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Lenovo: presentazione italiana di Moto Z e Moto Mods

Si è svolto il 28 settembre l’evento di lancio di Lenovo dei suoi ultimi prodotti in vista del Natale. Un evento speciale che ci ha portato smartphone, tablet, convertibili e laptop (tutti i dettagli in questo articolo) e abbiamo potuto provare con mano tutte le novità tecnologiche del marchio Lenovo. Già presenti all’IFA 2016, abbiamo visto più da vicino gli smartphone Moto Z e Moto Z Play con i loro Moto Mods, i moduli aggiuntivi per renderli una fotocamera, un proiettore, un amplificatore audio e aumentare la batteria fino a 2000 mAh in più.

Moto Z, Moto Z Play e Moto Mods

battery foto proiettore audio

Gli ultimi smartphone di Lenovo, Moto Z e Moto Z Play sono riconoscibili grazie alla loro caratteristica di essere versatili e compatibili ad alcune estensioni chiamate Moto Mods. Agganciatili attraverso una serie di “pin” sul lato posteriore del telefono, troviamo (come già detto negli link sopracitati) una Power Pack Incipio (69,99 €) la quale aumenta la durata della batteria, Hasselblad True Zoom (259,99 €) che permette di fare foto professionali, scaricandole in formato RAW e ottenere uno zoom ottico 10x, Insta-Share Projector (309,99 €), il proiettore in grado di proiettare le immagini e video dal vostro smartphone Moto Z fino a 70 pollici di grandezza e lo speaker JBL SoundBoost (89,99 €) il quale amplifica il suono e vi consente di godere il massimo della vostra musica preferita.

Lenovo Moto Mods JBL SoundBoost Speaker
Prezzo consigliato: 55.5€
Risparmi: 7.5€ (14%)
Prezzo: 48€

Ricapitolando Moto Z ha un display da 5,5 pollici AMOLED Quad HD ed è prodotto in alluminio aeronautico di tipo militare e acciaio inossidabile. Si classifica come lo smartphone più sottile al mondo con soli 5,2 mm di spessore ed è ultra leggero. Ha un processore Qualcomm Snapdragon 820, 4 GB di RAM e 32/64 di memoria. La fotocamera posteriore è da 13 megapixel con stabilizzazione ottica e autofocus al laser. Inoltre ha un rivestimento idrorepellente e un lettore di impronte digitali. Moto Z sarà disponibile a un prezzo di 699 € verso la fine di questo mese. Moto Z Play, a suo canto, ha una batteria superiore, processore octa-core da 2,0 GHz, 3 GB di RAM, 16 megapixel la fotocamera e un display Super Amoled da 5,5 pollici. Sempre per fine settembre 2016 arriverà Moto Z Play a un prezzo di 449 €. Inoltre, inclusa in entrambe le confezioni di smartphone troverete una cover da applicare al vostro Moto Z o Moto Z Play.

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Smartphone

Lenovo Phab2 Pro e Moto Z presentati a Lenovo Tech World ’16

Si è svolto ieri, 9 giugno alle ore 19.00 ora italiana, l’evento più atteso tra gli appassionati di tecnologia e fans del marchio Lenovo, il Tech World ’16 e noi di tecnologici.net siamo riusciti ad assistere alla diretta streaming, trasmessa dalla città di San Francisco, California.

Sono state presentate le principali novità per quest’anno, come il tanto atteso Moto Z e piccole chicche futuristiche. Non solo una visione nel futuro, dettata anche dagli ultimi anni di acquisizioni e trasformazioni all’interno dell’azienda, ma anche device innovativi. Lenovo si è sempre impegnata negli aspetti più tecnici, come la connessione tra device e cloud facendo interagire l’utente attraverso comandi vocali e oculari, device con device permettendo di avere i dati personali sempre a portata di click. Vediamo insieme un recap dell’evento descrivendo tutto nel dettaglio, e come dice il motto di Lenovo (ripetutamente sottolineato):

Innovation never stands still

Lenovo si sta impegnando in progetti in grado di assicurare la massima resistenza agli urti e cadute dei propri device, al fine di migliorarne l’affidabilità e la durevolezza del dispositivo. Inoltre, nuovi progetti come uno smartphone Cplus indossabile e flessibile a bracciale e un tablet Folio che si piega in due per permettere una telefonata in modo pratico, sono poco distanti dal diventare realtà.

