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Cubot X6: la recensione del cinafonino octa-core economico

Lug 7, 2014

Cubot X6: la recensione del cinafonino octa-core economico

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In questo periodo siamo letteralmente travolti da cinafonini che montano il processore octa-core e in molti ci hanno chiesto di approfondire il nostro focus su Cubot X6. Lo abbiamo scelto al terzo posto dei cinafonini economici ed il motivo è presto detto: il prezzo è sicuramente aggressivo, poiché si trova comodamente sotto ai 200€, abbinato ad un design sicuramente differente dal solito e ovviamente ad una architettura hardware che appare molto equilibrata.

Cubot X6 non è il primo smartphone che testiamo per questo brand, ma è quello che probabilmente che ci ha convinto di più. L’obiettivo è quello di svelarne vantaggi e svantaggi in questa recensione completa di Cubot X6 cercando di evidenziare ciò che abbiamo provato nella nostra esperienza quotidiana. Entriamo quindi nel vivo della recensione.

 

Design

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La cosa che mi ha colpito di più durante il primo avvio non è stato tanto la versione del sistema operativo leggermente diversa dal solito, quanto effettivamente il form factor diverso dal solito. Cubot X6, specialmente nella versione bianca che abbiamo avuto modo di testare, mostra linee molto insolite caratterizzate da una sinuosità anche al di sotto dei tasti capacitivi, purtroppo non retroilluminati.

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Nonostante poi non sia leggerissimo, circa 165 grammi con batteria, questo smartphone si fregia di buone misure fisiche, pari a 145 x 74 x 9 mm, con uno spessore davvero fuori dalla norma. Cubot X6 è comunque molto ergonomico, con i tasti laterali posti nella giusta posizione per favorirne l’utilizzo.

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Purtroppo dobbiamo segnalare la necessità di utilizzare una cover (di tipo bump oppure flip) che protegga la fotocamera posteriore, che è in bassorilievo rispetto alla scocca di plastica e che quindi può risentire di qualche graffio.

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I materiali sono ovviamente plastica, ma sono ben assemblati e danno una certa idea di solidità. La scocca posteriore è rimovibile e nasconde i vani per le due SIM (una standard ed una micro) e per la microSD, inoltre questa si unisce alla faccia anteriore con un design a goccia che rende il profilo estetico di Cubot X6 molto interessante e sicuramente da premiare perché diverso dalla norma.

 

Display

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Frontalmente troviamo un display caratterizzato da una diagonale da 5 pollici e, quasi in barba al prezzo, si riscontra la presenza dell’ottima risoluzione HD da 1280 x 720 pixel. Questo significa osservare circa 295 ppi, vale a dire una densità di pixel praticamente pari al famoso RETINA display introdotto dagli iPhone di qualche generazione fa e ci conferma una buona qualità a livello di dettaglio delle immagini e dei contenuti multimediali.

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Una particolarità che ho apprezzato durante la prova pratica è la presenza della tecnologia OGS che effettivamente conferma una buona sensibilità del pannello touchscreen, questo poiché OGS sottintende One Glass Solution e ha come scopo quello di diminuire la distanza tra il vetro di protezione ed il pannello posto sotto di esso. Inoltre è abbastanza fuori dall’ordinario la presenza di questo tipo di tecnologia su uno smartphone entry-level.

A livello di prestazioni sotto al sole possiamo dire che la tecnologia IPS LCD si dimostra molto valida grazie alla luminosità abbastanza elevata e al sensore di luminosità che si imposta correttamente passando da un ambiente all’altro.

 

Hardware e connettività

Il Cubot X6 ha un grandissimo punto di forza di montare un processore octa-core di ultima generazione, il famoso MediaTek 6592, che si basa su 8 core capaci di spingere fino a 1.7 GHz di frequenza, come di consueto in questa fascia di prezzo, abbinata alla GPU Mali 450MP. La grande novità è quella di trovare uno smartphone Android, ad un prezzo così concorrenziale, che monta appunto questo processore che è in grado di offrire ottime prestazioni.

Questo si evidenzia nella vita quotidiana con un ottimo comportamento quando si utilizza il browser, che carica correttamente e velocemente le pagine web, così come nei giochi che vengono riprodotti in modo fluido e con pochissimi lag. In questo ultimo frangente molto dipende anche dall’ottimizzazione del gioco, quindi da come arriva dal produttore, ma almeno con quelli più complessi, sia per grafica 3D che per meccaniche di gioco, e per quelli che utilizziamo come benchmark per i nostri test, abbiamo osservato un buon comportamento. In particolare tra i giochi provati possiamo citare Dead Trigger 2, Real Racing 3, 2048, Quell: Reflect, The Secret Society, Subway Surfers per verificare più tipologie di gioco e osservare il comportamento nella vita quotidiana.

