Disney+, Paramount+ e Netflix valutano piani gratuiti con pubblicità: la sfida a YouTube

Le principali piattaforme di video in streaming stanno valutando nuove strategie commerciali per ampliare il proprio bacino d’utenza. Nel mirino di colossi come Disney+, Paramount+ e Netflix c’è la crescente concorrenza di YouTube, piattaforma che continua a sottrarre tempo di visione e quote di mercato alle fruizioni tradizionali in abbonamento.

Per contrastare questa tendenza, le Big dell’intrattenimento stanno prendendo in considerazione l’introduzione di piani gratuiti sostenuti dalla pubblicità, riproponendo la strategia dell’accesso iniziale a costo zero per convertire nuovi utenti in clienti paganti.

Disney+: piano ad-supported gratuito e integrazione con TikTok

All’interno di Disney+, l’ipotesi di un piano gratuito finanziato dalla pubblicità è stata confermata dall’amministratore delegato Josh D’Amaro in occasione della presentazione degli ultimi risultati finanziari. L’obiettivo dichiarato dalla dirigenza è quello di raggiungere una fascia di popolazione del tutto nuova, monetizzare attraverso gli inserzionisti e stimolare il passaggio ai piani a pagamento.

Parallelamente, Disney punta a trasformare la propria piattaforma in un ecosistema transmediale, integrando contenuti video, videogiochi, merchandising ed esperienze interattive. Tra le novità in cantiere figura anche una collaborazione con TikTok, pensata per portare all’interno dell’app contenuti creati dai fan e dedicati ai franchise aziendali. È stato invece momentaneamente accantonato il progetto di introdurre contenuti generati dagli utenti (UGC) sulla scia del modello di Google, in seguito all’interruzione della collaborazione con OpenAI e allo scioglimento del team dedicato a Sora.

Le mosse di Paramount+ e la posizione di Netflix

Anche Paramount+ sta valutando un approccio analogo. Secondo quanto emerso da una presentazione interna, l’azienda avrebbe intenzione di rendere accessibile una selezione del proprio catalogo anche a chi non possiede un abbonamento attivo, sebbene non sia ancora stato chiarito quali titoli faranno parte di questo pacchetto gratuito.

Più cauta la linea adottata da Netflix. Il co-amministratore delegato Greg Peters ha spiegato che la possibilità di una fruizione gratuita viene valutata esclusivamente per mercati internazionali selezionati, escludendo Paesi come gli Stati Uniti. Non si tratta di un lancio imminente, ma della conferma che anche il colosso di Los Gatos sta monitorando l’evoluzione dei modelli di fruizione.

L’impatto di YouTube sulle piattaforme tradizionali

Alla base di questo cambio di rotta c’è l’evoluzione di YouTube, diventato un concorrente sempre più diretto per le piattaforme SVOD (Subscription Video on Demand).

La piattaforma di Google ha progressivamente introdotto strumenti che avvicinano l’esperienza d’uso a quella della TV tradizionale, come canali tematici a programmazione continua e la riorganizzazione dei video in raccolte strutturate analoghe alle stagioni delle serie TV. La gratuità del servizio, unita a un’offerta sempre più orientata a contenuti di lunga durata, sta spingendo i servizi in abbonamento a rivedere le proprie strutture di prezzo per mantenere elevato il livello di coinvolgimento degli utenti.

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