I migliori notebook per lo smart working [max 1000 euro]

Dopo l’articolo sui migliori notebook da smart working sotto i 500 euro passiamo ora ai migliori notebook economici, dove fissiamo il prezzo massimo a mille euro. Si tratta di notebook idonei a gestire carichi di lavoro complessi e che possono vantare di specifiche di livello.

Huawei Matebook D 15

Il migliore 15″ sotto i 700 euro

Huawei Matebook D 15

Dopo il successo dell’anno scorso, Huawei ha rinnovato la propria line-up di notebook in modo da poter consolidare ed ampliare le quote di mercato in questo ambito. Huawei Matebook D è la proposta di fascia media dell’azienda cinese. Essa è disponibile in due varianti: una da 15″ ed una da 14″. A differenza di quanto si potrebbe pensare il modello più grande è anche il più economico fra i 2, questo perchè il 14″ è dotato del doppio della capacità di archiviazione.

La costruzione è ottima: estremamente premium per la fascia di prezzo, con un design che richiama quello dei MacBook ma senza essere una copia spudorata. Lo chassis completamente in alluminio risulta solido e concreto. Il peso di 1.5Kg è contenuto e le dimensioni sono molto compatte (assimilabili a quelle di un 14″ di qualche generazione fa). La dotazione di porte è completa: 2 USB 2.0, 1 USB 3.0, 1 HDMI, jack audio ed infine una USB type-c gen2 con supporto alla ricarica. Il Touchpad è sufficientemente fluido, spazioso e preciso mentre la tastiera è addirittura una fra le migliori in assoluto.

Il Matebook D equipaggia un Ryzen 5 3500U, dotato di 4 cores ed 8 threads, accompagnato da 8GB di RAM DDR4 e 256GB di SSD NVMe. Pur non essendo componenti di primissima fascia, le performance nell’uso quotidiano sono eccellenti (complice un SSD molto veloce) e ci si può cimentare anche in lavori più impegnativi (es. video editing FHD, Photoshop e Lightroom) con buona soddisfazione.

Il pannello IPS, è abbastanza luminoso (circa 270 nits) e dotato di colori vivaci e brillanti. La fedeltà cromatica è però molto bassa, dunque è da escludere l’impiego di questo display per lavori che richiedono colori precisi ed acccurati.

L’autonomia è nella media, la batteria da 42Wh non eccelle ma è comunque sufficiente per grandissima parte dell’utenza.

Huawei Matebook D 14

Il miglior ultrabook sotto i 700 euro

Huawei Matebook D 14

Per il Huawei Matebook D 14 valgono le medesime considerazioni del fratello da 15″ di cui abbiamo appena parlato. Questo modello si differenzia tuttavia per la capienza dell’SSD, di ben 512GB, ovvero il doppio della versione con dimensioni del display maggiore.

Altra differenza sostanziale è nella batteria, da 56Wh, che si traduce in un’autonomia notevolmente maggiore. Le prestazioni durante carichi di lavoro prolungati nel tempo sono meno solide, ma in linea generale sono assimilabili (sopratutto per quanto riguarda l’uso da ufficio).

Infine l’ultima differenza degna di nota è nella presenza della retro-illuminazione della tastiera, feature assente sul modello da 15″.

Surface Pro 7

Un’esperienza unica

Surface Pro 7

Il Surface Pro 7 è a tutti gli effetti un prodotto iconico per Microsoft. Anche quest’anno,tale macchina continua ad essere il miglior tablet Windows in commercio, rimanendo il punto di riferimento per la categoria, ma c’è qualcosa che deve cambiare.

