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Qisan Magicforce 68: recensione della migliore tastiera meccanica economica

Qisan è un brand attivo nel mercato delle periferiche PC. Non è un marchio particolarmente noto in occidente, ma offre prodotti validi e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Questa Magicforce 68 appartiene alla linea principale, quella delle Magicforce, ed è la migliore espressione della filosofia di Qisan.

Design e costruzione

La Magicforce 68 è esteticamente molto accattivante. Nulla di particolarmente originale, ma si tratta comunque di un design pulito e sicuramente piacevole alla vista. In particolar modo la colorazione bianca. Il font non è dei più belli, vorrebbe essere originale ma alla fine risulta semplicemente banale, è però ben leggibile e dunque non si avrà granchè motivo di rimpiangere un altro font. Il formato è 65% cioè un 60% ma con il pad direzionale e 4 tasti in più.

Entrando nel vivo dell’analisi ed analizzando la costruzione sarà facile capire perchè è in questo aspetto che risiede uno dei suoi più grandi punti di forza. Il case è in ABS, abbastanza rigido e restituisce una buona sensazione di solidità.

Il backplate è in buon metallo: è molto raro trovare un backplate in metallo “serio” in questa fascia di prezzo, dunque questo è indubbiamente un punto a favore della Magicforce.

Peculiarità di tale tastiera rispetto alla concorrenza sono però i keycaps in PBT Double-shot: sono molto resistenti, le legende non si sbiadiranno col passare del tempo ed anche il feedback ne giova. Pur non trattandosi di PBT “pregiato” vi è una differenza abissale in tutti gli aspetti fra questi keycaps e quelli in ABS lasered generalmente montati sulle meccaniche economiche.

Prestazioni

La Magicforce 68 è disponibile in 2 varianti: una estremamente economica la quale equipaggia switch Outemu ed una seconda variante un pò più costosa (quella protagonista di questa review) che monta switch Gateron. Fra le 2 la consigliata è indubbiamente quella con i Gateron, ma anche la più economica può avere senso se non si dispone di un budget quantomeno discreto.

Il modello al centro di questa recensione è fornito di switch Gateron Brown, tattili di buonissimo livello che possono effettivamente dire la loro. L’esperienza di scrittura è estremamente soddisfacente, con un connubio di sound e feedback tattile davvero piacevole. Rispetto a dei Cherry MX Brown c’è meno attrito, lo switch è meno “sabbioso”e di conseguenza il tutto è molto più fluido e scorrevole. Il formato, se non si necessita effettivamente dei tasti “mancanti”, è perfetto in quanto consente di centrarsi bene rispetto alla tastiera e può essere considerato un vero e proprio valore aggiunto. Il layout è US, dunque abbastanza diverso da quello italiano, ma una volta presa confidenza e dopo un pò di rodaggio non si sbaglierà davvero un colpo. Anche nel gaming la Magicforce si comporta più che bene. Essendo reattiva è pienamente idonea per tutte le tipologie di gioco, fatta eccezione se si è giocatori di alto livello di FPS e simili. In questo caso è consigliabile rivolgersi sul modello con i Gateron Red i quali sono ottimi switch lineari e dunque perfetti per il gioco. I Brown sono invece la migliore opzione per chi è interessato sia alla scrittura (validissimi switch per questo) che al gaming (non eccessivamente competitivo).

Connettività

È presente la retroilluminazione bianca, estremamente potente e comoda se si è interessati a scrivere la notte. La connessione avviene, purtroppo, attraverso la vecchia micro USB. È un peccato visto che sta diventando sempre più raro l’utilizzo di questo standard a causa dell’avvento della type-c, e fra l’altro sarebbe molto comodo poter utilizzare semplicemente il cavo type-c per praticamente tutti i dispositivi (periferiche incluse) che si hanno in casa. Assente qualsiasi forma di connessione wireless, ma non si tratta di chissà quale mancanza su un prodotto economico così valido. Sotto il case sono presenti 2 alette per regolare l’inclinazione ed un vano per nascondere il cavo micro USB.

