Huawei P40 Pro: la recensione completa

Huawei P40 Pro è il capomastro della famiglia top di gamma Huawei e rappresenta una novità nel mondo smartphone perché è uno smartphone HMS, cioè basato sui Huawei Mobile Services. Ufficialmente Huawei ha abbandonato i Google Services per il famosissimo ban e questo smartphone, come il Mate 30 Pro prima di lui, abbandona il Play Store e le app di Google per portarci nel mondo Huawei. Senza girarci tanto intorno, è una novità molto grande e vi assicuro che all’inizio, se è il vostro primo smartphone HMS, può causare un po’ di smarrimento. Chi si avvicinerà agli smartphone Huawei con consapevolezza, saprà esattamente come muoversi, viceversa servirà un attimo di adattamento. Prima di immergerci in una recensione classica, vi ricordo le sfavillanti caratteristiche tecniche di Huawei P40 Pro.

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Caratteristiche e specifiche tecniche

Data di uscita: Aprile 2020 | Peso: 203gr | Spessore: 9mm | Sistema operativo: Android 10 | Aggiornamento disponibile: – | Display: 6.58 pollici | Risoluzione: 1200 x 2640 pixel (475 PPI) | Processore: Huawei HiSilicon Kirin 990 | RAM: 8GB | Memoria interna totale: 256GBNanoSD: Sì, fino a 256GB | Fotocamera principale: 50 Mp + 12 Mp + 40 Mp + 2 Mp | Fotocamera anteriore: 32MP | Batteria: 4200mAh, Rimovibile: No | 5G: SÌDual SIM: Sì

Huawei P40 Pro: le dimensioni contano

Lo smartphone Huawei sicuramente si fa riconoscere per le dimensioni importanti: 203 grammi di peso si sentono quando lo si porta in tasca e non può essere definito un peso piuma. Anche le misure ufficiali, 158.2 x 72.6 x 9 mm, ricordano che si tratta di un flagship dal design piuttosto riconoscibile. Quando ormai il trend estetico si sta omogeneizzando, ci pensa il comparto fotocamere a fare la differenza con i suoi posizionamenti: 4 fotocamere posteriori, il Flash LED e un logo LEICA ben riconoscibile danno carattere a Huawei P40 Pro nelle sue back cover molto eleganti (in prova ho una versione grigio satinato, davvero bella). Da ogni punto di vista si percepisce la qualità premium della costruzione e i dettagli appaiono ben studiati: bordo inferiore armonioso con distribuzione simmetrica del carrelletto per la SIM, altoparlante e host USB-C. Non manca la certificazione contro acqua e polvere, spesso ritenuta quasi accessoria in molti top di gamma ma giustamente pubblicizzata quando presente.

Personalmente le impressioni a livello estetico sono del tutto positive perché Huawei P40 Pro ha personalità da vendere e si fa riconoscere dalle cornici minimal e dal doppio “foro” se visto frontalmente, oppure dal comparto Leica posteriore. Tuttavia l’ergonomia non mi ha convinto al 100%, forse a causa delle dimensioni complessive molto elevate e le difficoltà nel raggiungere comodamente tutti gli angoli: chiaramente l’uso a due mani è da perseguire.

Huawei P40 Pro: il display è impressionante

Le caratteristiche del display non lasciano spazio a molti dubbi: lo schermo ha una diagonale che misura 6.58 pollici e sfrutta una super risoluzione da 1200×2640 pixel: la nitidezza è all’ordine del giorno con Huawei P40 Pro, ma per ovviare a problemi di batteria è possibile impostare la risoluzione intelligente in modo da abbassarla in automatico quando non c’è esigenza di troppi pixel. Lo schermo sfrutta la tecnologia P-OLED e sicuramente qualcuno sarà stato ben attento a notare la griglia dei pixel: per quanto ci riguarda la qualità complessiva è davvero così elevata da soprassedere a qualcosa che è effettivamente un limite tecnico di difficile riconoscimento (a occhio nudo). Le due novità principali sono rappresentate dal refresh rate a 90 Hz (qui vi spieghiamo cosa cambia tra 60Hz e 90Hz) e l’HDR 10, rispettivamente un modo per visualizzare le immagini in movimento ancora più lineari e la possibilità di avere una gamma dei colori ancora più dinamica e apprezzabile, specialmente sui servizi che la supportano (come Netflix). Personalmente ho trovato l’esperienza visiva con Huawei P40 Pro di livello assoluto: piacevolissima, in grado di soddisfarmi in ogni circostanza.

