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Perché Google ha venduto Motorola?

Feb 5, 2014

Perché Google ha venduto Motorola?

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La storia

Era il maggio del 2012 quando Google ufficializzava l’acquisto di Motorola Mobility per la fantastica cifra di 12,5 miliardi di dollari complessivi, 40 per azione. Come ha ripetuto più volte Larry Page, amministratore delegato di Google: “la Motorola è un ottima azienda, e ha tutte le carte in regola per passare alla prossima generazione di cellulari”. Gli obbiettivi del colosso Mountain View erano essenzialmente due: quello di cambiare radicalmente l’evoluzione del sistema operativo Android e l’acquisizione di numerosi brevetti, quasi 17mila, per mettere fine ai diverbi legati proprio con la Motorola.

Proprio con questo acquisto, Google è diventato a tutti gli effetti il primo produttore, e concorrente, in assoluto di smartphone e tablet Android. Come aveva assicurato Larry Page in un comunicato ufficiale, la Motorola avrebbe continuato a lavorare come entità indipendente, anche se è parso chiaro fin da subito che dislivello si sia verificato tra Google e gli altri partner Android, proprio per via dell’acquisto della Motorola.

L’azienda sudcoreana americana Samsung e l’azienda taiwanese HTC hanno avuto forti dubbi in merito alla collaborazione con Google, in quanto la sinergia tra la Google al livello software e la Motorola al livello hardware potrebbe generare un ecosistema molto simile ad un iPhone, e quindi di garantire una sicurezza tecnica che Android non è stato in grado di dimostrare al 100%.

L’annunciato acquisto di Motorola nel 2011 aveva quindi messo Google in una posizione molto difficile nei confronti degli altri produttori di dispositivi Android. Anche se società aveva da subito chiarito che Motorola sarebbe stata gestita in parallelo e non direttamente da Google, e che l’acquisizione era stata giustificata più che altro dalla necessità di ottenere i diritti su alcuni brevetti molto importanti, le rassicurazioni non furono sufficienti e soprattutto per Samsung, il più grande produttore di smartphone al mondo, che dimostrò una certa insofferenza per l’arrivo di Motorola come partner Google.

Il presente

Dopo neanche due anni di collaborazione, la Google vende la Motorola Mobility alla Lenovo per circa 2,91 miliardi di dollari. La Lenovo Group Limited è un azienda fondata dall’unione della Legend Group Ltd e della New Technology Developer Incorporated, ed è diventata il più grande produttore di personal computer nella Repubblica Popolare Cinese, e dal giugno 2013, Lenovo ha superato, sia pur di poco, HP, divenendo il primo produttore al mondo. Ma qual è la reale motivazione per cui Google ha deciso di rivendere Motorola ad un prezzo molto inferiore di quando l’aveva acquistata?

Nel 2012, In un post sul blog di Google, il CEO e co-fondatore Larry Page aveva rivelato che l’acquisizione della Motorola Mobility è stata principalmente una mossa strategica volta a rafforzare la difesa legale di Android, arricchendo il portfolio di brevetti di Google, oltre a garantire all’azienda la possibilità di produrre propri dispositivi senza doversi appoggiare a terzi.

Nonostante le premesse, il 29 gennaio del 2014 Google annuncia che, pur mantenendo gran parte dei brevetti, venderà la Motorola Mobility a Lenovo. Ma qual è la vera ragione? Perché rivendere un’azienda ad una cifra di molto inferiore di quando Google l’aveva acquistata? L’accordo rafforzerà sicuramente la posizione di Lenovo sul mercato degli smartphone e concederà alla società cinese una forte presenza in tutto il continente Americano, oltre che farla crescere in Europa occidentale. Lenovo rileverà Motorola Mobility, incluso il marchio Motorola e il portafoglio di smartphone di cui fanno parte Moto X, Moto G e la serie Droi Ultra. Oltre agli attuali prodotti, Lenovo assumerà anche il controllo della futura roadmap di prodotti di Motorola.