Prezzo e conclusioni

Qisan-Magicforce-68

Il prezzo del prodotto si aggira tra i 50 ed i 60 euro, a seconda che lo acquistiate da uno store orientale (Aliexpress) o da uno occidentale (Amazon). Si tratta di un prezzo sorprendentemente basso in confronto a quanto offerto, sopratutto se si prende come riferimento la concorrenza su Amazon. Se invece foste intenzionati ad acquistare su Bangood o su Aliexpress allora lì con una ventina di euro in più riuscirete a comprare una tastiera generalmente migliore (una Anne Pro 2, giusto per citarne una). In conclusione la Qisan Magicforce 68 è un prodotto estremamente equilibrato che offre una buona qualità a 360 gradi senza compromessi tangibili da un utente inesperto ed il tutto ad un prezzo assolutamente invidiabile. Si tratta di un vero e proprio best buy, sopratutto prendendo come riferimento Amazon, ed è indubbiamente una delle migliori soluzioni per approcciarsi come prima volta al mondo delle tastiere meccaniche. Se Qisan l’avesse spinta lato marketing, attraverso collaborazioni con Youtuber ed Influencer, adesso sarebbe sulle scrivanie di una grandissima fetta di utenza e sentireste un gran parlare di lei. Peccato, perchè il prodotto è fantastico!

Design8
Qualità Costruttiva9
Scrittura9
Gaming8
Connettività7.5
Qualità/ Prezzo9
9
Un ottimo prezzo ed un ottimo prodotto. Best buy della categoria, non esistono veri rivali. Da tenere d'occhio la variante economica se non si dispone di budget.
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PC

La migliore configurazione per creators con 2000 euro

Con l’articolo di oggi proseguiremo la serie dedicata alle migliori configurazioni per creators. Il budget di riferimento per questa build è 2000 euro e, a differenza della precedente, si tratta di una macchina adatta a sostenere carichi ben più pesanti.

La motherboard: MSI MPG X570 Gaming Plus

Nella configurazione precedente abbiamo inserito una scheda madre B450, ed anche se il modello da noi selezionato è uno fra i migliori della categoria, si trattava comunque di una motherboard di fascia media. Avendo più budget a disposizione, per questa build abbiamo adottato una MSI MPG X570 Gaming Plus. Le X570, infatti, sono le schede madre top di gamma per quanto riguarda il SoC AM4 (AMD Ryzen). In particolare questo modello di MSI può vantare di una dissipazione efficiente attraverso una ventola pre-installata sulla motherboard, un’ottima dotazione di porte e la compatibilità col software “Mystic light” per la gestione dell’illuminazione RGB.

Il processore: AMD Ryzen 7 3700x

Dalla configurazione precedente abbiamo “importato” la CPU, poichè rispecchia perfettamente i requisiti richiesti in una build di questo livello. Si tratta del Ryzen 7 3700x, la proposta di fascia medio-alta di AMD di quest’anno. Proprio come la Ryzen 7 di scorsa generazione, questa CPU può vantare 8 cores e 16 threads, ad una frequenza boost massima di 4.4 Ghz. Ma il vero passo in avanti è nell’architettura a 7 nm che ha permesso un buon aumento delle performance e al tempo stesso riduzione dei consumi. Rimane il dissipatore al limite, ma abbiamo approfittato del budget a disposizione per inserire, vedremo dopo, un dissipatore aftermaket.

La scheda grafica: Nvidia RTX 2080 Super

L’RTX 2080 Super di Nvidia è la seconda scheda video, sul mercato consumer, in ordine di potenza. Tralasciando i dati tecnici, la GPU in questione è un vero mostro di potenza. Con l’RTX 2080 super non incorrerete in alcuna difficoltà o rallentamento nell’editing di video molto pesanti, magari in 4k e con moltissimi effetti sopra. Il modello da noi consigliato è prodotto da MSI, abbiamo scelto questo prodotto sia per la completa compatibilità con la motherboard sia per le buone caratteristiche di cui può vantare. La dissipazione triventola permette, infatti, di raffreddare efficacemente la GPU, e l’estetica di questa scheda grafica non è davvero niente male. Aggressiva e moderna ma al tempo stesso elegante, e la compatibilità col software mystic light consenteuna perfetta gestione dell’illuminazione RGB.

Le RAM: Corsair Vengeance 32 GB 3200 MHz

Le Corsair Vengeance sono un classico. Corsair è ormai sinonimo di garanzia, e queste Vengeance sono vendute a buon prezzo. 32GB permettono di reggere carichi di lavoro particolarmente spinti e sono al tempo stesso future-proof, inoltre l’accoppiata Ryzen + RAM 3200 MHz è una scelta vincente. Non spiccano in estetica, ma si tratta di un prodotto affidabile e duraturo.

L’archiviazione: Sabrent Rocket NVMe

Dopo averlo consigliato nella guida ai migliori SSD NVMe riproponiamo questo Sabrent Rocket per il suo ottimo rapporto qualità prezzo, oltre che per le sue performance. Si tratta, infatti, di un SSD con velocità fulminee, che si attestano sui 3400 MB/s in lettura e 3200 MB/s in scrittura, dati importarti durante l’esportazione video. Il taglio di memoria da 1 TB garantisce infine spazio sufficiente per tutti i contenuti che produrrete.