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Interviene anche il CEO Intel, il quale dichiara di voler reinventare la PC experience con videogiochi abbinati a dispositivi VR e aumentando la realtà virtuale attraverso l’utilizzo di dispositivi per il movimento delle mani. Inoltre una nuova visione durante le partite dei vostri sport preferiti potrebbe cambiare il modo di vedere il match da casa: ruotando a piacimento lo schermo e inquadrando da un particolare punto in prospettiva sarà possibile vedere replay di azioni da vicino e in modo totalmente nuovo, per una visione a 360 gradi. Avviene così la digitalizzazione di tutto ciò che ci circonda.

Altro oggetto dal futuro, il primo paio di scarpe da ginnastica smart, le smart shoes, le quali ci permetteranno di avere funzionalità al passo con la tecnologia dei prossimi anni, super intelligenti e tecnologiche. Così come anche in ufficio o a casa, non possiamo fare a meno di avere tutto a portata di click, come i comandi vocali, i controlli a distanza per intrattenimento, e-commerce, smartwatch on-the-go che controlla le nostre attività.

Lenovo Phab 2 Pro

Il primo smartphone al mondo con tecnologia Tango (set di sensori e software in grado di percepire e mappare l’ambiente circostante) fa la sua apparizione all’evento dopo tre anni di ricerca e sperimentazione da parte del team Project Tango di Google. Si tratta di Lenovo Phab 2 Pro e grazie alla partnership con Google è in grado di offrire funzioni di realtà aumentata avanzate e tecnologicamente all’avanguardia.

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Ovviamente date le sue dimensioni da 6,4 pollici si tratta di un phablet, con ampio schermo e la risoluzione del display è 2K, pari a 2560 x 1440 pixel (459 ppi).

Con il 3D motion tracking di Tango e la percezione profonda dell’immagine i vostri giochi e video avranno un’altra dimensione. Il processore octa core Qualcomm Snapdragon 652 con 4 GB di RAM, il display Quad HD con vetro curvo e l’audio immersivo degli speaker Dolby Audio Capture 5.1 cambieranno sicuramente il vostro modo di utilizzare lo smartphone. Lenovo Phab 2 Pro ha una fotocamera anteriore da 8 megapixel e una posteriore da 16 megapixel. La sua capacità di storage è di 64 GB interni espandibili tramite scheda micro SD. La batteria da 4.050 mAh è tra le più capaci e veloci nel ricaricarsi, vi garantirà una performance da urlo.

Composto da una scocca unibody in alluminio, Phab 2 Pro è disponibile nei colori Champagne Gold o Gunmetal Grey. Le sue dimensioni sono di 179,83 x 88,57 x 6,96 mm e pesa 259 grammi. Il sistema operativo preinstallato è Android 6.0 Marshmallow ed è disponibile nella versione dual nano SIM. Nella confezione troverete anche un paio di auricolari JBL®. Sarà disponibile a partire da settembre 2016 a un prezzo di 499$ (successivamente si scoprirà il prezzo per l’Italia).

Sono state presentate inoltre le app di realtà aumentata in grado di ricreare intorno a noi un paesaggio alternativo, composto da natura, dinosauri, pezzi di domino, che alterano profondamente la nostra percezione e senso di movimento. Queste app vengono viste anche a scopo educativo e sono molto utili per garantire ai ragazzi un metodo alternativo all’apprendimento tradizionale. L’app GuidiGO permette di visitare i musei con la AR. Inoltre con Phab2 Pro è possibile simulare l’arredamento di una stanza (partnership con Lowe’s – app Lowe’s Vision) ma anche prendere le misure “virtualmente”, semplicemente tracciando sullo smartphone ciò che visualizziamo dei nostri mobili.

