display 90 Hz
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Display degli smartphone a 90 Hz vs 60 Hz: vantaggi e svantaggi

OnePlus 7 Pro è stato il primissimo smartphone a vantare tra le specifiche un display a 90 Hz, invece che a 60 Hz, come in tutti gli altri smartphone sul mercato. Ma di certo non rimarrà un caso isolato dato che molti altri brand si stanno muovendo per far uscire sul mercato modelli con schermi a 90 Hz. C’è infatti chi sostiene che anche i nuovi iPhone 11 verranno dotati di un display a 90 Hz, mentre arrivano conferme sul fatto che anche i nuovi Pixel 4 non rinunceranno alla dotazione di uno schermo a 90 Hz.   

Cosa vuol dire display a 90 Hz? 

Facciamo un passo indietro. Cosa vuol dire display a 90 Hz? 90 Hz di riferisce alla frequenza di aggiornamento (refresh rate) dello schermo. Si esprime in Hz e 90 Hz vuol dire che l’immagine viene aggiornata 90 volte al secondo. Questo vuol dire che rispetto ai 60 Hz, dove l’immagine viene aggiornata 60 volte al secondo, le immagini in movimento risulteranno più fluide e naturali. Si tratta di un parametro ben noto agli appassionati di gaming alla costante ricerca di un’esperienza di gioco di alto livello, che sanno riconoscere ed apprezzare i vantaggi di un monitor a 144 Hz. La differenza di refresh rate infatti si nota soprattutto nei giochi competitivi molto veloci. Anche le TV di casa hanno ormai un refresh rate pari a 120 Hz, al fine di rendere più fluide e scorrevoli le scene più movimentate di film e serie TV. 

Quali sono i vantaggi di uno schermo a 90 Hz in uno smartphone? 

Se i vantaggi di un’elevata frequenza di refresh nel gaming sono palesi ed indiscutibili viene da chiedersi: cosa cambia in uno smartphone? Come cambia l’esperienza d’uso di uno smartphone con una frequenza di 90 Hz anzichè di 60 Hz? Premesso che anche sul Play Store o sull’App store potete trovare un gran numero di giochi che supportano e beneficiano di un elevato refresh (come Fortnite o Asphalt 9 ad esempio), i vantaggi ci sono anche nel semplice utilizzo quotidiano. Uno schermo a più alto refresh infatti rende lo scrolling delle app a scorrimento verticale (social come Facebook o Instagram) o la navigazione di siti di notizie e magazine, molto più fluido. Aldilà dell’esperienza più piacevole e naturale, a beneficarne sarebbe anche la vista, meno soggetta a stancarsi davanti ad un utilizzo prolungato dello smartphone. Sul web c’è anche chi dice di non accorgersi della differenza tra uno schermo a 90 Hz ed uno a 60 Hz ma, in modo molto simile a quanto avviene con la risoluzione dello schermo, è solo mettendoli uno accanto all’altro che si percepiscono e si apprezzano le differenze. 

Il grande svantaggio dei display a 90Hz: l’impatto sulla batteria 

Se è vero che i vantaggi di un display a 90 Hz sono palesi ed innegabili davanti ad un confronto accanto ad un normale schermo a 60 Hz, è anche vero che questo vantaggio non è gratis ma lo si paga in termini di autonomia dello smartphone. Un refresh rate più alto infatti ha un impatto considerevole sul processore, che deve elaborare costantemente un numero di frame al secondo superiore del 50%. È anche vero che le innovazioni hardware, come in questo caso, al giorno d’oggi sono compensate dall’ottimizzazione del software, del processore e delle modalità di risparmio energetico, ma per un utente che non ha la possibilità di ricaricare lo smartphone durante la giornata e utilizza lo smartphone per molte ore al giorno può essere uno svantaggio non trascurabile. In sostanza solo su uno smartphone con un’autonomia invidiabile, capace di coprire la giornata anche con un utilizzo ossessivo dello smartphone, la possibilità di impostare il refresh rate a 90 Hz potrebbe essere una funzionalità gradita. E’ questo il caso del OnePlus 7 Pro la cui autonomia risulta soddisfacente anche mantenendo impostata l’opzione dei 90 Hz (vi ricordo che dalle impostazioni potete liberamente impostare scegliere la frequenza a 60 Hz o a 90 Hz).