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Dock di ricarica magnetico Satechi per Apple Watch: la RECENSIONE

Se possedete un Apple Watch siete nel posto giusto: oggi vi parlo del dock magnetico di ricarica di Satechi per Apple Watch. Una base di ricarica per il nostro amato smartwach Apple molto più funzionale e comoda di quella originale di Apple. Questo accessorio è particolarmente indicato per essere portato in ufficio o in vacanza o a scuola perché è molto piccolo: un quadratino di appena 43 x 50 x 11 mm circa per circa 50 grammi di peso.

Il video

Le qualità del dock di ricarica

La semplicità è un punto focale di questo prodotto: il dock di ricarica è semplicemente un quadratino che va collegato ad una porta USB-C e caricherà il vostro Apple Watch in tempi molto rapidi. Il mio consiglio è, comunque, quello di abbinare anche un cavo prolunga di qualche cm per sfruttarlo meglio, ma tornerò su questo punto a breve.

Il materiale è alluminio anodizzato, in modo tale da non farlo rigare se finisce a contatto con le chiavi o altro. E’ dotato di un LED che illustra se effettivamente la ricarica è in corso.

E’ utilizzabile con qualsiasi dispositivo USB-C, quindi che venga collegato ad un Macbook, ad un iPad o un dispositivo Android o un qualsiasi portatile a vostra disposizione. Il vantaggio consiste nel non doversi portare dietro alcun tipo di cavo lungo, come quello originale, e la velocità di ricarica è praticamente ad appannaggio di quello originale.

Considerato che Apple Watch ha una batteria non paragonabile (in capacità) a quella di uno smartphone, i tempi di ricarica non variano assolutamente rispetto a quelli osservabili con il cavo originale (tra i 100 e i 200mA erogati).

E’ pienamente compatibile con tutti gli Apple Watch, dalla serie 1 alla serie 5, ed è certificato Apple MFi. Se volete una piena compatibilità con altri prodotti USB-A potete far riferimento al ricco parco adattatori USB-A che potete trovare su Amazon.

La comodità di comprare la prolunga sta nel fatto che se lo collegate al vostro portatile o ad un dispositivo che poggiate su un piano, avete una certa comodità aggiuntiva e facilità di manovra. Mi viene in mente un utilizzo in treno dove altrimenti potreste avere mancanza di spazio quando lo usate sul tavolinetto reclinabile.

Le mie conclusioni

Il dock di ricarica magnetico è realizzato con materiali di ottima qualità, come Satechi ci ha abituato, e il risultato è apprezzabilissimo. Il suo costo di circa 45€ se lo acquistate su Amazon oppure circa 40€ se lo acquistate sul sito ufficiale.

Il prezzo è sicuramente elevato, ma è giustificato dai materiali e da una cura nei dettagli che onestamente non ho ritrovato in altre basi ad induzione di fascia economica più bassa. Satechi ha dimostrato il suo valore nella produzione di accessori molto curati.

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Come migliorare il desk setup con due accessori Satechi

Sono sempre alla ricerca di accessori che possano aiutarmi a migliorare il mio desk setup, il luogo dove passo moltissimo tempo e dove mi piace avere tutto a disposizione. Chi ama i desk setup, passandoci anche ore su Instagram, ha trovato esattamente ciò che cerca: il deskmate in eco-pelle e lo stand in alluminio per Macbook, o per altri laptop, di Satechi.

L’ordine, lo spazio a disposizione e la pulizia sono tre caratteristiche peculiari per far rendere al top un desk setup, in piena sintonia con il trend minimal che sta conquistando sempre di più molti utenti. Il deskmate di Satechi permette di avere un punto individuabile in cui posizionare il proprio laptop o mouse e tastiera (o molte altre combinazioni di prodotti) e aiuta a proteggere la propria scrivania da graffi e usura. Lo stand in alluminio possiede l’indubbio vantaggio di permettere di lavorare a Macbook chiuso, risparmiando notevole spazio sulla scrivania.

Il video

Ora vi racconterò perché adoro questi accessori di Satechi, evidenziando gli eventuali punti di debolezza.

Il tappettino in eco-cuoio di Satechi

Che si chiami deskmate o tappetino per la scrivania poco cambia nel significato e nel suo ruolo e nel comfort che produce quando ci si lavora. E’ realizzato in un tessuto ecologico che somiglia chiaramente al cuoio, ha un appeal molto elegante ed è molto liscio nella parte superiore. E’ caratterizzato da bordi arrotondati con cucitura a vista, con filo chiaramente in pendant con i colori prevalenti del tappetino. La superficie inferiore è invece realizzata in Poliuretano, ma sempre con un estetica che richiama il cuoio per avere una certa omogeneità visiva. E’ disponibile in tre colorazioni: marrone, nero o blu.