La costruzione è ottima: lo chassis in alluminio consente di avere solidità ed al tempo stesso leggerezza. Il peso è di soli 770 g e si tratta di una soluzione molto compatta. La dotazione di porte è sufficiente: 1 USB 3.0, il jack per le cuffie, l’ingresso Surface Connect ed infine 1 USB Type-C. Rispetto alla scorsa generazione è stata abbandonata, finalmente, la DisplayPort in favore della type-c. Quest’ultima consente di ricaricare il notebook e funge da uscita video, tuttavia non si tratta di una Thunderbolt 3 (e questo stona un pò su una macchina dedicata ai professionisti). La tastiera è da acquistare a parte, e c’è da dire che Microsoft se la fa pagare, ma grazie alla superficie in alcantara offre un’esperienza di scrittura che nessun’altro accessorio della concorrenza è in grado di proporre.

Il Surface Pro 7 è disponibile in diverse varianti. La più equilibrata, non che quella consigliata, è quella i5/8/128. Prima di entrare nel vivo dell’analisi prestazioni, focalizziamoci su una nota dolente: la capienza del disco. Proporre 128 GB sul modello base di un prodotto di questo livello, nel 2020, è inaccettabile. E’ vero che vi è la possibilità di espandere la memoria attraverso SD Card ma, a fronte del prezzo richiesto da Microsoft, è giusto e sensato pretendere 256 GB di base. Tornando a parlare di prestazioni, è doveroso specificare che si tratta di una macchina fanless. In assenza di una dissipazione attiva quindi, al perdurare di un carico di lavoro corrisponderà un aumento delle temperature. In corrispondenza di questo aumento delle temperature, non riuscendo a dissipare efficacemente il calore, si verificherà una progressiva diminuzione delle frequenze della CPU fino a quando non sarà tornato tutto entro i parametri stabiliti da Microsoft. Questo vuol dire che se si impiegherà il Surface per gli usi previsti dalla casa madre (es produttività d’ufficio, video editing non troppo spinto) tutto andrà liscio come l’olio (grazie anche ad un validissimo SSD NVMe di Toshiba), ma se le vostre priorità sono altre allora il nostro consiglio è di orientarvi su macchine diverse.

Il display è un ottimo IPS da 12,3″ in formato 3:2 e con risoluzione di 2736×1824 pixel. Il particolare rapporto di forma consente di ovviare alla dimensione del display ristretta, ed anzi è probabilmente una soluzione più efficiente rispetto ad un tradizionale 13″ in 16:9. Pur trattandosi di un buonissimo pannello, anche a riguardo va fatta una puntualizzazione. Si tratta non solo del display del precedente Surface, ma anche di quello del Pro 5 (di ben 2 anni fa). La concorrenza in questo campo ha fatto grandi passi in avanti ed è un peccato che Microsoft si sia adagiata sugli allori, perdendo il vantaggio conquistato 2 generazioni fa.

A dispetto di quello che la batteria da 45Wh potrebbe far pensare, l’autonomia del Surface Pro 7 è ottima. Microsoft, anche grazie alle nuove CPU Intel di 10° generazione, ha lavorato ulteriormente sui consumi limando quasi tutto ciò che poteva essere limato.

HP Pavilion 14

Concreto ed equilibrato

HP Pavilion 14

L’HP Pavillon 14 è un ottimo notebook di fascia medio-alta. Non vanta caratteristiche peculiari, ma possiede un hardware molto “generoso” per la fascia di prezzo.

La costruzione è buona: l’alluminio garantisce solidità ed un buon feeling mentre la back cover in plastica non stona col design del notebook. Non trattandosi di un ultrabook, HP non ha lavorato sull’ottimizzazione dello spessore e questo si traduce in peso: 1.6kg, non spropositato ma non si tratta certamente del prodotto più leggero della categoria. La dotazione di porte è ampia: 2 USB 3.0, 1 USB Type-C, 1 HDMI 1.4, 1 ingresso RJ45, jack per le cuffie ed 1 lettore di schede SD.

