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Samsung Galaxy Y – la recensione

 

Sistema operativo

Il Galaxy Y è basato su Android 2.3 Gingerbread, fluido e reattivo, anche con un discreto numero di applicazioni installate dall’Android Market, senza particolari riduzioni di performance. Il consiglio comunque è quello di limitare il numero di applicazioni installate a quelle strettamente necessarie.

L’interfaccia Touchwiz “semplificata” con cui è stato personalizzato Android permette una maggiore customizzazione dei menù oltre l’utilizzo di Swype, che consente una scrittura di testi più rapida tenendo premuto il dito sullo schermo e lasciandolo scorrere sui tasti. L’interfaccia comprende inoltre alcuni programmi personalizzati da Samsung come il Social Hub per la sincronizzazione con i social network, il gestore file e Samsung Apps, meno fornito di programmi se confrontato con altri dispositivi Samsung.

La home, nonostante le dimensioni, permette la visualizzazione fino a 7 widget, oltre alla classica area di notifiche che permette di settare in maniera rapida il Wi-fi, Bluetooth, il GPS, l’audio, oltre che la rotazione automatica dello schermo.

Il browser Dolphin di Samsung, ci dui è dotato anche il Galaxy Y, supporta Flash Lite 4.0, offrendovi la possibilità di visualizzare il contenuto Flash, soprattutto quelli che non richiedono un’elaborazione elevata (come i contenuti pubblicitari dei siti internet), mentre dovrete rinunciare ai giochi in Flash, decisamente più complessi da elaborare. Non mostra invece particolari problemi di reattività al pinch-to-zoom o al doppio tap per avere il dettaglio di una colonna di una pagina web.

Sul fronte della connettività con il supporto all’HSDPA a 7.2Mbps, Bluetooth 3.0, Wi-fi, A-GPS. Assente invece il supporto al DLNA, privandoci della possibilità di poter usufruire di contenuti digitali (foto, musica e video) tramite la condivisione tra PC e, più in generale, dispositivi in rete all’interno della casa.

 

Batteria

Con una batteria da 1200mAh si può pensare che l’autonomia del Samsung Galaxy Y non sia a livelli eclatanti, e di fatto le prove hanno confermato le iniziali perplessità.

Mentre il consumo in standby, con il wi-fi attivo, è davvero basso (con la dovuta premessa che siano poche le applicazioni che sfruttano autonomamente la connessione, come le sincronizzazioni al social network), l’autonomia risente invece in maniera evidente della navigazione web, della riproduzione di musica e video, e delle chiamate, faticando, con un uso intenso, ad arrivare a fine giornata, nel qual caso si rivela necessaria la connessione a qualche fonte di alimentazione.

Stando alle dichiarazioni ufficiali della Samsung il Galaxy Y garantisce 1020 minuti di autonomia in conversazione in 2G, e 370 minuti in 3G, fino a 850 ore in standby in 2G e 540 con connesione 3G.