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Xiaomi: aggiornamenti solo per un anno e stop alle Beta

Ciao Mi Fans,

Oggi non siamo qui per parlarvi di un nuovo smartphone in arrivo o per proporvi una recensione di un device o segnalarvi qualche app interessante da provare, bensì per qualche considerazione riguardo ad una notizia ufficiale e relativi rumors più o meno attendibili che, se confermati, potrebbero rappresentare un vero e proprio terremoto all’interno di uno dei brand più famosi ed amati dell’ultimo periodo: Xiaomi.

Sono passati poco più di due mesi da quando MIUI Forum ha iniziato il percorso che lo porterà, il 30 giugno, a chiudere definitivamente i battenti. Da poco sono stati inaugurati i Mi store di Roma, Catania e Napoli. Il 24 maggio Xiaomi ha festeggiato il primo compleanno di presenza ufficiale in Italia e sta per aprire un nuovo Store a Genova. Questi sono i fatti più importanti dell’ultimo periodo che hanno costituito il prosieguo di un’espansione inarrestabile da parte di Xiaomi, non solo in Italia ma anche in altri Paesi. Tutto questo, unito all’arrivo sul mercato di smartphone davvero interessanti come Xiaomi Mi 9 T, l’arrivo del Mi band 4, la quarta generazione del popolare fitness tracker, il Mi electric scooter, presentati pochi giorni fa in un evento a Milano, lasciava presagire che Xiaomi avesse tutta l’intenzione di spingere l’acceleratore a tavoletta.

Mi Community: l’annuncio che cambia le cose

Appare invece come un fulmine a ciel sereno, giusto pochi giorni fa, un thread su Mi Community che annuncia la fine del rilascio delle versioni beta a partire dal primo Luglio.

Potete trovare ulteriori informazioni al seguente link: http://c.mi.com/thread-2232172-1-0.html?utm_source=share

Ma cosa significa questo all’atto pratico? Quali potranno essere le conseguenze per l’utente finale? Proviamo a formulare qualche ipotesi, concludendo con qualche considerazione a riguardo. Da sempre Xiaomi ha molto apprezzato, se non addirittura incentivato, il supporto degli utenti, cercando di metterli al centro dello sviluppo della MIUI. Chiunque fosse dotato delle necessarie competenze tecniche ha sempre potuto installare la MIUI Beta sia per provare in anteprima tutte le ultime novità, ma anche e soprattutto, per fornire feedback necessari a limare tutti quei problemi fisiologici all’interno dello sviluppo, prima del rilascio della versione stabile.

Questo fondamentale supporto, dato spontaneamente dagli utenti più esperti, ha costituito una risorsa vitale per Xiaomi, che ha potuto offrire una delle esperienze utente più apprezzata di tutto il panorama Android ed allo stesso tempo, limare, seppur in modo parziale, tutti quei piccoli problemi che affliggono la MIUI Global fin dal suo arrivo nel mercato internazionale. Appare quindi abbastanza incomprensibile la scelta di Xiaomi di privarsi di questa importantissima risorsa in termini di feedback ed opinioni degli utenti. Ancor più inspiegabile se, come pare ormai certo, ci sarà un massiccio ridimensionamento del Beta Team interno a Xiaomi, oltretutto se consideriamo che pochi giorni prima era stato aperto il reclutamento ufficiale dei beta tester.

Intervista a un Beta Tester Xiaomi

Per parlare di questo, abbiamo contattato un membro del programma Beta Test che ci ha rilasciato questa intervista chiedendo, come capirete, di restare anonimo.

Tecnologici.net: “Ciao e grazie per la disponibilità. puoi farci un riassunto di quello che è accaduto successivamente al tuo ingresso nel Beta Team e se, per voi, come per noi, si è trattato di un fulmine a ciel sereno oppure se qualcosa già stava circolando?”

Beta Tester: “Quando sono entrato nel gruppo dei beta  tester ufficiale non c’era alcuna avvisaglia riguardo la decisione annunciata a proposito della sospensione delle Global developer e del relativo programma di test. È stato un fulmine a ciel sereno ed ha lasciato tutti di stucco.
Tutti attendevamo l’annuncio della sospensione (come di consueto) del programma per poter procedere allo sviluppo della MIUI 11… Ma nel momento stesso in cui gli amministratori ci hanno annunciato che qualcosa stava bollendo in pentola. Ecco la notizia che ha lasciato tutti a bocca aperta”

T: “Puoi dirci quali sono state le reazioni degli altri beta tester? Ad oggi, che aria si respira all’interno del gruppo?”

BT: “All’interno del gruppo molti dopo l’annuncio hanno deciso di tornare alla stabile.Chi per protesta e chi per lanciare un segnale forte di disapprovazione.”