L’archiviazione ausiliaria: Seagate Barracuda 1TB

1TB di memoria è una buona capacità di archiviazione, ma per i creators più attivi potrebbe non essere sufficiente. Per questo motivo abbiamo inserito nella build un ulteriore memoria di massa. Si tratta di un HDD di Seagate, il Barracuda da 1TB. Pur essendo un classico hard disk possiede discrete prestazioni, ma al tempo stesso buona affidabilità ed un prezzo interessante. E’ perfetto, insomma, come unità secondaria o di backup.

L’alimentatore: Thermaltake Smart Pro RGB

Noi di Tecnologici.net ribadiamo ogni volta l’importanza di un buon alimentatore, per questo consigliamo sempre prodotti affidabili e con almeno una certificazione 80+ Bronze. In questa build vi proponiamo un Thermaltake Smart Pro RGB 80+ bronze con potenza di 750W. Si tratta di un alimentatore potente e duraturo, senza particolari fronzoli estetici ma in grado di garantirvi buone performance nel tempo. Il prezzo è nella media, ma in una configurazione da 2000 euro non ci sentiamo di consigliare una PSU votata al risparmio.

Il case: NZXT H510 Elite

NZXT con i suoi case realizza dei veri e propri pezzi di artigianato come questo H510 Elite. I materiali sono ottimi, il pannello laterale in vetro temperato è estremamente resistente, il design è sobrio ma al tempo stesso moderno, sul fronte è presente una porta USB typeC. Il ricambio d’aria è stato migliorato tramite il filtro anti polvere e le 2 ventole da 120 mm presenti in bundle. Insomma, un vero gioiellino che non lascia spazio al compromesso.

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Il dissipatore: NZXT Kraken X63

Come abbiamo accennato nel paragrafo dedicato alla CPU, essendo la ventola in bundle con il Ryzen 7 3700x estremamente al limite, abbiamo approfittato del budget a disposizione per inserire nella configurazione un dissipatore a liquido. Si tratta dell’NZXT Kraken X63, un bellissimo dissipatore All-In-One dotato di ottime performance. Il radiatore da 240mm con 2 ventole, la pompa e il water block son stati interamente riprogettati rispetto alla generazione precedente, ed in effetti il salto in avanti è stato notevole, grazie a questo AIO potrete dissipare efficaciemente la CPU proposta in questa build. Anche il design è di rilievo, con il solito stile sobrio ma moderno che contraddistingue NZXT. Ci sono l’illuminazione RGB e la compatibilità col software NZXT Cam per una gestione completa del dissipatore. Proprio il software è il punto debole di questo prodotto, ma ciò non toglie che si tratta comunque di uno dei migliori All-In-One in commercio per prestazioni e design. Qualcuno potrebbe storcere il naso per il prezzo, ma ci tengo a sottolineare che ha molto più senso acquistare un prodotto come questo rispetto ad uno votato prettamente al risparmio.

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I migliori monitor da ufficio [max 400 €]

Nel precedente articolo della serie dedicata ai migliori monitor da ufficio ci siamo concentrati sui prodotti economici sotto i 200 euro. Si trattava di soluzioni valide per la fascia di prezzo, ed adeguate per un uso basilare ma che hanno chiaramente dei limiti. In questa guida tratteremo invece i migliori monitor da ufficio con budget massimo di 400 euro. Con cifre tutto sommato contenute si può infatti acquistare un prodotto adeguato per lavori che richiedono precisione del colore e specifiche di un certo livello, noi abbiamo trovato per voi i più validi e ne parleremo approfonditamente nel corso dell’articolo.

BenQ PD2500Q 

Il perfetto entry level per fotografi e grafici

BenQ PD2500Q

Il BenQ PD2500Q è un monitor da 25″, con risoluzione QHD, che grazie ad un prezzo abbordabile, un pannello di livello ed un’ottimo comparto connetività si propone come la migliore soluzione entry-level per fotografi, grafici, videomaker e via dicendo.

La risoluzione QHD “spalmata” su una diagonale da 25″ si traduce in una densità pixel di 117 ppi. E’ un ottimo valore in quanto offre parecchio spazio sullo schermo e massima nitidezza, al tempo stesso non richiede però il ridimensionamento. Il pannello IPS 8 bit offre un’ottima luminosità (350 nits), il tipico rapporto di contrasto (1000:1) ma sopratutto una luminosità minima notevolmente più bassa della media, ed a ciò si unisce un backlight bleeding ridotto all’osso. Il pannello è poi calibrato alla perfezione con il 100% di copertura sRGB e Rec709, ed una fedeltà molto elevata con deltaE che rientrano pienamente nei limiti accettabili. Si tratta a 360 gradi di ottimi valori, non scontati in prodotti in questa fascia di prezzo.