Come dichiara l’amministratore delegato di Lenovo, Yang Yuanqing: “L’acquisizione di un marchio icona renderà Lenovo un forte competitor globale per gli smartphone. Abbiamo fiducia nel fatto di poter unire il meglio delle due società per creare prodotti che piacciano ai clienti”. Ai dubbi e alla confusione dei critici e dei partner Google, Larry Page commenta così sulla vicenda: “Lenovo ha le capacità di rendere Motorola Mobility un player globale nell’ecosistema Android. Questa decisione consentirà a Google di devolvere la sua energia a una maggiore innovazione nell’ecosistema Android”.

Le motivazioni

Anche se Lenovo acquisisce il business di smartphone e di tablet Motorola, raccogliendo oltre 10mila brevetti, e l’operazione potrebbe far pensare ad un’enorme svalutazione per Google, che acquistò Motorola per 12,5 miliardi dollari, il gigante della Mountain View ha subito fortissime perdite sul piano economico. Motorola, anche dopo l’acquisizione di Google, ha continuato a lavorare in maniera del tutto indipendente. Il Moto X è stato il primo telefono di punta della Motorola da quando è diventata società della Google.

Anche se il prodotto è stato ben recensito, non è mai stato chiaro il numero dei dispositivi venduti sul mercato, e gli attuali numeri danno il prezzo dello smartphone in costante calo rispetto al momento del lancio. Inoltre, i ricavi della Motorola continuano a ridursi di anno in anno. Nel terzo trimestre 2013, i ricavi di Motorola sono stati 1,18 miliardi dollari, in forte calo rispetto agli 1,78 miliardi dollari dello stesso trimestre di un anno prima.

Ma la reale motivazione che ha spinto Google a vendere Motorola potrebbe essere un’altra. Come abbiamo già detto prima, quando l’azienda californiana aveva annunciato l’acquisto di Motorola nel si era messa in una posizione molto difficile nei confronti degli altri produttori di dispositivi Android. In questi anni Google si è quindi trovata a dover fronteggiare una grossa perdita economica della Motorola e la delicata situazione con i Partner Android.

Da più grande produttore di smartphone, Samsung non temeva di certo la concorrenza di Motorola, ma temeva che Google dedicasse più attenzioni alla società appena acquisita, quindi di sua proprietà, a scapito delle altre. Il motivo di tale preoccupazione della Samsung è che la società sudcoreana ha basato una buona parte dei suoi investimenti su un sistema operativo che non era neanche suo. La mossa di Samsung per contrastare il pericoloso accordo tra Google e Motorola è stato introdurre un proprio sistema operativo concorrente. Google, per paura perdere il suo principale produttore di smartphone, avrebbe deciso di rivendere la Motorola, anche se Google avrebbe continuato molto ad investire sull’azienda appena acquisita.

Possiamo dire che Google ci ha perso?

Sulla carta Google sembrerebbe averci perso nell’acquisire e poi vendere la Motorola Mobility, ma in prospettiva la breve avventura si potrebbe rivelare meno disastrosa di quanto sembri. Al momento è dunque difficile dire con certezza se e quanto effettivamente Google ci abbia rimesso con l’operazione Motorola. Quel che sappiamo è che di sicuro non ha perso circa 9 miliardi di dollari, e i motivi sono molteplici e alquanto semplici.

Nel complesso, Google ha ottenuto numerosi brevetti (della Motorola) che in altro modo difficilmente avrebbe potuto controllare, rafforzato i rapporti con il primo produttore al mondo di smartphone (Samsung, ndr) e tranquillizzato gli altri produttori di cellulari e tablet che usano il sistema operativo Android.