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La tecnologia Tango si basa sull’Augmented Reality (AR) e funziona grazie al rilevamento dei movimenti in tre dimensioni, alla percezione della profondità e all’analisi dell’area circostante comunicando allo smartphone la posizione degli oggetti attraverso sensori che effettuano 250.000 calcoli al secondo. Una sorta di evoluzione della navigazione GPS, non più solo per l’esterno ma anche per gli ambienti indoor.

Motorola Moto Z e Moto Z Force

Grazie all’acquisizione del marchio Motorola, Lenovo ha presentato durante l’evento Tech World ’16 due nuovi smartphone: Moto Z e Moto Z Force. Due smartphone magnetici e modulari, grazie a 16 pin dorati posti sul retro dello smartphone, infatti, è possibile estendere le potenzialità di questi due smartphone.

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I Moto Mods sono gli accessori modulari che vanno a completare lo smartphone, ovvero una batteria Power Pack supplementare da 22 ore, un proiettore compatto Insta-Share Projector in grado di generare un’immagine da 70 pollici, cover dai materiali particolari e pregiati come legno naturale in collaborazione con i marchi Kate Spade New York, TUMI e Incipio e un sistema audio amplificato JBL Sound Boost.

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Moto Z ha un display AMOLED da 5,5 pollici, possiede un processore Snapdragon 820, 4 GB di RAM, 32 o 64 GB di memoria interna e fotocamera con autofocus laser e stabilizzatore ottico. Dallo spessore sottilissimo, di 5.2 millimetri, Moto Z è potente anche sotto il punto di vista della carica, la batteria da 2600 mAh garantisce ben 30 ore di autonomia, che ovviamente saranno tutte da verificare. Con la tecnologia TurboPower si possono ottenere 8 ore di autonomia ricaricando il cellulare per soli 15 minuti. Moto Z misura 155,3 x 75,3 x 5,19 mm e pesa 136 grammi. Disponibile nei colori nero e lunar grey, nero e oro rosa.

Moto Z product photography

Entrambi i modelli sono realizzati in alluminio aeronautico militare e acciaio inossidabile. Saranno disponibili da quest’estate in America e il prezzo per ora è ignoto.

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Lenovo Vibe P1: un mostro da 5000mah

Lenovo Vibe P1

Tra i dispositivi presentati ad IFA da Lenovo, il Vibe P1 è sicuramente quello che più ha stupito. Il motivo è facilmente ricercabile nella presenza di una batteria mostruosa da 5.000 mAh.

Le specifiche tecniche sono assolutamente nella media: troviamo un ampio display da 5.5″ Full HD, mosso da uno Snapdragon 615 e da 2GB di RAM. A completare il quadro abbiamo 32GB di memoria interna ed una fotocamera posteriore da 13MP.

Fermandoci qui, Lenovo Vibe P1 non appare affatto trascendentale.
E’ vero che la scocca in allumino lo distingue dalla massa, ma il resto della dotazione lo relegherebbe nell’anonimato del vastissimo mercato degli smartphone cinesi.

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Quello che stupisce, come già anticipato in apertura, è però l’enorme batteria da 5000 mAh che, oltre alla ricarica rapida, è dotata di una funzione powerbank (reverse charging), che permette al Lenovo Vibe P1 di ricaricare altri smartphone o tablet.

Questa potente batteria è assolutamente interessante perché, a differenza di altri smartphone già testati in passato, viene inserita in un contesto di spessore molto esiguo, pari a 9.9 mm con una punta minima molto interessante. Il design è caratterizzato anche da materiali nobili come alluminio e rende Lenovo Vibe P1 uno smartphone cinese molto più pregiato rispetto alle aspettative.

