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Emissioni SAR: quali smartphone emettono più radiazioni elettromagnetiche?

Ott 18, 2018

Emissioni SAR: quali smartphone emettono più radiazioni elettromagnetiche?

 

SAR

Oggi parliamo di un argomento molto discusso e molto utile per capire quanto incidano gli smartphone (e non solo) sulla nostra salute: il SAR. Ovviamente non vogliamo (e non possiamo) entrare troppo nel tecnico ma vorremmo darvi un quadro d’insieme su questo indice.

Cos’è l’indice SAR?

L’acronimo vuol dire “Specific Absortion Rate” che in italiano si traduce con con “Tasso di Assorbimento Specifico“. In pratica questo valore misura la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano, quando lo stesso viene esposto all’azione di un campo elettromagnetico RF (campo elettromagnetico a radio frequenze). La definizione più tecnica, data dalla comunità scientifica, è questa: “il Sar è la quantità di energia elettromagnetica che viene assorbita nell’unità di tempo da un elemento con massa 1 di un sistema biologico”. Quindi in questo tasso di assorbimento specifico entrano in gioco due elementi: l’energia e la massa. E’ per questo motivo che la sua unità di misura è W/Kg; appunto energia assorbita per Kg.

A cosa serve?

Questo valore viene utilizzato dal CENELEC (comitato europeo di normazione elettrotecnica) e dalla FCC statunitense (ente per la certificazione dei dispositivi in grado di emettere onde radio) per stabilire dei parametri entro i quali i dispositivi mobili devono rientrare per essere sicuri per il consumatore e quindi commercializzabili dalle aziende. I due enti utilizzano scale di valutazione differenti, ma pressoché equivalenti in termini di valutazione del dispositivo e di limite massimo. Per la normativa europea, il valore consentito è di 2W/Kg, misurati su 10 grammi di tessuto; per la legislazione USA il limite è di 1.6 W/Kg misurati su 1 grammo di tessuto. Visto che l’incidenza delle radiazioni elettromagnetiche diminuisce esponenzialmente all’aumentare della massa presa in considerazione, possiamo affermare che le due scale sono molto simili.

Come si effettuano le misurazioni dei livelli SAR?

Entrambi gli istituti citati effettuano dei test per verificare l’incidenza delle onde elettromagnetiche sia sulla testa che sul corpo del consumatore. Le prove vengono effettuate secondo standard molto rigorosi per permettere dei risultati congrui (tra i vari smartphone) e ripetibili nel tempo. In generale, lo smartphone viene posto a 1 cm di distanza dalla “pelle” del manichino per simulare la presenza degli indumenti. Per i test relativi alla testa, lo smartphone viene poggiato (a distanza 0) all’orecchio del phantom (manichino) per simulare l’uso telefonico. Ovviamente, in laboratorio si portano i dispositivi al valore massimo raggiungibile, attraverso la “spinta” al massimo di tutti i radiotrasmettitori. Questo valore massimo difficilmente può verificarsi nell’uso quotidiano.

Cosa comporta un SAR elevato?

Visto il grande dibattito internazionale, è utile muoversi con i “piedi di piombo” riguardo gli effetti che questo assorbimento può causare. Per andare sul sicuro e non darvi informazioni fuorvianti, preciso subito che la fonte delle informazioni successive è l’A.I.R.C (associazione italiana per la ricerca sul cancro). Innanzitutto, l’esposizione ai campi magnetici (come quelli prodotti dai cellulari) provoca il riscaldamento delle parti più esposte, a causa dell’interazione delle onde elettromagnetiche con i tessuti biologici. Un esempio lampante è rappresentato dai forni a microonde che, grazie alle onde elettromagnetiche, riscaldano le nostre pietanze. Ovviamente la “potenza” di un forno non è nemmeno paragonabile a quella di uno smartphone, ma è utile per comprendere come funziona questo meccanismo di riscaldamento.

