POCO ha lanciato il suo nuovissimo M8 Pro con l’obiettivo di conquistare la fascia medio-bassa del mercato, grazie a specifiche di ultima generazione ed un rapporto qualità/prezzo invidiabile. Sappiamo però come questa fascia di prezzo sia davvero molto affollata, perciò riuscirà il brand a distinguersi e trovare un proprio posizionamento? Scopriamolo nel corso di questa recensione!
Buona lettura.
Il video
Design e costruzione
Togliamoci subito il pensiero: se state cercando uno smartphone compatto, questo POCO M8 Pro non fa per voi, allineandosi perfettamente al trend “maxi” degli ultimi anni. Tuttavia, le dimensioni generose non si traducono in un mattoncino impossibile da maneggiare: lo spessore si ferma a 8,3 millimetri e l’ago della bilancia segna 206 grammi.
Non è un peso piuma, certo, ma la scelta di utilizzare interamente il policarbonato per la scocca ha aiutato a mantenere il peso ben bilanciato. La vera chicca costruttiva, però, è la certificazione IP68: finalmente possiamo stare tranquilli contro acqua e polvere, una caratteristica che su questa fascia di prezzo apprezzo sempre molto perché ci permette di usarlo sotto la pioggia senza patemi d’animo.
Sul fronte estetico devo ammettere che la variante bi-colore è molto particolare, sicuramente per qualcuno sarà gioia e per qualcun altro risulterà addirittura eccessivamente eccentrica.
Display e audio
Siamo di fronte a una diagonale imponente da 6,83 pollici: una delle più generose attualmente in commercio, fortunatamente incastonata in cornici ridotte che aiutano a gestire gli ingombri.
La qualità visiva non si discute: il pannello AMOLED (1.280 x 2.772 pixel) è un piacere per gli occhi, con una luminosità di picco che tocca i 3.200 nit, rendendo lo smartphone perfettamente leggibile anche sotto la luce diretta del sole. Il pacchetto è completissimo: refresh rate a 120 Hz, supporto HDR10+ e un PWM Dimming a 3.840 Hz per non affaticare la vista.
Ma la vera sorpresa, quella che non ti aspetti su questa fascia, è la protezione: troviamo infatti un Gorilla Glass Victus 2, solitamente appannaggio dei veri top di gamma. A questo si aggiunge un’ottima calibrazione del touch che risponde bene anche con le mani bagnate. Ho apprezzato anche la scelta ingegneristica: vetro leggermente stondato ai bordi per l’ergonomia, ma pannello completamente piatto per la gioia di chi odia i tocchi involontari.
Tutto perfetto? Quasi. C’è il classico “pelo nell’uovo” software: l’Always-on Display è, come spesso accade su questi terminali, “castrato” a soli 10 secondi. Un vero peccato non averlo sempre attivo. Chiudono il cerchio un audio stereo corposo e un lettore d’impronte sotto al display che, nelle mie prove, non ha mai sbagliato un colpo.
Hardware, prestazioni e connettività
Sotto la scocca batte un cuore inedito, almeno per quanto riguarda le nostre prove sul campo: il nuovo Snapdragon 7s Gen 4, affiancato da 8 GB di RAM LPDDR4x. Ma è sullo storage che voglio fare un plauso a POCO: finalmente salutiamo il taglio da 128 GB. Si parte da 256 GB per arrivare fino a 512 GB, una scelta che nella fascia economica dovrebbe diventare lo standard. C’è però il rovescio della medaglia: le memorie sono delle UFS 2.2. Non sono le più veloci sul mercato e, in alcune operazioni di caricamento pesante, la differenza con le memorie più moderne si potrebbe notare.
Le prestazioni sono ottime, con lo smartphone scattante e responsivo nell’uso quotidiano così come nel multitasking più spinto. Per metterlo in difficoltà bisogna ricorrere a titoli mobile AAA come ad esempio Genshin Impact, dove per poter ottimizzare l’esperienza di gioco è consigliabile abbassare un pò il dettaglio grafico. Super sotto controllo le temperature.
Niente da dire invece sul fronte connettività, dove il pacchetto è solido: 5G, Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.4 rispondono presente all’appello. Chiude il cerchio il supporto Dual SIM, gestito però solo tramite due slot fisici per nanoSIM; purtroppo, manca ancora il supporto alle eSIM, una comodità a cui ci stiamo ormai abituando e che qui è assente.
Fotocamera
Non fatevi ingannare dal design posteriore: nonostante i quattro “oblò” che potrebbero suggerire un comparto fotografico complesso, la sostanza si riduce a due fotocamere reali.
La vera protagonista è la fotocamera principale da 50 megapixel ƒ/1.6, dotata di stabilizzazione ottica (OIS). Devo dire che convince: gestisce bene le luci forti, i colori sono precisi e, per la fascia di prezzo in cui ci troviamo, porta a casa scatti nitidi e definiti. Non siamo ai livelli di un top di gamma, sia chiaro, ma è un sensore solido che non vi deluderà nella vita di tutti i giorni.
Il discorso cambia con la grandangolare da 8 megapixel ƒ/2.2. È un’aggiunta che fa sempre comodo avere per le panoramiche, ma la risoluzione inizia a stare un po’ stretta, relegandola a un ruolo prettamente secondario; va bene per i social, ma non chiedetele miracoli sui dettagli.
Davanti troviamo una selfie cam da 32 megapixel. Tanti pixel che però si traducono in una qualità “senza infamia e senza lode”, salvata spesso in corner da un’elaborazione software aggressiva ma efficace.
Nei video ci fermiamo al 4K a 30fps con la principale (si scende al Full HD per la grandangolare). I risultati sono però più che onesti, con una stabilizzazione che lavora bene e una resa cromatica in linea con la buona qualità vista nelle foto.
Software
POCO M8 Pro arriva sul mercato con Android 15, una scelta che fa storcere un po’ il naso considerando che Android 16 è già realtà da qualche mese. L’azienda però si fa perdonare garantendo una longevità di tutto rispetto: avremo 4 major update e ben 6 anni di patch di sicurezza.
L’interfaccia è la nota HyperOS, arricchita però da quel tocco di personalità tipico del brand: il POCO Launcher.
Purtroppo, tocca tirare le orecchie sul fronte bloatware. Appena acceso, vi troverete di fronte a una marea di app preinstallate e a una serie di notifiche “spam” non richieste. Mettete in conto una bella “pulizia di primavera” nei primi giorni per disinstallare il superfluo e rendere l’esperienza pulita come dovrebbe essere.
La buona notizia è che, al netto di questo “rumore” iniziale, l’ottimizzazione c’è e si sente: lo smartphone scorre via che è un piacere, sempre fluido e reattivo in ogni circostanza. Chiude il quadro l’Intelligenza Artificiale: siamo al minimo sindacale per le feature proprietarie, ma la presenza nativa e l’integrazione di Gemini sono comunque una garanzia.
Autonomia e ricarica
Sotto la scocca troviamo una batteria enorme da 6.500 mAh: un valore che, unito all’ottima ottimizzazione hardware e software, garantisce risultati da record.
Coprire due giorni con un utilizzo medio è praticamente la norma, e potreste addirittura spingervi fino a tre giorni lontano dalla presa. Se proprio doveste trovarvi a secco per un’emergenza, entra in gioco la ricarica ultra rapida a 100W.
Prezzo e disponibilità
POCO M8 Pro è disponibile all’acquisto su Amazon al prezzo di 349 euro nella variante 8/256 mentre si sale a 379 per quella da 12/512.