Inoltre il monitor offre molte funzioni utili, specialmente se si lavora con SOLIDWORKS, AutoCAD, e via dicendo. Utilizzando il preset “CAD / CAM”, le linee 3D diventano più evidenti e visibili, il che può migliorare notevolmente il lavoro. Infine è presente la tecnologia Brightness Intelligence che consiste in un sensore integrato che può regolare automaticamente la luminosità dello schermo in base all’illuminazione ambientale.

Le cornici sono ottili ed il design è molto sobrio, perfetto per l’ufficio. Il supporto permette sia la regolazione in altezza che l’inclinazione e la rotazione, ma è comunque presente la compatibilità con uno stand VESA.

La connettività è ottima ed include una DisplayPort 1.2, una mini DisplayPort, una DisplayPort-Out, una HDMI 1.4, un jack per cuffie, altoparlanti integrati da 4W e un hub quad USB 3.1.

Samsung S27R750

Versatile ed economico

Samsung S27R750

Il Samsung Space Monitor è un prodotto presente sul mercato in 2 configurazioni. La prima, quella proposta in questo articolo, è un monitor da 27 pollici con risoluzione QHD, frequenza d’aggiornamento di 144Hz e tempo di risposta di 4ms.

La risoluzione QHD su una diagonale da 27 ” pollici si traduce in una densità pixel molto buona, e consente quindi di avere dettagli molto nitidi in tutte le circostanze. In questo caso il pannello in questione adotta la tecnologia VA. Buona la luminosità (circa 300 nits), ottimo contrasto (2900:1), la profondità del colore è di 8-bit. Il monitor si comporta bene anche nella riproduzione dei colori: copertura dello spazio colore sRGB del 97%, buona precisione e temperatura. Altrettanto bene non si può parlare invece dell’uniformità del pannello, con i neri che si avvicinano notevolmente al grigio negli angoli. Si tratta quindi di un prodotto adeguato all’uso in fotografia e grafica, anche se è preferibile farci una calibrazione in modo tale da renderlo ulteriormente idoneo.

Il design è molto minimal ed elegante, con finitura nera che si adatta a praticamente tutti gli ambienti. Le cornici sono sottili, e lo stesso si può dire del monitor. Nonostante questo la qualità costruttiva rimane molto buona. Caratteristica peculiare dello Space è il braccio ergonomico che ne consente la regolazione in modo abbastanza originale: permette infatti uno spostamento molto ampio, consentendo di liberare moltissimo spazio sulla scrivania qualora lo si “distenda” in verticale lungo il muro. In verità questo sistema non funziona come dovrebbe, nel senso che il braccio non fornisce movimenti versatili come previsto dal design, ed anzi in alcuni casi finisce solo per avvicinare ulteriormente lo schermo all’utente. Un braccio VESA sarebbe stato sicuramente più funzionale, ma ha un certo costo e comunque non c’è la compatibilità con esso.

Gran nota dolente la connettività: va bene che gli ingegneri Samsung hanno adottato delle soluzioni che nascondono in modo eccellente i cavi, ma un solo ingresso Mini DisplayPort 1.2 e 1 HDMI 2.0 è troppo poco. Considerando anche che Samsung propone questo monitor come prodotto per uffici e aziende, eppure non vi è nemmeno 1 porta USB 3.0, quando invece sul BenQ precedente vi era un comparto connettività di tutt’altro livello.

Il prezzo è probabilmente il suo maggior punto di forza: con meno di 300 euro si acquista un buon pannello, un design di un certo livello e la peculiare caratteristica del braccio ergonomico.

LG 27UL650

Il miglior monitor 4k economico

LG 27UL650

LG 27UL650 è il successore del 27UK650, uno dei primi monitor a portare sul mercato un pannello 4k con un buon rapporto qualità/prezzo. Questo 27UL650 si conferma il degno successore, migliorando il modello precedente ma mantenendo una certa attenzione al prezzo. Si tratta del miglior monitor 4k “economico” per fotografi, grafici, videomaker e chi svolge lavori che richiedono una certa precisione del colore.

