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Wiko Bloom, il mondo dei fiori in uno smartphone: la recensione completa

Lug 26, 2014

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Wiko Bloom, il mondo dei fiori in uno smartphone: la recensione completa

wiko-bloom-introIn un mercato dove la delocalizzazione verso i paesi orientali prende di giorno in giorno sempre più il sopravvento, sono oramai 4 anni che si è inserita la casa Wiko, di origine francese e che, sebbene oramai per il 95% sia di proprietà della compagnia cinese Tinno, mantiene il vanto di una manifattura totalmente europea.

La nostra esperienza con queste nuova casa produttrice si è già avviata da qualche tempo e si è ormai molto incuriositi da questa modalità di fabbricazione, la quale, proprio perché interamente realizzata a breve distanza dal nostro Paese, comporta costi competitivi e ottimi rapporti qualità/prezzo.

Per questo motivo, oggi ci concentriamo nella recensione completa su uno degli ultimi prodotti realizzati da casa Wiko, Wiko Bloom, che, come si più evincere dal nome, trae ispirazione dal mondo dei fiori, per regalare una esperienza dominata dai toni accesi e dai colori vivaci. “Make a spash” è il motto di questo smartphone Dual SIM e, con display IPS da 4.7’’, processore quad-core da 1.3 GHz, batteria da 2000 mAh e sistema operativo Android 4.4 KitKat, assaporiamo insieme un tuffo nella magia dei fiori.. e non solo. Entriamo nel vivo della recensione di Wiko Bloom.

 

Design

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L’aspetto esteriore di Wiko Bloom, trovandoci di fronte ad uno smartphone che, come dicevamo, si ispira al mondo floreale, punta tutto sul colore, grazie all’ampia scelta di colorazioni vivaci e accese che la casa mette a disposizione. Wiko Bloom non è certamente uno smartphone che passa inosservato, grazie ad un design dalle linee morbide e al tempo stesso “possenti”, forti di angoli arrotondati che si fondono con una leggera squadratura laterale.

Le dimensioni ufficiali attestano 138.5 x 71.5 x 9.35 mm e certamente lo spessore non gioca a favore di chi cerca la massima ottimizzazione di questa caratteristica, ma nel complesso sicuramente questo è un aspetto che garantisce una presa più salda e ammortizza il rischio di caduta, inoltre favorisce la dissipazione di calore evitando i fenomeni di surriscaldamento.

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Il peso, di 145 grammi con batteria, va a completare la solidità e possenza che caratterizzano Wiko Bloom. Sia la superficie posteriore che quella laterale si costituiscono di policarbonato opaco, che si colora, come accennato, di tante diverse tonalità. Il retro del terminale consiste in uno sportello rimovibile, che nasconde batteria e slot per le SIM e la Micro SD. Al centro di questo pannello troviamo la Camera principale, di forma quadrata, con al di sotto il Flash LED. Poco più sotto, si colloca il logo Wiko color acciaio, incastonato nella superficie posteriore rimovibile e che, pertanto, risulta leggermente in rilievo.

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A completare questa superficie è l’altoparlante, posto, sempre centralmente, nella parte più bassa. Il pannello che costituisce il retro è piuttosto semplice da rimuovere e, nonostante sia “leggero” e sottile, non si ha la sensazione di romperlo o di provocare danni al dispositivo quando lo si toglie. La fascia laterale ospita,  come oramai è consuetudine, i tasti di utilizzo Volume e Standby sulla destra, mentre in alto troviamo il jack per gli auricolari e la porta Micro USB per il cavo di alimentazione. Il lato sinistro e quello inferiore, invece, sono lasciati liberi.

La facciata anteriore, interamente protetta da un vetro antigraffio, è dominata dal display, che si inserisce, però, all’interno di una spessa cornice nera, in cui si collocano, in basso, i tre tasti soft touch Indietro (destra), Home (centro), Menù (sinistra), che sono ben visibili anche quando non illuminati. In alto, invece, è posizionata la Fotocamera anteriore, all’estrema destra, e poi, proseguendo, si osservano il secondo altoparlante, i sensori di posizione e luminosità, il LED di notifica e il secondo logo Wiko, di colore argento.

