Recensione Oppo Find X2 Neo: non azzardatevi a dargli del medio-gamma!

Oppo Find X2 Neo appartiene alla nuova line-up 2020 del brand cinese. Insieme al top di gamma Find X2 Pro, sono stati rilasciati anche 2 ulteriori device: Find X2 Neo e Find X2 Lite. Abbiamo dedicato un articolo ad analogie e differenze tra questi dispositivi, ma nella recensione odierna ci concentreremo esclusivamente sul Find X2 Neo: un dispositivo che ci ha estremamente sorpreso e che consigliamo (quasi) ad occhi chiusi.

Design e costruzione

Anche l’occhio vuole la sua parte, in particolar modo in un mondo in cui lo smartphone è sempre meno uno strumento e sempre di più un accessorio. Find X2 Neo in questo ci sa sicuramente fare con un design bello e tutto sommato elegante.

La back cover in vetro satinato è attraente e funzionale, in quanto non trattiene le impronte, e nella colorazione blu ha anche un tocco giovanile che male non fa. Peccato per la disposizione delle fotocamere, che ricorda una miriade di altri smartphone, e che quindi rende questo X2 Neo un device che non spicca per originalità.

In quanto a costruzione non c’è n’è per nessuno: è eccellente. Finiture, materiali ed assemblaggio tali e quali a quelle di un top di gamma vero e proprio. C’è da sottolineare fra l’altro che X2 Neo è uno degli ultimi “compatti” rimasti: ok 6.5″ di display, ma comunque 159,4 × 72,4 × 7,7 mm e 171 grammi di peso. Dimensioni dunque davvero contenute se si tiene conto dell’ampia diagonale del pannello.

Display

Il display è senza ombra di dubbio uno dei primi dettagli che salta all’occhio quando si impugna uno smartphone e quello di Find X2 Neo sa lasciare il segno. Si tratta di un bellissimo pannello OLED FHD+, rapporto 20:9 e refrash rate a 90Hz. La luminosità è molto alta, il che rende il testo perfettamente leggibile sotto la luce del sole (anche estremamente intensa); i colori sono vivaci e ben riprodotti e il tutto regala un’esperienza di visione assolutamente assimilabile a quella di un qualsiasi top di gamma del 2020. L’unica critica da segnalare riguarda il sensore di luminosità: a primo impatto verrebbe da definirlo troppo “pigro”, ma se si pone attenzione al suo comportamento ci si rende conto che così non è. Il sensore infatti è repentino nell’adeguare la luminosità automatica alla quantità di luce esterna, semplicemente ha “il braccino corto” nell’erogazione della luminosità (la quale rimane generalmente un pelo più bassa del dovuto) ed è così che un pò troppo spesso ci si trova a doverla regolare manualmente. Si tratta in tutto e per tutto di un approccio conservativo del sensore, il quale alle volte finisce per essere fin troppo esasperato.

La frequenza di aggiornamento di 90Hz contribuisce a migliorare l’esperienza d’uso, in particolar modo nello scrolling e nel quotidiano, ma il nostro consiglio è di impostare la selezione automatica in quanto così si avrà il perfetto connubio fra performance e risparmio energetico.

Prestazioni

La dotazione hardware del Find X2 Neo consiste in uno Snapdragon 765G, 12GB di RAM LPDDR4 e 256GB UFS 2.1. Le prestazioni sono convincenti? Assolutamente si, con il nuovo SoC di Qualcomm che concede prestazioni inaspettatamente entusiasmanti. Con una serie 8xx che da diverse generazioni vede aumentare i consumi a fronte di un’efficienza energetica via via sempre peggiore e performance non troppo distanti, da qualche anno a questa parte è la 7xx a regalare sorprese. Quest’anno come non mai. Il Find X2 Neo è sempre fluido: 0 lag e 0 impuntamenti o rallentamenti di sorta, un fulmine nelle operazioni quotidiane.

La più grande differenza rispetto alla scorsa generazioni è situata però nelle performance grafiche, e lo si nota in giochi estremamente pesanti e mal ottimizzati come Fortnite: uno Snap 730G viene messo in seria difficoltà mentre il 765G se la cava egregiamente anche a dettagli alti, insomma uno scarto prestazionale davvero evidente. Questo chipset in conclusione ha prestazioni grafiche assimilabili ad un top SoC di un paio d’anni fa (kirin 980, Snapdragon 845), ma con consumi da serie 7xx di ultima generazione. A ciò si aggiungono temperature generalmente basse, è molto difficile sentire scaldare lo smartphone. Impossibile non ritenerlo uno dei migliori (se non il migliore) SoC dell’anno. 12 GB di RAM son poi un’enormità, assolutamente future proof, e 256GB di memoria son sufficienti per il 99% dell’utenza.