La risoluzione 4k su una diagonale da 27 ” è perfetta in quanto offre un’ampia area di visione ed una nitidezza senza rivali. Per qualcuno le scritte potrebbero essere troppo piccole, ma basta applicare il ridimensionamento e tutto si risolverà. LG con i propri monitor è ormai una garanzia e lo ha dimostrato anche con questo prodotto. Il pannello IPS 10 bit (8 bit + FRC) è stupendo, con una copertura dello spazio colore sRGB del 100%, precisione del colore eccellente e temperatura perfettamente equilibrata. A ciò si uniscono una luminosità di 350 nits e la certificazione HDR400. Quest’ultima caratteristica funziona notevolmente meglio rispetto alla classica emulazione dell’HDR che aumenta semplicemente la saturazione dei colori. Nel complesso quanto offerto dal pannello dall’LG 27UL650 è straordinariamente buono per la fascia di prezzo, ed al costo attuale (meno di 400 euro) è indubbiamente il best buy della categoria. Se infatti sono necessari un pannello 4k e specifiche di un certo livello, è (quasi) impossibile trovare di meglio a parità di costo.

Il design è molto sobrio con cornici ridotte all’osso ed una colorazione bianco opaco molto elegante. La stessa attenzione estetica la si ritrova anche nello stand, grigio argento, il quale permette: regolazione dell’altezza, inclinazione e rotazione. La qualità costruttiva è al pari dei modelli top di gamma e vi è la compatibilità con un supporto VESA.

Il 27UL650 non è il migliore in termini di connettività ma possiede comunque 1 DisplayPort 1.4, 2 HDMI 2.0 ed il jack per le cuffie. Mancano degli ingressi USB, ma se si è interessati particolarmente alla dotazione di porte è possibile acquistare l’UL850 che offre pari specifiche ma un numero ed una tipologia di ingressi smisurati a circa 100 euro in più.

LG 34WK650

Un immenso 21:9 economico

LG 34WK650

Nel precedente articolo abbiamo già affrontato il discorso riguardante l’utilità del 21:9 in ambito lavorativo. Si tratta di un vantaggio non indifferente e quindi in molte situazioni può essere preferibile questo tipo di monitor rispetto ad un classico 16:9. Questa tipologia di prodotto è però molto costosa, ma l’LG 34WK650 punta a portare un 21:9 di “grande taglio” anche sulle scrivanie di chi non dispone di un budget particolarmente consistente.

La risoluzione è di 2560 x 1080, di per sè non è bassissima se non fosse che la diagonale è di ben 34″. La densità pixel di 81 PPI si traduce in icone e scritte non troppo nitide. Da una distanza media la situazione non è così drammatica, ma siamo veramente al limite e quindi sarebbe bene accertarsi di persona se risulta fastidioso o meno. Il pannello IPS 8 bit è calibrato in fabbrica ed infatti offre una copertura dello spazio colore sRGB del 99%, colori precisi e una buona temperatura. Il rapporto di contrasto è tipico (1000:1) e la luminosità di 300 nits è buona. Queste caratteristiche lo rendono adeguato per i lavori che richiedono precisione del colore, e l’aspect ratio di 21:9 è una vera killer feature in questo senso. L’ago della bilancia è rappresentato dalla risoluzione, probabilmente per parecchie persone sarà tutto sommato sufficiente ma per tante altre invece una densità pixel così bassa risulterà fastidiosa.

Il design è moderno ma sobrio, ricorda molto quello dell’ UL650, quindi possiamo dire che valgono le considerazioni fatte poco fa.

Il reparto connettività è composto da 2 HDMI 2.0, 1 DisplayPort 1.4, il jack per cuffie e 2 casse da 5W.

In questo articolo abbiamo proposto una guida all’acquisto ai migliori monitor da ufficio con budget massimo di 400 euro. Si tratta di prodotti validi e che offrono un grande salto qualitativo rispetto ai modelli economici. Per chi invece fosse interessato ad un modello da gaming, nella stessa fascia di prezzo, cliccando QUI verrà reindirizzato alla guida dedicata ad essi.

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Cherry KC 6000 Slim: recensione della migliore alternativa alla Apple Magic Keyboard

La KC 6000 Slim è una tastiera a forbice prodotta da Cherry, il noto brand tedesco nel campo delle periferiche per computer. Si tratta di un prodotto che richiama apertamente la Magic Keyboard di Apple e che di fatto riesce a proporsi come la sua migliore alternativa.

Design e costruzione

La Cherry KC 6000 slim è esteticamente molto accattivante, con un design sobrio ed elegante che farà la felicità di tutti gli amanti del minimalismo.

È disponibile in 2 colorazioni, una bianca ed una nera, entrambe ben riuscite. Lo spessore di soli 15 mm è sbalorditivo, sopratutto tenendo conto che sono equipaggiati degli switch a forbice (Cherry Scissor Switch) e non si tratta quindi di una comune tastiera a membrana.

