Categorie
Smartphone

Lenovo Phab2 Pro e Moto Z presentati a Lenovo Tech World ’16

Si è svolto ieri, 9 giugno alle ore 19.00 ora italiana, l’evento più atteso tra gli appassionati di tecnologia e fans del marchio Lenovo, il Tech World ’16 e noi di tecnologici.net siamo riusciti ad assistere alla diretta streaming, trasmessa dalla città di San Francisco, California.

Sono state presentate le principali novità per quest’anno, come il tanto atteso Moto Z e piccole chicche futuristiche. Non solo una visione nel futuro, dettata anche dagli ultimi anni di acquisizioni e trasformazioni all’interno dell’azienda, ma anche device innovativi. Lenovo si è sempre impegnata negli aspetti più tecnici, come la connessione tra device e cloud facendo interagire l’utente attraverso comandi vocali e oculari, device con device permettendo di avere i dati personali sempre a portata di click. Vediamo insieme un recap dell’evento descrivendo tutto nel dettaglio, e come dice il motto di Lenovo (ripetutamente sottolineato):

Innovation never stands still

Lenovo si sta impegnando in progetti in grado di assicurare la massima resistenza agli urti e cadute dei propri device, al fine di migliorarne l’affidabilità e la durevolezza del dispositivo. Inoltre, nuovi progetti come uno smartphone Cplus indossabile e flessibile a bracciale e un tablet Folio che si piega in due per permettere una telefonata in modo pratico, sono poco distanti dal diventare realtà.

Folio_03

Interviene anche il CEO Intel, il quale dichiara di voler reinventare la PC experience con videogiochi abbinati a dispositivi VR e aumentando la realtà virtuale attraverso l’utilizzo di dispositivi per il movimento delle mani. Inoltre una nuova visione durante le partite dei vostri sport preferiti potrebbe cambiare il modo di vedere il match da casa: ruotando a piacimento lo schermo e inquadrando da un particolare punto in prospettiva sarà possibile vedere replay di azioni da vicino e in modo totalmente nuovo, per una visione a 360 gradi. Avviene così la digitalizzazione di tutto ciò che ci circonda.

Altro oggetto dal futuro, il primo paio di scarpe da ginnastica smart, le smart shoes, le quali ci permetteranno di avere funzionalità al passo con la tecnologia dei prossimi anni, super intelligenti e tecnologiche. Così come anche in ufficio o a casa, non possiamo fare a meno di avere tutto a portata di click, come i comandi vocali, i controlli a distanza per intrattenimento, e-commerce, smartwatch on-the-go che controlla le nostre attività.

Lenovo Phab 2 Pro

Il primo smartphone al mondo con tecnologia Tango (set di sensori e software in grado di percepire e mappare l’ambiente circostante) fa la sua apparizione all’evento dopo tre anni di ricerca e sperimentazione da parte del team Project Tango di Google. Si tratta di Lenovo Phab 2 Pro e grazie alla partnership con Google è in grado di offrire funzioni di realtà aumentata avanzate e tecnologicamente all’avanguardia.

15_Phab2_Pro_Color_Option_G&S

Ovviamente date le sue dimensioni da 6,4 pollici si tratta di un phablet, con ampio schermo e la risoluzione del display è 2K, pari a 2560 x 1440 pixel (459 ppi).

Con il 3D motion tracking di Tango e la percezione profonda dell’immagine i vostri giochi e video avranno un’altra dimensione. Il processore octa core Qualcomm Snapdragon 652 con 4 GB di RAM, il display Quad HD con vetro curvo e l’audio immersivo degli speaker Dolby Audio Capture 5.1 cambieranno sicuramente il vostro modo di utilizzare lo smartphone. Lenovo Phab 2 Pro ha una fotocamera anteriore da 8 megapixel e una posteriore da 16 megapixel. La sua capacità di storage è di 64 GB interni espandibili tramite scheda micro SD. La batteria da 4.050 mAh è tra le più capaci e veloci nel ricaricarsi, vi garantirà una performance da urlo.