Huawei P40 Pro: la fotocamera è sensazionale

Lo smartphone HMS monta un comparto di fotocamere che può fregiare il logo Leica e, di per sé, già questo può essere una certificazione di qualità. Poi si entra nel vivo e, senza perdere tempo a citare la scheda tecnica che potete trovare qui, vi renderete subito conto che questo smartphone sfida apertamente tutti i concorrenti grazie alla qualità fotografica e quella video. Per divertirmi un po’, ho anche girato alcuni filmati poi condivisi su Instagram e non fatico ad ammettere che potrebbe essere utilizzato anche per girare video su YouTube o per raccogliere i ricordi delle prossime vacanze (quando si potrà!).

Mi è piaciuta terribilmente non solo la gestione dei colori, sempre molto fedeli e mai troppo estremizzati, ma soprattutto la capacità di cogliere i dettagli anche nelle condizioni di scarsa luminosità. L’app è stata sicuramente curata nel dettaglio ed offre un importante numero di opzioni da impostare e una larga serie di modalità di scatto. Mi sono divertito a ottenere scatto macri molto naturali, senza troppi effetti o artefatti quando si sfoca lo sfondo con il risultato di bokeh davvero eccellenti. Anche le panoramiche offrono grande soddisfazione e divertimento lasciando spazio alla creatività di chi sta scattando.

Frontalmente la fotocamera da 32 MP svolge il suo lavoro egregiamente, funziona molto bene e permette di scattarsi selfie molto dettagliati, lasciando poi all’utente la scelta di aumentare o diminuire il classico filtro Bellezza.

Se vi piace anche girare video, allora non avrete di che lamentarvi perché si possono ottenere degli shooting di qualità importante. Vi segnalo anche alcuni video davvero interessanti che ho trovato su YouTube. La decisione di sfruttare il sensore grandangolare per i video è stata sicuramente azzeccata perché la qualità e le possibilità aumentano notevolmente. La stabilizzazione funziona molto bene e anche in movimento riuscirete ad ottenere risultati importanti.

Huawei P40 Pro: HMS e Google Services

Il tema è piuttosto spinoso perché, allo stato attuale delle cose, Huawei non ha rapporti commerciali con Google e lo smartphone non monta le app Google, come Gmail, Maps, ecc. Il primo momento di smarrimento, qualora non si sia preparati al momento dell’acquisto, avviene non trovando il Play Store. La sua assenza è subito compensata da AppGallery, praticamente uno store alternativo dove potete trovare già un discreto numero di app. Come accadeva in passato per altri smartphone di brand cinesi, in aiuto vengono gli store alternativi. Dopo aver smanettato un po’ ho deciso di dedicare alle app tutta la mia attenzione e ho installato anche Amazon AppStore, APKPure e TrovApp. La combinazione di queste soluzioni ci permette di trovare comodamente soluzioni ad ogni app di cui abbiamo bisogno.

Il quesito è: come ci si comporta con Huawei P40 Pro in quanto smartphone HMS? Semplice, non si usano le app Google e si sfruttano i servizi proposti da Huawei. Sul client Email si può configurare il proprio indirizzo Gmail, che controlla e notifica in push ogni 15 minuti, si può creare la shortcut da browser per YouTube o installare il client NewPipe, si possono installare le app alternative di mappe (come Here WeGo, Waze o Maps.me), non manca il Calendario e in pratica c’è una soluzione per ogni esigenza.

E’ possibile però installare le app Google qualora volessi? Sì, ci sono i modi e ci sono già diverse guide online per poter reperire tutte le app di cui si ha bisogno. Però nella prova che ho fatto con Huawei P40 Pro mi sono reso conto che le limitazioni non sono tanto nelle app di Google, quanto ciò che avviene con altre app. Non sono presenti, ad esempio, le app di molte banche (stanno arrivando, seppur lentamente visto ciò che viene richiesto in termini di sicurezza) e quindi l’home banking è precluso. Il mio consiglio è quello di informarvi prima se la vostra banca ha già rilasciato l’app per AppGallery. Altre limitazioni possono arrivare con altre app, ad esempio Netflix, Disney+ o Prime funzionano ma possono riprodurre solo risoluzione SD perché non sono presenti i DRM (sono di Widewine, società che appartiene in parte anche a Google).

