Samsung Galaxy S26 Ultra è il nuovissimo smartphone top di gamma del brand, pensato per offrire agli utenti la migliore esperienza mobile sul mercato, senza compromesso alcuno. La concorrenza nella fascia premium è però, oggigiorno, molto agguerrita. Riuscirà Samsung a difendere il trono? Scopriamolo insieme nel corso di questa recensione!
Buona lettura.
Il video
Design e costruzione
Il colpo d’occhio parla chiaro: l’S26 Ultra è ancora inconfondibilmente un Galaxy S top di gamma. L’azienda ha però deciso di fare ordine sul retro, proponendo un design unificato del blocco fotocamere, con i tre sensori principali racchiusi in un’unica isola rialzata. Il risultato estetico è molto coerente e pulito, ma c’è il classico pelo nell’uovo: complice l’assottigliamento generale del dispositivo, appoggiandolo su un piano senza cover il telefono tende a “ballare” parecchio durante la digitazione.
A proposito di spessore, la cura dimagrante si sente eccome. Scendiamo a soli 7,9 millimetri, un dato che su dimensioni così generose fa davvero la differenza nell’uso quotidiano. Anche il peso cala, fermandosi a 214 grammi, rendendo lo smartphone decisamente più leggero in mano.
Alla base di questo alleggerimento c’è un fisiologico passo indietro sui materiali. Salutiamo il titanio dello scorso anno per dare il bentornato all’alluminio. Può sembrare un peccato sulla carta, ma Samsung ha comunque optato per il robustissimo Armor Aluminum 3, garantendo una solidità che non è assolutamente in discussione.
Un’altra novità fondamentale riguarda le linee: addio spigoli vivi, ora gli angoli sono più stondati. L’ergonomia ne beneficia in modo netto, rendendo la presa e l’utilizzo prolungato molto più confortevoli. A chiudere il cerchio della durabilità non manca l’immancabile certificazione IP68, che assicura totale resistenza ad acqua e polvere.
Display e audio
Il frontale del Galaxy S26 Ultra è dominato da un pannello AMOLED da ben 6,9 pollici. Le specifiche parlano da sole: risoluzione 1.440 x 3.210 pixel, supporto nativo ai 10-bit per i colori e un refresh rate dinamico da 1 a 120 Hz. Sulla carta i 2.600 nit di luminosità di picco potrebbero sembrare un passo indietro rispetto ai “fari” sparati da alcuni competitor, ma vi garantisco che sotto la luce del sole la visibilità resta clamorosa. A proteggere questo gioiello ci pensa il nuovo Gorilla Glass Armor 2. Qui Samsung ha lavorato molto bene: il trattamento anti-riflesso è stato riprogettato per non svanire con l’usura, risolvendo alla radice quel fastidioso calo di efficacia che i possessori di S25 Ultra conoscono bene.
Ma veniamo alla vera, grande genialata di questa generazione: il Privacy Display integrato a livello hardware.
Samsung ha inserito nel pannello una matrice di pixel direzionali che lavorano insieme i classici pixel “wide”. Il risultato pratico è pazzesco: attivando la funzione, lo schermo diventa letteralmente invisibile per chiunque provi a sbirciare di lato, direzionando la luce solo verso i vostri occhi.
Anche l’implementazione software è da manuale. Potete regolare la privacy su due livelli di intensità e le opzioni di automazione sono infinite. Potete farla scattare solo all’interno di determinate app (come quelle bancarie), usarla esclusivamente per nascondere i popup delle notifiche, o ancora farla intervenire in automatico nel momento esatto in cui digitate un PIN o una password.
Certo, la fisica non si inganna e un compromesso c’è. Quando i pixel direzionali entrano in azione, si nota un evidente calo del contrasto e una leggera perdita di luminosità, un “difetto” visivo percepibile soprattutto al buio. Poco male, perché il senso di questa tecnologia è usarla solo quando serve realmente.
Eccellenti sia il lettore d’impronte posto sotto il display che l’audio stereo, potentissimo e super immersivo.
Hardware, prestazioni e connettività
La base di partenza dei Galaxy S Ultra era già altissima, quindi quest’anno parliamo di un’evoluzione mirata più che di una rivoluzione. Sotto il cofano batte il potentissimo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, affiancato di base da 12 GB di RAM. Lo spazio di archiviazione offre tagli da 256 o 512 GB UFS, rigorosamente non espandibili. Per chi non vuole badare a spese e cerca l’esagerazione pura, c’è ovviamente la variante top da 1 TB di memoria accoppiata a ben 16 GB di RAM.
La vera chicca ingegneristica di questa generazione, però, è il sistema di dissipazione. Samsung ha integrato una camera di vapore decisamente più grande ed efficiente. Alla prova dei fatti il risultato si vede e si sente: lo smartphone non scalda mai in modo fastidioso, mantenendo le prestazioni sempre eccellenti e tenendo a bada il thermal throttling anche sotto stress prolungato.
Il pacchetto connettività è semplicemente totale, non manca nulla all’appello: troviamo Wi-Fi 7, 5G, Bluetooth 6.0, NFC e l’immancabile chip Ultra Wideband (UWB). Pieno supporto alle reti con Dual Nano SIM ed eSIM, mentre la porta inferiore è una USB-C 3.2 con supporto completo all’uscita video, comodissima per chi sfrutta il dispositivo per la produttività pesante.