Comparto foto e video

  • 48MP Sony IMX586 f/1.7 con OIS e nuovo ISP
  • 13MP tele f/2.4 con zoom ottico 2x e ibrido 5x
  • 8MP grandangolare f/2.2
  • 2MP black and white
  • 32MP selfie camera

Di carne al fuoco c’è n’è tanta, anzi tantissima, ma si sa che quantità non corrisponde necessariamente a qualità tuttavia in questo caso potremmo proprio di si. Come vedremo a breve gli scatti ottenuti con Find X2 Neo sono estremamente validi e solo utilizzando lo smartphone in condizioni tragiche (es. totale assenza di luce) lo si mette davvero in difficoltà.

Il sensore principale è il buon “vecchio” IMX586, estremamente utilizzato nel 2019, ma è su questo smartphone che ha il proprio canto del cigno. Gli scatti ottenuti di giorno sono ineccepibili, indistinguibili da un qualsiasi top di gamma, mentre di sera la qualità cala leggermente pur mantenendo comunque un livello assimilabile a quello di un cameraphone dell’anno scorso.

Lo zoom ottico 2x sa farsi rispettare, tornando utile in svariate occasioni, ma è l’ibrido 5x ad aver regalato sorprese: di giorno il livello di dettaglio per uno zoom ibrido così spinto è assolutamente convincente, e di notte può comunque rivelarsi utile all’occorrenza.

La grandangolare è “divertente”: di giorno si ottengono foto belle e con una buona gestione dell’aberrazione cromatica, anche se manca quella manciata di dettaglio in più che la metterebbe al pari dei top di gamma. Di notte fa quel che può, con la night mode che effettivamente spesso si rivela incisiva sulla foto permettendo di portare a casa scatti più che sufficienti. Ultra-grandangolare la quale torna molto utile per le macro: grazie al PDAF è possibile realizzare ottime macro semplicemente sfruttando una fotocamera già presente sullo smartphone, con risultati drasticamente migliori rispetto a quei brutti sensori dedicati da 2MP presenti su moltissimi device.

Inutile la camera Black e white, è letteralmente presente solo per fare numero.

I selfie sono molto buoni: i 32MP frontali si comportano bene ed infatti i risultati sono ricchi di dettaglio, perfetti per i social.

Camera grandangolare
Teleobiettivo con zoom 5x
Camera principale
Macro con grandangolare + PDAF
Teleobiettivo con zoom 2x
Camera principale

Per quanto riguarda i video si tratta di un vero e proprio campione. Sono strepitosi, con una stabilizzazione che è probabilmente la migliore nel panorama Android e si piazza al pari di iPhone. Dalle impostazioni è possibile scegliere se avvalersi della “Ultra Steady”, e dunque un ottimo connubio di dettaglio e stabilizzazione, o se optare per l’estrema “Ultra Steady Pro” la quale sacrifica un filo di dettaglio in favore di una stabilizzazione impeccabile. In entrambi i casi non c’è nulla da recriminare ai risultati ottenuti, di ottimo livello ed al pari (se non migliori) dei top di gamma attuali. In questo va fatto un plauso ad Oppo, senza se e senza ma. Dispiace per la mancanza del 4k 60 FPS: in questa risoluzione lo smartphone si ferma ai 30, i quali permettono comunque risultati estremamente convincenti, ma con i 60 il device sarebbe stato al vertice della categoria. Badate bene, non si tratta di una scelta di Oppo bensì di Qualcomm in quanto lo Snapdragon 765G non offre il supporto al 4k 60 FPS.

I video con la camera frontale si fermano invece al 1080p 30fps, tra l’altro manca la stabilizzazione ottica. I risultati son comunque buoni: c’è tanto dettaglio e luci e colori sono gestiti in modo ottimale, ma a causa dei compromessi elencati poco fa i video con la camera frontale son dunque un gradino sotto a quelli con le posteriori.

Autonomia

L’autonomia è convincente, la batteria da 4025 mAh fa il proprio lavoro e consente di avere buone soddisfazioni. Non è un super risultato, ma si arriva in tranquillità a fine giornata e con un uso molto social e poco stress non è raro affrontare anche la mattinata successiva. Mal che vada con il caricatore in confezione, compatibile con la ricarica VOOC 4.0 a 30W, si porta lo smartphone dallo 0 al 100% in soli 50 minuti. Assente la ricarica wireless, ma con una VOOC così veloce sarebbe davvero difficile preferire la wireless.