Nei test al benchmark abbiamo ottenuto, come anche prevedevamo visto che ormai conosciamo bene questa architettura hardware, circa 25.000 punti su AnTuTu Benchmark che ci ha raccontato ottime prestazioni e fluidità complessiva, ponendosi quasi in competizione con smartphone del calibro del Galaxy S4. Su Vellamo Browser, che offre indicazioni circa la navigazione web con il browser di sistema, invece abbiamo ottenuto l’ottimo punteggio di circa 2.000 punti. Ottime prestazioni sono confermate anche sul lato grafico, dove il Cubot X6 ha raggiunto 49.1 fps su Epic Citadel che ha segnalato esattamente “Perfomance Level: High Quality“.

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In realtà qualche piccola incertezza la abbiamo ravvisata nell’utilizzo quotidiano con il launcher di base che non è ottimizzato e fa verificare qualche lag di troppo anche nel passaggio da una finestra all’altra di Cubot X6. Si riescono a superare questi limiti utilizzando invece launcher alternativi, nella prova ho poi utilizzato sia Apex che Nova e ho riscontrato un po’ di miglioramenti nella fruibilità di questo Cubot X6.

La memoria RAM non è particolarmente audace, poiché si tratta di 1 GB e questo implica che, come avviene spesso nei modelli entry-level, potreste incorrere in qualche lag di troppo se questo si esaurisce per via di molte applicazioni aperte in background. Lato memoria interna invece si evidenzia la presenza di ben 16 GB di memoria interna, veramente tanti se paragonati ai quantitativi di GB disponibili sugli smartphone disponibili comunemente nei negozi italiani. Spazio a disposizione per le app e per i giochi è di 1.4 GB, ma non manca la possibilità di espandere ulteriormente la memoria attraverso microSD. 

Come connettività evidenziamo il solito problema con a-GPS: nello specifico il fix dei satelliti funziona ed è anche piuttosto preciso, ma i tempi non sono molto rapidi. Specie nelle giornate più nuvolose, anche all’aperto, le tempistiche sono molto lente. Chi riscontra problemi particolari può chiaramente ovviare a questi con le varie app disponibili su Store come GPS status&repair oppure con le modalità che venivano utilizzate sul “vecchio” MTK6589.

Non manca in Cubot X6 poi tutta la connettività tipica degli smartphone Android Dual SIM provenienti dalla Cina, quindi potrete star tranquilli per il supporto Wi-Fi che si mantiene stabile e abbastanza veloce anche a distanza dal modem. Inoltre il Cubot X6 monta due SIM, di formato standard uno e l’altro invece microSIM. Facciamo presente che il secondo slot è solo GSM, mentre il primo può essere utilizzato anche con operatore 3. Nella nostra prova ha funzionato senza andare in roaming, però nelle zone dove 3 viaggia sui 900MHz (non supportati invece dallo smartphone in questione, allora si andrà in roaming. Su quelle a 2100 MHz nessun problema invece. Come di norma invece si trova il Bluetooth, stavolta in versione 4.0, che garantisce una miglior gestione della batteria ed un discreto risparmio energetico se attivo.

 

Fotocamera

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Purtroppo non smetteremo mai di ripeterlo, ma sono davvero pochi i cinafonini che montano una fotocamera in grado di lasciare a bocca aperta in quanto a prestazioni. Il Cubot X6 monta una fotocamera con un sensore da 8 Megapixel nativi e che sfrutta anche una apertura f/2.4 che punta a far entrare più luce possibile nelle foto e raccogliere il più possibile i dettagli. Al di là di questo, possiamo sottolineare una presenza standard dell’app fotocamera che implementa le funzioni più classiche come quella panoramica, l’HDR e ovviamente la modalità automatica dedicata a chi non vuol perdere troppo tempo prima di uno scatto.

In generale per la fascia di prezzo a cui è possibile acquistare il Cubot X6, la fotocamera si dimostra più che adeguata per le esigenze, anche quelle di condivisione sui social network come Facebook o Instagram, questo grazie ad una buona riproduzione dei colori e anche ad una tutto sommato pulita resa dei dettagli, non eccessivamente presa dal famoso rumore digitale. Se parliamo invece dell’utilizzo in notturna o con il Flash LED sicuramente la qualità cala ma non in modo drastico tanto da definirla pessima.

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Si possono registrare anche video che, ovviamente, non offrono la qualità e la stabilizzazione tipica dei top di gamma, ma riescono ad essere abbastanza dettagliati e puliti, limitando il famoso effetto blur che talvolta rovina un po’ i video negli smartphone cinesi più economici. Presente ovviamente la fotocamera anteriore, utilizzabile sia per i selfie (con modesti risultati) che per videochiamate.