Google ha affidato inoltre al più grande produttore al mondo di computer una società come Motorola che contribuirà a fare diffondere Android, in quanto Google manterrà per sé tutti i principali brevetti di cui era entrata in possesso comprando Motorola, e Lenovo li potrà utilizzare solo sotto indicazioni dell’azienda californiana e si è eliminata di una società che stava costando ogni trimestre centinaia di milioni di dollari di perdite.

Progetto ARA

Oltre ai brevetti, Google è riuscita a trattener per se la Advanced Technology and Projects, la più interessante e stimolante divisione che aveva messo in piedi all’interno di Motorola in questi due anni sotto dominio Google. Il progetto è formato da un centinaio di persone e guidata da Regina Dugan, ex direttrice della DARPA, l’agenzia governativa del ministero della Difesa degli Stati Uniti che si occupa dello sviluppo di nuove e avveniristiche tecnologie. Tra le cose più interessanti cui lavorano i ricercatori c’è ARA, un progetto per costruire uno smartphone costituito da moduli intercambiabili per permettere a ogni utente di personalizzare la sua configurazione, dallo schermo alla fotocamera passando per numerosi altri sensori.

Le divisioni Advanced Technology e Projects, stanno collaborando con Dave Hakkens, il il designer che ha pensato ad un concept per rivoluzionare il mondo degli smartphone per creare un ecosistema in grado di supportare lo sviluppo di hardware di terze parti per ogni singolo componente di un telefono. In poche parole l’obiettivo di Google e Motorola è quello di consentire al possessore di uno smartphone di cambiare schermo, fotocamera, componenti hardware come la CPU e tanto altro tutto semplicemente sostituendo dei blocchi, che sono collegati a un unico circuito stampato, senza vincoli di produttore.

La divisione sarà integrata all’interno del gruppo di sviluppo di Android e i brevetti che registrerà saranno mantenuti da Google, che li concederà in licenza a Lenovo. Ogni dispositivo sarà composto essenzialmente da due parti principali: un endoscheletro che tiene assemblati insieme tutti i componenti presenti e i vari moduli. Questo sistema consentirà quindi di aggiornare l’hardware senza dover cambiare smartphone, ma semplicemente aggiornando quello che si ha già, generando un notevole risparmio di denaro e senza sprechi tecnologici.

Come afferma Paul Eremenko del team Project Ara “Vogliamo sviluppare un vibrante ecosistema di sviluppo, abbattere le barriere d’ingresso, aumentare il ritmo dell’innovazione e accorciare in modo rilevante i tempi di sviluppo. Il nostro obiettivo è quello di creare un rapporto più ponderato, espressivo e aperto tra gli utenti, gli sviluppatori e i loro telefoni. Vogliamo darvi il potere di decidere che cosa fa il vostro telefono, come appare, di che cosa è fatto, quanto costa e quanto tempo lo terrete”.

Motorola Project Ara è un nuovo smartphone modulare sviluppato dall’azienda produttrice statunitense (in particolare le divisioni Advanced Technology e Projects) che ci consentirà di creare un device conforme le preferenze dell’utente. Motorola non ha rilasciato alcuna informazione sul sistema operativo che verrà utilizzato, il massimo sarebbe avere anche la possibilità di scegliere quale sistema operativo utilizzare come Android, Firefox OS, Ubuntu Touch, Tizen, Sailfish OS etc.

Ricapitolando, la Lenovo ha acquistato la Motorola dalla Google, che però ne detiene una parte dei brevetti e delle licenze di amministrazione e pubblicazioni dei dispositivi. Google ha inoltre consolidato il rapporto con i propri fornitori e liberato del peso dei debiti della Motorola. Siamo ancora sicuri che Google ci abbia perso?

Via

Sono nato a Bologna il 10/09/90. Dopo aver preso il diploma di perito elettronico, ho iniziato l'università di Scienze Politiche nel corso di Sociologia. Sono un appassionato di tecnologia e informatica dal 2001, data in cui presi il mio primo computer. Nel corso degli anni sono divenuto un vero appassionato di tutto ciò che è tecnologico.