Il primo appeal richiama sicuramente quello dei tappetini che spesso si vedono negli uffici più lussuosi, su mirabolanti scrivanie in vetro. Questo sicuramente merita anche se avete, come me, una classica ed economica scrivania IKEA.

L’attenzione ai dettagli viene anche dalla confezione: la stragrande maggioranza dei tappetini che ho comprato in passato mi è arrivata a casa in una confezione arrotolata. Il deskmate di Satechi arriva in una confezione rettangolare pari almeno alla sua lunghezza e larghezza, in modo che il tessuto non venga deteriorato o piegato.

Se avete una scrivania in legno o in vetro, il tappetino Satechi è sicuramente il partner perfetto per evitare i graffi o i segni che, volenti o nolenti, capita di provocare alla propria scrivania.

Il vantaggio più grande che mi sento di consigliare riguarda la possibilità di lavare con un panno umido e con un sapone delicato il tappetino. Troppo spesso con i panni in tessuto mi è capitato di doverli togliere quando si sporcavano, in questo caso ho avuto la possibilità più volte di usare un panno umido e l’ho visto tornare come nuovo.

Mia personale opinione: fosse stato un po’ più largo si sarebbe adattato ancora meglio alla mia scrivania. Le dimensioni si sposano con scrivanie abbastanza piccole e forse, fossi stato in Satechi, avrei pensato a produrre qualche variante più grande.

Potete acquistare il deskmate di Satechi sul sito ufficiale a poco meno di 30€ oppure su Amazon.

Lo Stand per laptop in alluminio di Satechi

Ci sono diversi motivi per scegliere uno stand per portatili piuttosto che un altro. Nel mio caso ha vinto una scelta che premiasse sia l’estetica che la comodità. Lo stand in alluminio permette di utilizzare il mio Macbook Pro in verticale da chiuso e collegato alla docking station. Lo spazio risparmiato è decisamente tanto.

Questa scelta si sposa bene al fatto che ho una docking station con relativa combinazione di tastiera e mouse. Se avessi, ad esempio, la necessità di lavorare con il laptop direttamente preferirei una soluzione diversa, magari rialzata, che permetta di lavorare a portatile aperto.

Lo stand è realizzato in alluminio e sfrutta un meccanismo a vite che permette di adattarlo a portatili delle dimensioni più disparate, perché si può allargare o stringere secondo le proprie esigenze. E’ uno stand verticale che misura 9,85 x 17,93 cm di profondità e larghezza, mentre l’altezza è di quasi 7 cm ma quest’ultima, come potrete immaginare, non avrà grande impatto nella scelta.

Per quanto riguarda la dimensione minima del laptop vi segnalo 1,12 cm fino ad un massimo di 2,87 cm. All’interno non ci sono dei gommini per evitare di rigare il proprio laptop, ma onestamente l’ho tirato fuori e dentro in tantissime occasioni e non mi è capitato di vedere deteriorarsi lo chassis del Macbook.

La robustezza dei materiali lo rende davvero uno stand adatto a durare nel tempo. E’ curato nell’aspetto estetico e il suo peso permette di avere la certezza che non si sposterà sulla scrivania, nemmeno se urtato per sbaglio. Potete decidere di posizionarlo a lato del vostro schermo o addirittura dietro, qualora aveste una scrivania sufficientemente profonda.

Potete acquistare lo stand di Satechi su Amazon al prezzo di circa 35€ (grazie ad uno sconto in fase di checkout) oppure sul sito ufficiale Satechi.

Desk setup: come migliorarli?

Se anche voi siete alla ricerca di accessori per migliorare il vostro desk setup venite a scrivermi su Instagram al mio account personale Simplyzod. Potremo farci due chiacchiere sulle ultime tendenze o sui nuovi bellissimi accessori da provare.

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Reolink Argus 2 + pannello solare: la RECENSIONE

Quando arriva l’estate, seppur diversa dal solito come questo anno, è sempre bene dare un’occhiata a cosa offre il mondo della tecnologia per preservare la propria abitazione. Oggetto della recensione di oggi è la videocamera di sorveglianza Reolink Argus 2, a cui ho abbinato il pannello solare e che ho utilizzato per creare un mini-sistema di protezione di casa.

