Il nuovissimo Redmi Note 15 Pro+ sancisce il rientro di Xiaomi sulle scene con la sua gamma di dispositivi più celebre ed economica. Quest’oggi testiamo a fondo quello che si propone a tutti gli effetti come il potenziale sovrano della fascia media, analizzandolo in questa recensione completa per scoprire come se la cava nella vita di tutti i giorni. Sarà all’altezza delle aspettative?
Buona lettura!
Il video
Design e costruzione
Partiamo dall’aspetto costruttivo, perché questo Redmi Note 15 Pro+ è una vera sorpresa. Esteticamente, si propone curato e di un segmento superiore rispetto alla concorrenza.
Le dimensioni sono generose. Tuttavia, l’azienda ha lavorato benissimo sull’ottimizzazione dell’ergonomia: lo smartphone risulta sorprendentemente sottile, con uno spessore contenuto che varia tra gli 8,2 e gli 8,5 millimetri a seconda del materiale della back cover scelta. A impreziosire il tutto ci pensa il frame laterale in alluminio, che restituisce un feeling decisamente premium.
Il vero fiore all’occhiello di questo comparto, però, è la resistenza nuda e cruda. A bordo troviamo infatti la rigorosa certificazione IP69. Tradotto: polvere, immersioni in acqua, ma anche getti ad alta pressione e temperature estreme (sia calde che fredde) gli fanno il solletico. Una rarità in questa fascia di mercato.
Display e audio
Ci troviamo davanti a un ampio pannello AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K (1.280 x 2.772 pixel) e un refresh rate fino a 120 Hz. La luminosità di picco si spinge a 3.200 nit, garantendo una leggibilità impeccabile anche sotto il sole a picco. Xiaomi ha pensato anche a chi passa ore davanti allo schermo, integrando un PWM Dimming a 3.840 Hz che abbatte drasticamente l’affaticamento visivo.
A proteggere il tutto troviamo un vetro Gorilla Glass Victus 2, solitamente riservato a top di gamma, accompagnato dal pieno supporto all’HDR10+. In definitiva, si tratta di un display bellissimo, vivace e definito, esattamente lo stesso eccellente pannello che abbiamo già apprezzato a bordo del “cugino” POCO M8 Pro.
Qui però arriva la tirata d’orecchie lato software: è incomprensibile la scelta di castrare il sistema impedendo all’utente di attivare un vero Always-On display.
A chiudere il pacchetto ci pensano un audio stereo di buona qualità, in grado di restituire un suono corposo, e un lettore di impronte digitali integrato sotto al display che si è dimostrato sempre rapido e precisissimo nello sblocco quotidiano.
Hardware, prestazioni e connettività
Sotto la scocca di questo smartphone troviamo una scheda tecnica che ricalca in modo quasi speculare quella del cugino POCO M8 Pro. A muovere il sistema ci pensa il processore Qualcomm Snapdragon 7s Gen 4, affiancato da 8 o 12 GB di RAM LPDDR4X. Lo spazio di archiviazione, rigorosamente non espandibile, varia di conseguenza: si parte da 256 GB per la versione base e si arriva ai 512 GB della variante potenziata.
Fin qui tutto bene, ma ecco la nota dolente: Xiaomi ha optato per delle vecchie memorie UFS 2.2. Se su un dispositivo della famiglia POCO potevamo ancora chiudere un occhio in virtù del prezzo, qui risulta fuori tempo massimo per la fascia di mercato in cui si posiziona. Le prestazioni, in senso assoluto, sono comunque solide e appaganti. Identiche a quelle del POCO.
Passando al comparto connettività, il pacchetto torna a essere solido e completo. Rispondono all’appello Wi-Fi 6E, 5G e Bluetooth 5.4, oltre al classico supporto Dual SIM. L’unica vera e propria differenza hardware che lo smarca dal “cugino” citato poco fa è la graditissima presenza del supporto eSIM, una comodità che fa sempre molto piacere trovare.
Nessuna sbavatura, infine, per quanto riguarda la parte puramente telefonica: la ricezione si è dimostrata sempre convincente e stabile, garantendo un’affidabilità totale sia durante le chiamate classiche che nella navigazione in mobilità.
Fotocamera
Sul fronte fotografico, questo Redmi Note 15 Pro+ punta tutto sulla forza bruta del suo obiettivo principale. Mette infatti sul piatto un sensore da ben 200 megapixel con apertura ƒ/1.7, e bisogna ammettere che il lavoro svolto da Xiaomi su questa lente è notevole. La resa sul campo è ottima: gli scatti risultano sempre nitidi e ricchi di dettaglio in qualsiasi contesto di illuminazione. Il telefono tira fuori i muscoli anche al buio e supera a pieni voti il sempre ostico test della penombra.
Qui però finiscono le buone notizie e iniziano le rinunce. A fare da spalla al sensore principale c’è unicamente una modesta grandangolare da 8 megapixel. Da un candidato “re dei medio gamma” avremmo preteso decisamente di più: l’assenza di un teleobiettivo dedicato si fa sentire, e quantomeno ci saremmo aspettati un doveroso upgrade della risoluzione per l’ultra-wide. Come prevedibile, i risultati di questa lente secondaria sono purtroppo sottotono.
Non fa miracoli neanche la fotocamera frontale da 32 megapixel (ƒ/2.2), che restituisce selfie spesso carenti in termini di nitidezza generale.
Passando infine ai video, la qualità catturata dal sensore principale è buona, ma ci si scontra con dei limiti hardware abbastanza fastidiosi. La registrazione si ferma al 4K a 30fps sulla lente da 200 MP, mentre se volete sfruttare la grandangolare vi toccherà fare un drastico salto indietro e accontentarvi del FullHD.
Software
Accendendo lo smartphone, ci accoglie Android 15 personalizzato con l’interfaccia HyperOS 2. Se speravate di trovare subito a bordo l’ultimissima release (la versione 3, per intenderci) rimarrete delusi: per ora rimane un’esclusiva riservata ai top di gamma della casa madre. Poco male, perché il sistema gira benissimo ed è quello che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare nell’ultimo periodo.
Sul fronte della longevità, Xiaomi mette sul piatto una promessa solida e rassicurante: il dispositivo riceverà 3 anni di major update per le nuove versioni di Android e 4 anni di patch di sicurezza. 1 major in più non avrebbe guastato.
Esplorando i menù ritroviamo tutte quelle comodità storiche che rendono l’esperienza utente ricca e flessibile. Infine, seguendo il prepotente trend del momento, l’azienda ha iniziato a spargere all’interno del sistema anche alcune interessanti funzioni legate all’Intelligenza Artificiale.
Autonomia e ricarica
Sotto la scocca troviamo una batteria enorme da 6.500 mAh: un valore che, unito all’ottima ottimizzazione hardware e software, garantisce risultati da record.
Coprire due giorni con un utilizzo medio è praticamente la norma, e potreste addirittura spingervi fino a tre giorni lontano dalla presa. Se proprio doveste trovarvi a secco per un’emergenza, entra in gioco la ricarica ultra rapida a 100W.
Prezzo e disponibilità
Redmi Note 15 Pro+ è disponibile su Amazon al prezzo di 439 euro nella sua variante base. Si sale a circa 50 euro in più per la variante 12/512.