Sensore di prossimità Xiaomi: cosa c’è dietro il problema e come risolverlo

Con l’uscita del nuovissimo Xiaomi Mi 11 Ultra, la nuova serie Redmi e la nuova lineup Poco, è divampata una vera e propria polemica riguardo il comportamento del sensore di prossimità adottato da Xiaomi. In effetti un sensore di prossimità mal funzionante può essere davvero fastidioso, per questo sono assolutamente comprensibili le lamentele delle decine di migliaia di utenti.

Molti lamentano infatti un comportamento deficitario del sensore, con conseguente smartphone che non spegne il display quando si avvicina l’orecchio alla capsula auricolare e tutto ciò che ne comporta. Ma cosa c’è alla base di questo problema? E’ possibile risolverlo? Scopriamolo insieme nel corso di questo articolo!

Qual’è la causa?

Rispondere a questa domanda, non è poi così difficile. Prima però facciamo un passo indietro. Tradizionalmente, sugli smartphone si utilizzano sensore di prossimità ad infrarossi: il sensore emette un raggio IR, quando questo raggio trova un ostacolo di fronte comunica allo smartphone di spegnere il display. Tutto molto semplice.

I sensori montati sugli Xiaomi di ultimissima generazione non adottano questo sistema, bensì sfruttano gli ultrasuoni. Precisamente si tratta degli Inner Beauty di Elliptic Labs e la tecnologia alla base è la seguente: la capsula auricolare emette un segnale ad ultrasuoni, che qualora tornasse indietro in tempi molto rapidi oppure amplificato, verrebbe interpretato come “rimbalzato” su qualcosa. Prima che lo smartphone spegna effettivamente il display viene interpellato il giroscopio.

Insomma, si tratta di un mix di dati captati da fonti sicuramente meno attendibili del sensore IR e che per aggiunta devono essere elaborati da un algoritmo software molto sofisticato. Basta che uno dei tanti step del processo non sia particolarmente accurato per portare lo smartphone a non spegnere il display anche qualora lo si avvicini all’orecchio. Questa è la causa del problema.

Elliptic Labs promette prestazioni sfavillanti e, sopratutto, cerca di correggere l’algoritmo software da mesi, tuttavia i risultati ottenuti sono molto lontani da quelli sperati.

Per il 90% è appunto una limitazione hardware, visto che nè gli ultrasuoni nè gli altri sensori interpellati hanno la precisione necessaria al compito e che allo stato attuale solo il classico infrarossi sembra possedere.

Come risolvere?

Per il momento gli utenti che lamentano problematiche a riguardo, sono proprietari di smartphone di ultima generazione, quindi il problema non dovrebbe riguardare prodotti precedenti. Tuttavia, non esiste una lista ufficiale nè un procedimento da seguire per scoprire quali terminale equipaggino la soluzione incriminata.

Anche per quanto riguarda un eventuale metodo risolutivo, si naviga in alto mare. L’unica possibile soluzione può essere una ricalibrazione del sensore:

  1. Recarsi in “Impostazioni/Info sistema/Tutte le specifiche”
  2. Cliccare più volte su “Versione kernel” per far aprire il menù CIT
  3. Cercare la voce “Addional Tools” e poi “Proximity Sensor”
  4. Spostare il cursore presente da “5 dB” a “-6 dB” ed uscire

A questo punto la ricalibrazione è avvenuta con successo, tuttavia la community segnala che non sempre il procedimento porta a dei risultati concreti.

Volendo si può ricorrere ad app di terze parti quali “Proximity Sensor Screen On Off“, le quali spengono il display ogni qual volta viene coperto il sensore di prossimità. Queste applicazioni però non assicurano dei reali benefici, anzi al contempo introducono consumi in background e possibili conflitti di sistema.

Conclusioni

Il sensore virtuale di Elliptic Labs si è rivelato un vero flop, comportando una miriade di problematiche a fronte di un qualche imprecisato vantaggio per l’utenza. Al momento oltre a non esistere un modo per scoprire se il vostro smartphone Xiaomi o un modello in particolare, equipaggi Inner Beauty, non c’è alcuna soluzione certa al problema. Le uniche speranze risiedono in delle correzioni software da parte di Xiaomi, ma sopratutto in un abbandono di questa soluzione ad ultrasuoni nelle prossime generazioni.

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