Le caratteristiche principali che saltano all’occhio sono sicuramente la possibilità di installare la videocamera sia all’interno che all’esterno, la capacità di registrare in Full HD e sfruttare la rete Wi-Fi di casa per il trasferimento dei dati, la batteria ricaricabile e l’audio a due vie.

Basta prendere in mano la Reolink Argus 2 per identificare l’assenza di fili come uno dei principali punti di forza di questa videocamera di sorveglianza: infatti si può decidere se caricare la batteria estraibile a parte oppure se collegare il pannello solare alla videocamera e quindi sfruttare proprio la luce del sole. Questa peculiarità la rende sicuramente una delle migliori videocamere di sorveglianza sul mercato, a maggior ragione se consideriamo il rapporto qualità/prezzo. Ci arriveremo con calma scoprendo i punti di forza e di debolezza di questa videocamera.

La videorecensione

https://youtu.be/jISoZb24mOU

La confezione di vendita di Reolink Argus 2

L’unboxing di questa videocamera di sorveglianza è piuttosto ricco perché all’interno troviamo gli ovvi manuali, di guida rapida per iniziare ad utilizzarla, e alcuni adesivi che certificano la registrazione 24/7. All’interno del box non manca ovviamente la videocamera di sorveglianza, separata dalla batteria, una cover in silicone per proteggere la camera in esterna con una sorta di visiera che dovrebbe preservare le gocce di pioggia dirette sul sensore. Non è certo questa cover che la rende impermeabile, ma di sicuro è una ratifica della qualità nei dettagli da parte del produttore Reolink. A completare la dotazione troviamo due tipi di stand per la camera, uno adatto all’installazione interna, di tipo magnetico, ed uno invece dedicato all’installazione esterna, sicuramente di fattura più grezza ma fatto per resistere agli eventi avversi. Il pannello solare comunque presenta il cavo microUSB integrato, che quindi non si può rimuovere, e il suo apposito stand da esterno. Ultimo, ma non per questo meno importante, è una sorta di laccetto che si può attaccare alla cover in silicone della Reolink Argus 2: questo dovrebbe aiutare ad appendere la videocamera dove preferiamo.

La costruzione della videocamera

La qualità costruttiva, specialmente per un dispositivo che può essere montato in esterna, è di sicura rilevanza: la Reolink Argus 2 mostra un certa cura nei dettagli per mantenere l’impermeabilità: gli slot sono coperti da piccoli tasselli in silicone e, in generale, non ho ravvisato parti non a filo. Ogni piccolo sistema di aggancio funziona molto bene, la batteria si aggancia e rimane fissa in modo saldo. Frontalmente troviamo il cuore di questo dispositivo perché c’è il sensore per la registrazione dei video (o delle foto), contornato dai LED a infrarossi che servono per la visione notturna. Lo speaker altoparlante è posto sotto il sensore e serve per far ascoltare la nostra voce alla persona di fronte alla videocamera di sorveglianza. Lateralmente, invece, trova spazio lo slot microSD coperto dal guscio in silicone che ho menzionato sopra. Il LED di stato è posto centralmente e assumerà varie colorazioni: blu se è tutto OK, rosso se ravvisa qualche problema di funzionamento. E’ fin troppo ben visibile se acceso e diminuisce il senso di “occultamento” se vogliamo conferirne alla videocamera, ma tramite app si può disattivare tranquillamente.

La prima configurazione è davvero semplice: basterà inquadrare dall’app il QR Code posto sul retro della fotocamera e poi collegarci al Wi-Fi di casa, saremo subito online con questi semplici passaggi. Una configurazione che la rende pari ad altri competitor come D-Link.

La qualità di immagine della videocamera Reolink Argus 2

Osserviamo subito un certo lag tra ciò che inquadra la camera e ciò che accade di fronte alla camera, ma stiamo parlando di una frazione di secondo e, pertanto, non è nulla che possa limitare la fruizione della camera. La qualità di immagine è sufficiente per lo scopo: il numero di FPS può essere talvolta non sufficiente per avere l’immagine fluida, ma considerato che lo scopo è relativo alla sicurezza non mi sento di segnalarlo come un limite.

L’app Reolink

Un sistema di videosorveglianza trova le sue fondamenta in un app ben sviluppata e ben studiata, per organizzare tutte le videocamere a disposizioni ed offrire spunti smart all’utente. E’ questo il caso di Reolink che ha distribuito sia App Store che su Play Store un app ben fatta, intuitiva e con una buona grafica moderna.