Ad oggi (sempre secondo l’A.I.R.C) i livelli di riscaldamento a cui siamo sottoposti, a causa delle onde elettromagnetiche che ci circondano, sono trascurabili, perché troppo bassi per causare danni. Non sono però noti gli effetti a lungo termine di questi fenomeni. E’ comunque appurato che, ad oggi, non è dimostrabile la correlazione tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e un’aumentata insorgenza del cancro (indipendentemente dall’età). A dimostrazione di questa teoria, i campi elettromagnetici sono stati classificati, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, quali cancerogeni di gruppo 2B (sospetti agenti cancerogeni). Questo vuol dire che sono stati sperimentati in laboratorio dei dosaggi altissimi, ma non è stata dimostrata una pericolosità effettiva ai livelli presenti normalmente nell’ambiente. Nonostante non vi siano prove scientifiche a riguardo (ribadisco, sempre secondo l’A.I.R.C) nel 2012 (ottobre) la corte di cassazione ha riconosciuto una pensione di invalidità ad un uomo (Innocente Marcolini) che, secondo la sentenza, a causa del suo lavoro di manager aveva visto insorgere un tumore benigno al nervo trigemino. L’uomo infatti aveva trascorso nei 10 anni precedenti tra le 5 e le 6 ore giornaliere al telefono, che avrebbero causato la formazione del tumore.

Come diminuire l’esposizione?

Se comunque avete paura di questi effetti vi potrà essere utile seguire questi pochi consigli. In primo luogo utilizzate auricolari bluetooth o i classici con il filo. Questo perché potrete allontanare lo smartphone dall’orecchio e non averlo più a contatto diretto con il vostro corpo (più lo smartphone è vicino e più gli effetti si amplificano). Anche gli auricolari bluetooth emettono radiazioni ma in misura estremamente minore rispetto ai telefoni. Non portate i dispositivi a contatto diretto, ma cercate di allontanarli il più possibile da voi. Infatti anche a schermo spento gli smartphone emettono radiazioni, a causa della ricerca delle reti e degli switch tra i protocolli 2G/3G/4G. Non utilizzate lo smartphone in auto senza auricolari o vivavoce. Questo perché l’automobile è quella che si dice un “gabbia di Faraday” ed al suo interno il modulo telefonico fatica molto per mantenere stabile il segnale. Faticando molto aumenta la potenza necessaria per una connessione stabile e quindi le emissioni.

Altro discorso importante è quello delle zone con scarso segnale. Come abbiamo detto, più il segnale è scarso e più lo smartphone emette radiazioni per mantenere stabile il collegamento con la rete ed a causa dei continui cambiamenti di connessione (2G/3G/4G); quindi, se notate che la vostra rete è “ballerina”, vi converrà forzare manualmente la connessione 2G (edge) per migliorare la stabilità del segnale e diminuire il tasso di assorbimento. L’ultimo consiglio riguarda la distanza dello smartphone dall’orecchio. Se non avete la possibilità di usare auricolari o sistemi vivavoce, tenete il dispositivo a leggera distanza dall’orecchio; anche 4-5 cm diminuiscono sensibilmente la “potenza” delle onde elettromagnetiche.

Smartphone ed emissioni elettromagnetiche

Dopo la prima parte introduttiva, qui troverete una classifica degli smartphone in relazione all’indice SAR. Occorre precisare che la classifica prenderà in considerazione gli smartphone più recenti e popolari, con Android e iOS. Infatti sarebbe stato impossibile inserire tutti gli smartphone esistenti in classifica e, anche prendendo in considerazione solo gli ultimi anni, il lavoro non sarebbe stato possibile. I dati che troverete qui sotto sono stati estrapolati dalle schede tecniche ufficiali e quindi sono di affidabilità assoluta. Inoltre riguardano il valore che più ha fatto discutere, cioè quello relativo alla testa. La scala usata è quella Europea, il cui limite (come già detto) è di:  2W/Kg, misurati su 10 grammi di tessuto.

Quali sono gli smartphone con l’indice SAR più basso?

Aggiornamento del 18/10/2018

Dopo qualche tempo, torniamo ad aggiornare la nostra lista degli smartphone con minor emissioni. In quest’ultimo periodo, il passaggio a scocche totalmente in vetro ha contribuito a diminuire le radiazioni medie generate, rispetto alle precedenti generazioni che prevedevano dei full-body in alluminio. Come ben saprete, il metallo non è amico della trasmissione e quindi era necessario dare più potenza alle antenne per avere la stessa qualità di segnale. Un ulteriore elemento che sembra influenzare le emissioni è la dimensione dello smartphone, la quale appare essere inversamente proporzionale alle stesse (più è grande il dispositivo più è basso il valore SAR). Evidentemente, il maggior spazio per le antenne consente di farle lavorare a potenze (e quindi emissioni) inferiori. Un trend che abbiamo notato su quasi tutte le lineup, in cui le versioni “Plus” hanno un valore SAR inferiore. Ci sono delle eccezioni, ma questo andamento appare confermarsi sulla maggior parte dei modelli analizzati.