Huawei P40 Pro e sicurezza

La sicurezza è un tema che appassiona tutti e, spesso e volentieri, è un tema in contrapposizione alle proprie esigenze: spesso si regalano i propri dati a aziende in cambio di servizi effimeri o poco utili, spesso invece si lotta per la propria libertà personale. Perché questa introduzione? Perché Huawei P40 Pro sfrutta Android 10 in versione Open Source e, pertanto, gli aggiornamenti arrivano da Huawei stessa e non da Google come accadeva in passato. A questo proposito va quindi segnalato che quando si installano app alternative non si hanno le solite garanzie di controllo e, talvolta, ci si può perdere un po’ nei meandri delle versioni delle app (alcune possono non funzionare e bisogna fare il downgrade, ad esempio). Rimanendo in ambito della sicurezza dei propri dati, segnalo la presenza dello sblocco con il volto non in 3D ma con la presenza dei due sensori di fotocamera frontale (uno dedicato alla profondità di campo) e il sensore IR di notte. Anche questo sicuramente può impattare sulla richiesta di certificazione delle banche prima di rilasciare le proprie app. Sulla superficie frontale del display trova spazio lo sblocco con l’impronta, praticamente sempre preciso a condizione che posizionate il dito correttamente nell’area di sblocco.

Huawei P40 Pro: la batteria

La batteria di uno smartphone per me è stata spesso sinonimo di promozione o bocciatura del dispositivo stesso: su Huawei P40 Pro non posso che esprimere tutta la mia soddisfazione per l’autonomia che è capace di garantire la batteria da 4200mAh. Sono pienamente convinto che la scelta di fare “tutto in casa” porti notevoli benefici ai produttori che intraprendono questa via perché spesso si riescono ad ottimizzare al meglio hardware e software, creando dispositivi che funzionano in maniera fluida, che consumano la giusta quantità di energia e che funzionano al meglio.

La batteria di Huawei P40 Pro è eccellente, potete tranquillamente arrivare alle 8 ore di schermo attivo che, durante una giornata, sono anche troppe. Io sono riuscito ad usarlo praticamente per tre giorni consecutivi, specialmente sfruttando la copertura Wi-Fi piuttosto che il 4G. Da considerare ovviamente ci sono altri due fattori per ridurre al minimo i tempi di ricarica o la scomodità: il primo è ampiamente superato grazie all’alimentatore SuperCharge 40W, mentre la seconda è comodamente supportata se proprio odiate i fili in giro.

Huawei P40 Pro: le conclusioni

Dopo aver usato a lungo Huawei P40 Pro mi sento di dire che è un mostro di potenza e funziona benissimo anche senza le Google App, ma non è in realtà questo ciò che mi ha fatto sentire la mancanza di un Android stabile. Più che altro mi sono reso conto che a livello di sicurezza l’assenza di Google Play Protect è una garanzia e non averlo a disposizione mi ha fatto strano. Utilizzare Huawei P40 Pro è un piacere se si sfrutta appieno la scheda tecnica, rimanendo assolutamente soddisfatti di un comparto fotocamera che veramente è tra i top del mercato, oppure avvertendo tutta la potenza del nuovo chip Kirin 990 in ambito gaming. Ciò che però va considerato è che il lavoro svolto da Huawei, da un anno a questa parte, sta colmando un gap importante a livello software ma rischia di non essere ritenuto sufficiente per acquistare un Huawei P40 Pro. Se si decide di comprare il P40 Pro, lo si deve fare in maniera consapevole: si entra in un mondo diverso e ci sarà qualche limitazione nel breve periodo, però si compra un mostro di potenza. E’ un compromesso che sareste in grado di accettare?

Personalmente mi sono divertito, come non accadeva da qualche smartphone a questa parte, perché ho avuto qualcosa di diverso da configurare, ho provato qualche app che prima non usavo e c’è stata una ventata di novità, oltre che appunto una scheda tecnica di quelle da lasciare la mandibola a terra. In ogni caso vi consiglio assolutamente di non utilizzare i Services di Google su P40 Pro: per quanto mi riguarda la sicurezza ha un certo costo e non mi sento di consigliare le procedure alternative. Sfruttate appieno ciò che offre per voi attualmente e forse troverete il meglio di Huawei P40 Pro.

Di Stefano Vinciguerra

Amante multitasking di tecnologia portatile e basket, si fa rapire da discussioni sulla telefonia mobile e se potesse cambierebbe terminale una volta al mese. Dà tutto se stesso per le sue grandi passioni.



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