L’app conferma il supporto degli assistenti vocali Alexa e Google Assistant, ma anche il supporto all’app IFTTT (che vi consiglio di approfondire perché per creare un ambiente smart è veramente eccezionale).

L’app è davvero intuitiva nei comandi: troviamo la possibilità di scattare screenshot di ciò che sta visualizzando la Reolink Argus 2, la possibilità di far partire una registrazione video che rimarrà in memoria della SD. Altra opzione prevista è quella di visualizzare a colori o in bianco e nero (consigliato di notte).

Da app possiamo attivare il microfono per sfruttare il famoso audio a due vie e quindi farci sentire nella stanza o nel luogo dove è installata la videocamera. Gli spunti di utilizzo per il microfono possono essere diversi: magari comunicare con il postino per dare indicazioni su una consegna oppure semplicemente attivare la campanella di allarme che arriva a 75 decibel. Sulla cifra non ho effettuato una misurazione precisa, ma posso assicurarvi che il rumore è molto molto forte e si fa sentire anche dai vicini e dovrebbe “aiutare” a far allontanare malintenzionati. Sempre in merito alla sicurezza, si può attivare o disattivare rapidamente il sensore di movimento che rileva appunto i movimenti. Tutto ciò, sensibilità compresa, può essere regolata dalle impostazioni dove si attivano le notifiche push ma anche le modalità di invio, come ad esempio gli orari in cui vogliamo riceverli. Chiaramente se siamo in casa, è inutile tenerle attive.

La batteria e il pannello solare

La batteria è molto capiente e, da specifiche, è una unità da 5200 mAh: la sua autonomia è molto variabile e dipende sicuramente da quanto funziona in modalità “attiva”. Se voi siete soliti aprire l’app spesso, attivate sempre la modalità di rilevamento del movimento, allora avrete un consumo differente. In linea di massima ho ravvisato un consumo di circa il 10% (controllabile da app) al giorno in questi casi, quindi ogni circa 10 giorni si può ricaricare. Ovviamente se programmate bene l’app, l’autonomia può salire sicuramente come rendimento e si scende anche a circa il 5-6% al giorno. Qui si può scegliere tra due possibilità: se tenete la Reolink Argus 2 collegata al pannello solare, non avrete mai necessità di ricaricarla a parte perché la luce (anche in giornate nuvolose) è sufficiente per ricaricare il dispositivo. Viceversa vi basterà smontare la batteria e procedere alla ricarica, la cui velocità dipenderà dall’alimentatore che utilizzerete.

Punti di debolezza

In questo paragrafo vi racconterò i principali limiti della Reolink Argus 2, ma vi faccio presente che si tratta di limiti soggettivi e che questi sono insiti nella natura di molte videocamere analoghe presenti sul mercato. Infatti la Reolink Argus 2 funziona grazie al protocollo Wi-Fi e non si basa su un sistema PoE

Se sentite la necessità di queste caratteristiche, probabilmente dovreste cercare direttamente un sistema di videosorveglianza diverso, come ad esempio uno capace di registrare 24/7 e che si basi sul protocollo PoE.

Un possibile limite riguarda la visualizzazione di immagine della videocamera, sicuramente non all’altezza dei modelli più costosi. Tenuto conto del prezzo, però, non ha nulla da invidiare ai diretti competitors, guadagnandone in altri fattori come il pannello solare e la batteria estraibile.

Il prezzo e le conclusioni

La videocamera di sorveglianza Reolink Argus 2 punta molto forte sulla versatilità, proprio per questo è diventata praticamente il best buy della casa produttrice. E’ indicata a chi sta cercando una videocamera che può essere installata indifferentemente all’interno o all’esterno e, sfruttando la vite inferiore, può essere spostata rapidamente secondo le proprie esigenze.

Il prezzo di questa videocamera è di circa 80€ sul sito ufficiale e potete sfruttare un codice sconto del 5% con questo codice ytb5offteam. Il pannello solare costa circa 20€. In alternativa potete acquistare la Reolink Argus 2 su Amazon.it al seguente link al prezzo di 114€. per il pacchetto videocamera+pannello. Solitamente sono presenti anche codici sconto, per questo motivo vi invito a seguire il canale Telegram AffariConTec.

Personalmente sono molto soddisfatto dell’esperienza con la videocamera Argus 2, molto comoda e versatile. Ovviamente tutto sta nelle vostre esigenze, perché qualora aveste bisogno di una soluzione più sofisticata dovreste rivolgervi a sistemi PoE.