Composto da una scocca unibody in alluminio, Phab 2 Pro è disponibile nei colori Champagne Gold o Gunmetal Grey. Le sue dimensioni sono di 179,83 x 88,57 x 6,96 mm e pesa 259 grammi. Il sistema operativo preinstallato è Android 6.0 Marshmallow ed è disponibile nella versione dual nano SIM. Nella confezione troverete anche un paio di auricolari JBL®. Sarà disponibile a partire da settembre 2016 a un prezzo di 499$ (successivamente si scoprirà il prezzo per l’Italia).

Sono state presentate inoltre le app di realtà aumentata in grado di ricreare intorno a noi un paesaggio alternativo, composto da natura, dinosauri, pezzi di domino, che alterano profondamente la nostra percezione e senso di movimento. Queste app vengono viste anche a scopo educativo e sono molto utili per garantire ai ragazzi un metodo alternativo all’apprendimento tradizionale. L’app GuidiGO permette di visitare i musei con la AR. Inoltre con Phab2 Pro è possibile simulare l’arredamento di una stanza (partnership con Lowe’s – app Lowe’s Vision) ma anche prendere le misure “virtualmente”, semplicemente tracciando sullo smartphone ciò che visualizziamo dei nostri mobili.

G70C9882

La tecnologia Tango si basa sull’Augmented Reality (AR) e funziona grazie al rilevamento dei movimenti in tre dimensioni, alla percezione della profondità e all’analisi dell’area circostante comunicando allo smartphone la posizione degli oggetti attraverso sensori che effettuano 250.000 calcoli al secondo. Una sorta di evoluzione della navigazione GPS, non più solo per l’esterno ma anche per gli ambienti indoor.

Motorola Moto Z e Moto Z Force

Grazie all’acquisizione del marchio Motorola, Lenovo ha presentato durante l’evento Tech World ’16 due nuovi smartphone: Moto Z e Moto Z Force. Due smartphone magnetici e modulari, grazie a 16 pin dorati posti sul retro dello smartphone, infatti, è possibile estendere le potenzialità di questi due smartphone.

Moto Z product photography

I Moto Mods sono gli accessori modulari che vanno a completare lo smartphone, ovvero una batteria Power Pack supplementare da 22 ore, un proiettore compatto Insta-Share Projector in grado di generare un’immagine da 70 pollici, cover dai materiali particolari e pregiati come legno naturale in collaborazione con i marchi Kate Spade New York, TUMI e Incipio e un sistema audio amplificato JBL Sound Boost.

null

Moto Z ha un display AMOLED da 5,5 pollici, possiede un processore Snapdragon 820, 4 GB di RAM, 32 o 64 GB di memoria interna e fotocamera con autofocus laser e stabilizzatore ottico. Dallo spessore sottilissimo, di 5.2 millimetri, Moto Z è potente anche sotto il punto di vista della carica, la batteria da 2600 mAh garantisce ben 30 ore di autonomia, che ovviamente saranno tutte da verificare. Con la tecnologia TurboPower si possono ottenere 8 ore di autonomia ricaricando il cellulare per soli 15 minuti. Moto Z misura 155,3 x 75,3 x 5,19 mm e pesa 136 grammi. Disponibile nei colori nero e lunar grey, nero e oro rosa.

Moto Z product photography

Entrambi i modelli sono realizzati in alluminio aeronautico militare e acciaio inossidabile. Saranno disponibili da quest’estate in America e il prezzo per ora è ignoto.

Categorie
Smartphone

Perché Google ha venduto Motorola?

google_motorola_android2

La storia

Era il maggio del 2012 quando Google ufficializzava l’acquisto di Motorola Mobility per la fantastica cifra di 12,5 miliardi di dollari complessivi, 40 per azione. Come ha ripetuto più volte Larry Page, amministratore delegato di Google: “la Motorola è un ottima azienda, e ha tutte le carte in regola per passare alla prossima generazione di cellulari”. Gli obbiettivi del colosso Mountain View erano essenzialmente due: quello di cambiare radicalmente l’evoluzione del sistema operativo Android e l’acquisizione di numerosi brevetti, quasi 17mila, per mettere fine ai diverbi legati proprio con la Motorola.

Proprio con questo acquisto, Google è diventato a tutti gli effetti il primo produttore, e concorrente, in assoluto di smartphone e tablet Android. Come aveva assicurato Larry Page in un comunicato ufficiale, la Motorola avrebbe continuato a lavorare come entità indipendente, anche se è parso chiaro fin da subito che dislivello si sia verificato tra Google e gli altri partner Android, proprio per via dell’acquisto della Motorola.

