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Huawei P9: RECENSIONE completa del nuovo top di gamma di Huawei

Apr 10, 2016

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Huawei P9: RECENSIONE completa del nuovo top di gamma di Huawei

Presentato il 6 Aprile nella splendida cornice del Battersea Park a Londra, Huawei P9 è il nuovissimo smartphone di punta di Huawei. Oggi vogliamo riassumere, in questa nostra recensione, tutte le nostre considerazioni dopo 5 giorni di utilizzo, durante i quali lo abbiamo utilizzato assiduamente come primo telefono.

Abituati ad usare il Mate S, le differenze che abbiamo percepito nell’utilizzo quotidiano sono tante, merito di un hardware completamente rinnovato e della nuovissima dual-camera, capace di arricchire l’esperienza fotografica con funzionalità esclusive.

Leggete la nostra recensione completa e, se vi è piaciuta, non dimenticate di mettere un bel like alla nostra pagina di FB e di seguirci. Fateci sapere cosa ne pensate di Huawei P9 attraverso i commenti! 🙂

huawei P9

Confezione

La confezione che abbiamo noi non è quella di vendita ed è quindi incompleta di eventuali accessori. Abbiamo trovato il minimo indispensabile per provare il prodotto:
– un cavo USB-micro-USB (l’attacco microUSB è type C, quindi è consigliabile comprare un adattatore microUSB standard-type C o munirvi di più cavi USB type C)
– un charger da muro da 5V-2A
– uno spillo per estrarre il vano SIM/microSD

Design

I materiali costruttivi sono di altissimo livello: la scocca è interamente in metallo, con finiture in ceramica ed è oleofobica, e non lascia traccia quindi delle fastidiose “ditate”. Le dimensioni non eccessive del dispositivo consentono una presa piuttosto comoda, agevolata da uno spessore di soli 6.95mm (Huawei durante la presentazione ci ha ricordato che Huawei P9 è più sottile dell’iPhone 6S e del Samsung Galaxy S7).

Il foro per il jack audio da 3.5mm è posto in basso, in una posizione congeniale per chi ascolta la musica in cuffie con lo smartphone poggiato sul tavolo. Accanto ad esso trovano posto l’ingresso micro-USB (type C), e gli speaker.

huawei p9 lato inferiore

Sul lato destro troviamo invece il regolatore del volume e il tasto di accensione, entrambi in alluminio, di cui il secondo zigrinato. Sul lato opposto, tramite un piccolo foro, è possibile estrarre il vano per 2 nano-SIM (vi ricordiamo che Huawei P9 è dual-SIM) o per una nano-SIM e una micro-SD, per tutti coloro che alla funzionalità del dual-SIM preferiscono la disponibilità di uno storage addizionale oltre ai 32 o 64GB di memoria (a seconda dei modelli).

Huawei P9 tasti lato destro Huawei P9 slot

Sul retro troviamo la doppia fotocamera, di cui parleremo ampiamente nel paragrafo dedicato, accanto al quale è situato il flash dual-LED. Le fotocamere non sporgono rispetto alle superficie del dispositivo, minimizzando il rischio di graffi quando lo poggiamo su un piano. Il logo LEICA è ben visibile, a garanzia della qualità delle ottiche, che vi ricordiamo che sono state montate esclusivamente sulla nuova serie Huawei P9. Non manca il lettore di impronte, quadrato e posizionato sul retro, in un punto raggiungibile dall’indice in modo naturale. Sinceramente troviamo più comodi i dispositivi che integrano il lettore di impronte nel tasto home, frontalmente, ma sappiate che non farete fatica ad abituarvi al sensore posto sul retro.

Huawei P9 retro

In generale il design ci è piaciuto molto. I materiali sono premium e piacevoli al tatto e sembrano anche piuttosto resistenti agli urti. Sulla robustezza dell’assemblaggio degli ultimi dispositivi di punta di Huawei possiamo metterci la mano sul fuoco, visti gli urti che ha dovuto subito il mio povero Mate S, sopravvissuto miracolosamente a cadute rovinose dovute alla mia scapestrataggine.