In questa speciale classifica entrano di prepotenza tutti i nuovi smartphone di casa Samsung, che offrono una ricezione eccellente con delle emissioni molto basse. Come potete osservare dalla tabella, tutti i dispositivi 2018 (Galaxy S9, S9 Plus e Note 9) sono ai vertici della classifica e non fanno rimpiangere i vecchi modelli, anch’essi nella nostra top.

Pur non essendo presenti per motivi di “spazio”, vi segnaliamo che anche le versioni 2017 hanno dei livelli SAR bassissimi, con particolare menzione per il Note 8. Questo dispositivo non poteva mancare nella classifica perché, con soli 0.173 W/Kg, rappresenta un’eccellenza per chi volesse la minor quantità di radiazioni possibili. Tra i nostri “migliori” non manca la nuova serie P20 di Huawei che si assesta su valori molto bassi. Infatti, pur comparendo solo il Pro, tutta la line-up non si discosta molto da quelle cifre. Anche nel precedente aggiornamento il produttore cinese aveva dimostrato una grande attenzione su questo campo e rappresenta quindi una garanzia per tutti gli utenti interessati al tema. Nota di merito anche per il Motorola G6 Plus, con un valore alla testa inferiore allo 0.5 W/Kg.

Brand Modello  W/Kg (Testa)
Samsung Galaxy Note 8 0,173
LG G6 0,235
Samsung A8 2018 0,241
LG G7 Thin Q 0,244
Samsung Galaxy S9 Plus  0,294
Samsung Galaxy S9 0,362
Samsung Galaxy Note 9  0,381
Motorola G6 Plus 0,445
Xiaomi Redmi Note 5  0,66
Huawei P20 Pro 0,73

 

Quali sono gli smartphone con l’indice SAR più alto?

Aggiornamento del 18/10/2018

In questa sezione troverete gli smartphone con i valori SAR più alti. La buona notizia è che la media delle emissioni si è sensibilmente abbassata rispetto al nostro ultimo aggiornamento, ma abbiamo comunque dei picchi negativi che dimostrano una scarsa attenzione (in alcuni casi) al tema delle radiazioni. Le considerazioni fatte in precedenza sulle dimensioni dello smartphone e costruzione rimangono valide anche in questo caso, seppur sia presente un’eccezione che ci ha sorpreso durante la nostra analisi.

Stiamo parlando dei Google Pixel 2, che ribaltano il paradigma citato in precedenza (più è grande lo smartphone, meno emette), invertendo questa tendenza. Questo vale anche per la versione 1 del Googlefonino che, nonostante non sia presente in classifica, emette più radiazioni nella sua versione XL rispetto alla standard.

Nel caso dei nuovi iPhone XS e XS Max, abbiamo trovato un’identico grado di emissione, sicuramente dovuto alle scelte progettuali di Apple. Nonostante la presenza in questa classifica dei prodotti di Cupertino, vogliamo comunque segnalare un sostanziale miglioramento rispetto alle versioni precedenti, come potete osservare dai dati presenti in tabella. Sui primi due gradini del podio troviamo il OnePlus 5T e lo Xiaomi A1 con dei valori molto alti (soprattutto il secondo), ma che vanno migliorando anch’essi con le nuove versioni: OnePlus 6 e Xiaomi A2. La diminuzione del valore SAR è significativa, passando da 1,68 a 1,33 nel primo caso, mentre da 1,75 a 0,963 nel secondo. Questo non è però bastato per uscire dalla classifica dei peggiori.

 

 Brand  Modello  W/Kg (Testa)
 Xiaomi  A1  1,75
OnePlus 5T 1,68
Apple 7  1,37
Apple 8 1,35
OnePlus 6 1,33
Google Pixel 2XL 1
Apple XS Max 0,99
Apple XS 0,99
Xioami  A2 0,963
Google Pixel 2  0,93

 

Ci teniamo a sottolineare che i dati hanno il solo scopo di confrontare i valori SAR dei più comuni smartphone presenti sul mercato, senza alcuna intenzione di creare inutili allarmismi: tutti i valori sono infatti al di sotto dei limiti stabiliti dalle normative.

Malato di smartphone, tablet e gadget tecnologici. Alla spasmodica ricerca di qualcosa di nuovo che possa catturare la mia attenzione.