericoli, ma mai dormire sugli allori. Una volta individuata l’asta più congeniale, prima di agire è di fondamentale importanza controllare il punteggio feedback del venditore, l’opzione “protetti o rimborsati con paypal” e soprattutto leggere con attenzione il teso completo dell’asta senza dimenticare di individuare la possibilità di spedizione anche nel nostro paese.

Conclusioni: conviene comprare smartphone dalla Cina?

Insomma l’acquisto di un prodotto proveniente dalla Cina è un’idea che si fa sempre più strada anche alle nostre latitudini. Un’ottima qualità si sposa con prezzi interessanti che non possono non incuriosire l’acquirente che ha l’occhio di riguardo al prezzo, ma che, come abbiamo visto, può affrontare mille problemi riguardo la spedizione.

La soluzione per bypassare il problema della spedizione può essere quella di acquistare solo dagli store online italiani che importano i prodotti dalla Cina, ma qui ci sono da fare due considerazioni:

1) Prezzi più alti. Ovviamente il fatto di acquistare un prodotto importato implica un sovrapprezzo applicato dallo store, che può superare anche il 50% del prezzo di vendita in Cina, a seconda dello store. Chiaro che sovrapprezzi eccessivi danno spesso luogo a confronti con i prodotti di brand tradizionali” (es. Galaxy S5 o Nexus 6), su cui, a parità di prezzo, ricade la preferenza di molti utenti.

2) Rischio dropshipping. Molti store italiani adottano la strategia del dropshipping, ovvero il prodotto viene venduto senza che lo store lo abbia in magazzino, ordinandolo dalla Cina dopo l’acquisto da parte dell’utente. In questo modo i tempi di spedizione diventano comparabili con quelli di uno store cinese.

In conclusione quindi, conviene acquistare uno smartphone cinese direttamente da uno store cinese solo se non si ha particolare urgenza di averlo tra le mani. Altrimenti meglio affidarsi ad uno store italiano, che non adotti però metodi di dropshipping e che non applichi sovrapprezzi eccessivi.