Con Android Lollipop, il supporto Dual SIM ed un prezzo di soli 279$, potrebbe rappresentare un’interessante soluzione per il business e non solo. A rafforzare questa tesi, troviamo la piacevole scelta del produttore Lenovo di dotare Lenovo Vibe P1 di espandibilità di memoria senza dover rinunciare per forza al supporto della doppia scheda.

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In attesa di provarlo vi lasciamo alla nostra anteprima da IFA 2015. Il prezzo atteso è di circa 300$, ma speriamo possa calare un po’ soprattutto vista l’attenzione

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Guide Guide all'acquisto

I migliori mini PC del 2015

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Tra la lista dei desideri degli appassionati di tecnologia, ma anche per quelli appassionati di praticità, troviamo i mini PC: piccoli computer sviluppati per essere trasportabili e funzionali ovunque vi troviate. Si stanno diffondendo vari modelli tra le case produttrici, le quali sono sempre più attente a ciò che i clienti chiedono, e ormai esiste un’ampia scelta. 

Perfetti nell’ambiente familiare, per gli studenti e anche in ufficio, questi mini PC, creati per ottimizzare lo spazio a discapito dei processi produttivi più ridotti, donano buone prestazioni in dimensioni miniaturizzate.

Un PC in miniatura appunto, che esegue compiti basilari e di necessità come: riprodurre filmati, file multimediali, gestire applicazioni e navigare sul web. Non sono veri e propri sostituti di un computer fisso ma il loro compito è quello di affiancarlo, per far si che offrano contenuti portando ad un livello più alto l’intrattenimento, come lo streaming video e musicale, la navigazione e i giochi (arrivando addirittura a sostituire le console).

Per il controllo a distanza, collegando il mini PC al televisore o monitor, si possono facilmente installare mouse e tastiera wireless e in alcuni casi esistono app apposite per il controllo da remoto da smartphone.

Vediamo insieme i migliori modelli di mini PC, descritti in questa guida all’acquisto:

HP PAVILION MINI

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Grazie ad un design molto elegante creato con materiali di qualità, HP Pavilion Mini farà parte dell’arredamento nelle vostre stanze e sarà sempre con voi anche durante le trasferte fuori casa. Il top di gamma possiede un processore Intel Haswell dual-core i3-4025U, scheda grafica Intel HD Graphics 4400, 4 GB di Ram DDR3 (espandibile a 16 GB), 1 TB di hard disk SATA, Wifi 802.11n, Bluetooth 4.0, quattro porte USB 3.0, porta Ethernet, un lettore di schede di memoria 3 in 1. Supporta Windows 8.1 e l’uscita di due monitor. Disponibile in due versioni, quella più economica da 360 € e quella da 450 €.

ASUS VIVO PC

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Il mini PC Asus Vivo PC è anch’esso curato nel design, con finitura in metallo, e si posiziona nella fascia alta tra i modelli di computer in “miniatura”. Dalle alte prestazioni nelle sue ridotte dimensioni ha un processore Intel Haswell dual-core i5-4210U, scheda NVIDIA GeForce 820M ed è in grado di collegarsi a schermi 4K per lo streaming video, con 4 GB di Ram DDR3 (espandibile a 16 GB) 1TB di hard disk o 256GB di SSD, Wifi 802.11ac, Bluetooth 4.0, 4 porte USB 3.0, 2 porte USB 2.0, una porta HDMI, Display Port, Ethernet, porte per il microfono e gli altoparlanti esterni e lettore di schede di memoria. Lo si può trovare intorno ai 200 €.