L’azienda sudcoreana americana Samsung e l’azienda taiwanese HTC hanno avuto forti dubbi in merito alla collaborazione con Google, in quanto la sinergia tra la Google al livello software e la Motorola al livello hardware potrebbe generare un ecosistema molto simile ad un iPhone, e quindi di garantire una sicurezza tecnica che Android non è stato in grado di dimostrare al 100%.

L’annunciato acquisto di Motorola nel 2011 aveva quindi messo Google in una posizione molto difficile nei confronti degli altri produttori di dispositivi Android. Anche se società aveva da subito chiarito che Motorola sarebbe stata gestita in parallelo e non direttamente da Google, e che l’acquisizione era stata giustificata più che altro dalla necessità di ottenere i diritti su alcuni brevetti molto importanti, le rassicurazioni non furono sufficienti e soprattutto per Samsung, il più grande produttore di smartphone al mondo, che dimostrò una certa insofferenza per l’arrivo di Motorola come partner Google.

Il presente

Dopo neanche due anni di collaborazione, la Google vende la Motorola Mobility alla Lenovo per circa 2,91 miliardi di dollari. La Lenovo Group Limited è un azienda fondata dall’unione della Legend Group Ltd e della New Technology Developer Incorporated, ed è diventata il più grande produttore di personal computer nella Repubblica Popolare Cinese, e dal giugno 2013, Lenovo ha superato, sia pur di poco, HP, divenendo il primo produttore al mondo. Ma qual è la reale motivazione per cui Google ha deciso di rivendere Motorola ad un prezzo molto inferiore di quando l’aveva acquistata?

Nel 2012, In un post sul blog di Google, il CEO e co-fondatore Larry Page aveva rivelato che l’acquisizione della Motorola Mobility è stata principalmente una mossa strategica volta a rafforzare la difesa legale di Android, arricchendo il portfolio di brevetti di Google, oltre a garantire all’azienda la possibilità di produrre propri dispositivi senza doversi appoggiare a terzi.

Nonostante le premesse, il 29 gennaio del 2014 Google annuncia che, pur mantenendo gran parte dei brevetti, venderà la Motorola Mobility a Lenovo. Ma qual è la vera ragione? Perché rivendere un’azienda ad una cifra di molto inferiore di quando Google l’aveva acquistata? L’accordo rafforzerà sicuramente la posizione di Lenovo sul mercato degli smartphone e concederà alla società cinese una forte presenza in tutto il continente Americano, oltre che farla crescere in Europa occidentale. Lenovo rileverà Motorola Mobility, incluso il marchio Motorola e il portafoglio di smartphone di cui fanno parte Moto X, Moto G e la serie Droi Ultra. Oltre agli attuali prodotti, Lenovo assumerà anche il controllo della futura roadmap di prodotti di Motorola.

Come dichiara l’amministratore delegato di Lenovo, Yang Yuanqing: “L’acquisizione di un marchio icona renderà Lenovo un forte competitor globale per gli smartphone. Abbiamo fiducia nel fatto di poter unire il meglio delle due società per creare prodotti che piacciano ai clienti”. Ai dubbi e alla confusione dei critici e dei partner Google, Larry Page commenta così sulla vicenda: “Lenovo ha le capacità di rendere Motorola Mobility un player globale nell’ecosistema Android. Questa decisione consentirà a Google di devolvere la sua energia a una maggiore innovazione nell’ecosistema Android”.

Le motivazioni

Anche se Lenovo acquisisce il business di smartphone e di tablet Motorola, raccogliendo oltre 10mila brevetti, e l’operazione potrebbe far pensare ad un’enorme svalutazione per Google, che acquistò Motorola per 12,5 miliardi dollari, il gigante della Mountain View ha subito fortissime perdite sul piano economico. Motorola, anche dopo l’acquisizione di Google, ha continuato a lavorare in maniera del tutto indipendente. Il Moto X è stato il primo telefono di punta della Motorola da quando è diventata società della Google.

Anche se il prodotto è stato ben recensito, non è mai stato chiaro il numero dei dispositivi venduti sul mercato, e gli attuali numeri danno il prezzo dello smartphone in costante calo rispetto al momento del lancio. Inoltre, i ricavi della Motorola continuano a ridursi di anno in anno. Nel terzo trimestre 2013, i ricavi di Motorola sono stati 1,18 miliardi dollari, in forte calo rispetto agli 1,78 miliardi dollari dello stesso trimestre di un anno prima.