Nonostante sia così sottile la qualità costruttiva è ottima: il fronte è in solidissimo alluminio mentre il corpo in plastica è comunque resistente e di buona fattura. Il layout inglese non è di semplicissimo approccio, ma con un po’ di abitudine fare le vocali accentate sarà spontaneo ed immediato.

Trattandosi di una 100% è presente il tastierino numerico, tanto desiderato da alcuni, oltre a vari tasti implementati da Cherry. Di questi i più utili sono quelli per il controllo del volume e quello per richiamare immediatamente la calcolatrice.

Design e qualità costruttiva son quindi assimilabili a quelli del prodotto del brand di Cupertino, anzi la Cherry restituisce una sensazione di maggior solidità.

Prestazioni

Gli switch adottati sono dei Cherry Scissor. Si tratta di switch a forbice proprietari del brand tedesco, senza dubbio superiori a quelli adottati da Apple nella propria Magic Keyboard.

L’esperienza di scrittura è soddisfacente, non bisogna aspettarsi il feedback di una meccanica di qualità, ma parliamo di tipi di tastiere molto diversi. Il sound è secco e corposo, non particolarmente rumoroso, ma comunque netto e ben avvertibile. Insomma un suono piacevole. Nel complesso si scrive molto bene ed una volta presa la mano con il layout non tradizionale non si sbaglierà un colpo. Per quanto riguarda il gaming invece esso è possibile ma non consigliato. Non è una tastiera concepita per quello scopo, è fattibile se non si hanno grandi pretese, ma se quello è l’obiettivo primario allora è bene virare su altri prodotti.

Prezzo e conclusioni

L’attuale prezzo ufficiale su Amazon è di 47.99 €, pienamente in linea con quanto proposto. La Cherry KC 6000 Slim è assolutamente valida, ed offre un buon connubio di qualità costruttiva ed esperienza di scrittura. E’ un ottimo prodotto per un uso d’ufficio e se si vuole un’esperienza maggiormente soddisfacente bisogna necessariamente optare per una tastiera meccanica di un certo livello.

Rispetto alla Apple Magic Keyboard si guadagna sopratutto nell’esperienza di scrittura, ma di contro si perde la connessione Wireless. Per quanto ci riguarda il gioco vale la candela, tenendo conto che il prezzo richiesto è praticamente 1/3 di quello necessario per la tastiera Apple. Aldilà delle considerazioni personali resta di fatto che la Cherry KC 6000 Slim è la migliore alternativa alla tastiera del brand di Cupertino, ed è bene tenerla in considerazione in fase d’acquisto anche se si dispone di un budget elevato.

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I migliori notebook per lo smart working [max 1000 euro]

Dopo l’articolo sui migliori notebook da smart working sotto i 500 euro passiamo ora ai migliori notebook economici, dove fissiamo il prezzo massimo a mille euro. Si tratta di notebook idonei a gestire carichi di lavoro complessi e che possono vantare di specifiche di livello.

Huawei Matebook D 15

Il migliore 15″ sotto i 700 euro

Huawei Matebook D 15

Dopo il successo dell’anno scorso, Huawei ha rinnovato la propria line-up di notebook in modo da poter consolidare ed ampliare le quote di mercato in questo ambito. Huawei Matebook D è la proposta di fascia media dell’azienda cinese. Essa è disponibile in due varianti: una da 15″ ed una da 14″. A differenza di quanto si potrebbe pensare il modello più grande è anche il più economico fra i 2, questo perchè il 14″ è dotato del doppio della capacità di archiviazione.

La costruzione è ottima: estremamente premium per la fascia di prezzo, con un design che richiama quello dei MacBook ma senza essere una copia spudorata. Lo chassis completamente in alluminio risulta solido e concreto. Il peso di 1.5Kg è contenuto e le dimensioni sono molto compatte (assimilabili a quelle di un 14″ di qualche generazione fa). La dotazione di porte è completa: 2 USB 2.0, 1 USB 3.0, 1 HDMI, jack audio ed infine una USB type-c gen2 con supporto alla ricarica. Il Touchpad è sufficientemente fluido, spazioso e preciso mentre la tastiera è addirittura una fra le migliori in assoluto.

Il Matebook D equipaggia un Ryzen 5 3500U, dotato di 4 cores ed 8 threads, accompagnato da 8GB di RAM DDR4 e 256GB di SSD NVMe. Pur non essendo componenti di primissima fascia, le performance nell’uso quotidiano sono eccellenti (complice un SSD molto veloce) e ci si può cimentare anche in lavori più impegnativi (es. video editing FHD, Photoshop e Lightroom) con buona soddisfazione.

