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Display OLED: Super AMOLED Plus vs Super AMOLED

Gli  OLED (Organic Light Emitting Diode), termine con cui si indica l’elettroluminescenza basata su materiali organici,  sono protagonisti di una crescita impetuosa, grazie alla scelta da parte dei principali produttori del mercato mobile.

I display OLED sono più sottili e più leggeri dei tradizionali schermi LCD, non richiedono di essere messi controluce, dato che sono visibili anche se colpiti da luce diretta. Inoltre non necessitano di retroilluminazione consentendo un notevole risparmio di energia, hanno un migliore contrasto, colori più luminosi, un angolo visivo maggiore, una migliore tolleranza della temperature e una risposta più veloce.

Un’indagine condotta dalla DisplaySearch, società specializzata in consulenze e ricerche nel mercato display, stima un tasso annuo di crescita del 36% fino al 2016.

Ma cosa sono gli schermi OLED? Cosa differenzia il Super AMOLED Plus del Samsung Galaxy SII rispetto al Super AMOLED del suo predecessore?

Gli OLED a matrici attive  

In particolare il termine AMOLED (Active Matrix Organic Light Emitting Diode) fa riferimento alla paricolare modalità di attivazione dei pixel dell’immagine, per cui ogni pixel comprende un circuito comprendente dispositivi attivi (TFT, Thin-Film Transistor) per attivare l’OLED con una determinate intensità di corrente e di elementi di memoria (condensatori), per mantenere lo stato di ogni pixel fino alla successiva scansione dell’immagine.

Ogni pixel è costituito da sub-pixel che realizzano i tre colori RGB. A differenza degli LCD che sono retroilluminati e quindi non variano la loro dissipazione di potenza a seconda dell’immagine, per gli OLED il bianco è il colore più dispendioso dato che consiste in tutti e tre i LED accesi contemporaneamente, mentre il nero non assorbe alcuna corrente dato che tutti i pixel sono spenti.

Samsung Galaxy S vs S II:   PenTile vs Real-Stripe

Nel Super AMOLED della prima versione del noto terminale high-end della Samsung viene utilizzata la matrice cosiddetta PenTile: ovvero ogni pixel è composto da 8 sub-pixel che si alternano secondo la combinazione RG-BG (Rosso-Verde, Blu-Verde).

Il Super AMOLED Plus del Samsung Galaxy S II invece sancisce l’abbandono della tecnologia PenTile, a favore di un’alternanza dei sub-pixel secondo la combinazione RGB-RGB, denominata “Real-Stripe“. In questa configurazione ogni pixel è costituito da 12 sub-pixel, determinando di fatto un aumento del 50% del numero dei sub-pixel rispetto al Samsung Galaxy S.

L’effetto del “riarrangiamento” dei sub-pixel

L’effetto di tale cambiamento è quello di incrementare la luminosità e la qualità video complessiva, senza contare la riduzione dei consumi del 18%. E’ stato inoltre risolto il problema della granulosità dei Super AMOLED dovuto alla predominanza dei pixel verdi rispetto a quelli rossi e blu.

D’altra parte però l’aumento del numero dei sub-pixel causa l’aumento della dimensione di un  pixel. Per avere quindi la stessa risoluzione WVGA lo schermo del Super AMOLED Plus non potrà che essere più grande, ed è questo il motivo per cui l’Infuse 4G e il Galaxy S2 hanno display rispettivamente di 4.5 e 4.3 pollici, contro i 4 pollici del Nexus S e del Galaxy S.

Ma facciamo ora un confronto diretto tra i due display dal punto di vista delle principali caratteristiche.

Risoluzione e leggibilità

La configurazione PenTile, brevettata dalla stessa Samsung nel 2008, non riesce nel tentativo di “ingannare” l’occhio umano con un numero inferiore di pixel. Il Super AMOLED risulta infatti essere più “granuloso” del suo successore.

Vincitore: Super AMOLED Plus

Luminosità

Contrariamente a quanto dichiarato sul sito ufficiale della Samsung lo schermo del Galaxy S risulta essere più luminoso, soprattutto quando colpito dalla luce diretta, grazie alla sua bassissima percentuale di riflessione di luce (4%).

Vincitore: Super AMOLED

Contrasto

Entrambe spiccano per l’elevato livello di contrasto che solo la tecnologia OLED è in grado di garantire.