Ma la reale motivazione che ha spinto Google a vendere Motorola potrebbe essere un’altra. Come abbiamo già detto prima, quando l’azienda californiana aveva annunciato l’acquisto di Motorola nel si era messa in una posizione molto difficile nei confronti degli altri produttori di dispositivi Android. In questi anni Google si è quindi trovata a dover fronteggiare una grossa perdita economica della Motorola e la delicata situazione con i Partner Android.

Da più grande produttore di smartphone, Samsung non temeva di certo la concorrenza di Motorola, ma temeva che Google dedicasse più attenzioni alla società appena acquisita, quindi di sua proprietà, a scapito delle altre. Il motivo di tale preoccupazione della Samsung è che la società sudcoreana ha basato una buona parte dei suoi investimenti su un sistema operativo che non era neanche suo. La mossa di Samsung per contrastare il pericoloso accordo tra Google e Motorola è stato introdurre un proprio sistema operativo concorrente. Google, per paura perdere il suo principale produttore di smartphone, avrebbe deciso di rivendere la Motorola, anche se Google avrebbe continuato molto ad investire sull’azienda appena acquisita.

Possiamo dire che Google ci ha perso?

Sulla carta Google sembrerebbe averci perso nell’acquisire e poi vendere la Motorola Mobility, ma in prospettiva la breve avventura si potrebbe rivelare meno disastrosa di quanto sembri. Al momento è dunque difficile dire con certezza se e quanto effettivamente Google ci abbia rimesso con l’operazione Motorola. Quel che sappiamo è che di sicuro non ha perso circa 9 miliardi di dollari, e i motivi sono molteplici e alquanto semplici.

Nel complesso, Google ha ottenuto numerosi brevetti (della Motorola) che in altro modo difficilmente avrebbe potuto controllare, rafforzato i rapporti con il primo produttore al mondo di smartphone (Samsung, ndr) e tranquillizzato gli altri produttori di cellulari e tablet che usano il sistema operativo Android.

Google ha affidato inoltre al più grande produttore al mondo di computer una società come Motorola che contribuirà a fare diffondere Android, in quanto Google manterrà per sé tutti i principali brevetti di cui era entrata in possesso comprando Motorola, e Lenovo li potrà utilizzare solo sotto indicazioni dell’azienda californiana e si è eliminata di una società che stava costando ogni trimestre centinaia di milioni di dollari di perdite.

Progetto ARA

Oltre ai brevetti, Google è riuscita a trattener per se la Advanced Technology and Projects, la più interessante e stimolante divisione che aveva messo in piedi all’interno di Motorola in questi due anni sotto dominio Google. Il progetto è formato da un centinaio di persone e guidata da Regina Dugan, ex direttrice della DARPA, l’agenzia governativa del ministero della Difesa degli Stati Uniti che si occupa dello sviluppo di nuove e avveniristiche tecnologie. Tra le cose più interessanti cui lavorano i ricercatori c’è ARA, un progetto per costruire uno smartphone costituito da moduli intercambiabili per permettere a ogni utente di personalizzare la sua configurazione, dallo schermo alla fotocamera passando per numerosi altri sensori.

Le divisioni Advanced Technology e Projects, stanno collaborando con Dave Hakkens, il il designer che ha pensato ad un concept per rivoluzionare il mondo degli smartphone per creare un ecosistema in grado di supportare lo sviluppo di hardware di terze parti per ogni singolo componente di un telefono. In poche parole l’obiettivo di Google e Motorola è quello di consentire al possessore di uno smartphone di cambiare schermo, fotocamera, componenti hardware come la CPU e tanto altro tutto semplicemente sostituendo dei blocchi, che sono collegati a un unico circuito stampato, senza vincoli di produttore.

La divisione sarà integrata all’interno del gruppo di sviluppo di Android e i brevetti che registrerà saranno mantenuti da Google, che li concederà in licenza a Lenovo. Ogni dispositivo sarà composto essenzialmente da due parti principali: un endoscheletro che tiene assemblati insieme tutti i componenti presenti e i vari moduli. Questo sistema consentirà quindi di aggiornare l’hardware senza dover cambiare smartphone, ma semplicemente aggiornando quello che si ha già, generando un notevole risparmio di denaro e senza sprechi tecnologici.