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Un design, quello di Wiko Bloom, nel complesso, che non spicca per innovazione o raffinatezza rispetto a modelli precedenti, ma che comunque resta gradevole all’utente che cerchi semplicità e praticità in uno smartphone.

 

Display

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Wiko Bloom è dotato di display da 4.7’’, di tipologia TFT LCD con cristalli liquidi, Tattile Capacitivo, basato su tecnologia IPS. Uno schermo di nuova generazione, quindi, che perde però qualche punto sulla risoluzione WVGA (800×480 pixels), ma che grazie a 16 milioni di colori riesce a donare toni vivaci ed estremamente luminosi.

La tecnologia Multitouch in due punti dona al dispositivo una certa reattività, anche se la fluidità non appare massima, problema probabilmente relativo, però, al comparto hardware. La resa visiva è soddisfacente e anche su questo aspetto Wiko punta molto sui colori e sulla vivacità ispirata ai fiori. Sicuramente la risoluzione non è adeguata ai tempi e ciò penalizza un po’ la resa.

Nel complesso possiamo ritenerci soddisfatti, trattandosi di uno smartphone di fascia bassa, che non ha le pretese, quindi, di raggiungere i livelli dei top di categoria, ma l’impressione è che guardando in casa Wiko, con il Rainbow .

 

Hardware

Il comparto hardware di Wiko Bloom si costituisce di processore quad-core con frequenza a 1.3 GHz, affiancato da CPU Cortex-A7, cui si aggiunge la memoria RAM da 1 GB. Come accennato, la fluidità del dispositivo risulta un po’ penalizzata, nonostante le carte in gioco siano più che adeguate, ma nel complesso l’intero apparato sembra fondersi discretamente. Lo spazio interno per l’archiviazione di dati è invece piuttosto esiguo: solo 4 GB di memoria ROM, infatti, appaiono un po’ limitanti, ma Wiko affronta il problema ampliando la possibilità di archiviazione tramite memoria esterna (Micro SD) fino a 32 GB.

Ai test al benchmark Wiko Bloom qualifica punteggi nella media, confermando il fatto che ci troviamo davanti ad un terminale che proprio alla fascia media aspira, puntando su prestazioni buone e conformi all’utilizzo quotidiano senza patemi d’animo. AnTuTu Benchmark riassume quanto detto con “Good Job”, commentando così i 18.220 punti totalizzati. Un punteggio che pone Bloom appena sopra Galaxy S3 e appena sotto Note2 e che, ancora una volta, conferma le prestazioni perfettamente congrue alla categoria cui il dispositivo appartiene. Su Quadrant Standard, invece, Bloom raggiunge 8327 punti, ponendosi, nella classifica, al di sopra di HTC One X e Asus Transformer Prime. Anche Vellamo, infine, confronta Wiko Bloom con Galaxy S3 e il device francese arriva a quota 748 punti nella sezione Metal e 1649 in Internet Browser. Quello che lascia un po’ perplessi è proprio il fatto che essendo bassa la risoluzione ci si aspettava qualcosa di più in merito alla velocità e all’ottimizzazione della navigazione web.

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Nel complesso, Wiko Bloom regala un’esperienza degna di uno smartphone discreto, risultando abbastanza ricettivo e nel complesso veloce, con pochi punti da migliorare ma mai limitanti.

 

Connettività

La tecnologia Dual SIM sta prendendo sempre più il sopravvento in quello che è il mercato “alternativo”, quello riservato a dispositivi di marchi nuovi e crescenti e che sta guadagnando terreno. La possibilità di unire in un solo terminale più utenze è sicuramente un valore aggiunto e Wiko Bloom, come gli altri smartphones della casa, si arricchisce di tale possibilità.

Standard SIM (SIM 1) e Micro SIM (SIM 2) trovano spazio negli appositi slot posti al di sopra della batteria ed, eccezion fatta per le dimensioni, presentano stesse caratteristiche e stesso tipo di connettività. È chiaramente impensabile parlare di Connettività al di sopra del 3G, di fronte a dispositivi di questa categoria, per cui è questa la massima velocità consentita a Wiko Bloom per la navigazione e la connessione. 21 Mbit/s in download e 5.76 Mbit/s in upload sono le velocità massime attestate e, nel complesso, la qualità della connessione risulta molto buona, il caricamento di pagine è avvenuto in tempi piuttosto rapidi. Per completare il quadro della Connettività, auricolari con jack da 3.5 mm, Bluetooth 4.0 e Micro USB 2.0 caratterizzano Wiko Bloom, su cui non abbiamo nulla da segnalare in questa recensione.

