Quale MacBook comprare? Guida ai MacBook 2020

I MacBook sono macchine ambite e ricercate, dotate di un design estremamente curato e di altissima affidabilità. Per questo motivo sono molto diffuse fra i professionisti, ma ciò non toglie che siano oggetto d’acquisto anche da parte di utenti comuni interessati ad un notebook di un certo livello. Apple lo sa bene ed è proprio da questa consapevolezza che nel tempo sono nate soluzioni meno orientate sulla potenza, rispetto al passato, in favore di portabilità ed un prezzo più abbordabile per il consumatore medio. L’emblema è il MacBook Air: una macchina dotata della tradizionale qualità ed affidabilità Apple ma con performance studiate per assecondare le esigenze di un utente “meno pro” e “più consumer”, e chiaramente con un prezzo significativamente più basso rispetto al resto della line-up.

Negli ultimi anni però le cose sono andate complicandosi, la gamma Apple è ben più vasta rispetto al passato e non è più così tanto facile capire quale MacBook vada bene per un target più tradizionale e quale invece sia indicato per un utenza davvero “pro”.

Questo articolo nasce proprio per venire incontro a tutti quei potenziali acquirenti che non sanno, o sono indecisi, per quale modello optare. Sarà una sorta di bussola che permetterà di orientarsi fra le molteplici configurazioni presenti sul sito Apple. Passeremo in disamina tutti i notebook della line-up, inquadrando il target di utenza cui sono consigliati, e facendo chiarezza fra le possibili configurazioni.

MacBook Air

Il MacBook Air è una macchina che fa della portabilità il proprio punto di forza. Costruito interamente in alluminio, con la solita qualità che contraddistingue i notebook del brand di Cupertino, ha un peso di 1.3 Kg. Dunque contenuto, ma nemmeno troppo se pensiamo che esistono soluzioni Windows che scendono tranquillamente al di sotto del chilo. Ha un display bello, preciso e luminoso (anche se meno dei fratelli maggiori), le cornici però stanno cominciando ad essere obsolete visto che Apple non le assottiglia da ormai diverse generazioni. . E’ presente in diverse configurazioni, selezionabili dal sito Apple. Quella da noi consigliata è la standard ma con il passaggio a piattaforma i5. In pratica: i5, 8GB RAM e 256 GB SSD. Con soli 50 euro è infatti possibile fare l’upgrade all’i5 di 10° generazione e quest’anno si tratta finalmente di una CPU dotata di 4 Cores. Ma non fatevi ingannare, non è diventata una macchina “Pro”. Il MacBook Air quest’anno ha una seria criticità: si surriscalda. Basta aprire qualche tab del browser per vedere le temperature schizzare ben oltre i 70° e da lì a raggiungere i 100° è davvero un attimo. Questo comportamento è dovuto all’implementazione della dissipazione da parte di Apple: si tratta di una dissipazione ibrida cioè è effettivamente presente una ventola all’interno del notebook, ma questa non è in alcun modo collegata alla CPU e dunque di fatto non fa altro che spostare un pò d’aria, ma niente di più.

Le RAM sono delle LPDDR4X a 3733 MHz, davvero ottime, e per il primo anno il modello base è finalmente dotato di 256GB di SSD. Tornando però al discorso di prima, questa gestione della dissipazione scelta da Apple non permette all’hardware di brillare e, a conti fatti, con questo MacBook Air si possono sostenere gli stessi carichi di lavoro che potevano reggere i modelli degli anni scorsi. Peccato, perchè quest’anno l’hardware è davvero interessante.

La batteria è da 50Wh, dunque nella media degli ultrabook, ed infatti come da tradizione l’Air continua ad avere un’ottima autonomia. In questo è il migliore della line-up Apple.

Ultima caratteristica da annoverare è sicuramente la tastiera. Anche l’Air dice addio alla butterfly keyboard per far spazio ad una tradizionale tastiera a forbice, la stessa che troviamo sul Pro 16″. Il prezzo: si parte da 1229 euro per la variante base, ma come detto prima è consigliato passare all’i5 e dunque è necessario sborsare ulteriori 50 euro. E’ alto, come per tutti i prodotti Apple, e per questo vi consigliamo di valutare bene prima di acquistarlo. Se non si necessita nè di Mac OS nè di un display così bello e preciso si può optare per i Matebook di Huawei, i quali costano molto meno ed in diversi aspetti offrono di più. Noi abbiamo recensito il D 15″: è un pò più grande ma è ugualmente ben costruito, costa la metà ed è molto più fresco e potente.