Come afferma Paul Eremenko del team Project Ara “Vogliamo sviluppare un vibrante ecosistema di sviluppo, abbattere le barriere d’ingresso, aumentare il ritmo dell’innovazione e accorciare in modo rilevante i tempi di sviluppo. Il nostro obiettivo è quello di creare un rapporto più ponderato, espressivo e aperto tra gli utenti, gli sviluppatori e i loro telefoni. Vogliamo darvi il potere di decidere che cosa fa il vostro telefono, come appare, di che cosa è fatto, quanto costa e quanto tempo lo terrete”.

Motorola Project Ara è un nuovo smartphone modulare sviluppato dall’azienda produttrice statunitense (in particolare le divisioni Advanced Technology e Projects) che ci consentirà di creare un device conforme le preferenze dell’utente. Motorola non ha rilasciato alcuna informazione sul sistema operativo che verrà utilizzato, il massimo sarebbe avere anche la possibilità di scegliere quale sistema operativo utilizzare come Android, Firefox OS, Ubuntu Touch, Tizen, Sailfish OS etc.

Ricapitolando, la Lenovo ha acquistato la Motorola dalla Google, che però ne detiene una parte dei brevetti e delle licenze di amministrazione e pubblicazioni dei dispositivi. Google ha inoltre consolidato il rapporto con i propri fornitori e liberato del peso dei debiti della Motorola. Siamo ancora sicuri che Google ci abbia perso?

Via

Categorie
Smartphone

Google annuncia Moto G Google Play Edition

Moto_G_card_image_678x452

E’ da oggi disponibile il Motorola Moto G nella Google Play Edition. Cosa cambia dall’originale? Niente, l’hardware è lo stesso ma è presente Android stock, privo di personalizzazioni, offrendo quindi la versione pura di Google. L’unica offerta dalla versione Google Play Edition risale nell’Android stock, una versione pulita di Android priva di ogni personalizzazione

Il Motorola Moto G è uno smartphone Android di fascia economica, prodotto dall’azienda Motorola Mobility Holdings, con sede a Libertyville, Illinois (Chicago). L’azienda, appartenente alla Google Inc. dal 15 Agosto del 2011, ha reso disponibile l’acquisto del dispositivo Moto G dal 13 Novembre del 2013.

Le personalizzazioni individuali dei produttori terzi aggiungono infatti molte volte delle funzionalità interessanti, ma che in questa versione Google Play Edition verranno totalmente. Google specifica che fra le caratteristiche non presenti su Moto G GPe abbiamo:

  • FM Radio
  • Motorola Assist
  • Motorola Boot Services
  • Motorola Camera
  • Moto Care/Help,
  • Motorola Connect
  • Motorola Device ID

Sempre in questa versione però, il Moto G Google Play Edition non avrà il launcher Google Experience, al momento caratteristica esclusiva di Nexus 5. Resta invece l’architettura hardware interna di Moto G, una fra le più interessanti se consideriamo la fascia di mercato che occupa.

L’idea di base per questo smartphone è stata l’idea di eliminare la logica e il pensiero degli smartphone Android di fascia bassa come device mediocri e deboli in quanto terminali hardware. Quando è uscito, il nuovo dispositivo ha sorpreso tutti. Il moto G dispone di caratteristiche tecniche quasi comparabili agli smartphone top di gamma, quali Samsung Galaxy S3 o iPhone 4S. Il nuovo Motorola offre infatti una forte esperienza d’uso, molto competitiva se paragonata a telefoni di fascia altra, il tutto ad un prezzo davvero contenuto, se considerate che il terminale in Italia è stato venduto ad un prezzo di 199 € per la versione da 8GB e a 229€ per la versione da 16GB.

Le specifiche tecniche sono sorprendenti, sempre se paragonate ai modelli più costosi. Il telefono offre uno schermo touchscreen LCD HD di 4.5″ rinforzato con il Corning Gorilla Glass 3, possiede un  sistema operativo Android 4.3 “Jelly Bean” aggiornabile a 4.4 “KitKat” da Gennaio 2014,  monta una CPU Qualcomm Snapdragon 400 modello 8226, che è costruito con tecnologia 28 LP nm con architettura ARM Cortex A7, quad-core da 1.2 Ghz con una GPU Adreno 305 da 450 Mhz.