Audio e connettività

L’audio è stereo ed è ottimo. Molto potente, con una buona riproduzione ed abbastanza bilanciato. Dalle impostazioni è inoltre possibile attivare e gestire il Dolby Atmos, una chicca per nulla scontata. Manca purtroppo il Jack da 3.5 mm, Oppo ci mette una pezza attraverso un discreto paio di auricolare type-c in confezione, ma il rimpianto del Jack non sarà facile da scacciare.

Presente lo sblocco col volto, fulmineo, ma non troppo sicuro in quanto è solamente 2D. Il lettore d’impronte è posizionato sotto il display: è affidabile, ha un’ampia area di sblocco ma non è istantaneo. In generale non presenta comunque problemi di sorta.

Ricezione di buon livello, non al top come Huawei e Motorola, ma lo smartphone prende indiscutibilmente bene. Infine connettività da top di gamma: presenti 5G e WI-FI 6, Bluetooth 5.1 ed USB C 3.1.

In questo comparto Oppo ha spinto davvero forte, anzi fortissimo.

ColorOS 7

Oppo Find X2 Neo arriva sul mercato con ColorOS 7, l’ultima interfaccia grafica di Oppo, basata su Android 10 ed aggiornata alle patch di Marzo. Per quanto riguarda il discorso update ne parleremo a breve, ora occupiamoci dell’UI.

La ColorOS 7 è stata una vera e propria svolta per i dispositivi Oppo, e sarebbe erroneo non ritenerla una delle migliori interfacce nel panorama Android. Esteticamente curata, fluida e ricchissima di utili funzioni, fra l’altro con una gestione dei servizi in background molto meno aggressiva rispetto a tante interfacce di brand concorrenti. Una delle “chicche” che ci ha colpito maggiormente è la barra laterale intelligente: si tratta di una piccola barra laterale facilmente richiamabile attraverso uno swipe verso il centro, essa consente di accedere rapidamente ad altre applicazioni delle quali si è inserita una shortcut nella barra. E’ estremamente personalizzabile, e se ne può impostare la scomparsa durante la visione di contenuti a schermo intero, ma la “schiccheria” più interessante è la possibilità di avere alcune app in pip ( picture in picture). E’comodissimo, immaginate ad esempio di star vedendo un video ed a un certo punto arriva una notifica Whatsapp. Di norma dovreste bloccare il video ed entrare in app per rispondere, ma richiamando Whatsapp dalla barra laterale vi si attiverà il pip e potrete comodamente interagire col servizio di messagistica senza dover uscire da Youtube e dunque senza interrompere la visione del video.

Gli aggiornamenti son sempre stati il tallone d’Achille dei dispositivi Oppo, ma finalmente c’è stata un’inversione di marcia. Oppo ha cominciato ad aggiornare con costanza i propri terminali, ed a dimostrazione di ciò Find X2 Neo ha già ricevuto l’update con le patch di Giugno. C’è ancora del lavoro da fare, ma le fondamenta sono solide.

Prezzo e conclusioni

Il listino è di 699 euro, non è un prezzo contenuto ma questo è proprio il caso di fermarsi e riflettere. La sola scheda tecnica fa pensare che si tratti di un medio gamma “maxato”, nulla di più sbagliato. Questo device è un top di gamma, ma con un SoC non di fascia alta. E non è detto da nessuna parte che sia necessariamente un male: i consumi sono più contenuti, le prestazioni sono ugualmente valide ed ha permesso all’azienda di dedicare gran parte del budget nelle altre componenti. L’Oppo Find X2 Neo è uno di quei dispositivi che la scheda tecnica ed un listino elevato ti portano a snobbare, ma poi quando li provi te ne innamori. Perchè noi c’è ne siamo innamorati, a tal punto che io lo utilizzo quotidianamente come mio smartphone personale. Se il vostro budget vi permette di acquistarlo, allora dategli una possibilità perchè merita tantissimo, lo consigliamo assolutamente. E’sconsigliato soltanto ai gamers ed a chi cerca prestazioni estreme, in quel caso serve un 865, ma bisogna scendere ad altri inevitabili compromessi. Questo invece è uno di quegli smartphone che qualsiasi cosa fa, la fa bene ed anche molto.

Design8.5
Display9
Prestazioni8.5
Autonomia8
Fotocamera9
Interfaccia8.8
Audio e Connettività9
Prezzo7.5
8.5

Di Filippo Fedele

Giovane ma appassionato, amo il mondo della tecnologia a 360°. Do sempre il massimo e sogno un futuro in cui avrò limato tutti i tempi morti in modo da dedicarmi alle mie passioni.



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