In conclusione, per chi è consigliato questo Air 2020? Sicuramente per studenti che necessitano di una macchina affidabile, con un bellissimo display e con un’ottima autonomia. Ma volendo anche blogger, scrittori e chi utilizza il PC per la produttività d’ufficio. Con un display così ben tarato si può anche pensare di fare del fotoritocco, ma non di più.

Per chi non va bene l’Air 2020? Di fatto per quelli a cui non andavano bene gli Air di scorsa generazione. E’ cambiato l’hardware, sulla carta è molto migliore, ma son rimasti gli stessi limiti di questa macchina. Va benissimo nell’uso quotidiano (anche se rimane sempre calda), ma appena si chiede qualcosina in più vengono fuori tutte le magagne della dissipazione inadeguata, e subentra il thermal throttling (per altro anche abbastanza pesante).

Se si cerca un MacBook da 13″ davvero performante, ancora una volta l’unica vera opzione rimane il Pro 13″. Peccato.

MacBook Pro 13″

Il MacBook Pro 13″ nasce con l’obiettivo di venire incontro ad una vasta fetta di professionisti, dotando una leggera macchina da 13″ di performance per l’appunto “pro”. Il modello 2020 ha un peso di 1,4 Kg, anche qui non pochissimi visto che un Dell XPS 13 2020 pesa 200 grammi in meno ed ha un hardware assimilabile.

Quest’anno è presente in 2 varianti le quali si distinguono nettamente in base ad una serie di caratteristiche:

  1. La prima è la più economica, dotata di CPU di 8° generazione, RAM LPDDR3, 2 porte Thunderbolt 3 ed una sola ventola per la dissipazione. Prezzo di partenza di 1529 euro
  2. La seconda è la più recente nonchè più costosa, dotata di CPU di 10° generazione, RAM LPPDR4X, 4 porte Thunderbolt 3 e due ventole per la dissipazione. Prezzo di partenza di 2229 euro

Le 2 varianti presentano il medesimo display (bellissimo, estremamente accurato nella riproduzione dei colori e molto luminoso) ed anche la stessa autonomia (buona ma inferiore a quella dell’Air). Entrambi hanno poi la touchbar e la nuova tastiera a forbice. Ma, come già detto, differiscono sotto diversi aspetti. A parità di processore il modello con CPU di 10° gen sprigiona circa il 30% di prestazioni in più in single-core, il 15% in multi-core ed un 25% di prestazioni grafiche. Son buoni valori, perchè dimostrano che è presente un reale aumento delle performance grazie alle nuove CPU, e ciò si deve anche alla nuova dissipazione biventola. Ma fra i 2 ballano 700 euro di differenza, e son tutt’altro che pochi, dunque conviene acquistare la variante più economica e magarli maxarla oppure la nuova configurazione con CPU di 10° gen?

Questa scelta dipende molto dall’utilizzo che se ne farà della macchina. Ad esempio per un video-maker che utilizza il MacBook per lavorare in esterna, le prestazioni migliori (sopratutto quelle grafiche), le RAM più veloci e 2 porte thunderbolt 3 in più costituiscono del valore aggiunto di grande rilevanza. D’altro canto se però banalmente si ha bisogno di un ultrabook capace di dare quella spinta in più, che il MacBook Air non è in grado di fornire, ma senza performance particolarmente spinte allora il Pro 13″ base può fare al caso proprio. Ciò che caldamente vi sconsigliamo di fare è boostare il Pro 13″ base. Se in fase d’acquisto lo si porta a 16 GB di RAM e 512GB di SSD costerà 200 euro in meno del nuovo Pro 13, ma saranno 200 euro risparmiati davvero male in quanto si otterranno comunque performance inferiori, RAM più lente e 2 porte in meno.

In conclusione, a chi consigliamo questi MacBook Pro 13 2020? Banalmente a tutti coloro che hanno bisogno di un 13″ dotato di prestazioni convincenti e che per ovvie ragioni non possono quindi accontentarsi di un Air. Da valutare poi se rivolgersi sul 13″ base o su quello con CPU di 10° gen, ma questo dipende molto anche e sopratutto dalla disponibilità economica dell’acquirente.

Per chi invece è sconsigliato? In realtà per nessuno, è un prodotto molto equilibrato, visto che coniuga una buona autonomia a buone performance. Se però si sa già che non si presenterà mai la necessità di uno spunto prestazionale in più allora il MacBook Air può davvero essere tenuto in considerazione: ha un’autonomia migliore, è un pò più leggero e sopratutto è significativamente più economico.

