Il punto di partenza è semplice: avevo bisogno di un portatile economico ma affidabile da usare all’università per prendere appunti, seguire le lezioni e gestire i materiali di lavoro quando non sono alla postazione desktop di casa. Non cercavo una workstation: cercavo qualcosa di solido, con buona autonomia e abbastanza stabile da non farmi perdere tempo.
Durante la ricerca mi sono imbattuto in un fenomeno interessante: sui mercatini online circolano moltissime unità nuove di Samsung Galaxy Book4, ancora sigillate. Il motivo è una promozione Samsung che di fatto lo ha “regalato” in bundle con altri prodotti. Risultato: il Galaxy Book 4 oggi si trova intorno ai 250 euro, completo di confezione originale.
Questa recensione nasce da qui: capire se questo portatile, preso così, è davvero una soluzione concreta per studio e produttività leggera, oppure solo un affare apparente.
Buona lettura!
Il video
Design e costruzione
Samsung non ha lesinato sui materiali, optando per una scocca interamente in metallo con un’elegante finitura grigio scuro. Il feeling restituito è decisamente premium, con il valore aggiunto di una buona resistenza alle impronte. Nonostante la diagonale da 15 pollici, il portatile risulta piuttosto leggero, un fattore non scontato per la mobilità.


All’apertura, si apprezza l’ampio poggiapolsi, piacevolmente pulito, e una buona tastiera. La corsa è valida, la risposta tattile soddisfacente e non mancano chicche come la retroilluminazione regolabile e il tastierino numerico. L’unico neo? Un layout un po’ “compresso” nella zona dello shift e delle frecce direzionali, a cui bisogna fare l’abitudine. Il trackpad è in plastica, ma fa il suo dovere: è preciso e abbastanza solido. Vera sorpresa è stata trovare il lettore di impronte digitali, integrato nel pulsante di accensione, un dettaglio che fa la differenza nell’uso quotidiano.


La dotazione di porte è molto completa: troviamo 2 USB-C (con supporto alla ricarica), 2 USB-A, una porta Ethernet e persino un lettore microSD. Chiudiamo con un’uscita HDMI 1.4, jack per le cuffie da 3.5mm e webcam 720p.


Display e audio
A bordo abbiamo un classico pannello IPS Full HD in formato 16:9, con un refresh rate a 60 Hz. La luminosità massima, circa 320 Nit, è più che sufficiente per la fascia di prezzo: va bene per l’uso in ufficio o a casa, ma non aspettatevi miracoli all’aperto. Bene che si tratti però di un’unità opaca, perchè in esterna la finitura antiriflesso aiuta tantissimo e consente di ottimizzare anche i consumi del display.
Il vero limite di questo pannello, però, risiede nella copertura colore che si ferma al 75% dello spazio sRGB. Sia chiaro: per navigare, scrivere documenti o guardare un contenuto multimediale va più che bene, ma non è uno schermo che consiglierei a chi lavora con foto e video. Per quel tipo di accuratezza cromatica, Samsung ci indirizza giustamente verso i modelli Pro o Ultra.
Gli altoparlanti sono posizionati sul fondo e devo dire che mi hanno sorpreso per il volume elevato, poca distorsione e una discreta profondità. L’audio è decisamente promosso.
Hardware e prestazioni
Arriviamo al cuore pulsante di questo Samsung Galaxy Book4, e qui dobbiamo essere chiari su chi sia il cliente tipo. La versione che ho acquistato e che vi consiglio di valutare, monta un processore Intel Core i3 1315U di 13ª generazione, affiancato da una GPU integrata Intel, 8 GB di RAM e un SSD da 256 GB.
Come si traduce tutto questo? Semplice: questo è un portatile concepito per fare il giusto. È il computer da ufficio o da università per eccellenza. Per la navigazione, l’uso del pacchetto Office, lo streaming e la produttività generale, va più che bene.
Ho voluto spingerlo un po’ oltre. Il montaggio video si può fare, ma con calma. Se dovete elaborare un video in 4K, senza plugin o color correction complesse, si porta a casa il risultato ma occorre armarsi di parecchia pazienza. Non è una macchina da creator, ma per un’emergenza non vi lascia a piedi. Una nota molto positiva è la presenza di una ventola attiva: sebbene non lo renda “sempre fresco” (in rendering scalda, e tanto), fa un ottimo lavoro per evitare il thermal throttling, cosa non scontata.
Capitolo Gaming: lasciate perdere. Lo dico senza mezzi termini: non è fatto per il gaming. Gli unici titoli che girano sono giochi delle scorse generazioni.
Software
Lato software, l’esperienza è quella che ci si aspetta da un portatile di questa categoria: Windows 11 Home. Non ci troviamo di fronte a particolari personalizzazioni da parte di Samsung, se non per le utility standard di gestione. Qui ho apprezzato la presenza di diversi profili di prestazione, che permettono di bilanciare potenza e rumore della ventola (che, come ho detto, si fa sentire quando si spinge sull’acceleratore). Bene anche la gestione del display, che consente di calibrarlo secondo i propri gusti ed attivare l’HDR nei contenuti multimediali.
Troviamo infine qualche tool utile come Quick Share, Second Screen e Samsung Notes.
Autonomia e ricarica
A bordo di Galaxy Book4 troviamo una batteria da 54Wh che, nei miei test, si è dimostrata eccellente.
In uno scenario di produttività leggera, composta da Office, scrittura di articoli su WordPress e streaming su Disney+ sono riuscito a raggiungere circa 9/10 ore di utilizzo. È tanta roba, significa infatti coprire un’intera giornata lavorativa o di studio senza portarsi dietro l’ansia da caricatore. Quest’ultimo è presente in confezione, con alimentatore da 65W e cavo USB-C.
Prezzo e disponibilità
Il Samsung Galaxy Book4 oggi è facile da trovare fuori canale ufficiale, perché è stato distribuito in promozione da Samsung come prodotto in regalo insieme ad altri dispositivi di fascia alta. Molti di questi portatili, mai usati e ancora sigillati nella confezione originale, sono finiti su piattaforme come Vinted, Subito.it, eBay e nei classici mercatini online al prezzo di circa 250 euro.