T: “Mi dicevi in privato che sei dentro ai programmi beta da parecchio tempo. In questo contesto come giudichi questa scelta da parte di Xiaomi e quali sono, secondo te, le conseguenze per gli utenti finali nel Breve, Medio e lungo termine?”

BT: “Non nascondo che mi ha lasciato senza parole anche se, da un lato, ce lo potevamo aspettare vista la mole di dispositivi rilasciati da Xiaomi. Non è semplice portare avanti lo sviluppo di così tanti device allo stesso tempo. Credo che per l’utente finale e soprattutto per gli utenti “normali” le differenze saranno davvero poche in quanto gli aggiornamenti che ricevono sulle stabili sono con cadenza di 60 giorni. Quindi concentrando tutte le forze sulla versione stabile del sistema operativo si dovrebbero accorciare i tempi tra un aggiornamento e l’altro, a beneficio della stabilità dello stesso.”

T: “Quindi pensi che le versioni stabili non risentiranno in alcun modo di questo ridimensionamento dello sviluppo software? Non credi che invece, i ben noti problemi che molti hanno riscontrato su MIUI 10, potranno ripresentarsi anche con la prossima versione considerando che, ad oggi, non è chiara la portata e soprattutto la risposta degli utenti finali in termini di vendite?”

BT: “Credo semplicemente che concentrando tutte le forze sulla versione stabile si arrivi ad avere una MIUI 11 che risolve i vari bug e tutte le problematiche riscontrate nella precedente versione del sistema operativo.. Detto ciò, questo è un mio pensiero ma credo che anche se resterà solamente il ramo stabile dovrà per forza di cose esistere uno stage di Beta. Altrimenti non potranno rilasciare all’utente finale un device privo di bug.”

T: “Come giudichi la decisione di Xiaomi di garantire solo un anno di sviluppo software a tutti gli smartphone contrariamente a prima? Fino ad oggi, chi acquistava un device Xiaomi, era certo che sarebbe stato sviluppato per molto tempo, anche se si trattava di uno Smartphone mid range. Secondo te, un utente prenderà in considerazione questo cambio di programma nella valutazione del suo prossimo acquisto?”

BT: “Probabilmente è un deterrente non da poco. Anche se sono sicuro che per chi ha un minimo dimestichezza gli aggiornamenti dureranno molto più a lungo. Per l’utente normale invece cambierà musica secondo me. C’è da dire, poi, che gli utenti normali non sono così informati a riguardo come può essere un Beta Tester o un utente che partecipa attivamente nelle Community o nei forum”

Tecnologici.net ringrazia il beta tester per la disponibilità e cortesia accordataci in occasione di questa intervista.

Xiaomi: quali sono le conseguenze future?

Pur non conoscendo quelle che sono le motivazioni di questa scelta ed ovviamente, non potendo prevedere le decisioni future compresi eventuali cambi di rotta, ci chiediamo quale sarà il destino della MIUI, uno dei punti di forza che ha consentito a Xiaomi di affermarsi in pochissimo tempo all’interno del panorama Android.

Non solo come prodotto di nicchia indirizzato agli utenti esperti di modding, ma anche e soprattutto, come prodotto di alto consumo indirizzato anche ad utenti meno preparati e desiderosi di poter approfittare senza dover essere necessariamente esperti di Custom ROM, di un prodotto che conserva ancora un imbattibile rapporto qualità prezzo.

Sembra abbastanza chiaro dunque come non sia più possibile consigliare l’acquisto di uno smartphone Xiaomi anche perché, non bastasse questo quadro molto nebuloso, unito ai ben noti fatti che di recente hanno coinvolto Huawei, Xiaomi ha deciso di garantire lo sviluppo software dei propri smartphone per un periodo non superiore ad un anno dalla data di uscita sul mercato.

Non mancano certamente i rumors in rete: il più clamoroso anche se, ad oggi, assolutamente privo di qualsiasi riscontro ufficiale, afferma che Xiaomi avrebbe intenzione di testare sui propri device il sistema operativo di Huawei, di cui si sente parlare dopo la decisione del governo americano di impedire ogni rapporto commerciale tra le aziende statunitensi ed il colosso cinese.

E’ ancora poco chiaro se questi radicali cambi di strategia e la tensione tra Cina e America siano in qualche modo collegati ma stupisce che Xiaomi, oltre a depotenziare lo sviluppo del proprio sistema operativo abbia deciso di rinunciare a quello che è sempre stato uno dei suoi punti di forza, vale a dire l’aggiornamento a lungo termine di tutti i suoi smartphone, compresi quelli di fascia media.

Ora dobbiamo solo attendere per capire quali e quante conseguenze ci saranno nell’immediato futuro ed a lungo termine per un brand che, fino ad oggi, ha saputo ritagliarsi una fetta davvero importante sul mercato.

Per questo articolo ringraziamo il nostro amico Stefano De Ponte.