Monta un 1 GB di memoria RAM LPDDR3, una memoria flash eMMC da 8 GB o 16, a seconda del prezzo di acquisto, usabile dall’utente per le applicazioni e multimedialità, ma non espandibile tramite una MicroSD, La fotocamera è da 5 Megapixel di mediocre, con flash LED, autofocus, HDR e possibilità di registrare video in HD 720p a 30 FPS per quella posteriore, mentre per quella anteriore è da 1.3 Megapixel VGA.

Il telefono ha una ricezione ottima e uno speaker posteriore molto potente. Pur non avendo una CPU di fascia medio-alta, il telefono è in grado di offrire ottime prestazioni nei giochi sia 2D che 3D, grazie soprattutto all’interfaccia dell’OS classica di Android che assicura più libertà alla RAM, grazie anche all’ottimizzazione di Qualcomm. La batteria è da ioni di litio non removibile da 2070 mAh, che assicura una buona autonomia.

I prezzi sono al momento riservati al solo mercato americano. Il prezzo è pari a 179$ (circa 130€) per il modello da 8GB e 199$ (146€) per la versione 16GB. Purtroppo in Italia non è stato ancora confermata l’esclusività della versione Google Edition.

Via

Categorie
Default

Google acquista Nest Labs per 3,2 miliardi di dollari

Nest5

Google ha rilevato la Labs Nest Inc, una società specializzata nella produzione di smart-termostati e allarmi antifumo. L’operazione costerà all’azienda californiana ben 3,2 miliardi di dollari.

La Nest Labs è un’azienda fondata nel 2010 da Tony Fadell a Palo Alto, nello stato della California. Tony è stato un famoso ex team manager Apple che ha guidato la costruzione e i lavori dei primi 18 iPod e dei primi 3 iPhone. Se l’acquistò andrà in porto, sarà per Google il secondo al livello di importanza economica. Al primo posto c’è infatti l’acquisizione della Motorola per 12,5 miliardi e mezzo di dollari. Come conferma Larry Page, co-fondatore della Google Inc: “Google è entusiasta all’idea di portare grandi esperienze in molte altre case e molti altri Paesi e riempire i loro sogni”.

Il successo della Nest Labs avvenne grazie alla vendita dei primi termostati, ossia un apparecchio elettronico circolare, dal costo di 249 dollari (182 €), che con uno schermo di vetro che può mostrare la temperatura che cambia colore in base a dove viene collocato, e riesce a regolare automaticamente la temperatura in base ai dati che acquisisce grazie ad un semplice pannello regolatore.

Tony Fadell continuerà sempre a gestire la società come una filiale separata da Google. L’obbiettivo è chiaro: l’azienda californiana punta all’obbiettivo di reinventare i dispositivi per la casa e per gli oggetti trascurati. Come spiega lo stesso Fadell: “Google ci aiuterà a realizzare pienamente la nostra visione della casa intelligente e ci permetterà di cambiare il mondo più velocemente di quanto abbiamo mai potuto.”

Via

Categorie
Default Smartphone

Motorola Pro+: annuncio ufficiale

 

 

Motorola ha cominciato a sfornare ottimi terminali e soprattutto nuove versioni di quei terminali che gli avevano dato una marcia in più negli ultimi tempi. E’ stato il turno di Motorola Defy+ prima ed ora tocca al Pro+ prendere il posto del Motorola Pro. Si tratta di un terminale dotato di tastiera qwerty che vuole unire multimedialità a lato business e che potrebbe veramente accendere l’interesse di molti consumatori. Ecco il comunicato ufficiale da Motorola:

In una vita piena di impegni un piccolo aiuto non guasta mai. L’elegante e sofisticato Motorola PRO+™, proposto da Motorola Mobility, è un assistente personale tascabile. Uno strumento che consente di modificare documenti importanti mentre si è in viaggio, eseguire più azioni contemporaneamente per non perdere neppure un secondo di tempo e crittografare informazioni importanti per evitare problemi in ufficio. Questo incredibile smartphone con touch-screen, tastiera QWERTY completa e Android™ 2.3 (Gingerbread) è in vendita, in Italia, nei negozi Vodafone, disponibile sia per i privati al prezzo consigliato di 349 Euro (Iva inclusa) che per le aziende nei pacchetti business.
Motorola PRO+ ha un processore da 1GHz e una tastiera QWERTY fisica per scrivere più velocemente quando si ha la necessità di aggiornare un cliente al volo. Lo strumento è inoltre dotato di funzionalità pre-installate che rendono la vita più semplice e agevolano il lavoro d’ufficio, tra cui Quickoffice Connect, per accedere, creare e modificare documenti mentre si è in viaggio.
La vita di un lavoratore è frenetica e anche dover entrare e uscire continuamente dai vari widget, come calendario e posta elettronica, può far perdere molto tempo. Per questa ragione, su PRO+, i widget si possono scorrere direttamente dalla home screen.
Motorola PRO+ conserva tutte le informazioni personali e di lavoro in un sistema pratico, studiato appositamente per semplificare la vita, in grado di sincronizzare i servizi da più fonti, in modo che tutti i contatti siano visibili nel modo desiderato e le opzioni del calendario siano disponibili per essere sistemate o modificate e sia possibile rispondere agli inviti. Sono inoltre attive opzioni di conference call a chiamata diretta e soluzioni di e-mail intuitiva in grado di prevedere il destinatario di una mail prima che lo si digiti. Le funzionalità 3G Mobile HotSpot consentono di collegarsi a periferiche multiple quali laptop o tablet per accesso veloce al Web, e-mail aziendale e sincronizzazione del calendario. Motorola PRO+ è inoltre dotato di vetro a prova di graffio Corning® Gorilla® Glass, così da poterlo trasportare in tasca o in borsa senza pericolo di danneggiarlo.
“Motorola PRO+ è incredibilmente efficiente, studiato per fondere vita lavorativa e personale in uno smartphone all’avanguardia” commenta Paolo Prearo, general manager del Mobile Device Business di Motorola Mobility Italia. “Perché non si dovrebbe chiedere a uno smartphone di semplificare la vita e al tempo stesso di dare anche qualche vantaggio sul lavoro? Questo è l’obiettivo di Motorola.”
Motorola PRO+ non rinuncia certo al divertimento e può essere personalizzato per l’attivazione dei giochi e di altre applicazioni per il tempo libero. Music Player e Connected Gallery sono preinstallati in modo da poter ascoltare musica, ricevere aggiornamenti su eventi musicali e notizie relative agli artisti preferiti e rimanere in contatto con gli amici, sia al lavoro che a casa. Inoltre con Adobe® Flash® Player 10.3, è possibile accedere a tutti i contenuti online di cui si ha bisogno. Motorola PRO+ offre anche gli ultimi servizi *Google Mobile, tra cui Google Maps™ 5.0™, Google Talk™ e più di 300.000 applicazioni di Android Market™.
Motorola PRO+ è uno smartphone in grado di soddisfare persino i comparti IT delle aziende, grazie a caratteristiche di sicurezza che lo rendono davvero ‘business ready’, come la cancellazione da remoto, la scheda SD, la scadenza delle password e della cronologia o la crittografia. Su Motorola PRO+ sono precaricate 25 policy di sicurezza Exchange ActiveSync, tra cui PIN lock, il servizio di autodiscovery di Exchange Server, l’Extended Device Management API e l’integrazione 3LM. Le informazioni importanti e i dati professionali saranno al sicuro nel caveau virtuale di Motorola PRO+.
Accessori smart
Una vasta gamma di accessori consente di ottimizzare al massimo ogni funzione dello smartphone Motorola Pro+. Tra gli altri accessori si ricordano l’Auricolare Bluetooth, il Kit per auto Bluetooth, il Portable Power e il caricatore per l’auto.
Per ulteriori informazioni su Motorola PRO+ visitare il sito www.motorola.com/mobility.
Riepilogando si tratta di un terminale dotato di Android Gingerbread su un processore single-core da 1 GHz, batteria da 1550 mAh, fotocamera da 5 MP con Flash Led e autofocus, risoluzione VGA, display da 3.1 pollici, 119.5 x 62 x11.65 mm per 130 gr di peso. Un terminale adatto per gli utenti business che vogliono un po’ di multimedialità.
via