Gamma di colori e saturazione

Le differenze in termini di gamma di colori sono minime.

Angolo di visuale

Entrambi non perdono tonalità e contrasto dei colori originali, cambiando angolo di visuale.

Consumo di potenza

La Samsung dichiara un 18% di efficienza maggiore nel Super AMOLED Plus.

Vincitore: Super AMOLED Plus

Conclusioni

Da questo confronto diretto tra i due schermi OLED, ne esce nettamente vincitore il Super AMOLED Plus, che ha la meglio in tutte le caratteristiche ad eccezione della luminosità, unica qualità in cui risulta essere inferiore al suo predecessore.

 

 

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Super AMOLED Plus vs Retina vs NOVA

Il display NOVA dell’LG Optimus Black, che raggiunge una luminosità di 700 nit, è solo l’ultimo arrivato nella guerra dei display che vede da una parte la brillantezza dei colori del Super AMOLED Plus del Samsung Galaxy S II e dall’ altra la nitidezza del Display Retina dell’Iphone 4 (IPS-LCD).

Iphone 4: Risoluzione
A rendere così nitido e pluripremiato il display Retina dell’Iphone 4 è l’elevata densità di pixel. La risoluzione è infatti di 960 x 640 nonostante sia uno schermo di 3.5 pollici, decisamente più piccolo rispetto agli standard dei dispositivi di alta fascia. La nitidezza del Display Retina non ha eguali dato che i dispositivi usciti finora sul mercato con risoluzioni qHD (960 x 540) hanno uno schermo decisamente più grande. Una simile densità di pixel (326 pixel per pollice) è un grande vantaggio in termini di leggibilità dato che è tale da non renderli più distinguibili all’occhio umano.

LG Optimus Black: Luminosità

Il display dell’LG Optimus Black, denominato Display NOVA, offre una luminosità massima di 700 nit (unità di misura della luminanza, candele per metro quadrato), contro i 500 nit del display Retina e 350 degli AMOLED. Che vantaggi ci sono con uno schermo più luminoso? Semplice, maggiore è la luminosità maggiore la visuale sotto la luce del sole.

Samsung Galaxy S IIColori e ampio angolo di visuale

Il display Super AMOLED Plus del Samsung Galaxy S II offre una gamma di colori e contrasti invidiabile. Questo è dovuto al numero di sub-pixel. Ogni pixel infatti è formato da sub-pixel RGB (Rosso-Verde-Blu) e lo schermo del Samsung Galaxy S II è dotato di 1152000 subpixel, un incremento del 50% rispetto ai 768000 del Super AMOLED del Samsung Galaxy S.
Il numero di subpixel non dipende dalla risoluzione. Ad esempio il Motorola Atrix 4G ha uno schermo con risoluzione qHD (960 x 540) ma ha soli due subpixel per ogni pixel, sacrificando le qualità visive del display a favore di un minor consumo di potenza.

Il Samsung Galaxy S II ha dalla sua anche l’ampio angolo di visuale. Nonostante a 180° denoti qualche imperfezione agli estremi, le performance cromatiche fino a 140° sono le migliori.

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In conclusione il display NOVA è quello più efficiente in termini di consumi e l’accoppiata con  il chipset OMAP della Texas Instruments, a basso consumo, offre una grande autonomia alla batteria dell’LG Optimus Black. Ma tralasciando le considerazioni energetiche, limitando l’analisi alle sole qualità del display, è facile comprendere come non ci sia un vincitore assoluto di questo confronto ma ognuno ha delle qualità che devono essere valutate in base alle proprie esigenze.

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Display LCD: tecnologie a confronto

Quali sono le tecnologie alla base dei display? Cosa differenzia il display Retina dell’Iphone 4 dal NOVA dell’LG Optimus Black o ancora dal Super AMOLED Plus del Samsung Galaxy S2?

In quest’articolo cerchiamo di fare chiarezza e spiegare vantaggi e difetti relativi a ciascuna tecnologia.

LCD IPS (In-Plane Switching) vs SLCD

I tradizionali schermi LCD sono basati sulle proprietà ottiche dei cristalli liquidi e richiedono di essere retroilluminati  da una sorgente luminosa. Gli ultimi anni, grazie anche alla spinta mediatica della Apple, hanno visto l’espansione della tecnologia IPS (In-Plane-Switching).

