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Honor 20: vale la pena comprarlo? La mia recensione

Come prevedibile la mancata uscita dell’Honor 20 Pro, ha fatto calare l’interesse anche sull’Honor 20, il fratello minore presentato a Maggio ed uscito regolarmente anche in Italia il 28 Giugno. In realtà dopo averlo provato per un paio di settimane, non mi sento affatto di sconsigliarvelo, dato che mi ha convinto sotto diversi aspetti.

Voglio fare anche qui la stessa premessa che abbiamo fatto per gli altri dispositivi Huawei/Honor dopo il ban esecutivo dell’amministrazione Trump: nessun problema sussiste sui dispositivi già in commercio o approvati, come l’Honor 20. Come ulteriore conferma, Huawei/Honor ha pubblicato un paio di settimane fa la lista degli smartphone che riceveranno l’aggiornamento ad Android Q, tra cui c’è anche Honor 20. Non c’è quindi alcun motivo per cui preoccuparsi o evitare di acquistarlo, in caso questo aspetto fosse l’unico freno all’acquisto. Inoltre è stato di recente ritirato il ban di Trump e stanno ricominciando gli affari sull’asse USA-Cina.

Specifiche tecniche

  • Display IPS 6.26 pollici, 1080 x 2360 pixel
  • Processore octa-core Kirin 980 (2 x 2.6GHz, 2 x 1.92GHz, 4 x 1.8GHz)
  • 6 GB RAM
  • 128 GB (non espandibili)
  • 4 fotocamere: 48MP f/1.8, 0.8µm, PDAF (Phase Detection Autofocus); 16MP f/2.2 ultrawide; 2 MP, f/2.4 per le macro, 2 MP, f/2.4 per la profondità di campo
  • Fotocamera anteriore: 32MP f/2.0 0.8µm
  • Batteria da 3,750mAh

 

Honor 20: il design

Sembrerà banale ma lo schermo piatto è tra gli aspetti che ultimamente apprezzo di più in uno smartphone. Le curvature sui bordi sono belle a vedersi ma spesso sono causa di immagini distorte e fastidiosi riflessi. Lo schermo di Honor invece è piatto e le cornici sottili a sufficienza: meno bello ma sicuramente più comodo nell’utilizzo di tutti i giorni. Tra l’altro è anche più sicuro e resistente in caso di cadute, dato che la cover è in grado di proteggere lo schermo in modo più sicuro. In mano è comodo e consente una presa sicura.

Manca purtroppo l’ingresso per il jack audio. E’ vero che il più delle volte utilizzo le cuffie bluetooth ma quando mi si scaricano o mi dimentico di metterle in carica (cosa che mi succede spesso) poter ricorrere alle tradizionali cuffie con il filo per me è fondamentale.

I materiali utilizzati sono di ottima fattura essendo in metallo, mentre il retro è in vetro. Per la fotocamera anteriore Honor ha adottato la stessa soluzione del View 20: il foro sul display posto in alto a sinistra. In realtà la soluzione che preferisco di più è la fotocamera a scomparsa (come OnePlus 7 Pro per intenderci), in attesa di vedere la fotocamera sotto il display. Nonostante questo il foro dell’Honor 20 non dà troppo fastidio, così come il notch a goccia visto su molti altri smartphone.

Assente qualsiasi certificazione a garanzia della resistenza ad acqua e polvere: manca anche la IP53 contro gli schizzi d’acqua che invece il P30 ha. Questo ovviamente non vuole dire che Honor 20 non sia in grado di resistere agli schizzi, ma semplicemente che non ha una certificazione che lo dimostri. Ultimo punto da menzionare riguarda la quadrupla fotocamera (lunghissima) sul retro, che sporge in maniera evidente rispetto alla superficie dello smartphone. Questo può creare qualche difficoltà se volete utilizzarlo poggiato su un tavolo ma in realtà basta applicare una cover (cosa che vi consiglio di fare in ogni caso) per risolvere questo problema.

 

Honor 20: il display

Il display è oggettivamente ottimo, ma dopo aver provato il P30 tornare ad un “normale” display IPS mi ha fatto storcere un po’ il naso. Non è solo il livello di contrasti e profondità dei neri a risentirne, ma anche il massimo livello di luminosità mi è sembrato decisamente inferiore al P30. La conseguenza è che all’aperto, soprattutto in spiaggia, la visibilità non è stata del tutto soddisfacente. Nonostante questo la riproduzione dei colori è impeccabile. Il display da 6.26 pollici è grande ma non esagerato, anche se utilizzarlo a mano singola è chiaramente impossibile. La risoluzione è di 1080 x 2340 pixel, che equivalgono ad una densità di pixel di 412 ppi. Nel complesso è un buon display ma il fatto che anche in questa fascia di prezzo inizino ad esserci smartphone con schermi OLED è chiaramente un punto a sfavore per l’Honor 20.

 

Honor 20: le prestazioni

Il comparto hardware di Honor 20 è lo stesso del P30 ed include il Kirin 980, ben 6GB di RAM e 128GB di memoria interna. Da apprezzare come anche Honor non abbia voluto rinunciare ad un comparto al top anche sul modello minore. L’esperienza d’uso è fluidissima e reattivissima. Il passaggio da una schermata all’altra è immediato, l’apertura di app e giochi (Fortnite e Asphalt 9 compresi) è molto rapida e anche lo scroll su browser, e social vari (Facebook e Instagram) è fluido e senza quei microscatti che non sopporto.