ACER REVO ONE

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Acer ha presentato il suo mini PC Acer Revo One durante l’evento milanese la scorsa settimana. Si presenta come un cilindretto in plastica bianca, dotato di processore dual-core Intel Broadwell i5-5200U, scheda grafica Intel HD Graphichs 5500, 8GB di Ram DDR3, disco ibrido da 1 TB, due porte USB 3.0, due porte USB 2.0, porta Ethernet, HDMI, mini Display Port, un lettore di schede sulla parte superiore e porta per l’audio in uscita. E’ compatibile con la risoluzione di schermi fino a 4K. Il prezzo è variabile in base alle caratteristiche scelte ma in linea di massima con Intel Celeron costerà 499 mentre con Intel Core i3-i5 699 €.

ALIENWARE ALPHA

61Vsa6H6DRL._SL1500_La particolarità di questo mini PC Alienware Alpha è che è stato principalmente pensato e progettato per i più smanettoni e videogamer, andando così a sostituire la console e si posizioa in una fascia di prezzo alta che potrebbe arrivare intorno ai 1070 €. Dotato di un processore quad-core Intel Core i5 o i7, scheda grafica 2GB NVIDIA GTX 860M, 8GB di Ram DDR3, 2 TB di hard disk, Wifi 802.11 ac, 2 porte USB 2.0 e due USB 3.0, Bluetooth 4.0, due porte audio ottiche, Ethernet, HDMI. In più è dotato di controller Xbox 360.b 

INTEL NUC

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Dal design compatto in alluminio, il mini PC Intel NUC (acronimo di Next Unit of Computing), è considerato uno tra i migliori mini PC in commercio. Comprende un processore Intel Core i5, molto veloce, può ospitare SSD, ha un jack da 3,5 mm, due porte USB 3.0, Ethernet, Wifi 802.11ac, Bluetooth 4.0, mini HDMI e mini Display Port. La particolarità di questo mini PC è quella che è un PC barebone, ossia l’installazione di Ram, supporto di archiviazione e sistema operativo avvengono da parte dell’utente. Supporta schermi fino a 4K e 3 monitor contemporaneamente. Quindi il suo prezzo è molto variabile, perchè si deciderà in base alle componenti scelte, ma in genere il prezzo parte da 400€ . Esteticamente meno elegante rispetto ad altri modelli e poco adatto per i videogiochi, ma abbastanza potente e dalle dimensioni molto ridotte.

LENOVO THINKCENTRE M83 Tiny Desktop

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Per gli utenti del mondo business Lenovo ha creato ThinkCentre M83 Tiny Desktop, un mini PC dalle grandi capacità. Le sue misure sono abbastanza pronunciate rispetto agli altri mini PC e anche il design non è dei più ricercati, forse appunto perchè deve mimetizzarsi con l’ambiente lavorativo. Con processore Intel Core i5-4590T, 8GB di Ram e hard disk da 500 GB, due porte USB 3.0, due jack da 3,5 mm nella parte frontale e sul retro altre 2 porte USB 3.0, Display Port, VGA e Ethernet. Supporta fino a 3 monitor display, Bluetooth 4.0, Wifi e scheda wireless. E’ venduto con mouse e tastiera inclusi ad un prezzo intorno ai 700€.

GIGABYTE BRIX GB-BXi7H-5500

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Altro mini PC dedicato ai videogame è quello di Gigabyte, Brix. Anche in questo caso la Ram, supporto di archiviazione e sistema operativo verranno scelti dall’utente finale, come per l’Intel NUC. Dotato di processore Intel Core i7, scheda grafica Intel HD 5500, chip NFC, Thunderbolt 2, 4 porte USB 3.0, jack da 3,5 mm, mini Display Port, HDMI e porta Ethernet. La versione PC barebone è venduta al prezzo di 590 €.