L’IPS è una tecnologia sviluppata da Hitachi che consente di migliorare l’angolo di visione e la riproduzione dei colori dei pannelli TN (Twisted Nematic), i più comuni display LCD sul mercato, che soffrono in primis di cambiamenti cromatici al variare dell’angolo di visione.

Il suo nome deriva dal fatto che  le molecole di cristallo si muovono parallelamente al pannello e non perpendicolarmente, riducendo notevolmente la quantità di luce dispersa sulla matrice.

Il display dell’Iphone 4, noto come Display Retina, utilizza la tecnologia IPS e ha una risoluzione di 640 x 960 pixel. La sua migliore caratteristica, oltre all’angolo di visione, è nella luminosità dello schermo che raggiunge i 500 nit (unità di misura della luminanza, pari al numero di candele al metro quadrato). Offre inoltre un buon contrasto, anche se in misura inferiore agli AMOLED, e consumi più bassi dei tradizionali schermi LCD, grazie ad un’ottimizzazione al design dei pixel.

Ma in termini di luminosità è l’emergente display NOVA (LG Optimus Black) ad avere la meglio tra tutti gli LCD con tecnologia IPS. Lo schermo a 4 pollici dell’LG Optimus Black ha una risoluzione di 480 x 800 pixel e l’azienda dichiara una luminanza massima pari a 700 nit, surclassando in tal senso il display Retina. Sempre la stessa casa coreana dichiara anche un aumento di efficienza per cui l’aumento della luminosità dello schermo non avrebbe ripercussioni sull’autonomia della batteria.

Inoltre il display NOVA consuma potenza di gran lunga inferiore agli altri IPS-LCD, anche se non nulla come avviene invece negli AMOLED, i quali basandosi su una tecnologia emissiva, il nero corrisponde di fatto al pixel spento. A differenza però degli AMOLED, che soffrono di un notevole consumo energetico  per emettere il colore bianco, consumano solamente 0.7W nella visualizzazione di una pagina completamente bianca. Il display retina consuma invece 0.42W nei 2 casi precedenti ma regge il confronto dato che la maggior parte dei siti internet e degli ebook hanno sfondo bianco.

La straordinaria luminosità del Display NOVA, rende lo schermo adatto all’utilizzo in ambienti esterni dato che non soffre la luce diretta.

Sempre in ambito IPS-LCD si sente poi spesso parlare di tecnologia Super LCD (SLCD), nata da una joint venture tra Sony e Samsung nel 2004 per i pannelli LCD per TV. Utilizzato da HTC negli schermi da 3.7 pollici, in sostituzione degli AMOLED, si distingue per gli ottimi livelli di nero e per una buon angolo di visione.  E’ disponibile attualmente solo nella risoluzione 800 x 480 pixel.

Si parla poi di qHD se la risoluzione è di 540 x 960. Il display da 4.3 pollici dell’ HTC Sensation rientra in questa categoria. qHD identifica solamente la risoluzione e non  il tipo di display e sta ad indicare una risoluzione pari a un quarto del Full HD (1920 x 1080). Il prezzo di una risoluzione così alta è pagato in termini di minore angolo di visione, una resa cromatica non ottimale del nero, che a tratti tende al blu scuro e un maggiore consumo di potenza, anche se in alcuni dispositivi (come il Motorola Atrix) utilizza una configurazione dei sub-pixel del tipo RGBW, dove ai tradizionali Rosso-Verde- Blu si aggiunge il pixel bianco, consentendo un risparmio di energia fino al 50% rispetto ai tradizionali schermi LCD.

 

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La nuova battaglia dei dual-core: Exynos vs OMAP 4 vs Tegra 2 vs Snapdragon

Qual’è la direzione verso cui sta andando il futuro dei processori multi-core?

La nuova ondata sembra indirizzarsi sempre di più verso delle specifiche che fino a qualche tempo fa mai avremmo immaginato su un processore destinato al mercato mobile: registrazione e riproduzione di video Full HD con fotocamere con risoluzione fino a 18 Megapixel, grafica al limite delle console,  supporto alle memorie DDR3, video e gaming 3D, e tempi di caricamento di pagine Web ancora più veloci. Il tutto incidendo il meno possibile sull’autonomia della batteria.