MacBook Pro 16″

Il MacBook Pro 16″ è stato il prodotto Apple più atteso nel 2019, e siccome bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare, si può fermamente affermare che ha saputo ripagare le attese. Il Macbook Pro da 16″ era infatti una macchina estremamente desiderata in particolar modo dai content creators, a cui stavano strette le prestazioni e le dimensioni del display del vecchio modello da 15″. Apple ha saputo venire incontro alle esigenze di questa fascia di utenza creando uno dei notebook meglio riusciti del 2019. Display più grande( uno dei migliori sul mercato per fedeltà cromatica, qualità e luminosità), ma senza un corrispettivo aumento delle dimensioni della scocca in quanto sono state assottigliate le cornici (ormai obsolete); aumento della batteria a ben 99.9 Wh, ossia il limite massimo consentito affinchè si possa trasportare in aereo, ma un peso che è rimasto praticamente invariato. A questo si aggiungono un sistema di dissipazione ridisegnato per consentire un migliore airflow e la nuova tastiera a forbice la quale va a correggere tutti i vari problemi della vecchia tastiera a farfalla. Infine nuovi speakers, i quali regalano la migliore esperienza audio su un notebook.

Il MacBook Pro 16″ ha davvero rivoluzionato la line-up Apple, offrendo ai creators un prodotto finalmente in grado di poter competere a testa alta con le workstation portatili Windows.

La configurazione base è dotata di i7-9750H, 16 GB RAM DDR4 2666MHz, 512 GB SSD NVMe e Radeon Pro 5300M con 4GB GDDR6. Il prezzo di partenza è di 2799 euro, assolutamente non basso ma tutto sommato non lontano da quanto richiesto dalle alternative Windows. A far storcere il naso è la GPU, che è abbastanza limitata, e per questo è consigliato fare l’upgrade alla 5550M con soli 125 euro di differenza. Le prestazioni della CPU sono invece interessanti e costanti, ed i tempi del thermal throttling del vecchio 15″ sembrano solo un ricordo, ma è con l’i9 che questa macchina dà davvero il meglio di sè. Tra l’altro di recente Apple ha rilasciato la possibilità di equipaggiare questo notebook, in fase d’acquisto, con la 5600M dotata di memorie HBM2 ed i benefici di questo upgrade sono enormi. Rispetto alla variante con 5500M da 8GB si ottengono performance superiori del 40%-50% a seconda del software, e per chi si occupa di videomaking a livello davvero intenso si tratta di un boost prestazionale estremamente importante. Queste maggiori performance si pagano però a caro prezzo, in termini puramente economici, visto che è necessario un esborso ulteriore di 1000 euro rispetto al modello base. E’ dunque da valutare accuratamente se si necessita o meno del boost prestazionale offerto dalla 5600M, tuttavia per coloro che ne hanno bisogno questo upgrade è senza ombra di dubbio una manna dal cielo. E questa è un’ottima notizia.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, ed infatti tutta questa potenza richiede inevitabilmente dei compromessi. Questi sono inquadrabili principalmente nell’autonomia, buona ma non entusiasmante, e nel peso di ben 2 Kg. Non è un numero esorbitante, ma son comunque 600 grammi in più rispetto ad un Pro 13″.

Tirando le somme dunque per chi è consigliato questo MacBook Pro 16″? Per chi ne ha davvero bisogno. Quest’anno finalmente siamo di fronte ad una macchina molto meno consumer e molto più “Pro” rispetto al passato, con performance in grado di accontentare anche i più esigenti in termini di potenza. Ma ogni cosa ha un costo, ed oltre che in termini economici anche per quanto riguarda autonomia e peso. Tanto per dire, per uno studente universitario è molto più consigliato un Pro 13″ poichè si va comunque ad acquistare un prodotto performante, ma molto più leggero, con un’autonomia migliore ed un prezzo sensibilmente inferiore.

Per chi invece è sconsigliato? Per coloro che non hanno bisogno di prestazioni così spinte, ma necessitano semplicemente di una macchina che all’occorrenza sappia tirar fuori i muscoli. In questo caso bisogna orientarsi su un Pro 13″, se si vuole rimanere in casa Apple, oppure su una soluzione Windows se si desidera uno schermo da 15″.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo cercato di fare chiarezza nella line-up Apple, che quest’anno è complessa più che mai, sperando di essere stati d’aiuto nell’eventuale scelta del proprio MacBook. Ricordiamo poi che esistono anche valide alternative Windows, le quali hanno generalmente costi inferiori e che magari possono fare comunque al caso proprio.

Di Filippo Fedele

Giovane ma appassionato, amo il mondo della tecnologia a 360°. Do sempre il massimo e sogno un futuro in cui avrò limato tutti i tempi morti in modo da dedicarmi alle mie passioni.