APPLE MAC MINI 2014

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Il Mac Mini di Apple è un mini PC a tutti gli effetti. Considerato perfetto nell’ambiente familiare, è un prodotto bello esteticamente e funzionale allo stesso tempo. Possiede un processore Intel Core i5, scheda grafica integrata Intel Graphics 5000, 4 GB di Ram, porta HDMI, 4 porte USB 3.0, slot per schede SDXC, jack per microfono e cuffie, porta Ethernet, 2 porte Thunderbolt e sistema operativo integrato Yosemite. Non esiste la possibilità di cambiare i componenti interni. Può supportare il collegamento a monitor con risoluzione fino a 4K, supporta Wifi 802.11ac, Bluetooth 4.0. A partire da un prezzo di 560 €.

 

 

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Smartphone

Perché Google ha venduto Motorola?

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La storia

Era il maggio del 2012 quando Google ufficializzava l’acquisto di Motorola Mobility per la fantastica cifra di 12,5 miliardi di dollari complessivi, 40 per azione. Come ha ripetuto più volte Larry Page, amministratore delegato di Google: “la Motorola è un ottima azienda, e ha tutte le carte in regola per passare alla prossima generazione di cellulari”. Gli obbiettivi del colosso Mountain View erano essenzialmente due: quello di cambiare radicalmente l’evoluzione del sistema operativo Android e l’acquisizione di numerosi brevetti, quasi 17mila, per mettere fine ai diverbi legati proprio con la Motorola.

Proprio con questo acquisto, Google è diventato a tutti gli effetti il primo produttore, e concorrente, in assoluto di smartphone e tablet Android. Come aveva assicurato Larry Page in un comunicato ufficiale, la Motorola avrebbe continuato a lavorare come entità indipendente, anche se è parso chiaro fin da subito che dislivello si sia verificato tra Google e gli altri partner Android, proprio per via dell’acquisto della Motorola.

L’azienda sudcoreana americana Samsung e l’azienda taiwanese HTC hanno avuto forti dubbi in merito alla collaborazione con Google, in quanto la sinergia tra la Google al livello software e la Motorola al livello hardware potrebbe generare un ecosistema molto simile ad un iPhone, e quindi di garantire una sicurezza tecnica che Android non è stato in grado di dimostrare al 100%.

L’annunciato acquisto di Motorola nel 2011 aveva quindi messo Google in una posizione molto difficile nei confronti degli altri produttori di dispositivi Android. Anche se società aveva da subito chiarito che Motorola sarebbe stata gestita in parallelo e non direttamente da Google, e che l’acquisizione era stata giustificata più che altro dalla necessità di ottenere i diritti su alcuni brevetti molto importanti, le rassicurazioni non furono sufficienti e soprattutto per Samsung, il più grande produttore di smartphone al mondo, che dimostrò una certa insofferenza per l’arrivo di Motorola come partner Google.

Il presente

Dopo neanche due anni di collaborazione, la Google vende la Motorola Mobility alla Lenovo per circa 2,91 miliardi di dollari. La Lenovo Group Limited è un azienda fondata dall’unione della Legend Group Ltd e della New Technology Developer Incorporated, ed è diventata il più grande produttore di personal computer nella Repubblica Popolare Cinese, e dal giugno 2013, Lenovo ha superato, sia pur di poco, HP, divenendo il primo produttore al mondo. Ma qual è la reale motivazione per cui Google ha deciso di rivendere Motorola ad un prezzo molto inferiore di quando l’aveva acquistata?

Nel 2012, In un post sul blog di Google, il CEO e co-fondatore Larry Page aveva rivelato che l’acquisizione della Motorola Mobility è stata principalmente una mossa strategica volta a rafforzare la difesa legale di Android, arricchendo il portfolio di brevetti di Google, oltre a garantire all’azienda la possibilità di produrre propri dispositivi senza doversi appoggiare a terzi.