Utilizzarlo con una mano è possibile ma in modo non del tutto agevole, ma vi ricordiamo che il sistema operativo prevede una comoda funzione per ridimensionare lo schermo (vedi Sistema Operativo).

Display

Huawei p9 display

Il display resta fermo su un’adeguata risoluzione Full-HD (1920×1080 pixel), che spalmata su una superficie di 5.2 pollici, offre una densità di 424 ppi. Evidentemente non siamo i soli a pensare che i 2K su uno schermo di uno smartphone siano sovradimensionati, e che rappresentino soltanto uno specchietto per le allodole sacrificabile a favore di una minore sovraccarico sul processore.

La tecnologia alla base del display, contrariamente ai rumors iniziali, è quella tradizionale (LCD con retro-illuminazione a LED). Si tratta comunque di un ottimo display, che vede il suo vantaggio maggiore nel massimo livello di luminosità massima, che si attestano al di sopra dei 500 nits. Non è lo schermo più luminoso che abbiamo provato (diversi Lumia e il Redmi Note 2 sfiorano i 600 nits) ma la visibilità all’aperto è stata abbastanza buona, compromessa soltanto dalla luce diretta del sole o da angoli di visione innaturali.

huawei p9 display aperto

Quello che ci è piaciuto meno è stata la resa dei colori: al variare dell’angolo di visione si può notare una sensibile variazione cromatica viziata soprattutto da una profondità dei bianchi e dei neri non impeccabile. Non si tratta ovviamente di un limite così evidente, tra l’altro in parte dovuta ai limiti intrinseci alla tecnologia LCD, ma, non possiamo dire che il display rappresenti il punto di forza di Huawei P9, soprattutto se lo confrontiamo con i prodotti di punta dei principali competitor.

Ottima la presenza del vetro Gorilla Glass 2.5D, leggermente curvato lungo i bordi capace di assicurare un assemblaggio convincente, un migliore impatto estetico ma soprattutto uno scorrimento fluido del dito sullo schermo, quest’ultimo osservabile soprattutto negli scroll durante la navigazione web.

huawei p9 display angolo di visione

Hardware e Prestazioni

Alla base di Huawei P9 troviamo il nuovissimo processore octa-core HiSilicon Kirin 955, con tecnologia a 16nm, costituito da 4 core Cortez A72 a 2.5Ghz e 4 core A53 da 1.8Ghz, ed è affiancato dalla GPU Mali-T880 la stessa che abbiamo visto in Mate 8). Vi ricordiamo che esistono due versioni differenti di Huawei P9: una con 3GB di RAM e 32GB di memoria interna (la versione che abbiamo noi in prova) e l’altra con 4GB di RAM e 64GB di memoria interna.

Il sistema si è dimostrato reattivo e fluidissimo, con un frame rate invidiabile nel gaming estremo (Real Racing 3). Eccellente la qualità della navigazione web: provandola tramite la rete Wi-fi (40Mbps in download) del nostro albergo abbiamo potuto constatare l’ottima velocità di caricamento, sia con Chrome che con il browser di default.

Per quantificare la potenza di calcolo di Huawei P9 abbiamo eseguito un test con Antutu ottenendo lo straordinario punteggio di 96898 punti, a conferma delle ottime impressioni derivanti dall’esperienza d’uso. Il punteggio supera quello ottenuto da smartphone importanti come Huawei Mate 8, Meizu Pro 5 o il Galaxy Note 5.

Qualche altra nota. Il Wi-fi prevede ora la modalità Wi-fi+, che consente di automatizzare lo switch da Wifi a rete dati o viceversa (o anche tra diverse reti Wi-fi) a seconda delle velocità (in realtà era una funzione già presente nel Mate S ma è bene segnalarlo nuovamente).

Il lettore di impronte è stato ulteriormente migliorato in termini di sicurezza e reattività, ma abbiamo fatto fatica ad apprezzarne i miglioramenti rispetto al Mate S, in cui il comportamento del lettore di impronte era già impeccabile: velocità di lettura praticamente immediata e percentuali di mancata letture pari a 0.