 

Sistema operativo

Il comparto che meno mi è piaciuto, almeno se parliamo della prima impostazione appena si accende, è proprio quello dedicato al software. Stiamo parlando di una versione Jelly Bean Android 4.2 che ormai conosciamo molto bene sia come funzionalità che come stile estetico: proprio questo ultimo lascia un po’ a desiderare sul Cubot X6 che presenta delle icone dal gusto un po’ rivedibile. Da rivedere rimane anche il launcher che non convince appieno anche come fluidità nel passaggio da una schermata all’altra, ma come spesso accade coi cinafonini basta un semplice cambiamento di launcher per ottenere prestazioni nuove e anche una buona interfaccia grafica. Noi abbiamo installato Apex Launcher che si contraddistingue per un bello stile estetico e una fluidità migliorata.

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Tra le applicazioni preinstallate si trovano quelle più ovvie come ad esempio il lettore di Email oppure la classica applicazione “Da fare” per la nostra lista di impegni, più i vari lettori multimediali per video e musica. Non manca la torcia o la radio FM attivabile con l’utilizzo degli auricolari come antenna. Non c’è niente di particolarmente invasivo e questo fa comodo soprattutto perché lo spazio dedicato all’installazione, come specificato nei precedenti paragrafi, non è molto ampio.

Cubot X6 è quindi uno smartphone che, almeno dal lato software, può offrire di meglio grazie alle personalizzazioni tipiche di Android.

 

Batteria ed autonomia

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Cubot X6 è equipaggiato da una batteria di discreta capacità, poiché parliamo di 2.200 mAh che dovrebbero conferire sulla carta elevati tempi di autonomia per via di un’architettura hardware tutto sommato ormai rodata e perfezionata per l’utilizzo quotidiano. La batteria è removibile ed è disponibile nel modo più classico sotto la back cover.

Per quanto riguarda l’utilizzo, in realtà abbiamo evidenziato qualche piccolo problema nel deep sleep, vale a dire nei consumi energetici a display spento che di solito dovrebbero essere ridotti al minimo: nella pratica analizzando il comportamento della CPU abbiamo visto che non sempre l’utilizzo del processore era a frequenza minima, ma magari più alto (con conseguenza di un maggior dispendio energetico ed una autonomia ridotta per il Cubot X6). Abbiamo poi installato alcune app di monitoraggio ed ottimizzazione di batteria (tra cui Greenify) e tutto è migliorato evidenziando un deep sleep corretto.

Tecnicismi a parte, se una volta comprato il Cubot X6 notate comportamenti di batteria anomali installate qualche app e controllate che il problema rientri. A noi è capitato che effettivamente poi non abbiamo avuto problemi nel raggiungere la sera con lo schermo acceso in tempi più che soddisfacenti.

 

Disponibilità e prezzo

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Cubot X6 è uscito nel corso del 2014 offrendo un buon comparto hardware e software, motivo per cui ci si sarebbe aspettati inizialmente un prezzo più alto. Lo abbiamo scelto tra i migliori smartphone cinesi economici (sotto ai 200€) per via dell’ottima riuscita. Il prezzo di vendita oscilla, a seconda che venga acquistato in Cina oppure in Italia tra i 100€ e i 200€, mantenendosi praticamente sempre sotto questa soglia.

Il motivo è ovviamente ricercabile nella assistenza e nella garanzia che nel caso di acquisto in Cina significa dotarsi di pazienza e un minimo di capacità di affrontare i problemi sfruttando il supporto della rete. Il terminale è disponibile in colorazione bianca o nera.

Il box di vendita invece contiene:

  • Lo smartphone;
  • Cavo microUSB-USB;
  • Guida rapida e garanzia;
  • Auricolari;
  • Flip cover piegabile come supporto, ma dipende dal venditore;
  • Cavo di supporto OTG USB, che dipende anche questo dal venditore.

 

Conclusioni

Arrivati alle valutazioni finali possiamo riassumere confermando che Cubot X6 è uno degli smartphone cinesi octa-core più convincenti che abbiamo provato, soprattutto se teniamo in ampia considerazione la giusta discriminante del prezzo che è assolutamente competitivo e adeguatamente prestante. Durante l’utilizzo quotidiano infatti non è mancato davvero nulla, motivo per cui vi riepilogo brevemente i pro ed i contro della recensione:

 

PRO E CONTRO

PRO

– Buona qualità dei materiali costruttivi
– Display ampio e ben risoluto (720p)
– Possibilità di videogiocare bene grazie alla GPU di ottimo livello
– Fotocamera discreta seppur si parli di un cinafonino economico
– Test al benchmark confermano la bontà dell’architettura hardware

CONTRO

– Comportamento della batteria da monitorare
– L’interfaccia non è il top, meglio utilizzare launcher alternativi
– Il Fix dei satelliti non è propriamente rapido

 

Videorecensione di Cubot X6

Chiudiamo la nostra recensione con la consueta videoprova che potrete trovare sul nostro canale YouTube RedazioneTecnologici, al quale siete invitati ad iscrivervi!

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.