Nonostante le premesse, il 29 gennaio del 2014 Google annuncia che, pur mantenendo gran parte dei brevetti, venderà la Motorola Mobility a Lenovo. Ma qual è la vera ragione? Perché rivendere un’azienda ad una cifra di molto inferiore di quando Google l’aveva acquistata? L’accordo rafforzerà sicuramente la posizione di Lenovo sul mercato degli smartphone e concederà alla società cinese una forte presenza in tutto il continente Americano, oltre che farla crescere in Europa occidentale. Lenovo rileverà Motorola Mobility, incluso il marchio Motorola e il portafoglio di smartphone di cui fanno parte Moto X, Moto G e la serie Droi Ultra. Oltre agli attuali prodotti, Lenovo assumerà anche il controllo della futura roadmap di prodotti di Motorola.

Come dichiara l’amministratore delegato di Lenovo, Yang Yuanqing: “L’acquisizione di un marchio icona renderà Lenovo un forte competitor globale per gli smartphone. Abbiamo fiducia nel fatto di poter unire il meglio delle due società per creare prodotti che piacciano ai clienti”. Ai dubbi e alla confusione dei critici e dei partner Google, Larry Page commenta così sulla vicenda: “Lenovo ha le capacità di rendere Motorola Mobility un player globale nell’ecosistema Android. Questa decisione consentirà a Google di devolvere la sua energia a una maggiore innovazione nell’ecosistema Android”.

Le motivazioni

Anche se Lenovo acquisisce il business di smartphone e di tablet Motorola, raccogliendo oltre 10mila brevetti, e l’operazione potrebbe far pensare ad un’enorme svalutazione per Google, che acquistò Motorola per 12,5 miliardi dollari, il gigante della Mountain View ha subito fortissime perdite sul piano economico. Motorola, anche dopo l’acquisizione di Google, ha continuato a lavorare in maniera del tutto indipendente. Il Moto X è stato il primo telefono di punta della Motorola da quando è diventata società della Google.

Anche se il prodotto è stato ben recensito, non è mai stato chiaro il numero dei dispositivi venduti sul mercato, e gli attuali numeri danno il prezzo dello smartphone in costante calo rispetto al momento del lancio. Inoltre, i ricavi della Motorola continuano a ridursi di anno in anno. Nel terzo trimestre 2013, i ricavi di Motorola sono stati 1,18 miliardi dollari, in forte calo rispetto agli 1,78 miliardi dollari dello stesso trimestre di un anno prima.

Ma la reale motivazione che ha spinto Google a vendere Motorola potrebbe essere un’altra. Come abbiamo già detto prima, quando l’azienda californiana aveva annunciato l’acquisto di Motorola nel si era messa in una posizione molto difficile nei confronti degli altri produttori di dispositivi Android. In questi anni Google si è quindi trovata a dover fronteggiare una grossa perdita economica della Motorola e la delicata situazione con i Partner Android.

Da più grande produttore di smartphone, Samsung non temeva di certo la concorrenza di Motorola, ma temeva che Google dedicasse più attenzioni alla società appena acquisita, quindi di sua proprietà, a scapito delle altre. Il motivo di tale preoccupazione della Samsung è che la società sudcoreana ha basato una buona parte dei suoi investimenti su un sistema operativo che non era neanche suo. La mossa di Samsung per contrastare il pericoloso accordo tra Google e Motorola è stato introdurre un proprio sistema operativo concorrente. Google, per paura perdere il suo principale produttore di smartphone, avrebbe deciso di rivendere la Motorola, anche se Google avrebbe continuato molto ad investire sull’azienda appena acquisita.

Possiamo dire che Google ci ha perso?

Sulla carta Google sembrerebbe averci perso nell’acquisire e poi vendere la Motorola Mobility, ma in prospettiva la breve avventura si potrebbe rivelare meno disastrosa di quanto sembri. Al momento è dunque difficile dire con certezza se e quanto effettivamente Google ci abbia rimesso con l’operazione Motorola. Quel che sappiamo è che di sicuro non ha perso circa 9 miliardi di dollari, e i motivi sono molteplici e alquanto semplici.