Il pannello IPS, è abbastanza luminoso (circa 270 nits) e dotato di colori vivaci e brillanti. La fedeltà cromatica è però molto bassa, dunque è da escludere l’impiego di questo display per lavori che richiedono colori precisi ed acccurati.

L’autonomia è nella media, la batteria da 42Wh non eccelle ma è comunque sufficiente per grandissima parte dell’utenza.

Huawei Matebook D 14

Il miglior ultrabook sotto i 700 euro

Huawei Matebook D 14

Per il Huawei Matebook D 14 valgono le medesime considerazioni del fratello da 15″ di cui abbiamo appena parlato. Questo modello si differenzia tuttavia per la capienza dell’SSD, di ben 512GB, ovvero il doppio della versione con dimensioni del display maggiore.

Altra differenza sostanziale è nella batteria, da 56Wh, che si traduce in un’autonomia notevolmente maggiore. Le prestazioni durante carichi di lavoro prolungati nel tempo sono meno solide, ma in linea generale sono assimilabili (sopratutto per quanto riguarda l’uso da ufficio).

Infine l’ultima differenza degna di nota è nella presenza della retro-illuminazione della tastiera, feature assente sul modello da 15″.

Surface Pro 7

Un’esperienza unica

Surface Pro 7

Il Surface Pro 7 è a tutti gli effetti un prodotto iconico per Microsoft. Anche quest’anno,tale macchina continua ad essere il miglior tablet Windows in commercio, rimanendo il punto di riferimento per la categoria, ma c’è qualcosa che deve cambiare.

La costruzione è ottima: lo chassis in alluminio consente di avere solidità ed al tempo stesso leggerezza. Il peso è di soli 770 g e si tratta di una soluzione molto compatta. La dotazione di porte è sufficiente: 1 USB 3.0, il jack per le cuffie, l’ingresso Surface Connect ed infine 1 USB Type-C. Rispetto alla scorsa generazione è stata abbandonata, finalmente, la DisplayPort in favore della type-c. Quest’ultima consente di ricaricare il notebook e funge da uscita video, tuttavia non si tratta di una Thunderbolt 3 (e questo stona un pò su una macchina dedicata ai professionisti). La tastiera è da acquistare a parte, e c’è da dire che Microsoft se la fa pagare, ma grazie alla superficie in alcantara offre un’esperienza di scrittura che nessun’altro accessorio della concorrenza è in grado di proporre.

Il Surface Pro 7 è disponibile in diverse varianti. La più equilibrata, non che quella consigliata, è quella i5/8/128. Prima di entrare nel vivo dell’analisi prestazioni, focalizziamoci su una nota dolente: la capienza del disco. Proporre 128 GB sul modello base di un prodotto di questo livello, nel 2020, è inaccettabile. E’ vero che vi è la possibilità di espandere la memoria attraverso SD Card ma, a fronte del prezzo richiesto da Microsoft, è giusto e sensato pretendere 256 GB di base. Tornando a parlare di prestazioni, è doveroso specificare che si tratta di una macchina fanless. In assenza di una dissipazione attiva quindi, al perdurare di un carico di lavoro corrisponderà un aumento delle temperature. In corrispondenza di questo aumento delle temperature, non riuscendo a dissipare efficacemente il calore, si verificherà una progressiva diminuzione delle frequenze della CPU fino a quando non sarà tornato tutto entro i parametri stabiliti da Microsoft. Questo vuol dire che se si impiegherà il Surface per gli usi previsti dalla casa madre (es produttività d’ufficio, video editing non troppo spinto) tutto andrà liscio come l’olio (grazie anche ad un validissimo SSD NVMe di Toshiba), ma se le vostre priorità sono altre allora il nostro consiglio è di orientarvi su macchine diverse.

Il display è un ottimo IPS da 12,3″ in formato 3:2 e con risoluzione di 2736×1824 pixel. Il particolare rapporto di forma consente di ovviare alla dimensione del display ristretta, ed anzi è probabilmente una soluzione più efficiente rispetto ad un tradizionale 13″ in 16:9. Pur trattandosi di un buonissimo pannello, anche a riguardo va fatta una puntualizzazione. Si tratta non solo del display del precedente Surface, ma anche di quello del Pro 5 (di ben 2 anni fa). La concorrenza in questo campo ha fatto grandi passi in avanti ed è un peccato che Microsoft si sia adagiata sugli allori, perdendo il vantaggio conquistato 2 generazioni fa.

A dispetto di quello che la batteria da 45Wh potrebbe far pensare, l’autonomia del Surface Pro 7 è ottima. Microsoft, anche grazie alle nuove CPU Intel di 10° generazione, ha lavorato ulteriormente sui consumi limando quasi tutto ciò che poteva essere limato.

