Guida all’overclock di CPU desktop

Oggi sono qui per parlarvi dell’overclock e ovviamente spiegherò anche come eseguirlo correttamente.

Volutamente parlerò solo dell’overclock sulle CPU Desktop in quanto sui portatili, sebbene su alcuni sia possibile farlo, per limitazioni di tipo termodinamico, non è possibile minimamente eseguire tale operazione perché risulterebbe priva di senso.

Infatti a causa delle temperature a cui arrivano già a stock i portatili, pensare di fare overclock non avrebbe senso in quanto al massimo si possono perdere prestazioni invece di migliorarle.

A proposito di questo, abbiamo rilasciato per i portatili una guida su come migliorare le performance del processore mediante una procedura chiamata undervolting, che sostanzialmente è l’esatto opposto dell’overclock. Trovate la guida scritta e il video sul nostro blog e sul nostro canale YouTube.

Cos’è l’overclock

Sostanzialmente, come dice la parola stessa, l’overclock è una pratica che consiste nel cambiare il clock di fabbrica del processore, con il fine di renderlo più veloce e reattivo. In pratica mediante software che agiscono in locale/sul BIOS o mediante BIOS è possibile impostare manualmente la frequenza del proprio processore, così da farlo funzionare a frequenze più alte di quelle certificate dal produttore (quelle di fabbrica).

Perché farlo

L’overclock è una pratica utilissima e non è, come pensano molti, una pratica da “nerd” o “folli”. Grazie all’overclock è possibile aumentare le performance del processore gratis. Ma non serve solo per giocare meglio; bensì anche per far durare un po’ di più il processore, che anziché magari cambiarlo dopo 5 anni, lo si può cambiare dopo più tempo.

Ad oggi io mi ritrovo ancora con un “vecchio” Intel 6600K che grazie all’overclock ha raggiunto la bellezza di 4.7GHz stabili (con raffreddamento a liquido custom) e vi assicuro che va ancora fortissimo nonostante gli anni che si ritrova alle spalle.

Chiaramente non si è trasformato certamente in un processore Intel 10900K, però di sicuro funziona meglio del 6600K a frequenze stock. Perciò si tratta realmente di una guida pratica utile, e, anche se menzionerò la parte in cui si modificano i voltaggi, tranquilli che non si brucia nessun processore, a patto che rimaniate nei limiti di sicurezza.

Chi può fare overclock

L’overclock su piattaforma desktop non è come l’undervolt su piattaforma mobile, in cui molto spesso i produttori bloccano il bios e i voltaggi; su piattaforma desktop non ci sono limitazione di sorta, perciò potrete fare quello che vi pare: anche bruciare il processore o fare i fuochi d’artificio con il PC. Ovviamente scherzo, nessun fuoco d’artificio purtroppo. Ma ora non perdiamoci in chiacchiere e vediamo come eseguire overclock con diverse modalità.

Come overclockare il proprio processore

Per overclockare la CPU esistono due modi:

  • Tramite software, che può agire in locale pertanto se lo si chiude il processore torna ai valori stock;
  • Tramite BIOS, in cui il cambiamento sarà permanente, finché non lo riporterete manualmente alle condizioni di default.

Overclock mediante software

A questo scopo sono presenti diversi software con cui eseguire tale operazione; ovviamente il consigliato è Intel XTU (Extreme Tuning Utility), ma sono disponibili anche quelli delle schede madri che permettono di modificare clock, voltaggi, timing ecc. e persino le ventole. Tuttavia agendo solo in locale, una volta riavviato il PC, le impostazioni dominanti del BIOS saranno impostate e dovrete rimodificarli via software.

Con Intel XTU è possibile avere accesso al BIOS via OS, dunque i cambiamenti saranno permanenti. Il funzionamento è esattamente identico a quello che abbiamo mostrato nella guida all’undervolting, quindi non sto qua a ripetere.