La filosofia alla base dei processori multi-core d’altronde, è quella di ottimizzare e “sharare” le operazioni in modo tale da ridurre il carico di un singolo core, cercando di limitare il più possibile il consumo di potenza. La tendenza alla miniaturizzazione , o meglio, all’aumento della densità di transistor è un dato di fatto. Il processo costruttivo a 65nm della prima generazione di Snapdragon è ormai obsoleto e ha lasciato il passo alla tecnologia a 45nm. Maggiore miniaturizzazione vuol dire non solo maggiore potenza di calcolo, ma anche minore dissipazione di potenza sotto forma di calore, a parità di frequenza di clock, e minori costi di produzione.

Il whitepaper della NVidia, evidenzia come l’esecuzione dei processi possa essere più efficiente con architetture multi-core ma c’è da dire che ad ora l’unico sistema operativo in grado di sfruttare appieno una configurazione multi-core in real-time QNX (BlackBerry Playbook).

Vediamo ora la panoramica degli ultimi processori dual-core presenti sul mercato high-end.

 

NVidia Tegra 2

Il successo dell’NVidia nel mercato tablet/smartphone è da attribuire alla tempestività con cui si presenta sul mercato nell’offrire prestazioni superiori tanto da essere scelta da Google come piattaforma di riferimento per Android 3.0 Honeycomb nei tablet XOOM.

L’NVidia Tegra 2 è costituito da due core ARM Cortex A9 da 1GHz e dalla GPU GeForce. A suo favore i sorprendenti risultati su un benchmark generico in cui il Motorola ATRIX 4G, l’LG Optimus 2X e il Motorola Droid Bionic mostrano come i tempi di caricamento delle pagine siano circa il doppio più veloci rispetto alla concorrenza e il frame rate nei giochi 3D maggiori dal 60 al 100%.

Inoltre l’NVidia 3 basato su un architettura quad-core è quasi ultimato e pronto per essere annunciato al prossimo MWC 2011 a Barcellona.

 

Samsung Exynos

E’ il nuovo SoC utilizzato dal vendutissimo Samsung Galaxy S II. E’ il successore dell’Hummingbird (Galaxy S), che confrontato con i SoC della sua generazione, si è dimostrato il migliore nelle performance grafiche con il suo PowerVR SGX540.

L’acquisizione da parte della Apple della Intrinsity, sviluppatore dell’acceleratore grafico utilizzato dall’Hummingbird, è probabilmente la causa dell’abbandono della GPU PowerVR a favore della GPU quad-core Mali-400, dichiarato 5 volte più performante del precedente chipset con la sua capacità elaborativa di 450 milioni di “triangoli al secondo”.  Tale numero è solo teorico dato che spesso vengono depotenziati per ridurre i consumi della batteria. Tuttavia il Samsung Exynos rimane quello che ad oggi sembra avere la GPU più performante.

In aggiunta supporta le memorie DDR3 (l’NVida Tegra 2 supporta solo le DDR2).

 

Qualcomm SnapDragon

Il punto di forza dei chip Snapdragon della seconda generazione, a 45nm, è nell’integrazione della connettività nello stesso silicio (3G, LTe, HSPA+) che semplifica il design.

Da un punto di vista pratico Snapdragon di terza generazione è dotato di  un dual-core con frequenze fino a 1.2GHz, e 1.5Ghz per il mercato dei tablet. L’efficienza è massimizzata rendendo possibile lo spegnimento di un core per operazioni che richiedono un’elaborazione inferiore. A questo va aggiunta la possibilità di registrare e riprodurre video 3D in HD, e le performance grafiche nel gaming derivanti dalla nuova GPU Adreno 220.

 

Texas Instruments OMAP 4

Tra i chipset più efficienti dal punto di vista dei consumi spicca l’OMAP della Texas Instruments, come confermato dall’ottima autonomia mostrata dal Motorola Droid 2 e Motorola Droid X, e stimola la curiosità di molti di vederlo all’opera con un sistema operativo in grado di supportare architetture multi-core, come QNX della RIM.

Successore dell’OMAP4430 (Blackberry Playbook), l’OMAP 4440 incrementa la frequenza di clock massima fino a 1.5Ghz e integra il nuovo chip PowerVR che permette di catturare immagini stereoscopiche 3D da due fotocamere da 12 Megapixel con una risoluzione 1080p Full HD.  Inoltre offre la possibilità di effettuare videoconferenze a 720p a risoluzione HD.