L’hardware è di tutto rispetto. La CPU è un Intel Core i7 1065G7 accompagnata da una MX250, 16 GB RAM e 1TB di SSD. Si tratta di una delle soluzioni più complete sotto questo punto di vista, è infatti rarissimo trovare ben 16 GB di RAM ed 1TB di memoria interna su configurazioni di questo tipo ( e con questo prezzo). La prestazioni del processore non sono brillanti, ed anzi ci si aspetterebbe qualcosa in più sotto questo aspetto, ma sono più o meno in linea con la concorrenza. La GPU dedicata consente di avere un buon guadagno nei lavori dove entra in gioco ed i 16GB di RAM possono quasi essere considerati una killer feature, tenendo conto che oltre ad essere utili in moltissimi scenari sono anche necessari in ottica futura. L’SSD NVMe oltre ad essere molto capiente è anche estremamente veloce e lo si nota in ogni scenario d’uso. Nel complesso si tratta di una macchina idonea per il montaggio video (anche in 4k, con qualche compromesso) e lavori discretamente complessi.

Il display è un buon pannello IPS da 14″. E’ luminosissimo, ben calibrato e con ottimi contrasti. Soffre di backlight bleeding, ma nulla di tragico. Si tratta insomma di uno dei punti di forza di questo prodotto, considerando che è sensibilmente migliore di (quasi) tutti i rivali.

L’autonomia è purtroppo castrata da una batteria troppo piccola, soli 41 Wh. I consumi sono generalmente buoni e questo consente di avere una durata generalmente sufficiente, ma è comunque un peccato poichè sarebbero bastati 10 Wh in più a fare la differenza.

Dell G5 5590

Il miglior notebook da gaming economico

Dell G5 5590

Il Dell G5 5590 è un notebook da gaming economico, quindi non ci si aspetterebbe di trovarlo in questa guida. Ma chi ha detto che un notebook da gaming non vada bene per lavorare? Questo prodotto infatti è l’ideale per chi necessita di una macchina in grado di portare a termine in scioltezza anche i carichi più pesanti.

La costruzione è buona: pur non essendo completamente in alluminio è difficile notare differenze, inoltre si avverte una buona sensazione di solidità e robustezza. Il peso è tutt’altro che contenuto, circa 2.5kg e questo potrebbe inficiare sull’effettiva portabilità del prodotto. La dotazione di porte è molto varia: 3 USB 3.0, 1 USB Type-C gen2 (senza supporto alla ricarica), 1 lettore di schede SD, jack per le cuffie, 1 HDMI 2.0 ed infine un ingresso RJ45.

L’hardware è di altro livello rispetto a quello dei notebook precedenti. Vi sono diverse varianti a listino, ma quella consigliata in questa guida è la: i5/8/512 + GTX 1650. Una configurazione come questa vi può accompagnare in praticamente qualsiasi tipo di lavoro, considerando che le prestazioni dell’I5 9300H sono drasticamente migliori rispetto a quelle di tutti i notebook presentati in questa guida. I soli 8 GB di memoria RAM potrebbero far storcere il naso, tuttavia bisogna tenere conto della possibilità di aggiornamento offerta da questa macchina. Sia l’SSD NVMe (veloce ma non dei migliori) che le RAM possono essere sostituite facilmente e volendo si può optare per l’espansione attraverso gli slot liberi. Infine La GTX 1650 consente buone performance in tutti i lavori grafici.

Il display è nella media dei prodotti di questa categoria: non molto luminoso, buoni contrasti ma scarsa fedeltà cromatica. Lo si può assimilare a quello di un Matebook D (che è comunque più luminoso).

L’autonomia è sorprendentemente buona per trattarsi di un notebook da gaming economico. Il merito va in gran parte alla batteria da 60Wh, la quale permette di avere una durata sufficiente nella maggior parte degli scenari d’uso.

Di Filippo Fedele

Giovane ma appassionato, amo il mondo della tecnologia a 360°. Do sempre il massimo e sogno un futuro in cui avrò limato tutti i tempi morti in modo da dedicarmi alle mie passioni.



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