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Huawei P20 Pro: le cose da sapere (RECENSIONE)

Mag 29, 2018

Huawei P20 Pro: le cose da sapere (RECENSIONE)

Huawei P20 Pro è lo smartphone che sta segnando il cambio di passo di Huawei nella corsa ai top di gamma e, secondo molti, potrebbe rappresentare davvero il miglior smartphone Android del momento. Di recensioni ne avrete lette moltissime, ne avrete viste altrettante e non voglio annoiarvi con qualcosa di già visto, ma voglio raccontarvi le mie impressioni e la mia esperienza con questo smartphone Android con il notch.

 

#Una fotocamera quasi perfetta

Partire dalla fotocamera significa partire dal punto forte del Huawei P20 Pro, perché Huawei ha puntato il suo piano di marketing quasi completamente sulla fotografia e sull’intelligenza artificiale: partiamo dal presupposto che forse tre sensori sono inutili, ma nella pratica gli scatti sono davvero eccezionali in tutte le modalità. Di notte le fotografie hanno una ricchezza di dettagli e una taratura dei colori che rendono le foto subito accattivanti e adatte alla condivisione social. Perché le tre fotocamere sono separate (2+1) sul retro? Mi sono chiesto questo e la risposta che mi sono dato è stata la voglia di mettere in evidenza ancora di più questa scelta. I sensori, come detto, sono tre e sono in grado di divertire molto dal punto di vista della fantasia: paesaggi, macro, concerti, dettagli di altissimo profilo sono assolutamente alla portata.  Se non siete esperti, l’algoritmo di intelligenza artificiale riconoscerà in automatico cosa state osservando e vi aiuterà modificando già nell’anteprima lo scatto facendovi vedere le sue potenzialità. Una mancanza che mi sento di aggiungere: mi piacerebbe una segnalazione dell’intervento dell’AI in ogni foto, un po’ come avviene su Honor 10.

#Il display è una gioia per gli occhi

Impossibile non innamorarsi del display AMOLED di Huawei P20 Pro, perché è molto ampio con una diagonale da 6.1 pollici e soprattutto la risoluzione rende ogni singola pagina o schermata estremamente leggibile. La luminosità è molto alta, anche se ci affidiamo al sensore di luminosità automatica che si tara bene in qualsiasi circostanza. Personalmente sono rimasto molto soddisfatto dei colori riprodotti dal display con i neri finalmente neri e profondi, molto più contrastati e lontani dai toni di grigio spesso presenti su display LCD. Huawei ha implementato un display grande che sa il fatto suo in termini di riproduzione di contenuti multimediali, a patto di scegliere di tenere o meno la tacca e quindi avere un po’ meno spazio a disposizione.

 

#L’hardware non fa mancare nulla

La scelta di Huawei di usare sempre chip prodotti in casa paga, infatti il Kirin 970, la RAM e la GPU fanno quello che devono: il software gira in modo fluido e pulito, non ho mai sofferto di impuntamenti. Onestamente non faccio girare i benchmark da un po’, perché voglio più sentire la sensazione sulla mia pelle piuttosto che vedere un numero sullo schermo. Huawei P20 Pro convince: gira fluido se si gioca, se si aprono due app insieme, qualsiasi operazione si affronti. E, onestamente, da un top di gamma mi aspetto solo questo.

 

#Cosa mi ha mandato in paranoia?

I tasti software sono posizionati in basso, appena sopra al tasto fisico Home con lettore di impronte digitali: la domanda è perché? Mi veniva troppo naturale andare a tappare accanto al tasto Home. Non conveniva ritagliare un pochino di spazio per tasti fisici? O spostare il lettore di impronte dietro? Oltretutto si può usare comodamente lo sblocco tramite il riconoscimento del volto, motivo per cui forse si poteva pensare meglio alla soluzione dello spazio nel bordo inferiore. Ultimissima nota stonata riguarda la sporgenza così forte delle due fotocamere posteriori, su un piano di lavoro si può notare senza difficoltà il problema. E’ un parere soggettivo che probabilmente molti di voi non sposeranno dato che le linee complessive di Huawei P20 Pro convincono.

 

#Notch o no?

A me piace e non penso di togliere la tacca negli smartphone che ne hanno la possibilità. iPhone ha dettato la linea da seguire e Huawei è stata tra le prime ad adottare questa scelta, con gusto anche di molti utenti Android. Chi vinca in innovazione in questo caso è palese, ma la scelta di inserirla anche in questo top di gamma la apprezzo molto: la tecnologia (o le scelte estetiche) per tutti. Di sicuro sarebbe piacevole che alcune app di terze parti, come ad esempio Instagram, venissero ottimizzate. Se utilizzate le stories vi capiterà di avere un bottone nella parte coperta dal notch. Per farvi una idea specifica guardate la mia video-recensione!

 

#La ricarica Wireless: perché no?

Ci ho pensato parecchio per trovare dei difetti a questo smartphone così convincente, poi mi è venuto in mente un difetto lampante se paragonato al top di gamma Samsung: manca la ricarica wireless. Difficile dire se c’è dietro un motivo economico, ma è difficile pensarlo visto il prezzo di lancio.

 

#EMUI: svecchiamo l’interfaccia!

Qui tocchiamo un tasto dolente: in linea di massima l’interfaccia Huawei EMUI mi piace molto, ma mi piaceva soprattutto al momento del lancio. Su Huawei P20 Pro risulta un po’ vecchia e macchinosa, uno svecchiamento dell’interfaccia porterebbe benefici complessivi. Transizioni meno old-style e una grafica più material in linea con lo stile di Google potrebbero sicuramente giovare e rendere il Huawei P20 Pro uno smartphone più d’avanguardia.

 

Conclusioni

Huawei P20 Pro è riuscito a sorpassare il Galaxy S9 Plus come mio smartphone preferito, anche se la concorrenza in quella fascia di prezzo è molto agguerrita. Ci saranno altri competitors che potranno dire la loro (come OnePlus 6), ma al momento attuale mi ha dato una esperienza a tutto tondo con difetti molto limitati e talvolta soggettivi. La fotocamera mi è risultata comodissima nella vita quotidiana, dove il punta e scatta la fa da padrone e non stento a pensare che anche quest’estate potrei usarlo come fotocamera principale in vacanza. Se poi Huawei aggiornerà e svecchierà l’interfaccia o limerà altri difetti, il salto di qualità potrebbe essere talmente ampio da fargli mantenere lo scettro per un periodo di tempo non limitato.

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Siete d’accordo con me? Fatemi conoscere la vostra opinione su Huawei P20 Pro a seguito di questa recensione-opinione. Potete scrivermi nel box dei commenti qui a fine articolo oppure su uno dei nostri canali social: YouTube TeamTech, Instagram simplyzod e tecnologici.

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.