HP Pavilion 14

Concreto ed equilibrato

HP Pavilion 14

L’HP Pavillon 14 è un ottimo notebook di fascia medio-alta. Non vanta caratteristiche peculiari, ma possiede un hardware molto “generoso” per la fascia di prezzo.

La costruzione è buona: l’alluminio garantisce solidità ed un buon feeling mentre la back cover in plastica non stona col design del notebook. Non trattandosi di un ultrabook, HP non ha lavorato sull’ottimizzazione dello spessore e questo si traduce in peso: 1.6kg, non spropositato ma non si tratta certamente del prodotto più leggero della categoria. La dotazione di porte è ampia: 2 USB 3.0, 1 USB Type-C, 1 HDMI 1.4, 1 ingresso RJ45, jack per le cuffie ed 1 lettore di schede SD.

L’hardware è di tutto rispetto. La CPU è un Intel Core i7 1065G7 accompagnata da una MX250, 16 GB RAM e 1TB di SSD. Si tratta di una delle soluzioni più complete sotto questo punto di vista, è infatti rarissimo trovare ben 16 GB di RAM ed 1TB di memoria interna su configurazioni di questo tipo ( e con questo prezzo). La prestazioni del processore non sono brillanti, ed anzi ci si aspetterebbe qualcosa in più sotto questo aspetto, ma sono più o meno in linea con la concorrenza. La GPU dedicata consente di avere un buon guadagno nei lavori dove entra in gioco ed i 16GB di RAM possono quasi essere considerati una killer feature, tenendo conto che oltre ad essere utili in moltissimi scenari sono anche necessari in ottica futura. L’SSD NVMe oltre ad essere molto capiente è anche estremamente veloce e lo si nota in ogni scenario d’uso. Nel complesso si tratta di una macchina idonea per il montaggio video (anche in 4k, con qualche compromesso) e lavori discretamente complessi.

Il display è un buon pannello IPS da 14″. E’ luminosissimo, ben calibrato e con ottimi contrasti. Soffre di backlight bleeding, ma nulla di tragico. Si tratta insomma di uno dei punti di forza di questo prodotto, considerando che è sensibilmente migliore di (quasi) tutti i rivali.

L’autonomia è purtroppo castrata da una batteria troppo piccola, soli 41 Wh. I consumi sono generalmente buoni e questo consente di avere una durata generalmente sufficiente, ma è comunque un peccato poichè sarebbero bastati 10 Wh in più a fare la differenza.

Dell G5 5590

Il miglior notebook da gaming economico

Dell G5 5590

Il Dell G5 5590 è un notebook da gaming economico, quindi non ci si aspetterebbe di trovarlo in questa guida. Ma chi ha detto che un notebook da gaming non vada bene per lavorare? Questo prodotto infatti è l’ideale per chi necessita di una macchina in grado di portare a termine in scioltezza anche i carichi più pesanti.

La costruzione è buona: pur non essendo completamente in alluminio è difficile notare differenze, inoltre si avverte una buona sensazione di solidità e robustezza. Il peso è tutt’altro che contenuto, circa 2.5kg e questo potrebbe inficiare sull’effettiva portabilità del prodotto. La dotazione di porte è molto varia: 3 USB 3.0, 1 USB Type-C gen2 (senza supporto alla ricarica), 1 lettore di schede SD, jack per le cuffie, 1 HDMI 2.0 ed infine un ingresso RJ45.

L’hardware è di altro livello rispetto a quello dei notebook precedenti. Vi sono diverse varianti a listino, ma quella consigliata in questa guida è la: i5/8/512 + GTX 1650. Una configurazione come questa vi può accompagnare in praticamente qualsiasi tipo di lavoro, considerando che le prestazioni dell’I5 9300H sono drasticamente migliori rispetto a quelle di tutti i notebook presentati in questa guida. I soli 8 GB di memoria RAM potrebbero far storcere il naso, tuttavia bisogna tenere conto della possibilità di aggiornamento offerta da questa macchina. Sia l’SSD NVMe (veloce ma non dei migliori) che le RAM possono essere sostituite facilmente e volendo si può optare per l’espansione attraverso gli slot liberi. Infine La GTX 1650 consente buone performance in tutti i lavori grafici.

Il display è nella media dei prodotti di questa categoria: non molto luminoso, buoni contrasti ma scarsa fedeltà cromatica. Lo si può assimilare a quello di un Matebook D (che è comunque più luminoso).

L’autonomia è sorprendentemente buona per trattarsi di un notebook da gaming economico. Il merito va in gran parte alla batteria da 60Wh, la quale permette di avere una durata sufficiente nella maggior parte degli scenari d’uso.