Abbiamo testato anche la qualità del comparto sonoro (da speaker), incuriositi dalla presentazione in cui si parlava di speaker più potenti e capaci di una buona qualità dei bassi. Abbiamo caricato un paio di brani ad alto livello di tamarragine, “Follow the sound” di Roul and Doors e “Animal” di Martin Garrix e siamo rimasti piacevolmente soddisfatti dai buoni livelli di volume e anche dalla profondità dei bassi. Raramente mi capita di utilizzare lo speaker del telefono per l’ascolto musicale, piuttosto come vivavoce, (e in questo Huawei P9 si comporta decisamente bene), ma il sonoro segna sicuramente un passo in avanti rispetto al Mate S. Ottimi i livelli di volume in cuffia (un po’ meno per l’incolumità dei miei timpani).

Sistema Operativo

Huawei P9 è basato sull’ottima interfaccia proprietaria EMUI, giunta alla versione 4.1, in cui ritroviamo tutte le funzionalità introdotte con il Mate S e il Mate 8, come quelle associate al sensore biometrico o all’utilizzo della nocca per attivare determinate funzionalità. Andando su “ID impronta“, nelle impostazioni, è possibile utilizzare il sensore per rispondere alle chiamate o scattare foto e video, oltre ad interrompere la sveglia, visualizzare le notifiche o sfogliare le foto in galleria.

Ritroviamo anche le azioni da eseguire tramite la nocca. Tramite un doppio colpo di nocca è possibile catturare l’intera schermata, o acquisirne una porzione tracciando un’area circoscritta dello schermo. Tramite un doppio tocco deciso con due nocche invece è possibile avviare una registrazione video delle azioni sullo schermo, anche se non ci è ancora capitato di averne bisogno. Stranamente però non siamo riusciti a disegnare lettere (sempre con la nocca) come “C”, “E”, “M” o “W” per aprire applicazioni a nostra scelta, nonostante nelle impostazioni avessimo attivato tale funzione. Cosa ancora più strana, manca la possibilità d sbloccare il dispositivo con un doppio colpo di nocca sullo schermo, funzione di cui ho fatto ampio uso con il Mate S. Confrontando i rispettivi sistemi operativi si può notare che nella EMUI 4.1 la funzione “toccare due volte per attivare lo schermo” non è presente.

Molto utile la possibilità di ridimensionare lo schermo scorrendo il dito sui tre tasti Android, facilitando l’utilizzo del dispositivo con una sola mano. Infine vi ricordiamo che Huawei P9, a differenza di Huawei P9 plus, non ha il force touch, ma si tratta di un’assenza personalmente trascurabile dato che su piattaforma Android, per ora, non ci aspettiamo un seguito così grande da parte degli sviluppatori.

Fotocamera

Passiamo ora al capitolo più importante di Huawei P9, quello che si propone come la vera novità nel panorama degli smartphone: la doppia fotocamera con ottiche LEICA Summarit asferiche con apertura F/2.2, focale equivalente 27mm, che combina un sensore da 12MP RGB con un sensore monocromatico da 12MP. Il vantaggio non è tanto nella possibilità di scattare foto native in bianco e nero, ma nel fatto che il sensore monocromatico consente, in combinazione con quello RGB, di aumentare la luminosità e i contrasti della foto. Manca la stabilizzazione ottica, essendo presente l’autofocus laser.

Grazie alla doppia fotocamera è possibile lavorare sulla profondità di campo in post-produzione. E’ possibile quindi scattare rapidamente foto e modificare in un secondo momento non solo l’oggetto o il dettaglio da mettere a fuoco, ma anche regolare la profondità di campo. Potete quindi divertirvi ad applicare filtri al solo sfondo sfocato (es. in bianco e nero), lasciando a colori i soli oggetti a fuoco.

L’interfaccia della fotocamera è stata completamente ridisegnata. In particolare ho apprezzato molto la modalità PRO per chi, abituato con le reflex, vuole esibirsi nella modalità manuale regolando manualmente ISO, tempi di scatto, esposizione o tipologia di autofocus (singolo, continuo o manuale).