 

Fotocamera

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Il comparto multimediale di Wiko Bloom è forse l’aspetto che più ci ha delusi di questo smartphone. Ci troviamo in presenza di fotocamera posteriore principale da 5 MP, affiancata da Flash LED e con Zoom 4X, mentre la camera anteriore conta 2 MP. La resa degli scatti risente parecchio di questo basso numero di Megapixels, che non viene compensato da altre egregie caratteristiche, per un risultato piuttosto “basilare” nell’acquisizione di immagini. Nella pratica ci siamo resi conto che effettivamente i dettagli non sono moltissimi, ma si fondono bene nella visione d’insieme.

Le fotografie appaiono non perfettamente nitide, con colori spenti sia in diurna che in notturna. L’applicazione Fotocamera presenta anch’essa delle funzionalità essenziali, tra cui troviamo le modalità HDR, Panoramica, Scene Detection e Smile (scatto quando viene rilevato un sorriso). La novità principale è costituita da due divertenti modalità di animazione delle fotografie:

  • Cinemagraph, che permette, una volta eseguito lo scatto, di scegliere un oggetto da animare nell’immagine appena acquisita;
  • Gomma, che registra una stessa immagine per 20 secondi.

Per concludere, tramite le impostazioni, è possibile impostare le modalità di scatto (Tramonto, Festa, Notturno, ecc) e scegliere tra gli effetti colore seppia, bianco e nero, negativo, acqua, lavagna nera e lavagna bianca.

Per quanto riguarda, invece, la registrazione di Video di Wiko Bloom, la Fotocamera permette tale registrazione in modalità Full HD a 1080 p (1920×1088 pixel) e, soprattutto in condizione notturna, la resa Video risulta migliore di quella fotografica. Qui di seguito i consueti scatti che potrete osservare in dimensione originale una volta cliccato:

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Sistema operativo

La completa affidabilità di Android porta Wiko a contare su questo sistema operativo per i propri dispositivi e nel caso di Bloom ci troviamo di fronte alla versione KitKat 4.4 dell’ OS di Google ed è questo uno dei motivi di maggior pregio che vi vogliamo segnalare in questa recensione. Nell’utilizzo quotidiano del terminale non si riscontra una spiccata personalizzazione, ma piuttosto sembra che Android venga impiantato nel software nella sua versione standard più pura.

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Il risultato è comunque soddisfacente e chi sia abituato ad utilizzare Android non sarà sicuramente deluso. Aspetto da sottolineare è, però, il metodo di immissione, la tastiera TouchPal, che presenta novità rispetto alla classica tastiera Android. La peculiarità di questa tastiera sono le funzionalità che permette di utilizzare:

  • Skin, che consente di scegliere un tema per la testiera; i temi sono scaricabili dal web, mentre sul dispositivo si trova quello predefinito, di colore nero;
  • È possibile scegliere tra tre diverse configurazioni della tastiera: T+, in cui ad ogni tasto corrispondono due lettere ed un numero/simbolo; T12, che ricorda la configurazione delle tastiere non touch dei vecchi telefoni cellulari; T16, che consiste, invece, nella classica tastiera Qwerty;
  • Metodo di immissione vocale;
  • Tweet, che permette di condividere un messaggio o una nota direttamente sul social network Twitter;
  • Tra i simbolo di Twitter e il Microfono per l’immissione vocale, noterete una matite stilizzata, che corrisponde alla funzione che consente di copiare, tagliare, incollare, selezionare, eliminare un testo, spostarsi con il cursore (come si fa sul PC), o collegarsi alla Home o alla Fine della pagina.

Infine, sulla Home, già al momento della prima accensione, si nota la cartella Google, dove sono racchiuse tutte le applicazioni, come YouTube e Maps, made by Google.