Nel complesso, Google ha ottenuto numerosi brevetti (della Motorola) che in altro modo difficilmente avrebbe potuto controllare, rafforzato i rapporti con il primo produttore al mondo di smartphone (Samsung, ndr) e tranquillizzato gli altri produttori di cellulari e tablet che usano il sistema operativo Android.

Google ha affidato inoltre al più grande produttore al mondo di computer una società come Motorola che contribuirà a fare diffondere Android, in quanto Google manterrà per sé tutti i principali brevetti di cui era entrata in possesso comprando Motorola, e Lenovo li potrà utilizzare solo sotto indicazioni dell’azienda californiana e si è eliminata di una società che stava costando ogni trimestre centinaia di milioni di dollari di perdite.

Progetto ARA

Oltre ai brevetti, Google è riuscita a trattener per se la Advanced Technology and Projects, la più interessante e stimolante divisione che aveva messo in piedi all’interno di Motorola in questi due anni sotto dominio Google. Il progetto è formato da un centinaio di persone e guidata da Regina Dugan, ex direttrice della DARPA, l’agenzia governativa del ministero della Difesa degli Stati Uniti che si occupa dello sviluppo di nuove e avveniristiche tecnologie. Tra le cose più interessanti cui lavorano i ricercatori c’è ARA, un progetto per costruire uno smartphone costituito da moduli intercambiabili per permettere a ogni utente di personalizzare la sua configurazione, dallo schermo alla fotocamera passando per numerosi altri sensori.

Le divisioni Advanced Technology e Projects, stanno collaborando con Dave Hakkens, il il designer che ha pensato ad un concept per rivoluzionare il mondo degli smartphone per creare un ecosistema in grado di supportare lo sviluppo di hardware di terze parti per ogni singolo componente di un telefono. In poche parole l’obiettivo di Google e Motorola è quello di consentire al possessore di uno smartphone di cambiare schermo, fotocamera, componenti hardware come la CPU e tanto altro tutto semplicemente sostituendo dei blocchi, che sono collegati a un unico circuito stampato, senza vincoli di produttore.

La divisione sarà integrata all’interno del gruppo di sviluppo di Android e i brevetti che registrerà saranno mantenuti da Google, che li concederà in licenza a Lenovo. Ogni dispositivo sarà composto essenzialmente da due parti principali: un endoscheletro che tiene assemblati insieme tutti i componenti presenti e i vari moduli. Questo sistema consentirà quindi di aggiornare l’hardware senza dover cambiare smartphone, ma semplicemente aggiornando quello che si ha già, generando un notevole risparmio di denaro e senza sprechi tecnologici.

Come afferma Paul Eremenko del team Project Ara “Vogliamo sviluppare un vibrante ecosistema di sviluppo, abbattere le barriere d’ingresso, aumentare il ritmo dell’innovazione e accorciare in modo rilevante i tempi di sviluppo. Il nostro obiettivo è quello di creare un rapporto più ponderato, espressivo e aperto tra gli utenti, gli sviluppatori e i loro telefoni. Vogliamo darvi il potere di decidere che cosa fa il vostro telefono, come appare, di che cosa è fatto, quanto costa e quanto tempo lo terrete”.

Motorola Project Ara è un nuovo smartphone modulare sviluppato dall’azienda produttrice statunitense (in particolare le divisioni Advanced Technology e Projects) che ci consentirà di creare un device conforme le preferenze dell’utente. Motorola non ha rilasciato alcuna informazione sul sistema operativo che verrà utilizzato, il massimo sarebbe avere anche la possibilità di scegliere quale sistema operativo utilizzare come Android, Firefox OS, Ubuntu Touch, Tizen, Sailfish OS etc.

Ricapitolando, la Lenovo ha acquistato la Motorola dalla Google, che però ne detiene una parte dei brevetti e delle licenze di amministrazione e pubblicazioni dei dispositivi. Google ha inoltre consolidato il rapporto con i propri fornitori e liberato del peso dei debiti della Motorola. Siamo ancora sicuri che Google ci abbia perso?

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