Tramite uno swipe da sinistra verso destra, accediamo alle diverse modalità: Bianco e Nero (per lo scatto utilizzando il solo sensore B&W), la solita modalità bellezza che maschera i difetti della pelle, HDR, Panorama, Scatto notturno, Light Painting (per applicare qualche effetto come scie o graffiti alle nostre foto), Time-Lapse, Rallentatore o l’applicazione di una filigrana (con luogo, temperatura del luogo e data).

Il “punta e scatta” mostra i suoi limiti in condizioni di bassa luce, non rendendo giustizia alla bontà dei sensori Sony IMX286.

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Al fine di migliorare la qualità in bassa luce ci siamo divertiti a fare qualche foto in modalità manuale per fotografare una scena notturna, mantenendo l’ISO a 50 e aumentando l’esposizione a 3,2 secondi. Il risultato lo potete osservare nello scatto seguente. Che vi sembra?

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Qui di seguito potete osservare altre foto scattate in modalità auto in condizioni di scarsa luminosità (ambienti coperti con luci artificiali).

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La fotocamera frontale è ora dotata di flash a LED ma soprattutto di autofocus utilissimo per gli amanti dei selfie ma soprattutto dei video-selfie in movimento, dove in assenza di focus automatico è facile perdere il fuoco.

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Batteria ed Autonomia

La batteria di Huawei P9 è da 3000mAh. Allo scopo di quantificare con precisione l’autonomia abbiamo simulato il funzionamento continuo in 3 condizioni differenti: navigazione web, riproduzione video e gaming. Le impostazioni durante il test erano le seguenti:
– Wi-fi attivo
– Rete dati e bluetooth disattivati
– Livello di luminosità impostato a livello medio

In queste condizioni l’autonomia misurata è stata di:
180 minuti di navigazione web
180 minuti di riproduzione video
120 minuti di gaming

per un totale di 8 ore (siamo rimasti con un’autonomia residua del 5% in realtà). L’autonomia è quindi OTTIMA, complice l’ottimo lavoro di ottimizzazione del firmware compiuto da Huawei ma anche dei bassi consumi del processore. La durata giornaliera è assicurata e se caricate di notte lo smartphone potete fare tranquillamente a meno di una powerbank.

Disponibilità e prezzi

Huawei P9 è disponibile in 2 versioni differenti:
– Huawei P9 con 3GB di RAM e 32GB di memoria interna a 599 euro
– Huawei P9 con 4GB di RAM e 64GB di memoria interna a 649 euro

E’ disponibile in 2 colorazioni differenti: Mystic Silver e Titanium Grey. E’ possibile pre-ordinare Huawei P9 già da adesso. La versione P9 standard uscirà invece nei negozi a partire dal 16 aprile mentre il P9 Plus arriverà a maggio.

Conclusioni

Come abbiamo detto nella nostra video recensione Huawei P9 è uno smartphone con due #OO così. Ha tutto quello che un top di gamma deve avere: un’ottima qualità costruttiva, una reattività impeccabile nell’utilizzo del sistema e, a differenza del Mate S, ha un’autonomia davvero invidiabile che abbiamo quantificato in 8 ore di utilizzo continuativo. E’ uno smartphone per chi ama fare le foto. Se è vero che in modalità “punta e scatta” mostra ancora qualche limite rispetto ai concorrenti, dovuti più che altro a un firmware ancora da ottimizzare, la doppia fotocamera offre un’esperienza divertente, sia a chi è abituato ad usare le reflex in modalità manuale ma anche a chi vuole cimentarsi in foto più fantasiose da condividere sui social.

PRO

✔ Eccellente qualità costruttiva
✔ Fotocamera di alta qualità con funzionalità esclusive
✔ Autonomia eccellente
✔ Reattivo e fluido davanti a qualsiasi attività

CONTRO

✖ Display non impeccabile
✖ Perchè mi hanno tolto il doppio tap per attivare lo schermo??
✖ La versione per l’Italia non è dual-SIM
✖ Il prezzo di lancio soffre i ribassi di altre concorrenti (Galaxy S7)

Appassionato di tutto il mondo della tecnologia e dell'elettronica, soprattutto consumer. Sogna di non aver più bisogno di dormire per riuscire a dedicare il giusto tempo alle proprie passioni.