Per la piattaforma AMD è presente Ryzen Master che è simile a XTU tranne che per l’interfaccia grafica e supporta tutti i nuovi processori.

Ma ora non mi dilungo sull’overclock via software perchè secondo me si perde solo gusto nel farlo; non è assolutamente più sicuro e nemmeno più semplice, soprattutto visti i nuovi BIOS che hanno un’interfaccia e una semplicità innegabile.

Overclock mediante BIOS

Parliamo quindi della modalità per antonomasia per overclockare in generale tutte le componenti di un PC.

Anche se la parola BIOS spaventa molti, fare overclock mediante questa modalità è la modalità più semplice e immediata.

A patto che non si modifichino valori di cui non si conosce l’effetto, e mantenendosi comunque nei limiti di sicurezza, overclockare il vostro processore sarà un gioco da ragazzi.

I programmi da scaricare per testare la stabilità del sistema

Per eseguire overclock è anche necessario scaricare dei programmi, siano essi a pagamenti o gratuiti, per stressare il processore e verificarne la stabilità a tali frequenze.

Il più comune di tutti è AIDA64, tuttavia si tratta di un programma a pagamento, al massimo potete sfruttare la prova gratuita.

Un programma comunque funzionale è OCCT, il quale invece è completamente gratuito.

Altro programma che può risultare utile per testare invece le performance, e quindi per verificare se c’è stato un incremento nelle prestazioni, è Cinebench.

Sarà poi necessario un software per monitorare il voltaggio, le frequenze e le temperature del sistema; il più usato nel campo è HWmonitor.

Altri programmi per stressare la CPU sono: Prime95, BurnIn e Intel Burn Test.

La procedura da seguire

I parametri da modificare per overclockare un processore sono sostanzialmente 2: CPU Ratio e Core Voltage.

Il CPU ratio è il moltiplicatore del processore; se quest’ultimo è sbloccato dal produttore, è possibile modificarlo per ottenere la frequenza desiderata.

Il clock di base di un processore è 100MHz, il moltiplicatore, come dice la parola stessa, non fa altro che moltiplicare per un numero intero questa frequenza di base. Ad esempio settando un ratio di 20x, il processore assumerà frequenza 2GHz in quanto 100 x 20 = 2000MHz.

Allo stesso modo se il vostro processore di fabbrica si trova a 3.5GHz significa che il moltiplicatore è settato a default a 35x.

Per overclockare il vostro processore, basterà modificare questo valore salendo dal valore di default, a passi da 1x (100MHz), fino ad arrivare al punto in cui il processore diventa instabile.

Ad ogni scalino di clock, per verificare se il processore è stabile o meno, tornati sul sistema operativo si devono aprire HWmonitor e il software di stress scelto ed avviare il test. Solitamente se un processore è instabile ve ne accorgerete subito perché ci sarà la famosa schermata blu e il PC si riavvierà. Non vi fate prendere dal panico perché tanto il processore funziona ancora e non avete rotto nulla.

Stress test con OCCT
Stress test con AIDA64

Di tanto in tanto potrete avviare anche un Cinebench per vedere di quanto è stato l’incremento delle performance.

Quando avrete raggiunto il limite di stabilità del vostro sistema potrete eseguire un ultimo test da 1-2 ore per verificarne effettivamente la stabilità assoluta, se così non fosse tornate indietro di uno step e rifate il test.

Modifica del voltaggio

E ora siamo arrivati qui, nel punto che più inquieta i possessori di PC, la magica parolina “voltaggio”.

La modifica del voltaggio serve semplicemente per aumentare la stabilità del processore, qualora a determinate frequenze non dovesse esserlo.

Ma vediamo perché si modifica questo valore.

Come detto nel video dell’undervolting, un processore non è altro che un PCB (Printed Circuit Board, conosciuto in Italia come circuito stampato), sul quale è installato un nucleo di transistor (il Die), dei componenti come condensatori SMD e i piedini/contatti per la connessione con la scheda madre (ovviamente anche l’heat spreader per dissipare il calore sviluppatosi nel Die durante l’utilizzo).