 

Batteria

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Per quanto riguarda l’aspetto autonomia, Wiko Bloom è dotato di batteria Li-Po estraibile da 2000 mAh. Stando alle fonti ufficiali, le ore di autonomia garantite in standby sono fino a 271, mentre in conversazione vengono attestate 14 h in rete 2G e 13 h in 3G.

Nella pratica quotidiana, Wiko Bloom ha resistito mediamente all’utilizzo quotidiano, mantenendo la carica durante la giornata lavorativa superando di rado le 14 ore di utilizzo. Nulla di esaltante, certo, ma nemmeno un punto di demerito notevole da sottolineare.

 

Disponibilità e prezzo

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Wiko Bloom trae origine e ispirazione dal mondo floreale, richiamandone toni e colori in ogni aspetto. È proprio questa peculiarità ad arricchire notevolmente il design e l’estetica di questo dispositivo, che esternamente si colora di nero, bianco, corallo, turchese, fucsia o giallo limone. Queste sei diverse nuances, che vanno a particolareggiare sia lo sportello posteriore del terminale che la superficie laterale, permettono di adattare al meglio lo smartphone alla propria personalità, con tonalità fuori dal comune e che, soprattutto in questo periodo, si sposano perfettamente con lo spirito estivo. Quella del colore è una “filosofia” che Wiko sembra coltivare con particolare attenzione e Bloom non è l’unico dispositivo, infatti, dalle tante colorazioni vivaci e fresche.

Per quanto riguarda la disponibilità, Wiko Bloom si può acquistare presso rivenditori dell’intera gamma Wiko, come Auchan, Carrefour, Trony e MarcoPolo Expert, oppure, su internet, tramite Eprice. Il costo chiaramente varia soprattutto sul web, ma mediamente il prezzo del device si aggira attoro ai 129€. Noi generalmente consigliamo di affidarsi ad Amazon.it, colosso e-commerce che si fa notare per il suo rapporto qualità/prezzo e velocità. Il rapporto qualità/prezzo, proprio di Wiko Bloom, è sicuramente ben messo in evidenza, ma anche questa, come quella dei colori, è una prerogativa della casa Wiko, che, rilanciando la manifattura francese e, più in generale, europea, punta a commercializzare smartphone abbordabili per tutte le tasche, che concorrano apertamente con le creazioni orientali.

La confezione di acquisto contiene, oltre al Wiko Bloom stesso, gli auricolari, la batteria rimovibile, la guida per l’utente, il cavo USB e tre adattatori per le SIM, uno che converte una Micro SIM in una Standard, uno per il passaggio da Nano e Standard e un terzo che adatta una Nano SIM ad una Micro, molto utili per chi avesse SIM tagliate e non adattabili a quelle richiesto all’interno del dispositivo.

 

Conclusioni

Le impressioni alla fine dei nostri giorni di prova sono contrastanti, per aspetti che abbiamo apprezzato in questo terminale e altri che, purtroppo, devono fare ancora strada verso l’ottimizzazione. Sicuramente Wiko ha preso la direzione giusta, con creazione di smartphone sempre più alla ricerca della tecnica avanzata e questo aspetto non può che essere premiato da chi, come noi, cerca di scovare i migliori prodotti per le esigenze di tutti gli utenti.

Wiko Bloom è un dispositivo adatto a chi ne debba fare un uso modesto, a chi si avvicini al mondo degli smartphone e a chi necessiti di un buon terminale Dual SIM dal prezzo competitivo e sicuramente vantaggioso. La possibilità di giocare con tante cover colorate e allegre è un valore aggiunto, per puntare sul design e sul piacere visivo, mentre aspetti come la fluidità e la resa fotografica sicuramente lascerebbero delusi i più esperti e i più esigenti, a cui però va sempre consigliato qualche prodotto che costa di più. Quello che è certo è che la nostra esperienza di Wiko non vuole fermarsi qui e andare a scoprire tutti i nuovissimi prodotti che il made in France può riservare per noi.

 

Videorecensione di Wiko Bloom

Come sempre, non può mancare la VideoRecensione completa sul nostro canale YouTube RedazioneTecnologici, in cui metteremo a nudo per voi Wiko Bloom, per completare questa recensione e darvi modo di entrare nel vivo dell’utilizzo dello smartphone, assaporandone in anteprime pregi e difetti.

 

 

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