Spotify o Apple Music? Meglio Tidal

Il mondo della musica in streaming è ormai estremamente vasto, ricco di servizi che offrono enormi cataloghi musicali ad un prezzo estremamente accessibile. I principali sono Spotify ed Apple Music, ma anche Amazon Music Unlimited e Deezer. In comune hanno tutti il prezzo contenuto, generalmente 9,99 euro al mese (salvo promozioni), librerie sconfinate ed una qualità assolutamente mediocre che rasenta a malapena la sufficienza.

Tidal è un servizio di streaming musicale lanciato nel 2014 dalla società norvegese Aspiro. Un anno dopo il progetto è stato acquistato da Project Phanter Bidco, azienda sostenuta da niente di meno che Jay-Z. L’obiettivo di Tidal è quello di offrire agli utenti l’accessibilità e la praticità della musica in streaming, ma con una qualità al pari dei vecchi CD. Ciò è possibile grazie ai formati FLAC E ALAC, detti “loseless” proprio in quanto non sono soggetti a compressione e dunque offrono la migliore esperienza d’ascolto possibile.

Ho provato Tidal per 1 mese, facendo una “full immersion” e usandolo come unico servizio di musica in streaming, ed ora sono pronto a parlarvene. Avrà davvero questa fantomatica marcia in più? Oppure è tutto fumo e niente arrosto? Scopritelo nel corso della recensione!

App ed Interfaccia

L’applicazione Tidal è disponibile su iOS, Android e Huawei App Gallery. A ciò si aggiunge la versione Web, facilmente accessibile da ogni browser, e l’applicazione per Windows e MacOS.

L’interfaccia è pratica, curata ed intuitiva. Il design è minimale e rende facile la navigazione.

Principalmente sono presenti 3 macro sezioni: “Home”, “Esplora” e “Video”. A ciò si aggiunge “La mia musica”, la quale a sua volta è divisa in tante piccole sezioni dedicate. Il tutto è abbastanza in linea con quanto offerto dalla concorrenza, ma con quel tocco di intuitività in più che male non fa.

Nel complesso sia l’applicazione che l’interfaccia sono promossi a pieni voti.

Catalogo

Il catalogo è davvero ampio, circa 60 milioni di brani, a fronte dei 40 di Spotify (giusto per fare un esempio). Sono presenti praticamente tutti gli artisti maggiori, con discografia generalmente completa, ed una moltitudine di esordienti ed artisti di calibro minore. Unica delusione riguarda i podcast: ce ne sono davvero troppi pochi, e per uno come me che con i podcast ci passa buona parte della giornata questo è un vero dramma.

Qualità audio

La qualità audio è la vera punta di diamante del servizio, ma bisogna fare una distinzione. Tidal offre sostanzialmente 2 piani di abbonamento: il Premium e quello “Hi-Fi“. Il premium consente l’ascolto di file compressi a 320 Kbps, la medesima qualità di Spotify, mentre l’Hi-Fi permette di interagire con file FLAC o ALAC a 1411 kbps, 44.1 kHz/16 bit. Mettendo da parte sigle e numeri l’esperienza audio, riproducendo la musica attraverso un buon impianto Hi-Fi oppure attraverso delle cuffie di un certo livello, è imparagonabile. Non servirà essere degli audiofili per rendersene conto: i bassi saranno più accentuati, i medi più precisi e gli alti più cristallini. Anche il timbro sarà più caldo e chiunque, anche solo dopo un ascolto, si renderà conto della differenza rispetto ad un tradizionale file compresso. Il “contro” di tutto ciò risiede invece nella dimensione dei file, praticamente il triplo rispetto alle piattaforme concorrenti.

Prezzi ed abbonamento

Sono disponibili 2 piani di abbonamento a prezzi molto diversi fra loro: 9,99 euro al mese per quanto riguarda Tidal Premium, mentre si sale a 19,99 euro mensili per Tidal Hi-Fi.

Se da una parte Tidal Premium non ha granchè motivo di essere scelto, in quanto non offre nulla in più della concorrenza, d’altro canto i 19,99 euro al mese del piano Hi-Fi faranno indubbiamente storcere il naso ad una buona fetta di utenza.

Ma se si vuole la praticità della musica in streaming unita alla qualità di un file loseless, beh Tidal è indubbiamente l’opzione migliore.

Conclusioni

L’esperienza con Tidal è stata controversa: se da una parte ho enormemente apprezzato l’ascolto di musica priva di compressione, “assaporando” al meglio ogni canzone, d’altro canto è stata una vera sofferenza non poter ascoltare i miei podcast abituali poichè non presenti nel catalogo di Tidal.

Com’è facile intuire il titolo è volutamente provocatorio, ma nasconde più di un fondo di verità: se siete amanti dell’Hi-Fi, audiofili o interessati ad ascoltare musica in buona qualità allora Tidal fa davvero per voi. L’esperienza che riesce a dare, in termini qualitativi, va oltre al prezzo richiesto per il piano Hi-Fi ed è una vera gioia per le orecchie.

Per chi invece vuole solo ascoltare sporadicamente musica, e magari è un amante dei podcast, allora Tidal non è la migliore delle scelte. In qualunque caso, è possibile provare il servizio gratuitamente per 30 giorni.

Di Filippo Fedele

Giovane ma appassionato, amo il mondo della tecnologia a 360°. Do sempre il massimo e sogno un futuro in cui avrò limato tutti i tempi morti in modo da dedicarmi alle mie passioni.



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