Nei socket LGA i piedini si trovano sulla Scheda Madre e non sul processore (processori Intel più recenti) mentre nei socket PGA i piedini si trovano sul processore (processori AMD).

Socket LGA (Land Grid Array)
Socket PGA (Pin Grid Array)

I transistor sono il cuore del processore e, avendo questi ultimi dei limiti fisici nella “velocità” con cui elaborano i segnali, costituiscono la limitazione principale nella frequenza dei processori, al di sopra della quale diventano instabili.

Per aumentare questo limite è necessario somministrare più potenza ai componenti: per definizione la potenza è il prodotto tra il voltaggio e l’amperaggio. A questo scopo, dato che l’amperaggio è una diretta conseguenza del voltaggio, aumentando l’uno, aumenterà anche l’altro.

I=V/R (dove R in questo caso si può prendere come valore costante)

E’ proprio per questo motivo che si aumenta il voltaggio delle componenti per ottenere maggiore stabilità a frequenze più elevate.

Ma ora vediamo come modificarlo e quali valori avere come riferimento.

La procedura corretta sarebbe quella di aumentare la frequenza a step di 100MHz fino a che la CPU non diventa evidentemente instabile, quindi quando il sistema operativo non riuscirà a partire. A questo punto potete iniziare ad aumentare il voltaggio (Core voltage), a step di 0,05V, aumentando fino a che non diventa stabile nuovamente. A questo proposito tenete d’occhio il voltaggio in boost durante i test precedenti tramite HWmonitor per sapere da quale valore reale dovrete partire. Questo perché il voltaggio che sarà scritto sul BIOS come default in realtà è solo la base, ma in realtà overclockando il processore è molto probabile che il BIOS alzerà già da solo il voltaggio, pertanto conoscere quel valore è già un buon punto di partenza per alzarlo ulteriormente senza dare valori per il quale il processore non è stabile sicuramente).

Pariamo da un esempio pratico: il mio 6600K di base ha 1.160V, in boost sale a 1.304V. Pertanto sarebbe da stupidi impostare il voltaggio a 1.170V perché se è instabile già a 1.304V figuriamoci a valori più bassi.

Valore default
Valore reale durante il boost (1.304V)

Dopo averlo reso nuovamente stabile, aumentate di nuovo di 100MHz e poi passate di nuovo al voltaggio finchè non diventa stabile nuovamente e così via fino a che non arrivate ai limiti di sicurezza.

Il limite di sicurezza del voltaggio è di 1.5V ma io vi consiglio di arrivare a max 1.45V (tranquilli che è sicuro, non brucerete niente).

Arrivati a questa soglia trovate la frequenza per la quale il vostro processore è stabile e il gioco è fatto.

A questo punto avviate l’ultimo Cinebench per vedere dalla frequenza stock, quanto avete guadagnato in termini di prestazioni.

Ovviamente quando iniziate a modificare il voltaggio tenete bene sott’occhio le temperature, in quanto aumento della potenza significa anche aumento della potenza dissipata, pertanto il calore sviluppato dal vostro processore sarà maggiore. Di conseguenza anche la temperatura e il rischio di thermal throttling aumenteranno.

Più in particolare la modifica del voltaggio sarà molto probabilmente possibile solo a colore che possiedono un buon impianto di dissipazione ad aria, o un impianto a liquido (AIO o custom).

In alternativa a Cinebench c’è Geekbench, per ulteriori informazioni sui software per il benchmark potete leggere questa guida.

La guida si conclude qui, ma se avete domande o dubbi non esitate a chiedere nel box dei commenti qui di seguito.

Lascia un commento
Previous Post
migliori monitor ufficio 400

I migliori monitor da ufficio [max 400 €]

Next Post

I migliori monitor da gaming sotto i 400 euro