6 GB di RAM sono più che sufficienti: anche provando a stressare il telefono nel multitasking non è possibile notare alcuna differenza anche con il P30 pro cosa che mi lascia pensare che la RAM del P30 pro sia effettivamente sovradimensionata oltre il necessario. Buono anche sul lato connettività vista la presenza del Bluetooth 5.0 e dell’NFC, che ritengo ormai imprescindibile visto l’utilizzo sempre più diffuso dei pagamenti contactless.

La novità qui è che Honor 20 rinuncia all’espansione della memoria con microSD (o Huawei NM Card) a favore del dual-SIM. Estraendo lo slot ci si accorge infatti che nel carrellino c’è spazio per due nano-SIM. E’ un vantaggio non di poco conto per chi vuole tenere ben separata la sfera lavorativa da quella privata e che non vuole andare in giro con 2 telefoni.

Infine l’audio (mono) è nella media, ma è un aspetto a cui ho dato poco peso dato che utilizzo quasi sempre le cuffie. Su quest’ultimo aspetto, lo ripeto, mi sarebbe piaciuto vedere il jack audio per poter collegare le classiche cuffie con il filo.

 

Honor 20: la fotocamera

La configurazione della fotocamera è molto diversa rispetto al P30 pro ma anche rispetto al P30. In Honor 20 troviamo infatti 4 fotocamere: un sensore principale da 48MP (Wide) da f/1.8, un sensore ultra-grandangolare da 16MP f/2.2 per il grandangolo a cui si affiancano altri due sensori, uno per macro da 4cm e l’altro per la profondità di campo (per l’effetto sfocatura per intenderci). Peccato che queste due siano inutili: le foto con la macro hanno una qualità troppo bassa, mentre l’effetto sfocatura è poco riuscito, dato che le foto tendono a sfocare eccessivamente i bordi e anche in maniera abbastanza casuale. Al posto di questi due sensori avrei preferito di gran lunga un sensore zoom 3x (come quello del P30). OIS non presente ma è buona la stabilizzazione tramite AIS (AI Image Stabilization).

Altro aspetto che mi ha dato un po’ fastidio è nel software della fotocamera, dato che non è possibile passare con un tasto a schermo da wide ad ultra-wide ma dobbiamo passare necessariamente per le impostazioni, selezionando la risoluzione da 16MP. Qui da un lato questa pecca è in parte comprensibile dato il software di Huawei non può essere personalizzato solo per questo Honor, che adotta una soluzione fotografica diversa dagli altri modelli.

La fotocamera frontale da 32MP f/2.0 regala selfie di buona qualità. Per i video, che si possono registrare a 4K a 30fps o 1080p a 30/60fps, la stabilizzazione AI fa un discreto lavoro. Inoltre lavora bene anche quando registra i video slow-motion a 960fps, ma a una risoluzione di 720p. Il mio consiglio, per comprenderne al meglio la qualità, è vedere la videorecensione sul canale YouTube per osservare nel dettaglio le prove.

 

Honor 20: il software

Lato software non c’è molto da segnalare. La Magic UI 2.0, una versione in teoria personalizzata rispetto alla EMUI, non offre ancora novità rispetto alla versione base del  punto di vista delle funzionalità. La grafica è a mio parere un po’ troppo “cartoon”: se da un lato Honor cerca di strizzare l’occhio all’utenza più giovane, a cui il brand si rivolge principalmente, dall’altro risulta un po’ datata come lo era nella prima versione della Magic UI. Non so se alla base di questo design ci sia una propensione verso il gusto asiatico ma di certo ho preferito installare fin da subito un launcher alternativo. Nonostante questo le possibilità di personalizzazione non mancano. Peccato che manchi la possibilità di svegliare lo schermo tramite doppio tap, funzionalità che apprezzo particolarmente ma che qui purtroppo non funziona.

 

Honor 20: l’autonomia

L’autonomia è bestiale ed è sicuramente l’aspetto che ho apprezzato maggiormente in questo Honor 20. Non so cosa pesi di più su quest’ottimo risultato, se l’ottimizzazione del Kirin 980 nell’interazione con il software, o l’ampia capacità della batteria, ma arrivare a fine giornata con ancora il 30-40% anche dopo un utilizzo intenso è stato motivo di grande soddisfazione. Questo risultato è ancora più rilevante se consideriamo il caldo di questi giorni, in cui le elevate temperature tendono ad aumentare la temperatura e il consumo medio degli smartphone.

 

Honor 20: dove comprare

In attesa di trovarlo, come da abitudine, su Amazon, potete recarvi sul sito ufficiale per attendere informazioni più dettagliate. Se invece volete conoscere altri modelli di smartphone, potete consultare le nostre guide all’acquisto per fasce di prezzo.

CONCLUSIONI
Vale la pena acquistare Honor 20? Dipende. il Prezzo di lancio di 499€ è troppo alto, e a parità di prezzo preferisco il P30, che può contare su un comparto fotografico migliore. Sarà interessante vedere come evolverà il prezzo: non appena scenderà sotto i 400€ diventerà uno smartphone davvero interessante, grazie anche ad un'autonomia superiore a gran parte dei concorrenti in questa fascia di prezzo.
Design8
Display7.5
Prestazioni8.5
Autonomia9.5
Fotocamera7.5
Sistema7
PRO
Sempre reattivo e fluido
Autonomia bestiale
Display ottimo, ma non alla pari degli OLED
CONTRO
Manca l'ingresso per il jack audio
2 fotocamere su 4 sono quasi del tutto inutili
Il software è migliorabile
8