Ovviamente risponde all’appello l’iconica S Pen. Potete prendere appunti al volo, ritagliare porzioni di schermo o divertirvi a scarabocchiare, magari lasciando che l’Intelligenza Artificiale trasformi i vostri schizzi in immagini elaborate.
Nota finale a margine: a bordo c’è l’hardware per l’SOS satellitare, ma freniamo gli entusiasmi. Ad oggi, in Italia il servizio non è ancora supportato.
Eccellente il feedback della vibrazione, preciso ed estremamente piacevole nell’interazione.
Fotocamera
Il vero protagonista è il sensore principale da 200 megapixel, che ottiene un’inedita apertura ƒ/1.4. Tradotto nell’uso di tutti i giorni: la lente incamera una quantità di luce spaventosa, regalando scatti notturni clamorosi e uno sfocato naturale (il famoso effetto bokeh) decisamente più spinto e piacevole. Ottime notizie anche per gli appassionati dello zoom, con la fotocamera periscopica 5x guadagna un’apertura ƒ/2.9, diventando molto più luminosa e affidabile quando cala il sole.
Arriviamo però alle note dolenti. L’azienda ha deciso di mantenere intatte l’ultra-grandangolare da 50 megapixel (ƒ/1.9) e, soprattutto, la lente tele 3x da soli 10 megapixel (ƒ/2.4). Se sulla prima possiamo tranquillamente chiudere un occhio, proporre un sensore da 10 MP su un premium phone di questa caratura nel pieno del 2026 risulta francamente anacronistico. Un rinnovamento totale di questo comparto sarebbe stato doveroso.
Nonostante questo scivolone, la resa sul campo resta da primo della classe. Di giorno la differenza con la passata generazione è quasi impercettibile, ma semplicemente perché rasentavamo già la perfezione. È quando le condizioni di luce si fanno critiche che l’S26 Ultra tira fuori gli artigli: il rumore digitale è tenuto a bada in modo magistrale e il livello di dettaglio in penombra fa un netto passo in avanti. Sono foto da top di gamma, punto.
Promozione a pieni voti anche per i video. La stabilizzazione è granitica sia registrando in 4K a 60fps che spingendosi all’esagerato 8K. Perfino la transizione da un’ottica all’altra durante la registrazione risulta fluida e omogenea, pur dovendo fare i conti con il solito fisiologico calo di risoluzione quando entra in gioco la lente 3x.
Software
Al netto dei gusti personali, ci troviamo di fronte a quella che è oggettivamente la migliore interfaccia Android ad oggi disponibile. Il Galaxy S26 Ultra sbarca sul mercato con la nuovissima One UI 8.5 preinstallata, portando in dote un pacchetto di funzioni esclusive che gli altri modelli del brand vedranno solo nei prossimi mesi.
Il focus di questo 2026, manco a dirlo, è l’Intelligenza Artificiale, e Samsung ha spinto fortissimo sull’integrazione di terze parti. Partiamo dalla vera sorpresa: Bixby. Dimenticate l’assistente un po’ legnoso del passato, ora è in grado di eseguire azioni di sistema complesse comprendendo perfettamente il linguaggio naturale, e integra in modo nativo l’ottimo motore di ricerca di Perplexity. Per i veri smanettoni, potete finalmente personalizzare la pressione prolungata del tasto di accensione per “sfrattare” Gemini e richiamare direttamente Perplexity o ChatGPT.
Nell’uso quotidiano si fa apprezzare parecchio la nuova funzione che riassume le notifiche in entrata, comodissima per sfoltire la tendina quando si accumulano troppi messaggi.
Samsung ha poi disseminato il sistema di piccole novità che migliorano concretamente la vita di tutti i giorni. Troviamo un nuovo gestore degli screenshot che li cataloga in automatico in base al contenuto, e un Finder globale completamente rinnovato che scava in modo precisissimo in ogni angolo della memoria. Menzione d’onore per il nuovo scanner fotografico integrato: fa letteralmente miracoli, andando ad appiattire magicamente le grinze e a raddrizzare gli angoli tagliati di fogli e vecchi scontrini.
Chiude il cerchio produttivo l’immancabile modalità desktop Samsung DeX, sfruttabile agilmente sia via cavo che in wireless. E sul fronte della longevità, l’azienda coreana si conferma padrona indiscussa del mercato: chi investe su questo S26 Ultra si mette in tasca ben 7 anni di aggiornamenti garantiti, che coprono sia le nuove release di Android che le patch di sicurezza.
Autonomia e ricarica
Arriviamo al capitolo batteria, c’è un pizzico di delusione. Sotto la scocca troviamo la “solita” unità da 5.000 mAh. In pieno 2026 ci aspettavamo il tanto chiacchierato salto alla tecnologia al silicio-carbonio per aumentare la capacità, ma niente da fare.
Il lato positivo di questa scelta conservativa è aver mantenuto il telefono più sottile e leggero. E c’è di più: alla prova dei fatti, l’ottimizzazione energetica lavora davvero bene. L’autonomia supera in modo netto quella del modello precedente e scaricarlo prima di sera richiede di stressarlo tanto.
Samsung ha introdotto la nuova ricarica rapida a 60W, un miglioramento tangibile rispetto al passato.
Passi avanti anche per la ricarica wireless, che sale a 25W sfruttando lo standard Qi2.
Prezzo e disponibilità
Samsung Galaxy S26 Ultra ha un costo di listino che parte da 1499 euro per la variante da 256GB, che diventano 1699 per quella da 512 e 1999 per 1TB di archiviazione.